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Assassin's Creed: Odyssey
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Assassin's Creed: Odyssey - anteprima hands-on

Dopo averlo testato sia all'E3 che alla Gamescom, abbiamo recentemente potuto provare ancor più a fondo e per maggior tempo il nuovo Assassin's Creed: Odyssey presso una sfarzosa location parigina, dove siamo stati ospiti in partnership con gli amici svizzeri di Joypad. Eccovi quindi le nostre opinioni aggiornate sul titolo!
Assassin’s Creed è una serie che non ha di certo bisogno d’essere presentata. Dopo parecchi episodi usciti in modo seriale, quasi ossessivo, Ubisoft deciso con l'ultimo episodio, Origins, di prendersi maggior tempo per rinfrescare una IP che stava diventando decisamente troppo ripetitiva. Assassin's Creed: Odyssey segue questo nuovo corso della saga degli Assassini, portandoci però in Grecia, 400 anni prima degli eventi narrati nel titolo precedente; agli inizi di settembre siamo stati a Parigi per provare circa 6 ore di campagna e farci un’idea piuttosto completa della direzione presa dal team di sviluppo.

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Assassin's Creed: Odyssey racconta la storia di Alexios o Kassandra, fratello e sorella spartani il cui legame nella vicenda non ci è ancora del tutto chiaro. I due vengono separati all’inizio del gioco in una lunga sequenza che non voglio assolutamente rovinarvi; mi limiterò a dirvi che la vita di un giovane spartano non era affatto delle più facili. La nostra avventura, che ho scelto di condividere con Alexios, inizia sull’isola di Kephallonia. Alexios è stato cresciuto da Markos, uno strano uomo sempre alla ricerca di ricchezza e con un particolare spregio per le conseguenze delle sue azioni. L’ingrato compito di Alexios è quello di rimediare ai pasticci del suo mentore recuperando crediti, picchiando banditi e tutta una serie di altri compiti ingrati. Mentre avanziamo nelle prime ore del gioco avremo la possibilità di fare conoscenza con diversi personaggi, imparare a destreggiarci con le diverse armi disponibili e affinare le nostre abilità di guerrieri. Non voglio però soffermarmi troppo sulla storia del gioco e nemmeno spiegarvi com’è un Assassin’s Creed. Per quanto riguarda il gameplay, questo non è molto diverso da Origins: ritroviamo un esteso sistema di armi e armature e un sistema ad albero delle abilità che ci permette di sbloccare tutta una serie di capacità speciali in base al nostro stile di gioco.

Per quanto riguarda armi e armature, ogni pezzo ha le sue statistiche e potrà essere migliorato andando a visitare un fabbro e pagando il giusto prezzo in risorse e dracme. Le abilità, invece, vanno sbloccate con dei punti che guadagneremo ad ogni aumento di livello. Troveremo poteri attivi e passivi, come nei più tradizionali RPG. La novità di questo episodio sta nei poteri attivi, che possono essere a distanza o a contatto. Nel caso dei poteri a contatto sono riuscito a sbloccarne solo un paio: il calcio da spartano (ricordate la famosa "scena del pozzo" di 300? Proprio quello!) e la cura istantanea. Ognuna di queste abilità attive richiede un certo quantitativo d'adrenalina per essere usata, rappresentata da una barra nella parte inferiore dello schermo e caricata con i combattimenti. Se abbiamo una sufficiente quantità di adrenalina potremo quindi attivare il potere desiderato (fino a quattro saranno selezionabili per l'uso istantaneo) tenendo premuto il trigger o il bumper destro (uno per i poteri a distanza, uno per quelli a contatto) e selezionando quello che vogliamo. Nelle sei ore in cui ho giocato a Assassin's Creed: Odyssey non ho mai smesso di usare entrambe le abilità: il calcio spartano è spettacolare per rompere la guardia dei nemici, anche di quelli più potenti (ed è bellissimo da vedere), mentre la cura è indispensabile quando decidiamo di attaccare nemici molto più forti di noi.

MP Video - Assassin's Creed: Odyssey

Proprio come in Origins, ogni nemico ha un livello ben visibile sopra la testa. Più il divario tra noi e loro aumenta, e più sarà difficile, per non dire impossibile, batterli. Durante i combattimenti, che possono essere anche molto caotici, è quindi assolutamente necessario sfruttare al meglio ogni abilità a nostra disposizione. Specialmente quando avremo sbloccato anche quelle a distanza, che sfrutteremo principalmente attraverso un arco. La combinazione di colpi di spada, lancia e picca con qualche freccia ben piazzata si è dimostrata quasi sempre una strategia vincente.

