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Bandai Namco JRPG Tour: i prossimi titoli visti e provati

di P 24 apr 2016
Nella splendida cornice del “Fandango Club” alle porte di Milano, Bandai Namco ci ha mostrato e fatto provare in anteprima alcuni degli JRPG più interessanti in arrivo nei prossimi mesi su PS4 e PS Vita: God Eater, Sword Art Online: Hollow Realization e Tales of Berseria. Eccovi il nostro resoconto completo.
Aprile. L’inverno è ormai alle spalle e la primavera scalpita, come testimonia il caldo sole che ci accoglie nella moderna location scelta da Bandai Namco per mostrare ai presenti quella che è, a tutti gli effetti, la sua nuova “collezione” dedicata ai titoli JRPG in uscita da qui all’inizio del 2017. In un anno innegabilmente segnato dall’arrivo nei negozi di quel “gigante” conosciuto con il nome di Final Fantasy XV, Bandai Namco ha infatti scelto di non defilarsi pubblicando ben 3 titoli profondamente diversi tra loro. Tra le proposte troviamo nuovi episodi di saghe ormai storiche come Tales of Berseria, graditi ritorni come quello di Sword Art Online: Hollow Realization e anche giochi inediti (almeno per il mercato occidentale) come God Eater. Titoli per tutti i gusti che il publisher ha voluto mostrarci in anteprima in un evento dedicato, cosi da valorizzare al meglio i punti di forza di ciascun gioco.

God Eater

Ed proprio l’ultimo arrivato, se così possiamo definirlo, ad aprire ufficialmente l’RPG Tour di Bandai Namco attraverso le parole del producer Yusuke Tomizawa che, con video ed immagini, ha introdotto il franchise ai presenti. Nata nel 2010 su PSP e cresciuta su PS Vita, la saga di God Eater, per quanto poco nota in Europa, vanta infatti già parecchi episodi all’attivo in Giappone, dai quali è anche stato tratto un anime di ottimo successo. Il perché di questa notorietà è dovuto principalmente ad una narrazione matura e profonda ambientata in un universo sci-fi post-apocalittico che vede l’umanità vicina all’estinzione a causa della continua minaccia degli Aragami, mostruose creature senzienti nate dalle misteriose “Cellule Oracle” immuni a quasi tutte le armi conosciute. Solo i membri dell’organizzazione Fenrir, conosciuti appunto come God Eaters, possono contrastare gli Aragami affidandosi ad armi leggendarie chiamate God Arcs. Ogni God Eater possiede una di queste armi ed ognuna di esse presenta caratteristiche e capacità uniche tali da permettere a chi la impugna di affrontare e danneggiare anche gli Aragami più potenti.

Questa è, per sommi capi, la trama che fa da background ai due episodi inclusi in questa nuova versione, ovvero Resurrection e Rage Burst, che vedranno il nostro alter-ego arruolarsi tra le fila dei Fenrir per combattere queste misteriose creature, così da poterne catturare alcuni resti utili per sviluppare nuove contromisure. Senza volerlo il protagonista si troverà però ben presto coinvolto in una pericolosa cospirazione dalla quale dipenderà il destino dell’intera umanità e che lo vedrà combattere per il destino della razza umana. Ma non è tutto. Una nuova minaccia, chiamata “Peste Nera”, colpirà la popolazione a distanza di alcuni anni dagli eventi narrati nel primo capitolo e sarà nostro dovere investigare per scoprirne l’origine e salvare nuovamente l’umanità dall’estinzione. Una storia che si preannuncia quindi molto interessante e, almeno a sentire Yusuke Tomizawa, anche abbastanza lunga. Nel complesso infatti i due episodi dovrebbero garantire almeno 100 ore di gioco, che potrebbero quasi raddoppiare nel caso si volesse completare entrambi i titoli senza lasciare nulla in sospeso.

