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Dragon Ball FighterZ

Dragon Ball FighterZ - provato alla Gamescom

Presentato con un breve trailer all’E3 di quest’anno, Dragon Ball FighterZ ha stimolato la curiosità degli appassionati del manga e dei picchiaduro. Alla Gamescom abbiamo avuto modo di provare con mano il gioco, e tra una Kamehameha e l’altra abbiamo buttato giù le nostre impressioni.
La storia videoludica di Dragon Ball è stata da sempre costellata da alti e bassi. Dopo un periodo abbastanza mediocre la serie aveva ritrovato il suo smalto con i due Xenoverse, eppure mancava ancora qualcosa. La possibilità di creare il proprio guerriero e vivere un’avventura inedita personalmente è stato qualcosa che ho apprezzato molto, ma ammetto che spesso ho avuto la sensazione che tutte queste novità rendevano il gioco sì di Dragon Ball, ma al tempo stesso non lo era. Sentivo il bisogno di un ritorno alle origini, per cui potete ben immaginare la mia reazione quando all’E3 è partito il trailer di Dragon Ball FighterZ. Inutile dire che non ho perso l’occasione quando Bandai Namco ci ha invitati ad una dimostrazione privata del gioco, ma prima di mettere le mani sul titolo come sempre abbiamo assistito prima ad una presentazione.

Entrati nella stanza adibita alla presentazione il team ci ha intrattenuto con un trailer dedicato ai nuovi personaggi annunciati, ovvero Crilin, Piccolo, C16, C17 e C18. Il filmato mostrava i ben noti lottatori in azione, e una volta conclusosi il presentatore ci ha offerto una panoramica più dettagliata proprio su di loro. Crilin ad esempio è l’unico a poter utilizzare i Senzu, i magici fagioli che come i fan sanno bene sono in grado di curare qualsiasi ferita. Questo lo rende un personaggio estremamente utile in grado di rendere nuovamente operativi i nostri personaggi migliori, anche se è stato specificato come sia presenta una precisa combinazione di tasti a seconda del personaggio che si vuole curare. Possiamo quindi decidere di dare il Senzu a Crilin o “lanciarlo” fuori dall’arena ad uno dei nostri compagni, ma immettere la giusta combinazione nel bel mezzo di un combattimento potrebbe non essere facile come sembra. Inoltre il Kienzan, la mossa tipica di Crilin, può essere caricata per renderla imbloccabile e causare gravi danni: non sottovalutiamo quindi il nostro calvo amico.

Molto interessanti anche C17 e C18, i fratelli androidi che nel manga combattono sempre in coppia, e in Dragon Ball FighterZ sono stati resi un unico personaggio. Non si potranno quindi combattere separatamente (occupano comunque un solo slot dei tre disponibili), e durante le combo immettendo le giuste combinazioni potremo scambiarli: se ad esempio stiamo usando C17 questo verrà sostituito al volo da C18 che continuerà l’attacco per poi scambiarsi nuovamente con il fratello. Il presentatore ha aggiunto che la coppia è pensata per giocatori esperti, infatti nonostante siano un solo personaggio ognuno di essi ha un preciso set di combo e mosse speciali, e bisogna conoscerle entrambe per tirare fuori il loro massimo potenziale.

MP Video - Dragon Ball FighterZ

Subito dopo un altro filmato ci ha mostrato qualcosa di davvero speciale, ovvero le trasformazioni in Super Saiyan God Blue di Goku e Vegeta. Al contrario delle precedenti trasformazioni, queste saranno considerate dei veri e propri personaggi a parte con mosse uniche, e potranno essere sbloccati nelle fasi avanzate del gioco oppure ottenerli subito tramite bonus pre-order. Il video ha mostrato i loro devastanti attacchi in azione, anche se attivarli non sarà facile visto che bisogna caricare tutte le 7 barre delle mosse speciali.