In Assassin's Creed: Odyssey vedremo quindi il ritorno di tanti elementi di Origins, ma ogni cosa è stata ampliata e rifinita. Le aggiunte poi sono piuttosto significative, come ad esempio il sistema delle taglie: più saremo violenti e sanguinari, e più la taglia sulla nostra testa aumenterà. Ci saranno mercenari che ci cercheranno attivamente per la mappa sperando di portarsi a casa la nostra taglia. Ci sono diversi modi per regolare la questione: pagando alcune persone per ridurre il nostro livello di ricercato oppure, cosa ben più soddisfacente, potremo andare a cercare personalmente il mercenario e liquidarlo. Un comodo menu di gioco ci terrà costantemente informati sul nostro stato e sull’identità delle persone sulle nostre tracce.

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Ritornano poi le battaglie navali, una volta che avremo acquisito nave ed equipaggio, che stavolta non saranno legate a specifiche parti della storia come in Origins, ma sono ingaggiabili in qualsiasi momento mentre navigheremo per i navi con il nostro vascello. La gestione delle navi torna quindi ad essere più simile a quella di Black Flag, con la differenza però che questa volta non avremo a disposizione cannoni ma le frecce, normali o anche infuocate, dei soldati sulla nostra nave. Interessanti anche le battaglie su larga scala, sezioni speciali del gioco in cui ci ritroveremo su un campo invaso di nemici. Il nostro compito sarà principalmente quello di individuare ed eliminare i capitani nemici in modo da indebolire l’esercito avversario. Nel corso della mia partita ho incontrato una sola di queste battaglie, verso la fine delle nostre sei ore di gioco, quindi non saranno molto frequenti. Durante questi scontri estremamente brutali non abbiamo tempo per riposare o per pianificare alcuna strategia, si tratta di semplice azione e reazione. Attorno a noi soldati alleati e nemici cadono a terra continuamente, e abbiamo solo il tempo di usare le armi che abbiamo addosso e i nostri poteri speciali. Tuttavia, come per il resto del gioco, anche in questo caso le scelte che abbiamo fatto possono influenzare la difficoltà dello scontro. Nel mio caso avevo deciso di non ridurre il mio livello di ricercat e di non liquidare un pericoloso mercenario, e la conseguenza è stata che me lo sono ritrovato contro in battaglia: un nemico formidabile di due livelli sopra di me che non sono riuscito a liquidare. La soluzione è stata, una volta rinato al checkpoint prima della battaglia, di andare ad eliminarlo prima che iniziasse lo scontro, in modo da non trovarmelo davanti nel momento cruciale. Eliminato lui, la lotta è stata decisamente più semplice!

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Durante la presentazione del gioco che ha preceduto la mia prova, il senior producer di Assassin's Creed: Odyssey Mar-Alexis Cote ha inoltre insistito su un elemento cardine di questo nuovo capitolo: le nostre scelte sono importanti. Il nuovo corso di Assassin’s Creed prevede infatti un nuovo modo, per la serie, di raccontare la storia dei suoi protagonisti. Al posto di offrire al giocatore una storia lineare, in cui non abbiamo sostanzialmente scelte da compiere, si è deciso di optare per un “choice driven storytelling”, un modo di raccontare l’avventura tenendo conto delle scelte fatte dal giocatore. Per la prima volta nella serie avremo dialoghi a scelta multipla, ed il modo con cui decideremo di trattare le persone e le decisioni riguardo alle nostre azioni avranno un impatto sostanziale sullo svolgimento della trama. Si tratta di un rafforzamento della "RPG-ficazione" della serie, già iniziata con Origins che però vedremo completa in Assassin's Creed: Odyssey. La prima scelta sarà se giocare come Alexios o Kassandra, ma questa non ci impedirà comunque di seguire qualsiasi direzione vorremo nel gioco. Piuttosto la differenza, come detto, sarà fatta da tutte le scelte successive. Potremo essere sprezzanti o compassionevoli, avari o generosi, bugiardi, proni all’ira o addirittura fingerci degli dei. A differenza del ruolo che interpreteremo, la vicenda attorno a noi cambierà in un modo che non ho potuto davvero valutare nelle poche ore spese sul gioco.

