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Bloodstained: Ritual of the Night

Bloodstained: Ritual of the Night - anteprima hands-on

Dopo un'esplosiva campagna Kickstarter dall'incredibile successo, la nuova fatica metroidvania di Koji "Iga" Igarashi inizia a solidificarsi. 505 Games ci ha quindi invitati a provare in anteprima Bloodstained: Ritual of the Night per cominciare a capire se siamo veramente di fronte all’erede spirituale di Castlevania: ecco cosa ne pensiamo!
E’ il 2014 quando Koji Igarashi, autore tra gli altri di Castlevania: Symphony of the Night, lascia Konami per mettersi in proprio affermando che continuerà a sviluppare giochi nello stile "metroidvania" con il suo nuovo studio. Dopo aver invano cercato finanziatori per un nuovo gioco, nel 2015 si rivolge al popolo di Kickstarter per finanziare Bloodstained: Ritual of the Night e dimostrare che questo tipo di giochi può ancora attrarre un grande pubblico. Il successo che ne deriva è incredibile: il suo obiettivo era raccogliere 500.000$, ma otterrà cinque milioni di dollari in più, una somma stratosferica che rende il progetto quello dal maggior successo sulla piattaforma di crowdfunding.

Dal 2015 ad oggi sono stati due anni di silenzio quasi totale, fino a quando non abbiamo ricevuto l’invito di 505 Games per un’anteprima pre-E3 del gioco. Ed ecco che negli uffici del nuovo publisher di Igarashi ci aspettano diverse postazioni con la demo E3 2017 di Bloodstained: Ritual of the Night. Come già sapevamo, il gioco adotta le tematiche gotiche della serie Castlevania ma esclude ogni traccia di Dracula o di altri vampiri. La storia ruota intorno alla maledizione di un cristallo magico che si impossessa della protagonista Miriam, trasformando nel tempo la sua pelle in cristallo colorato. Per bloccare l’incantesimo Miriam deve esplorare un castello demoniaco e trovare Gebel, un suo amico d’infanzia che è stato colpito dalla stessa maledizione.

Gamepad alla mano, eccoci alla prova. Per la gioia dei fan lo dico subito, chiamatelo come volete ma sappiate che Castlevania è tornato! Lo stile è quello degli action game a scorrimento 2.5D, con gli scenari che creano l'effetto grafico di profondità tipico della serie Capcom. Mi basta pochissimo per familiarizzare con i movimenti di base e così, dopo aver piazzato un po’ di calci, trovo i primi scrigni che contengono armi e power-up. Richiamo il menu ed equipaggio la prima arma, la “Long Sword”. Il livello giocato è autoreferenziale, perché ricorda moltissimo un vecchio stage dei primi giochi di Iga, un classico interno di un castello che si sviluppa per lo più verticalmente. A video una mappa bidimensionale molto stilizzata mi indica dove sto procedendo senza dare ulteriori informazioni.

MP Video - Bloodstained: Ritual of the Night

Arrivano i primi nemici, dei fastidiosi pesci blu volanti che rimarranno un tormentone per tutto il livello; procedo distruggendo torce e suppellettili e raccogliendo monete. Non passa molto tempo che trovo un Attacco Magico da associare ad uno dei quattro bottoni del pad. Leggermente più ostiche sono delle armature animate che, una volta uccise, rilasciano punti esperienza ed elementi che posso gestire dall’inventario, così come posso gestire le pozioni salute, i pezzi di armatura e di vestiario che accumulo via via che procedo. Salgo verticalmente e mi trovo a balzare da un punto all’altro dello schermo mentre con lo spadone cerco di liberarmi dei soliti pesci volanti, sino ad arrivare a grossi soldati che si dimostrano più coriacei. La sconfitta dei nemici più forti si traduce nell’acquisizione di nuovi poteri da attivare con una combinazione di tasti. In alternativa i morti rilasciano oggetti che possono essere usati per creare nuove armi e armature. Già, la componente crafting e quella RPG sono presenti e sembrano essere elementi portanti del gioco.

La mappa del livello è molto semplice e gli spostamenti orizzontali rivelano nuove aree del castello e nuovi nemici; non passa molto e incontro finalmente un boss, una bellissima donna color rosso vermiglio che mi viene incontro agitando il suo ombrello che si rivela essere una delle armi di cui dispone. Lo scontro non è impossibile, ma devo continuamente utilizzare le pozioni e ripristinare la salute che mi viene azzerata da cascate di sangue lanciate dalla donna. Alla fine riesco ad avere la meglio, lasciandola esanime a terra e raccogliendo un ricco bottino.

In totale la durata della demo è di circa 15-20 minuti, la mappa nasconde 8 armi e termina appunto con il boss appena descritto. Ma forse la cosa più interessante è stata alla fine fare un piccolo giro nel menu che, anche se in versione ancora acerba, mostra una profondità ed articolazione di livelli che lasciano presagire ad un sistema di crafting molto evoluto.

Siamo comunque ancora lontani dalla data di rilascio di Bloodstained: Ritual of the Night, prevista nel corso del 2018. Nonostante la strada sia ancora lunga abbiamo già alcune certezze: l’obiettivo ambizioso di Iga è arricchire il gioco con quegli elementi di gameplay che hanno portato episodi come “Castlevania: Symphony of the Night” sull’olimpo della serie, e sembra ci stia riuscendo in pieno!

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L'autore

Amante degli animali, tecnologo, videogiocatore da sempre, passa dai Laboratori di Ricerca in Biologia Molecolare alle Multinazionali IT Americane nei gloriosi anni ‘90. La giornata perfetta: un paio di Martini molto secchi, Frank Zappa nelle orecchie, 3-4 ore divise tra Doom e Half-Life e al fianco la sua "ferocissima" bassottina a pelo duro.

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