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Red Faction: Armageddon
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Anteprima - Red Faction: Armageddon

Gli umani hanno colonizzato Marte e costruito le loro città, dopodiché è arrivata la rivoluzione e tutto ciò che ne consegue, devastazioni comprese. Alla fine di tutto è scesa la pace a coprire le macerie, e le genti hanno ricostruito le loro case. Poi nuovamente la guerra, nuovamente la distruzione. Alla fine, lasciato tutto alle spalle, si è ricostruito ancora una volta. Indovinate un po’ ora che succede?
Tutto in famiglia... circa
Red Faction Armageddon prenderà il via diversi anni dopo la fine della rivoluzione vista in Red Faction Guerrilla: Marte è nuovamente in guerra, la pace creatasi dopo la fine delle ostilità rivoluzionarie si è rivelata più fragile del previsto e gli abitanti del pianeta rosso, per evitare di soccombere alla devastazione, hanno continuato la loro esistenza rifugiandosi in gallerie sotterrane che con il tempo hanno formato una fittissima e vastissima rete. Purtroppo la sorpresa era dietro l’angolo: una razza aliena ha deciso che gli umani avevano poco a che spartire con loro, decidendo di sterminarli. Ovviamente la cosa non viene accolta con rassegnazione dalla popolazione, che inizia una lotta per ogni metro di galleria. Fra questi c’è anche Darius Mason, parente del protagonista di Red Faction Guerrilla che più di altri prende a cuore l’idea di render pan per focaccia agli alieni.

Volition sbarca nuovamente su Marte con un bagaglio bello carico, l’esperienza e i feedback avuti con Guerrilla, e uno scopo ben chiaro: migliorarsi. Se l’idea di rendere l’ambiente di gioco distruttibile aveva calamitato la curiosità e l’apprezzamento di molti, i tempi morti del precedente titolo e la scarsa IA avevano attirato altrettante critiche. Ma il team di sviluppo sembra proprio essersi seduto a riflettere per poi ripartire con le idee chiare. Prima cosa, via l’impostazione sandbox a favore di un più classico sparattutto in terza persona. Cunicoli stretti e angusti si alterneranno ad ampie caverne e anche qualche sortita in superficie, evitando così il rischio di sostitutive i tempi morti dati dall’open world con la noia e la monotonia di cunicoli tutti uguali fra loro. Ma il vero asso nella manica di Armageddon sarà, ancora una volta, la possibilità di devastare praticamente qualsiasi cosa… con una differenza: tale possibilità non dovrà più essere vista come un optional, una gioia per gli occhi e poco altro, ma come il vero mezzo con cui sconfiggere i nemici lungo la via. Ad aiutare il giocatore, Volition e lo stesso Mason nel realizzare questa visione ci pensa l’arsenale del protagonista, qualcosa di veramente devastante.

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Nulla si crea, nulla si distrugge
Almeno concettualmente. Valide compagne del giocatore durante gli scontri saranno le armi, ma non quelle convenzionali, non solo. Il Fucile Magnetico e la Nanoforge sono due armi che possono essere viste una l’opposto dell’altra, ma che insieme mettono il giocatore di fronte ad una serie di possibilità pressoché illimitate per eliminare il nemico. Infatti il Fucile Magnetico, come ricorda vagamente il nome, ha la funzione di far collidere i due bersagli scelti dal giocatore. Tanto entusiasmo per un’arma in grado di sbattucchiare due teste nemiche potrebbe sembrare fuori luogo, ma quando si inizia a ragionare più in grande ecco manifestarsi tutto il suo potenziale. Un esempio: un drappello nemico avanza verso Mason e ad un certo punto passa vicino ad una parete di roccia. Basta agganciare con il Fucile Magnetico tale parete e poi il gruppo alieno ed ecco prender vita la massima “Se Maometto non và alla montagna la montagna và da Maometto”. In un mondo pienamente distruttibile, tale congegno può rilevarsi uno strumento ben più utile di una qualsiasi arma da fuoco convenzionale.

