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King's Quest

Recensione - King's QuestXbox One Xbox 360 DigitalGame

Ad oltre 30 anni di distanza dal primo episodio della serie, Sierra ed i californiani The Odd Gentlemen resuscitano la serie King's Quest modernizzandola in un adventure game ad episodi, ma continuando a narrarci le avventure di Graham in quel di Daventry. L'idea vi stuzzica? Ecco cosa aspettarvi dal primo episodio della serie, intitolato A Knight to Remember.

Il Gioco

Uscita inizialmente nel 1984, quella di King's Quest è una delle più famose saghe appartenenti al genere delle avventure punta e clicca; ambientata nel reame di Daventry, la serie ci narrava le avventure di Graham, un cavaliere in cerca d'avventura che sarebbe poi finito per essere scelto da Re Edward come suo successore al trono. Il nuovo King's Quest riprende in pieno tale spirito, presentandosi come una sorta di raccolta ad episodi di "storie mai narrate" del giovane Graham e raccontandoci quindi le avventure che il cavaliere dovette compiere prima di diventare Re. Il gioco appartiene ancora al genere adventure, ma il tutto è stato reso maggiormente fruibile per un pubblico moderno, rimuovendo le meccaniche punta e clicca in favore di un più immediato controllo diretto del protagonista.

Il primo episodio della serie, A Knight to Remember, è disponibile al download al costo di 9,99 Euro e vede un ormai anziano e malato Re Graham narrare alla nipotina Gwendolyn le sue avventure di giovane cavaliere; la ragazza è talmente affascinata da tali storie da tornare ogni giorno al cospetto del nonno per farsene raccontare una nuova. In questo primo capitolo, Graham racconta alla piccola prima una breve storia su come riuscì a rubare uno specchio dalla tana di un drago, dopo di che, tornando ancora indietro nel tempo, le racconta quali prove dovette superare per essere nominato ufficialmente cavaliere di Daventry; questa avventura lo portò ad incontrare numerosi singolari individui, enormi troll ed a confrontarsi con tre diversi paladini nel torneo che avrebbe decretato chi fosse più adatto a ricevere il titolo di cavaliere. E' proprio in queste scene narrate dal vecchio Re Graham che il controllo passa a noi, nei panni della sua versione più giovane.

Il gioco, che vi anticipo essere purtroppo completamente in inglese sia nel parlato che nei sottotitoli, si svolge come una classica avventura esplorativa moderna in un mondo vivace e coloratissimo, dal look simile ad un cartone animato grazie alla grafica cel-shading ed agli scenari disegnati a mano. Qui possiamo muovere liberamente (o comunque nei limiti imposti dal mondo di gioco) Graham all'interno delle ambientazioni, con la possibilità di interagire e parlare con molti personaggi - è presente un semplice sistema di dialogo a scelta multipla -, raccogliere oggetti ponendoli nell'inventario ed utilizzandoli al momento opportuno. Il gioco fa in effetti notare le radici punta e clicca della serie: anche se non abbiamo più un puntatore da utilizzare ovunque nel mondo di gioco, una volta raccolti determinati oggetti dovremo capire come e dove utilizzarli, e non mancano i momenti nei quali, come una volta, non sapendo come proseguire si finisce per usare tutti gli oggetti su qualsiasi elemento finché non otteniamo un risultato. Il tutto è comunque molto immediato e naturale e non si rimane mai bloccati per troppo tempo: la frustrazione che potevano dare certe avventure di 20-30 anni fa è un lontano ricordo, ma sicuramente avrete il vostro buon da fare nel cercare di capire come sbloccare determinate situazioni. Il gioco ci presenta di tanto in tanto anche delle sequenze d'azione durante le quali dobbiamo correre, evitare ostacoli o compiere determinate decisioni in poco tempo, qualcosa che riesce a spezzare con successo il ritmo della normale esplorazione.

L'intero episodio vi terrà occupati per circa 5-6 ore a seconda di quanto tempo vorrete passare ad esplorare per individuare eventuali segreti (legati ad appositi obiettivi sbloccabili).

Amore

Una storia frizzante e divertente

- Quella di King's Quest: A Knight to Remember non è sicuramente la classica storia di cavalieri senza macchia e senza paura: il regno di Daventry è popolato da personaggi bislacchi e stravaganti, ed è molto divertente scoprirli tutti uno ad uno parlando ed interagendo con loro. La stessa avventura è intrisa di un costante nonsense e senso dell'umorismo che, anche se non vi farà scoppiare in improvvise risate, vi terrà col sorriso sulle labbra per l'intera durata del gioco.

La bellezza di Daventry

- Il mondo realizzato da The Odd Gentlemen è davvero splendido, bellissimo a vedersi non solo per via degli scenari disegnati (mostrati sempre e rigorosamente con inquadrature a telecamera fissa) a mano ma anche per il sapiente uso di effetti di luce che rendono l'ambiente degno di un vero regno da fiaba. A questo si aggiunge lo splendido design dei personaggi, che per carattere, simpatia ed animazioni non sfigurerebbero in un cartone Disney.

Ottimo motore di gioco

- Tutto il titolo si basa su delle ottime fondamenta. Il motore di gioco, inteso come ciò che domina tutte le meccaniche di gameplay ma anche la parte grafica, si è rivelato solidissimo ed adatto a narrare una storia di questo tipo: le interazioni con personaggi e oggetti sono sempre molto intuitive, è facilissimo muoversi per gli scenari e non si ha mai l'impressione di essere appesantiti da una tecnologia non all'altezza del compito. Sì Telltale, ce l'ho proprio con voi.

Odio

Localizzazione zero

- King's Quest: A Knight to Remember è completamente in inglese, così come già avvenuto con le avventure di Telltale e Life is Strange. Ora, la recitazione originale è bellissima e sicuramente quelli di voi che non hanno problemi con la lingua potranno goderselo appieno, ma io mi chiedo cosa costi ad un colosso come Activision/Sierra far localizzare una mole tutto sommato piuttosto ridotta di dialoghi, almeno nei sottotitoli. Questo riduce notevolmente l'appeal e le possibilità di successo del gioco in paesi come il nostro anche verso i più piccoli, per i quali questo gioco sarebbe stato indicatissimo, ed è un vero peccato.

Scene e dialoghi non saltabili

- Certo, King's Quest: A Knight to Remember è un gioco bastato principalmente sulla narrazione, quindi sarebbe sicuramente sconveniente saltare i dialoghi, ma ci sono occasioni in cui magari uno potrebbe volerlo fare: ad esempio quando si ricomincia la storia una seconda volta in cerca di obiettivi da sbloccare, oppure quando magari il senso della frase lo si è già capito leggendo i sottotitoli e si vuole andare oltre. Molti giochi, anche quelli basati sullo storytelling, offrono questa possibilità, e sarebbe stato utile averla anche qui.

Tiriamo le somme

King's Quest: A Knight to Remember ha dimostrato di essere un'ottima reinterpretazione della serie classica di Sierra, con una narrazione frizzante e divertente, splendide visuali ed un ottimo cast di personaggi. Unico neo la completa assenza di localizzazione italiana, che finisce per penalizzarlo nella valutazione finale. Se però non avete problemi con la lingua, consideratelo pure un titolo da 8.
7.0

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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