MP Video - Tales of Berseria

Incuriosito da quanto annunciato e mostrato durante la presentazione non ho perso tempo e, appena possibile, ho impugnato uno dei pad a disposizione per buttarmi nella mischia ed affrontare i misteriosi Aragami in prima persona. La demo presente nelle postazioni permetteva innanzitutto di seguire un breve tutorial per poi affrontare due differenti missioni di difficoltà crescente. Decido di partire dalla basi e avvio l’addestramento. Nei 5 minuti seguenti mi viene chiaramente spiegato come muovermi sul campo di battaglia e, soprattutto, come sfruttare al meglio la mia preziosa arma leggendaria. God Eater è a tutti gli effetti un action RPG basato sui combattimenti e ogni God Arc possiede due modalità di utilizzo distinte, una per gli scontri ravvicinati e una per colpire dalla distanza, rapidamente modificabili tramite il tasto dorsale destro. Due dei tasti frontali sono deputati agli attacchi mentre gli altri due vengono utilizzati per saltare e parare gli attacchi avversari. Tenendo premuto il tasto dorsale destro è inoltre possibile tramutare la nostra arma in un’entità vivente capace non solo di ferire i malcapitati Aragami ma anche di recuperare materiali ed oggetti dalle loro spoglie una volta che li avremo sconfitti. Infine è presente un classico inventario, attivabile utilizzando il touchpad, dal quale selezionare oggetti curativi o utili armi da lancio. Dopo aver fatto un po’ di pratica decido di passare all’azione affrontando la prima missione, quella più facile, che mi vedrà impegnato a liberare un’area infestata da Aragami volanti di livello medio basso per poi affrontare una creatura a due zampe decisamente meno abbordabile.

Il sistema di combattimento funziona bene e già dopo pochi scontri riesco a padroneggiare i controlli passando agilmente dalla modalità ravvicinata a quella a distanza, concatenando combo ed abbattendo gli avversari mentre i miei 3 compagni guidati dall’I.A. fanno lo stesso. Senza troppa difficoltà riusciamo ad avere la meglio su tutti i presenti, avanzando ben 4 minuti dei 15 a nostra disposizione per l’incarico. Galvanizzato dal successo decido di passare senza indugiare alla seconda missione, catalogata come difficile. E già dai primi istanti capisco il perché di questa distinzione. L’obiettivo è abbattere un solo enorme Aragami decisamente meno amichevole rispetto ai precedenti. Il combattimento che ne scaturisce dura quasi 13 minuti, durante i quali devo fare affidamento a tutte le mie abilità, e anche a parecchie pozioni curative, per abbattere la feroce creatura a 4 zampe. Più volte durante lo scontro, sia io che i miei compagni, siamo rimasti a corto di energia vitale ed abbiamo dovuto attendere l’intervento di un alleato per poter tornare in battaglia. La necessità di colpire con costanza l’avversario solo nei momenti più propizi ha inoltre evidenziato l’importanza di gestire al meglio la barra dei punti necessari per utilizzare gli attacchi a distanza, che si ricaricano mentre siamo fermi o mentre utilizziamo la nostra God Arc come arma bianca. Una volta sconfitto il potente avversario ho poi infierito, con mia somma soddisfazione, sul suo cadavere trasformando la mia spada e affondando le sue “fauci” nei resti del malcapitato Aragami, così da recuperare alcuni preziosi oggetti.

Tecnicamente God Eater mostra tutti i limiti tecnici conseguenti alla sua natura di porting presentandosi, almeno allo stato attuale, abbastanza lontano dagli standard ai quali siamo abituati su PS4. Le location non stupiscono né per vastità né per il livello di dettaglio complessivo mentre i personaggi e gli Aragami, pur non raggiungendo vette particolari, colpiscono positivamente grazie ad un buon design e ad una caratterizzazione davvero ben riuscita. Più che buono il sistema di controllo, costruito su pochi comandi e apparentemente basato su una curva di apprendimento ben strutturata, almeno per quanto provato. L’intera avventura potrà essere affrontata con il proprio personaggio sia in locale, affidandosi all’I.A. , sia con altri 3 alleati online, così da creare potenti party in grado di abbattere anche gli avversari più ostici. La collaborazione sembra infatti essere uno dei punti cardine di questo interessante titolo che, al di là della realizzazione tecnica, sembra in grado di catturare con una giocabilità ottima abbinata ad una trama di gran qualità. Trama che tutti potranno fortunatamente apprezzare grazie alla completa localizzazione di scritte e sottotitoli nella nostra lingua, abbinata ad un classico doppiaggio in lingua inglese. L’uscita del titolo su PS4 e PS Vita è prevista per il 30 Agosto 2016 e, come accennato in precedenza, chiunque acquisterà il gioco riceverà entrambi i capitoli già usciti ed eventuali DLC futuri senza ulteriori sovrapprezzi.

