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NBA 2K20
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NBA 2K20 - provato alla gamescom

In attesa dell’ormai imminente uscita del 6 settembre, 2K ci ha offerto alla gamescom la possibilità di un contatto diretto con il gameplay di NBA 2K20, con contenuti che vanno oltre quanto presente nella recente demo giocabile.
Se la demo di NBA 2K20 scaricabile da qualche giorno si concentra sulle modalità Carriera del gioco, le postazioni presenti a Colonia ci hanno proposto un derby losangelino tra Lakers e Clippers, con roster reali ed aggiornati alle più recenti mosse di mercato (troviamo quindi sul parquet l’uomo dell’anno Kawhi Leonard con la canotta blu dei Clippers).

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Una proposta dunque molto diretta, volta a mettere in mostra senza troppi fronzoli quello che rimane il fondamentale punto di forza della serie: il realismo e la giocabilità della simulazione sportiva in quanto tale. Se siamo oramai abituati ad attenderci da un titolo sportivo di questo calibro le più svariate modalità, dalle carte collezionabili di myTeam alla “campagna” proposta con myCareer, alla base di tutto troviamo pur sempre un gameplay solido ed appassionante, che anche questa volta, pare garantire a 2K l’indiscussa leadership delle simulazioni cestistiche.

Come sempre per IP di questo tipo, le differenze che di anno in anno vengono apportate al gameplay possono risultare impercettibili agli occhi di molti, nonostante possano avere invece molta importanza per gli appassionati che sfruttano a fondo le meccaniche di gioco. Tra le novità di questa nuova edizione mi è piaciuto il lavoro fatto sulla meccanica difensiva dello steal, anche perché si tratta di una meccanica di base che intessa giocatori di tutti i livelli: gli indicatori sotto il portatore di palla rendono più facile capire dove e quando provare a rubare palla ed in generale è meno frequente incappare in chiamate di fallo alquanto discutibili quando ci si prova.

MP Video - NBA 2K20

Ad ogni modo, NBA 2K20 risulta nel complesso giocabile come non mai, con l’uso del cosiddetto pro-stick (la levetta destra) che continua a tracciare lo spartiacque tra il giocatore casual e quello che invece ricerca il massimo grado di controllo su movimenti e tiri. Un evidente miglioramento si è avuto nelle animazioni di gioco, che nella precedente edizione scontavano gli inevitabili problemi di gioventù dovuti al passaggio ad un motion engine completamente nuovo. Quest’anno il team di Visual Concepts ha potuto lavorare per migliorare i risultati raggiunti anche, come spiegato nel loro blog, ricorrendo al compromesso di qualche “ritorno” al vecchio motore di animazione. Il risultato che si è visto è quello di animazioni in linea di massima davvero convincenti, con una particolare menzione per quelle delle lotte per il rimbalzo che mi sono sembrate quanto mai varie ed articolate.

Qualche perplessità da registrare sulla corsa (dove il passo del giocatore risulta forse ancora troppo “leggero”) e sulla posizione difensiva in marcatura, a volte un po’ statica quando si fa ruotare la posizione dei giocatori. Ma, intendiamoci, sono davvero peccati veniali nel complesso di un comparto assolutamente brillante, in cui spiccano per giunta le animazioni personalizzate delle maggiori stelle del panorama NBA. Durante le partite giocate ho avuto la possibilità di ammirare sia un LeBron James che un Leonard con movenze e meccaniche di tiro riprodotte davvero alla perfezione.

Nonostante sia una costante delle varie edizioni del gioco e non rappresenti quindi una particolare “sorpresa”, lasciatemi ribadire che il lavoro fatto da 2K sugli aspetti di contorno, la telecronaca e tutto quanto avviene nelle arene intorno al parquet è davvero impeccabile: il pubblico sulle tribune ad esempio è sempre più variegato e variamente animato. Anche il comparto audio svolge egregiamente il suo ruolo per immergere il giocatore nella partita; fortunatamente la postazione della nostra prova era dotata di cuffie gaming di alta qualità che mi hanno consentito di apprezzare in pieno il grande lavoro svolto in tal senso: grida isolate provenienti dal pubblico, mormorii di disapprovazione, la tonante voce dello speaker… tutto reso e bilanciato in maniera pressoché perfetta, col risultato di far sentire il giocatore veramente là, nella partita.

2K pare insomma decisa a non vivere di rendita, continuando ad innovare di anno in anno per evolvere una serie già senza dubbio ricca di pregi. Se è ancora presto per una valutazione complessiva del gioco, le partite Lakers vs Clippers che abbiamo giocato hanno senz’altro confermato le attese per un’edizione di NBA 2K in grado di soddisfare i palati più esigenti.

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L'autore

La sua passione per il gaming nasce nel lontanissimo 1982 con Gorf per Vic-20, ma da quando ha scoperto le "gioie" della caccia agli obiettivi, gioca solo su Xbox. Il suo nemico giurato è l'Arretrato, smisurato ed in costante aumento. Maguzzolo però non si arrende: armato di sei console ed un numero sterminato di controller, continua a dare battaglia.

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