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Pro Evolution Soccer 2008
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GC07: Pro Evolution Soccer 2008 hands-on

Come accaduto nel 2006, anche quest'anno la visita a Lipsia ci ha permesso di provare in anteprima la nuova incarnazione del noto gioco di calcio di Konami, Pro Evolution Soccer 2008. Eccovi le nostre impressioni dopo una sessione di gioco durante la quale abbiamo cercato di capire tutti i passi avanti fatti dalla serie.

GC07: Pro Evolution Soccer 2008 hands-on

Prima di analizzare quanto provato in fiera, una premessa è d'obbligo: come per l'anno passato, la versione presente non era quella definitiva ma una build appositamente creata per eventi come questo, quindi i nostri giudizi ed opinioni non possono che essere parziali e soggetti a variazioni una volta disponibile la versione finale.

A colpo d'occhio già la schermata iniziale sembra, nella sua estrema semplicità, essersi scrollata di dosso quella patina old-gen che sembrava pervadere PES 6. Sebbene la struttura dei menu è rimasta pressochè identica, il loro stile è molto più elegante anche nell'accostamento dei colori e delle trasparenze. Certo è che, contrariamente a quanto visto nella stragrande maggioranza dei giochi esaminati qui a Lipsia, Konami non si è persa in animazioni particolarmente spettacolari se non nell'aver sostituito il classico mezzobusto bidimensionale con una sagoma tridimensionale che rotea per visualizzare la tenuta dei calciatori. La navigazione nei menu, ancora in gran parte disabilitata, era resa più complessa dal fatto che la versione presente allo stand Microsoft era localizzata in lingua tedesca (come quasi tutti i giochi presenti, d'altronde).

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Il classico menu di selezione della squadra prensentava solo alcune nazionali e nessuna squadra di club, quindi il giudizio riguardo alla quantità che la qualità delle licenze è necessariamente rimandato alla disponibilità della versione finale. Sistemata la formazione, il tempo di caricamento della partita è abbastanza breve e l'assenza di inutili scene d'ingresso facilita l'inizio della partita. A colpo d'occhio la grafica di Pro Evolution Soccer 2008 è migliorata e, soprattutto, la fluidità dei movimenti sembra notevolmente migliorata fino a far apparire come molto naturali i movimenti dei giocatori. Certo non raggiunge la qualità del motion capture, ma almeno non soffre, anche nelle situazioni più ingarbugliate, di quegli odiosi rallentamenti della versione precedente.

Il controllo della palla, da sempre punto di forza del gioco della Konami, rimane ineccepibile e, come sempre, costituisce il punto di forza anche per questa edizione del gioco. Il movimento senza palla dei giocatori ci è parso, nella nostra relativamente breve esperienza di gioco, più coerente al contesto di gioco anche se il tutto va adeguatamente ricontrollato con l'impostazione delle tattiche di gioco. Uno dei principali difetti della versione predente era la mancanza di contestualizzazione dei movimenti dei giocatori indipendentemente dalla tattica impostata: nel calcio reale un difensore, anche se la squadra è intenta a recuperare disperatamente uno svantaggio di misura negli ultimi minuti della partita, non parte all'attacco quando la palla è stata riconquistata dall'avvesario nel proprio tre-quarti di campo. Più in generale è avvertibile un comportamento meno folle dei giocatori anche in attacco: i ripiegamenti sono, in particolare da posizioni di fuorigioco, più prevedibili e naturali.

Altro punto qualificante di un gioco di calcio è il tiro, la sua logica di controllo e la proporzionalità tra la potenza impressa ed il tiro realizzato. PES 6, almeno nelle partite locali, partiva da una base abbastanza buona in cui era possibile, attraverso le varie combinazioni di tasti, determinare con discreta precisione la potenza e la direzione del tiro. La complessità delle combinazioni è sempre stata croce e delizia dei videogiocatori di calcio e Konami sembra farne un fattore di differenziazione tra il novizio e il giocatore esperto. Dunque i meccanismi sono rimasti gli stessi, tranne un miglioramento della sensibilità del tasto di tiro che sembra, rispondere meglio che in precedenza.

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Una delle principali critiche fatte a PES 6 è stata poi quella di non avere una grafica next-gen in nessun oggetto del gioco, ed in particolare sui giocatori e sugli stadi. Sebbene Pro Evolution Soccer 2008 rappresenti sicuramente un passo in avanti rispetto alla precedente, è molto difficile pensare che utilizzi lo stesso hardware degli altri giochi che abbiamo visto alla Games Convention di Lipsia. I giocatori sono "poveri" di poligoni e l'erba rimane niente più che una distesa di texture di non altissima qualità, senza alcuno shader che possa simulare la presenza di un manto erboso tridimensionale. Le uniche novità consistono in alune finestre che si aprono sulla schermata principale del gioco in cui vengono riprodotte scene importanti che avvengono lontano dalla posizione della palla: il rientro di un giocatore dopo un fallo, le indicazioni dalla panchina e le sostituzioni. Riguardo gli stadi ed il pubblico, non siamo in grado di fornire impressioni in quanto assenti dal versione a cui abbiamo giocato nelle postazioni pubbliche nello stand Microsoft.

Permangono ancora gli stessi problemi riscontrati nella precedente edizione riguardo il cambiamento di direzione della palla ancor prima dell'impatto e una logica di selezione automatica del giocatore che, nelle impostazioni di default, è di dubbia utilità.

Insomma Konami, da quel che ci è stato possibile vedere alla GC 2007, persegue una politica dei piccoli passi cercando di mantenere inalterate le indubbie qualità di giocabilità in single player, introducendo piccole modifiche al gioco. Certo è che queste qualità, affinché il gioco sia adeguato al mondo interconnesso e multiplayer di oggi, dovranno necessariamente essere interamente presenti nella versione online del gioco, al contrario di PES 6 che mostrava ineluttabilmente problemi macroscopici. Purtroppo questo dubbio ci rimarrà fino all'uscita del gioco o dell'improbabile demo sul Marketplace.

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L'autore

Nato nel 72, cresciuto ad insalate di matematica e libri di cibernetica non poteva che sviluppare una naturale inclinazione verso tutto quello che è tecnologia. Ha iniziato a giocare a Radar Rat Race sul Vic-20, a International Soccer su C64 e da quel momento in poi non ha mai tradito la sua passione, passando per quasi tutte le piattaforme di gioco e finendo ancor oggi per consumare tutto il suo tempo libero tra hobby e lavoro. Sperando che prima o poi coincidano perfettamente: ci siamo quasi.

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