Sword Art Online: Hollow Realization

La seconda presentazione della giornata è dedicata al nuovo episodio del RPG ispirato all’anime Sword Art Online, intitolato Hollow Realization. Come forse saprete la serie animata originale, ambientata nel prossimo futuro, narra le vicende conseguenti al rilascio di un nuovo MMO basato sulla realtà virtuale, che permette ai giocatori di accedere ad un universo online dai contorni fantasy ambientato nella pericolosa fortezza fluttuante chiamata Aincrad. Questa struttura è formata da 100 piani differenti, ognuno dei quali propone una diversa ambientazione ed uno specifico boss che i partecipanti al gioco devono abbattere per accedere al piano superiore. Un classico MMO insomma, con aumenti di livelli, loot e tutto ciò che ci si aspetta da questo genere. Questo ovviamente se non si considera che, nella serie, la simulazione tramite VR risulta così accurata da causare la morte del giocatore collegato e che non è possibile effettuare il logout se non arriva alla fine del gioco.

MP Video - Tales of Berseria

Questa è in sintesi la base su cui si sviluppa l’anime e alla quale i vari titoli per console restano collegati pur essendo ambientati in contesti paralleli. E’ il producer del titolo Yusuke Futami a prendere la parola e ad illustrare ai presenti le caratteristiche peculiari del nuovo capitolo. Siamo nel 2026 e mentre Kirito, il protagonista, è collegato al Universo virtuale chiamato Origin riceve un messaggio criptico da Premiere, una misteriosa figura femminile, prima che quest’ultima scompaia misteriosamente. Il messaggio è semplice: “Sono tornata a Aincrad” . Un errore? Probabile. Uno scherzo? Forse. Kirito però sente che c’è qualcosa di più e decide di mettersi sulle tracce di Premiere imbarcandosi in una nuova ed emozionante avventura. E non lo farà da solo visto che in SOA: Hollow Realization il protagonista, anche giocando in solitaria, sarà sempre accompagnato da 4 “partner” comandati dalla I.A a cui potremo dare numerosi ordini. Giocando online potremo inoltre accogliere nel nostro party altri 3 giocatori umani, per un totale di 8 guerrieri. La scelta dei partner e degli alleati rivestirà un ruolo fondamentale così come la cooperazione tra tutti i membri del team. Nei video mostrati durante la presentazione ci è infatti stato mostrato come la giusta sinergia possa aumentare le capacità della squadra, permettendo al giocatore di infliggere danni consistenti o attivare attacchi speciali in base alle circostanze. Prima di concludere la presentazione e permettere ai presenti di mettere le mani sui pad Yusuke Futami ha poi voluto spendere alcuni minuti per illustrarci le potenzialità del nuovo editor incluso in SOA: Hollow Realization, che ci permetterà di creare e personalizzare il nostro avatar selezionando il genere, il nome, l’arma da utilizzare e molto altro ancora.

Pad alla mano questo nuovo capitolo di Sword Art Online si è rivelato molto simile ai predecessori. Si tratta anche in questo caso di un action RPG basato però su un sistema di controllo decisamente più articolato rispetto a God Eater, soprattutto se si considera che è possibile dare ordini ai propri compagni e che il numero delle abilità a nostra disposizione è immensamente più ampio rispetto al gioco provato in precedenza. Senza entrare troppo nello specifico (sarebbe quasi impossibile) vi basti sapere che le basi sono praticamente le stesse viste in giochi simili, che è possibile attivare numerose modalità alternative premendo il tasto dorsale sinistro e che la gestione di ordini ed abilità, almeno nella configurazione standard, avviene tramite l’uso della croce direzionale. Insomma le possibilità sono tantissime e già durante la mia prova, ambientata in una foresta situata nei pressi di un fiume brulicante di avversari, ho potuto utilizzare varie skill curative, potenziamenti temporanei, colpi speciali e molto altro ancora. La barra di selezione occupa la zona centrale dello schermo, a dimostrazione dell’importanza attribuita alle abilità, e ogni potenziamento è accompagnato da una sintetica descrizione.