Curioso, però, ho interrogato uno degli sviluppatori. Quasi all’inizio della campagna dovremo scegliere se risparmiare o meno un villaggio i cui abitanti sono gravemente malati. Nessuno sa come fermare il contagio, e alcuni soldati hanno deciso di bruciare tutto e passare ogni persona al fil di spada nel tentativo di impedire che tutta l’isola finisca devastata dal morbo. Una scelta difficile la nostra: risparmiare una famiglia con bambini piccoli e mettere a repentaglio la vita di tutti oppure non intervenire? Durante la mia partita ho scelto di non fare nulla, nonostante uno dei personaggi del gioco mi avesse espressamente chiesto di aiutare la famiglia malata. Ma se avessi deciso di fermare la mano dei soldati? Beh, a quanto pare la malattia avrebbe invaso tutta l’isola, uccidendo decine e decine di persone. Una conseguenza che avrei potuto vedere coi miei occhi una volta tornato dalle mie avventure. Credo sia una meccanica intrigante; intendiamoci, non è niente di nuovo soprattutto nel panorama RPG, ma applicato ad Assassin’s Creed è una meccanica che porta una più che benvenuta ventata d’aria fresca.

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C’è poi un’altra aggiunta degna di nota, una scelta che avrà un impatto piuttosto importante sul nostro modo di giocare. All’inizio della partita dovremo scegliere se giocare in modalità guidata o in modalità esplorazione. La prima è la modalità classica di Assassin’s Creed, con i punti di navigazione chiaramente evidenziati sulla mappa di gioco, mentre quest e obiettivi ci vengono attribuiti in modo automatico. Nella modalità esplorazione invece, che poi è quella consigliata dagli sviluppatori, il giocatore deve investigare nel mondo per trovare obiettivi e quest. Ad esempio, per scoprire la posizione di una missione ci saranno dati alcuni indizi testuali che dovremo usare nella mappa di gioco per scegliere dove andare. Nella mia sessione ho optato per questa modalità, visto che mi era stata caldamente raccomandata. Ed anche se è probabilmente presto per dare un giudizio su questa novità, mi è parsa più una perdita di tempo che altro. Certo, se vogliamo giocare in maniera più RPG possibile si tratta di un’opzione interessante ma, da quanto ho capito, non ci sono vantaggi nell’usare questa modalità rispetto all’altra (niente ricompense extra o punti XP in più perché abbiamo fatto noi il lavoro “investigativo”). Il tutto si ridurrà quindi alla preferenza personale: probabilmente molti gradiranno la modalità esplorazione, mentre molti altri preferiranno il sistema classico.

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Inutile dire, infine, che Assassin's Creed: Odyssey è un gioco sconfinato. La mappa di gioco è enorme e, nonostante le mie ampie peregrinazioni, sono riuscito a vedere solo l’isola di Kephallonia e scoperto una piccola parte di Phokis. Altrettanto sconfinate sono le cose da fare: missioni principali, secondarie, caverne da esplorare, nemici da liquidare, segreti da trovare e via dicendo. Ancor più di Origins, Assassin's Creed: Odyssey spinge sulla componente RPG al massimo. Quasi nulla è obbligatorio ma tutto ci porterà dei vantaggi in termini di abilità, equipaggiamento o soldi guadagnati. E proprio come in altri giochi, saremo liberi non solo di uccidere ma anche di intraprendere storie d’amore con vari personaggi che incontreremo lungo la nostra strada. Mi è stato ripetuto moltissime volte durante la giornata parigina in compagnia del gioco: in Assassin's Creed: Odyssey ci sono tante scelte, ma nessuna è intrinsecamente giusta o sbagliata. Tutte però avranno conseguenze sia piccole che grandi. Aggiungete a questo mix una storia che mi è sembrata genuinamente intrigante e qualche pizzico di humor, che decisamente non mi aspettavo di trovare, per fare di Assassin's Creed: Odyssey un titolo estremamente interessante non solo per i fan di lunga data della serie ma anche per i neofiti.

La trasformazione di Assassin’s Creed da serie action-adventure ad action-RPG sembra aver dato i suoi frutti, fornendo maggiore profondità ad un franchise che aveva bisogno di offrire più libertà a 360 gradi ai giocatori, e non solo rendendo gli ambienti di gioco più vasti. Non ci resta ora che attendere meno di un mese, il 5 ottobre, per scoprire se il gioco riuscirà a mantenere queste ottime premesse dall'inizio alla fine!

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