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DRIVECLUB
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Recensione - DRIVECLUBPS4Game

di P 15 ott 2014
A quasi un anno dal lancio di PlayStation 4 arriva finalmente sugli scaffali DRIVECLUB, il primo gioco di corse in esclusiva per la nuova ammiraglia Sony. Il gioco giunge tra le nostre mani dopo uno sviluppo travagliato e un corposo posticipo avvenuto dopo la poco convincente presentazione dell’anno scorso, quando il gioco sembrava di imminente pubblicazione. Cerchiamo di capire se i mesi di ritardo siano realmente serviti per realizzare una nuova killer-application nel campo dei racing games, oppure se l’obiettivo sia stato mancato.

Il Gioco

DRIVECLUB è stato concepito, per stessa ammissione degli sviluppatori, come un “social racing game”, cioè un gioco che, cavalcando le ultime tendenze videoludiche e non, punta tantissimo su quella parolina, “social” appunto, che racchiude il concetto per il quale è fondamentale fare gioco di squadra per vincere ed ottenere dei risultati degni di nota. Non solo sfide mutliplayer dunque, ma una sorta di cooperativa atta ad accrescere il prestigio e la fama di un gruppo di giocatori riuniti sotto la bandiera di uno specifico club. Ma andiamo con ordine: dopo un brevissimo filmato introduttivo, che mostra alcune auto sfidarsi tra derapate e sorpassi all’ultimo centimetro, il gioco ci accoglie con il classico menu dal quale possiamo scegliere le diverse modalità per iniziare a correre. La prima cosa che si nota è appunto la possibilità di creare un proprio club, dandogli un nome e scegliendone i colori distintivi. Per essere attivo e considerato valido, ogni club deve avere almeno due giocatori al suo interno, fino ad un massimo di sei. Dopo avere effettuato tutte le scelte del caso si può quindi scegliere di sfidare altri club online oppure, qualora non si abbiano amici da arruolare in un club tutto nostro, si può sempre optare di unirsi ad altri club esistenti, scegliendo tra quelli che hanno ancora posti liberi. Esiste in ogni caso anche la possibilità di giocare la modalità Tour senza l’ausilio di altri giocatori e senza per forza far parte di un club.

Il Tour è infatti il corrispettivo della classica carriera che troviamo solitamente nei giochi di guida e rappresenta una corposa fetta dell’offerta di DRIVECLUB, grazie ai sui 225 eventi proposti. Questi eventi si svolgono su cinque differenti location principal: Canada, Cile, India, Norvegia e Scozia. Le varie sfide si suddividono poi in gare a giri, gare di derapata e gare su tratte da un punto A ad un punto B. Vincere semplicemente queste competizioni, arrivando magari sempre primi, non basta comunque a garantirci l’avanzamento nel Tour, perché per sbloccare nuove gare ed eventi è necessario collezionare un certo numero di stelle che sono legate al raggiungimento di determinati obiettivi da conseguire durante le corse. Ad esempio, durante un gara ci può essere richiesto di effettuare un giro pulito senza collisioni o uscite di pista, di tenere una traiettoria prestabilita su un particolare tratto di strada oppure di raggiungere una determinata velocità oraria o anche di effettuare una derapata di una certa durata in un punto preciso del percorso. Se soddisfatte, queste condizioni ci daranno le tanto agognate stelle necessarie al proseguimento del Tour.

Ovviamente arrivare almeno tra i primi tre classificati di ogni sfida rimane un fattore importantissimo, anche perché a volte la posizione di arrivo, in una gara a più turni, è proprio una di quelle condizioni necessarie a sbloccare nuovi eventi. Dopo un certo numero di gare vinte si arriva quindi alla parte finale di ogni sezione del Tour e si affronta un piccolo campionato composto da 3/4 gare in sequenza che, una volta vinto, ci permette di accedere ad una nuova porzione del Tour e di sbloccare nuove auto. Oltre a dovere guadagnare stelle e posizioni sul podio, per progredire nella carriera di DRIVECLUB è necessario salire di livello come piloti ed ottenere anche un livello sempre più alto di elogi e fama attraverso il soddisfacimento di determinati requisiti, come un particolare stile di guida, una certa bravura nel derapare o una lunga serie di vittorie con una specifica categoria di auto. Ad affiancare la modalità Tour troviamo poi gli eventi singoli, che permettono di giocare su tutte le piste disponibili in una qualsiasi delle varie modalità (gara, prova a tempo e derapata), e ovviamente l’immancabile multiplayer dove un massimo di 12 giocatori possono sfidarsi online.