Sarò sincero. Nelle fasi più concitate della battaglia può risultare difficile leggere le descrizioni ed io, a volte, ho scelto le abilità basandomi solo sul personale gradimento della relativa icona. Accumulando ore di gioco sono sicuro che chiunque memorizzerà almeno le skill principali ma io purtroppo non avevo tutto questo tempo a disposizione. Così facendo ho però scoperto che alcune abilità consumano Skill Points, altre necessitano di tempo per ricaricarsi ed altre ancora sembrano essere utilizzabili solo per un numero limitato di volte. Scegliere bene quali poteri utilizzare può quindi fare la differenza, così come dare gli ordini corretti ai propri alleati. Girovagando per l’area a mia disposizione mi sono anche imbattuto in una breve quest, annunciata dalla comparsa a schermo del relativo obiettivo. L’incarico prevede di sconfiggere alcune gigantesche piante carnivore che stanno infestando una parte della foresta e, fortunatamente, mi bastano pochi istanti per individuarne alcune a poca distanza dalla mia posizione. Forte delle nozioni apprese nei minuti precedenti inizio a dare ordini ai miei compagni che accerchiano in sequenza le piante di livello inferiore mentre io mi dedico alla più grossa. Il combattimento si rivela molto più impegnativo del previsto e sono costretto a modificare la mia strategia richiamando due alleati al mio fianco per evitare di soccombere e resistere fino all’arrivo degli altri componenti del party. Da qui in avanti la battaglia si rivela decisamente meno impegnativa, a riprova dell’importanza della cooperazione, e in poco tempo io e i miei compagni riusciamo ad avere la meglio sulla creatura. La vittoria, con conseguente spartizione di oggetti e punti esperienza, ha però un risvolto amaro visto che, purtroppo, coincide anche con la fine della mia prova.

Sword Art Online: Hollow Realization, per quanto visto, si è dimostrato tecnicamente ben realizzato, con un comparto grafico solido che si adatta alla grande allo stile del titolo. Anche in questo caso non si rimane a bocca aperta ma bisogna ammettere che l’universo fantasy disegnato dagli sviluppatori, oltre a ricalcare fedelmente quanto visto nella serie animata, ha un fascino davvero particolare e la presenza di continui richiami alla natura “virtuale” dell’universo sottolinea l’attenzione riposta in questo aspetto. Ottima la varietà dei nemici presenti, tutti perfettamente riprodotti e ricchi di dettagli, così come le magie e le abilità a nostra disposizione. Buono anche il livello di dettaglio visto nei personaggi disponibili anche se per giudicare correttamente questo aspetto bisognerà valutare le reali capacità dell’editor mostrato durante la presentazione. Il sistema di combattimento mi è sembrato veloce a vario, seppur confusionario in alcuni frangenti a causa dell’elevato numero di informazioni presenti a schermo. Quello che sembra chiaro fin da ora è che per padroneggiare al meglio tutte le potenzialità del sistema di controllo saranno necessarie un po’ di ore di gioco, soprattutto se non si è mai giocato ad un titolo della serie.

Non preoccupatevi comunque. La versione finale di SAO: Hollow Realization garantirà un numero di ore potenzialmente elevatissimo tra modalità offline e online. Gli sviluppatori promettono infatti una gran varietà di ambientazioni differenti, respawn casuale dei nemici, presenza di creature speciali e, ovviamente, tanti temibili boss. Giocando online potremo inoltre prendere parte, insieme ad altri gruppi di giocatori, a numerosi raid e molte delle conquiste effettuate online avranno ripercussioni sul gioco in locale. La presenza di numerosi richiami agli episodi precedenti e il ritorno di alcuni dei personaggi più amati della saga come Leafa, Sinon e Asuna farà inoltre felici gli appassionati contribuendo a mantenere il legame con il passato. Tanti contenuti insomma, che speriamo vengano sviluppati al meglio in vista dell’uscita prevista per quest’anno su PS4 e PS Vita.

Tales of Berseria

L’onore di chiudere la tappa italiana dell'RPG Tour organizzato da Bandai Namco non poteva che essere affidato a Tales of Berseria, il nuovo episodio della serie Tales of ,ed è il producer Yasuhiro Fukaya a fare gli onori di casa presentando al pubblico l’ultimo capitolo della saga. Il tema centrale di questo nuovo JRPG sarà l’eterno conflitto tra l’Emozione e la Ragione e vedrà Velvet, la carismatica protagonista, sempre in bilico tra queste due emozioni a causa di un evento che cambierà la sua vita per sempre. Mentre una terribile malattia conosciuta come Daemonblight sta lentamente trasformando gli esseri umani in mostri Velvet viene tradita da una persona a lei molto cara. Come conseguenza di ciò, in una notte rischiarata solo da una minacciosa luna scarlatta, la protagonista perde entrambi i genitori e la sua mano sinistra viene contaminata da un misterioso ed oscuro potere. Da quel momento, passato alla storia come la “Notte Scarlatta”, Velvet dovrà lottare per controllare questo immenso potere e metterlo al servizio del regno per contrastare il diffondersi della malattia. Passano 3 anni e, anche grazie all’arrivo di un misterioso eroe, la situazione nel regno sembra finalmente tornare alla normalità. Ma non per Velvet che, nel profondo, cova ancora rancore nei confronti di chi le ha sconvolto la vita qualche anno prima. Emozione e Ragione saranno quindi temi ricorrenti durante tutta la nostra avventura e i numerosi personaggi che incontreremo sul nostro cammino ci spingeranno a riflettere con costanza su queste due parole e sul loro significato. Durante la presentazione ci sono stati mostrati alcuni dei personaggi cardine che faranno la loro comparsa nel titolo e devo ammettere che già dalle immagini e dai trailer mostrati Tales of Berseria promette grandi cose dal punto di vista della narrazione.

