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Duke Nukem Forever
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Anteprima - Duke Nukem Forever

Immaginate una festa dove tutti gli invitati bene o male si conoscono, dove tutto è messo al posto giusto, tutti sono pacati. Orgogliosi dei loro traguardi chiacchierano tranquillamente con un bicchiere in mano. Ad un certo punto arriva il molesto, quello famoso per ridere sguaiatamente, parlare con la bocca piena e commentare le donne con lo stesso tatto di King-Kong di fronte ai bastoncini dello shanghai. Shepard, con il sopracciglio alzato, lo fissa critico, Auditore non nasconde un motto di disgusto, Snake si mette le mani fra i capelli e perfino Fenix rimane a bocca aperta. E sì che lo chiamano Duca!
Hail to the King!
Erano i tempi di Doom e Quake, idSoftware sembrava inarrestabile e il videogioco stava raggiungendo sempre più giovani ottenendo, di contro, attacchi continui e spietati dall'opinione pubblica che con l'ignoranza tipica di chi non conosce ciò di cui parla accennava a disturbi, traumi per i ragazzi, contenuti amorali... 3DRealms, tanto per calmare le acque, diede voce ad un personaggio del quale ancora oggi si parla con una certa riverenza. Essenza stessa della tamarraggine, del machismo, dell'egocentrismo... insomma, un “Fuck Yeah!” vivente: Duke Nukem!

Protagonista di diversi titoli, fra cui Duke Nukem 3D ad oggi considerato l'apice della sua carriera, il Duca sembrava destinato a sedere nell'Olimpo dei videogiochi splendendo di fulgida luce, tanto che venne annunciato un episodio dal titolo emblematico: Duke Nukem Forever. Purtroppo negli ultimi quindici anni DNF è diventato emblema di una categoria dell'industria videoludica decisamente meno fulgida, quella dei vaporware, i titoli persi nei meandri del tempo e dello sviluppo che vedono la pubblicazione come una luce in fondo ad un tunnel lunghissimo che spesso diventa infinito.
3DRealms non è mai stata fortunata da questo punto di vista, un altro titolo annunciato dalla software house negli anni novanta, Prey, ha dovuto soggiornare nel limbo prima di vedere la luce con le inevitabili cicatrici. I fan hanno pensato che tutto fosse perduto quando, poco dopo averne annunciato il ritorno, la software house texana ha chiuso i battenti, quasi a voler beffare un'ultima volta chi sperava nella sua pubblicazione.

Se la speranza è l'ultima a morire, è vero anche che il Duca non ha intenzione di farlo nemmeno per ultimo e al PAX del 2010 ha voluto dimostrarlo tornando... per restare. Merito di Gearbox Software, che dopo l'ottimo Borderlands ha deciso di farsi onere di portare, finalmente, Duke Nukem Forever sugli scaffali. Dopo un ultimo, piccolo, rinvio, Duke Nukem è pronto a respingere l'ennesima invasione aliena, fissata per il 10 giugno.

Politically Uncorrect
Quello che ha sempre contraddistinto la serie 3DRealms è il carattere schiettamente polemico, irriverente e irrispettoso del personaggio e delle situazioni. Gli alieni invadono la terra partendo da Las Vegas e lo fanno per rapire le ragazze più belle e portarle sul loro pianeta per... beh, è ovvio. Il Duca viene richiamato dal suo ritiro dorato per difendere ancora una volta la Terra, o la sua parte femminile, e per chiudere i conti con questi alieni molesti che di fatto hanno deciso di tornare per trovare vendetta dall’ultima smacco subito. Una volta compreso questo si ha in mano la trama, perché in Duke Nukem Forever non è la storia che conta... non in maniera primaria almeno.

Duke Nukem, uccide, offende, sfotte e non sembra in grado di dimostrare altri tratti se non arroganza, humor nero e sfacciataggine. Cosa che lo rende maledettamente carismatico e divertente. E’ paradossale che un personaggio creato quasi vent’anni fa possa rappresentare una ventata di aria fresca in un panorama che vede sempre più giochi ineccepibili dal punto di vista tecnico ma alquanto deboli da quello emotivo. Il titolo poggerà sulle più classiche meccaniche del genere FPS e vedrà il ritorno di molte armi della serie amate dai fan come il lanciamissili a doppia canna noto come Devastatore, o la mitragliatrice a tripla canna. Gearbox ha pensato bene di aggiungere qualche tocco in grado di svecchiare le meccaniche per evitare di consegnare un fossile redivivo ai fan e un gioco vecchio di 15 anni ai profani. Ecco quindi che sarà possibile mirare con maggior precisione lungo la canna dell’arma, per non parlare dell’introduzione di sessioni a bordo di veicoli più o meno dannosi. Anche il nemico farà parte del “quadretto nostalgia”, dai celeberrimi PigCops fino al Cycloid, il fu-boss di Duke Nukem 3D.

Multiduke!
Per quanto riguarda il multiplayer, sono state confermate quattro modalità corrispondenti ai classici Deathmatch, Team Deathmatch, Capture the Flag e King of the Hill che potranno essere giocate con squadre da quattro giocatori per parte. Inutile precisare che lo stile tipico della serie si ripercuoterà anche nella parte multiplayer con, ad esempio, un capture the flag dove a dover essere conquistata è una dolce donzella e, come se non bastasse, nel caso dovesse ribellarsi durante la cattura si potrà sempre sculacciarla per rimetterla in riga. Al lancio saranno disponibili dieci mappe fra cui una in cui i giocatori si combatteranno con delle versioni miniaturizzate del duca in una mappa che di fatto che è un fastfood gigante (almeno in proporzione alle dimensioni dei combattenti). La vera novità sta nell’introduzione dei punti esperienza con cui poter personalizzare il proprio personaggio e l'arsenale. I punti saranno accumulabili non solamente inanellando una vittoria dietro l’altra, ma anche arrivandoci in maniera spettacolare con uccisioni “Duke approved!”.

Si! Può Fare!... Forse...
C’è un ultimo spinoso discorso da affrontare quando si parla di Duke Nukem Forever. Gearbox ha di fronte una prova assai difficile, dopo 12 anni d’attesa i fan del Duca non saranno clementi e il rischio che i più giovani possano non capire il perché di un gioco del genere è elevato. C’è anche un altro fattore di rischio nel ritorno di Duke Nukem. Un periodo di sviluppo così travagliato e lungo avrà sicuramente influenzato il titolo da un punto di vista tecnico e di design. I motori grafici che si sono sostituiti nel corso dello sviluppo e i diversi team potrebbero causare nella resa finale del titolo un effetto “patchwork”. Compito di Gearbox è stato limare, ripulire ed ottimizzare la grafica (che si fregia dell’Unreal Engine), il gameplay e il design in modo da portare sulle console un titolo per i nostalgici ma che sappia coinvolgere e divertire anche i profani. Nel caso Duke Nukem non dovesse arrivare con queste premesse alla meta, nemmeno tutto il suo carisma potrebbe salvarlo da un ritorno all’insegna della delusione e del disinteresse. Solo il 10 giugno sarà possibile, finalmente, dare un verdetto su uno dei giochi sicuramente più discussi e attesi dell’ultimo decennio. E comunque vada... That’s gonna leave a mark!

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L'autore

Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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