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DRIVECLUB è chiaramente un titolo che non punta alla simulazione ma piuttosto ad una guida arcade, semplice e adatta ad un enorme bacino di utenza, anche ai neofiti del genere. L’introduzione di gare di derapata, e comunque l’obbligo ad effettuare parecchie derapate anche in gare normali per superare certe sfide, è un esempio palese di come DRIVECLUB sia orientato più verso un modello di gameplay permissivo e meno rigido. Nonostante ciò, qui non troviamo molti degli aiuti che sarebbe lecito aspettarsi da un titolo simile; la traiettoria ideale, ad esempio, non esiste e non può essere attivata in alcun modo, così come la funzione rewind che in caso di errore ci avrebbe potuto permettere di tornare indietro e ripetere una determinata manovra. In DRIVECLUB tutto questo non c’è; se si sbaglia si torna in pista e si prova a recuperare i secondi persi oppure si riavvia semplicemente la gara.

All’inizio le auto a nostra disposizione non sono molto veloci, parliamo di vetture come la nuova Mini o il nuovo Beetle della Volkswagen, ma loro docilità è l’ideale per prendere confidenza col sistema di guida proposto. Nel nuovo racer di Evolution Studios bisogna infatti metabolizzare bene il fatto che la derapata fa parte del DNA stesso del gioco e anche le macchine che notoriamente hanno una tenuta di strada eccezionale, qui tendono a scodare per permettere di guadagnare punti derapata praticamente in tutte le gare e modalità presenti. Comunque poche gare bastano per prendere la mano e provare subito un ottimo feeling col gioco, e dopo poche partite si riesce a fare a meno dei tanti aiuti che magari abitualmente si usano in questo genere. Probabilmente sempre in virtù della sua natura marcatamente arcade, DRIVECLUB non implementa la possibilità di modificare le nostre auto e nemmeno di creare assetti per ottimizzare i vari aspetti dei nostri bolidi; ogni auto ha i suoi valori, come accelerazione, tenuta, derapata e maneggevolezza, riportati accanto alla sua immagine e in base a quello possiamo scegliere quella che preferiamo, senza poter apportare ulteriori modifiche.

Amore

Location suggestive

- La cosa che mi ha maggiormente colpito in DRIVECLUB è stata la scelta delle ambientazioni; dall’India alla Norvegia, passando per il Cile, il Canada e la Scozia, ogni luogo ha un fascino unico. La morfologia degli scenari è stata ricostruita mappando le varie location addirittura attraverso i dati forniti dalla NASA ed il risultato è davvero convincente. Il fatto poi che si tratti di scenari poco inflazionati e poco abusati ha dato modo agli sviluppatori di creare dei percorsi inediti davvero belli da vedere e soprattutto divertenti da guidare. In particolare le gare da punto A a punto B sono quelle meglio riuscite; si snodano spesso tra discese e salite piene di tornanti, curve e rettilinei che offrono un mix davvero appagante soprattutto in relazione allo stile arcade proposto dal gioco. La varietà è così ovviamente garantita e il senso di ripetitività si incomincia a manifestare davvero molto tardi. Ogni location vanta infatti 11 tracciati differenti, da affrontare durante le diverse ore del giorno o della notte. Alcuni percorsi, come la colorata India o il rigoglioso e verde Canada, sono perfetti ed anzi enfatizzati dalle gare diurne mentre altri, come il Cile o la Norvegia, trovano il loro apice nelle gare che partono al crepuscolo e si concludono in piena notte. Proprio le piste in notturna della Norvegia, ricche di curve strettissime e ripide salite, dove l’illuminazione artificiale è quasi del tutto assente, restituiscono quel senso di precarietà che chiunque abbia guidato in montagna di notte sa quanta tensione incuta, soprattutto quando si sfreccia a bordo di bolidi come la Ferrari 458 Italia o una BMW M3GT5!

Immediato e coinvolgente

- Devo ammettere che non ho mai trovavo il DualShock 4 troppo comodo per i giochi di guida, ma con DRIVECLUB mi sono davvero ricreduto. Lo stile arcade proposto nel gioco si sposa benissimo col pad di PS4 e dopo pochi istanti mi sono trovato perfettamente a mio agio in ogni situazione. Le auto hanno tutte un sistema di guida molto simile, questo è vero, ma è altrettanto vero che la giocabilità è immediata e, nonostante la mancanza di velleità simulative, trasmette un piacevole senso di guida e manovrabilità. ll gioco richiede la giusta dose di impegno soprattutto quando si sale a bordo delle auto di classi più elevate, ma non sfocia mai nel frustrante o nel troppo difficile da domare. Il senso di coinvolgimento è poi enfatizzato dal bellissimo set di animazioni delle braccia del nostro pilota quando si usa la visuale interna. Ogni singola manovra, anche i testacoda imprevisti, vengono riprodotti con movenze molto fluide e ben legate tra loro, donandoci un feedback immediato e preciso che si traduce in una sensazione di controllo totale della vettura, in ogni situazione.