Dopo averci ricordato che il gioco si basa su combattimenti 3 VS 3 con un giocatore che controlla 3 personaggi alternandoli nell'arena, gli sviluppatori ci hanno rivelato una modalità online in cui ben 6 giocatori possono combattere insieme, per cui ognuno controlla un singolo lottatore coordinandosi con i compagni di squadra per entrare in battaglia. Il discorso si è quindi spostato sulla componente online, ma non tanto sulle modalità di gioco, quanto sull’hub principale. In maniera simile a Xenoverse è presente una grande area in cui vagare liberamente accedendo ai vari menu del gioco, ma la particolarità è che invece del nostro personaggio potremo usare una versione chibi (le caricature “con il testone” tipiche giapponesi) dei nostri eroi preferiti, interagendo anche con altri giocatori online tramite un sistema di emoticon sempre in stile chibi. L’hub diventa quindi la fiera del carino e coccoloso, e se amate questo genere di caricature passerete ore a sbloccarle ed ammirarle tutte. Infine è stata rivelata anche la modalità Storia con un breve video in cui si vedevano un “esercito” di Goku e altri personaggi in versione malvagia, tuttavia al momento gli sviluppatori non hanno potuto rivelare i dettagli specificando solo che si tratterà di una storia inedita e che saranno realizzati appositi filmati di intermezzo, eliminando quindi i fastidiosi dialoghi tra sprite immobili.

Finalmente ci siamo spostati nella stanza con le varie postazioni per la prova del gioco, e già solo nella schermata di selezione dei personaggi è stato amore per lo stile grafico. Fino ad oggi credevo che il miglior stile manga fosse quello creato da CyberConnect2 per la serie Naruto Ultimate Ninja Storm, ma qui posso dire di essere rimasto ancora più colpito. I lottatori presenti nella demo erano Goku, Vegeta, Gohan, Crilin, Trunks e Piccolo per quanto riguarda gli eroi, mentre tra i malvagi c’erano Freezer, Cell, Majin Bu, C16 e la coppia C17/ C18. Per la mia partita ho iniziato con i classici Goku, Vegeta e Gohan, e nonostante sia abbastanza esperto di picchiaduro ammetto di non essere riuscito a fare granché all'inizio. Il gioco infatti è sviluppato da Arc System Works, famosi per la serie BlazBlue che ha la reputazione di essere tra i picchiaduro più tecnici in circolazione, e anche Dragon Ball FighterZ non sembra essere da meno.

Purtroppo nei menu non era presente la lista delle combo, per cui sono dovuto andare ad intuito e tentativi riuscendo comunque a creare qualche combo interessante. Ci sono i classici tasti per gli attacchi leggeri e pesanti, quelli energetici, la guardia e il cambio del personaggio, mentre gli attacchi speciali erano eseguibili tramite combinazioni con le freccette come le mezzelune avanti e indietro in stile Street Fighter. Avendo già giocato anche a BlazBlue ho ritrovato alcuni elementi simili come la possibilità di far rimbalzare l’avversario contro una parete e continuare la combo in aria, e nonostante sia riuscito dopo qualche minuto a capire più o meno le basi, la sensazione è che per padroneggiare il sistema di combattimento servirà tanta pazienza e pratica, motivo per cui ho anche il timore che l’eccessiva difficoltà possa far allontanare qualche giocatore.

Se i precedenti titoli di Dragon Ball, pur avendo una loro profondità, rimanevano comunque accessibili, qui il discorso sembra essere totalmente diverso. Ciò che davvero mi ha colpito tuttavia è l’estrema fedeltà delle mosse sia negli attacchi semplici che nelle meravigliose mosse speciali, e i fan del manga/anime non faticheranno a riconoscere pose iconiche e citazioni che sembrano essere uscite direttamente dalle tavole di Toriyama.

Dopo aver sfidato la CPU come riscaldamento ci siamo sfidati in partite contro altri giornalisti, e nonostante le performance non siano state delle migliori considerato che nessuno aveva idea di come giocare, ci siamo comunque divertiti ed emozionati quando riuscivamo a creare combo o attivare mosse speciali pur non avendo idea di come avevamo fatto. In conclusione sono rimasto piacevolmente colpito da Dragon Ball FighterZ e non vedo l’ora di poter provare la versione finale per capire la reale complessità del sistema di combattimento, ma consiglio vivamente sia ai fan di Dragon Ball che dei picchiaduro di tenersi liberi nel mese di febbraio quando il gioco arriverà nei negozi.

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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