Se il Fucile Magnetico è un’arma di distruzione di massa nel senso più fisico del termine, la Nanoforge è la sua nemesi perché in grado di riparare praticamente qualsiasi cosa. Sarà ad esempio possibile creare un riparo dal fuoco nemico ricomponendo una parete crollata, inoltre se con il Fucile Magnetico creiamo una feritoia nella parete appena ricomposta, ecco che l’utilizzo combinato delle due armi ne amplia ulteriormente le possibili applicazioni. Si potrebbe andare avanti una vita con esempi simili, il messaggio di fondo rimarrebbe comunque lo stesso: con la giusta inventiva, un pizzico di tempismo e, perché no, qualche grammo di sadismo Red Faction Armageddon può offrire degli scontri a fuoco veramente appaganti. Non è nemmeno richiesta una minima conoscenza del bricolage. Gli sviluppatori hanno rivelato che la Nanoforge avrà anche una funzione secondaria, chiamata Shockwave, che blocca il nemico in un campo di stasi in balia del giocatore. Sarà poi nuovamente presente il Singularity Cannon, in grado di dar forma all’equivalente di un buco nero che risucchia tutto ciò che lo circonda dando così lo spettacolo di un frullatore gigante.
In aiuto alle armi “imbracciate”, il giocatore avrà anche a disposizione uno strumento in grado di generare onde d’urto a zone o localizzate, utile per abbattere pareti e scagliare lontano i nemici nelle situazioni più concitate. Tutte queste armi, insieme alle abilità del giocatore, saranno potenziabili nella storia e in multiplayer presso dei checkpoint sparsi nei livelli. La moneta di scambio saranno dei punti accumulabili durante gli scontri.

C’è infine da citare la presenza di un esoscheletro un po’ più piccolo di quelli utilizzati nei precedenti episodi, ma dotato di mitragliatori con munizioni laser e di salve di missili in grado di colpire più bersagli ogni scarica. A livello di gioco l’esoscheletro sarà leggermente più lento ma decisamente più resistente, con la capacità di compiere degli scatti a testa bassa per sfondare muri, colonne e anche nemici. Dal canto loro, la razza aliena farà le cose per bene schierando in campo nemici di diversi tipi per rendere ogni scontro più vario e anche più pericoloso. Anche se non è la prima volta che si sente parlare di alieni che spruzzano acido corrosivo, oppure piccoli ed estremamente agili o, ancora, grossi, lenti ma inesorabili, rimane il fatto uno schieramento formato da diverse tipologie di combattenti diventa sicuramente più difficile da affrontare. Inoltre Volition garantisce che, a differenza di Guerrilla, l’IA degli avversari sarà in grado di metterci seriamente in difficoltà facendo sfumare il rischio di un gioco dove caricando a testa bassa si arriva alla fine di ogni scontro, e magari illesi.

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Multiplayer devastante
L’esperienza multiplayer offerta da Armageddon sarà composta non soltanto dalle modalità classiche quali Deathmatch e Capture the Flag, ma anche dalla nuova Infestazione. Se con le meccaniche di gameplay offerte da Volition le modalità comuni assumeranno comunque una sfumatura più interessante, basti pensare alla possibilità per fregare gli avversari distruggendo il pavimento sotto i loro piedi, facendogli franare addosso mura e stalattiti o ricostruendo edifici e passerelle per raggiungerli, coglierli di sorpresa ecc, Infestazione si prospetta come una modalità cooperativa all’insegna del caos. Quattro compagni di squadra dovranno resistere ad orde sempre più forti e numerose di nemici utilizzando tutti gli strumenti a disposizione. Non si tratterà solo di mera distruzione però, alcune missioni consisteranno nel sopravvivere all’interno di un edificio-fortezza e, in questo caso, sarà interesse dei giocatori limitare i danni il più possibile, ricostruendo le difese dove necessario. Inoltre sarà presente una modalità multiplayer in senso lato chiamata Rovina: il giocatore avrà un minuto di tempo per fare più danni possibili alle strutture di un’arena. Potremmo definirla una modalità fatta per svago, con classifiche online per incitare i giocatori più competitivi a ritentare per raggiungere nuovi livelli di distruzione.

In conclusione, prendendo coscienza degli errori commessi in Guerrilla Volition sembra aver messo Red Faction Armageddon sulla strada giusta così che il 10 giugno prossimo saranno in molti a voler sbarcare su Marte per dar battaglia all’ennesima minaccia aliena. La speranza è che, oltre a venir raso al suolo praticamente tutto il pianeta, vengano distrutti anche i pochi dubbi che ancora aleggiano sul titolo.

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L'autore

Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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