MP Video - Tales of Berseria

Dal punto di vista del gameplay non sono previsti particolari cambiamenti rispetto a quanto visto nei precedenti episodi ma sono stati apportati alcuni miglioramenti al sistema di combattimento storico delle serie chiamato “Linear Motion Battle System” o LMB. Innanzitutto è stata introdotta una nuova feature, chiamate Arte Combo, che nelle intenzioni degli sviluppatori dovrebbe garantire una grande libertà nel creare e concatenare combo. Il sistema, mostrato proprio da Yasuhiro Fukaya durante la presentazione, permette di settare tramite un semplice menù quale combo attivare premendo più volte lo stesso tasto o quali attivare variando i tasti utilizzati, il tutto in totale libertà. In Tales of Berseria sarà inoltre possibile eseguire un speciale mossa in battaglia, chiamata Break Soul, che garantirà al giocatore un enorme vantaggio in battaglia permettendogli di concatenare molte più combo dall’effetto devastante. Infine gli sviluppatori stanno implementando un nuovo sistema di “furto” chiamato Soul Gauge del quale però, al momento, non si conoscono dettagli. Tutte queste novità dovrebbero garantire al nuovo sistema di combattimento maggiore libertà rispetto al passato e per questo motivo gli sviluppatori hanno deciso di ribattezzarlo “Liberation Linear Motion Battle System” o Liberation – LMB. Purtroppo Tales of Berseria non era presente in forma giocabile durante l’evento ma ci è stata comunque data una dimostrazione in game, che mi ha permesso di apprezzare i cambiamenti apportati al sistema di combattimento e il comparto grafico. Da quanto visto gli scontri sembrano effettivamente meno macchinosi e più vari rispetto al passato ma ovviamente per dare un giudizio definitivo bisognerà attendere di mettere le mani su una versione giocabile. Non è invece necessario aspettare di provare il gioco per dare un primo giudizio sul comparto tecnico che, già allo stato attuale, regala scorci davvero mozzafiato sia in game che nelle sequenze video. Le premesse per un titolo tripla A ci sono tutte e considerato che manca quasi un anno alla pubblicazione, attualmente prevista per i primi mesi del 2017, è ragionevole sperare che tutte le “promesse” di miglioramento fatte vengano mantenute e, magari, anche superate.

Tiriamo le somme

Si chiude così la tappa italiana dell'RPG Tour organizzato da Bandai Namco. Dovendo dare un giudizio complessivo direi che tutti e tre i titoli mostrati presentano spunti interessanti seppur con qualche limite. God Eater, pur essendo il titolo tecnicamente meno interessante, è stato la vera sorpresa della giornata con il suo universo post-apocalittico e la sua giocabilità immediata, mentre Sword Art Online: Hollow Realization rappresenta un ulteriore passo avanti della serie che sicuramente farà felici gli amanti dei GDR più complessi. E’ invece difficile esprimere un parere concreto su Tales of Berseria visto che non era possibile provare con mano le novità introdotte. La trama e la realizzazione tecnica mi sono sembrate di prim’ordine e se gli sviluppatori riusciranno a trovare il giusto equilibrio nel battle-system potremmo davvero ritrovarci tra le mani un JRPG di indubbia qualità. Una cosa è certa comunque: Bandai Namco si è assicurata che gli amanti del genere JRPG abbiano pane per i loro denti con un trio di titoli tutti estremamente interessanti. Continuate ovviamente a seguirci per non perdere nessuna novità su questi titoli!

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L'autore

Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS ed ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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