Dall’alba al tramonto

- Nonostante gli alti e bassi che costituiscono il comparto grafico di DRIVECLUB, ho deciso di mettere l’aspetto tecnico del gioco tra i punti a favore perché effettivamente il sistema di illuminazione da solo vale il biglietto della corsa. I modelli delle auto sono ben fatti anche se non fanno gridare al miracolo, così come gli scenari che alternano panorami suggestivi e un orizzonte visivo molto profondo, solo di rado sporcato da qualche scalettatura e qualche texture non proprio piacevole da vedere. Ma è il ciclo giorno/notte e il relativo sistema di illuminazione che qui fanno la parte del leone. La realizzazione delle nuvole attraverso modelli 3D permette davvero una diffusione della luce solare dinamica e molto fotorealistica, e quando il cielo si annuvola tutto cambia colore e tende al grigio, scurendo il quadro generale e abbassando nettamente la visibilità, come accade nella realtà in qualsiasi gara. Inoltre, come accennato, ogni scenario cambia radicalmente in base al momento della giornata nella quale viene affrontato. Le gare in Cile, ad esempio, si svolgono prevalentemente in mezzo a lunghe distese rocciose con strade che ci conducono verso gli altopiani dove si trovano piccoli villaggi e addirittura un osservatorio astrale. In questi posti si gareggia spesso col sole contro e l’effetto è davvero spettacolare e accecante. Allo stesso modo, quando si corre di notte nei tracciati norvegesi o in quelli dei grandi boschi canadesi, si può ammirare lo splendido effetto dei fari delle auto che proiettano le ombre dinamiche sulle pareti rocciose e sulle costruzioni a bordo pista. Inoltre, giocando con la visuale interna, quando abbiamo un’altra auto sulla nostra scia, possiamo notare che tutti gli interni della nostra macchina vengono irradiati dalla luce dei fari dell’auto che ci sta tallonando, mettendo così anche in risalto la buona ricostruzione dei cruscotti e delle varie strumentazioni. Chiude il quadro un motore grafico che, nonostante sia limitato a 30fps, garantisce un buon senso di velocità e si mostra granitico in ogni frangente, senza alcun calo di frame e senza incertezze o pop-up, neanche quando si attraversano a tutta velocità gli scenari più complessi, ricchi di vegetazione e di poligoni come l’India o il Canada.

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Odio

DRIVEALONE

- La cosa peggiore che ci si potesse aspettare da un’esclusiva tripla A che fa del social gaming e dell’online il suo cavallo di battaglia è quella che i server non fossero all’altezza delle aspettative, ma la realtà a volte supera la fantasia e la situazione attuale di DRIVECLUB è ben peggiore. Ad una settimana dal lancio, il problema non è un netcode ballerino ma i server intasati e quindi mi è stato impossibile testare una qualsiasi forma di multiplayer e perfino creare un club per provare a gareggiare nelle modalità ad esso connesse. La cosa è ancora più grave se si pensa che molte vetture nel gioco non si possono sbloccare se non raggiungendo un certo livello di fama del club, cosa ovviamente impossibile allo stato attuale e quindi una gran parte dell’offerta ludica risulta ad oggi gravemente compromessa! Sicuramente a breve i server torneranno a funzionare, ma allo stato attuale non possiamo non evidenziare questo enorme problema; Sony ha avuto tutto il tempo per prepararsi al lancio ma non ha gestito la cosa nel modo giusto, ed ora i prima acquirenti si ritrovano tra le mani un titolo da giocare, per il momento, solo in single-player. Un vero peccato!

Si poteva fare di più

- La lunga gestazione di DRIVECLUB ed il lungo posticipo evidentemente non sono bastati a Evolution Studios per rifinire il gioco come si sperava. Per prima cosa c'è l'assenza delle condizioni meteo, che verranno introdotte solo più avanti; al momento si avverte la loro mancanza soprattutto quando il cielo è plumbeo e sembra carico di pioggia e ci si aspetta un bel temporale da un momento all’altro, ma nulla accade. Allo stesso modo i tracciati della Norvegia reclamano a gran voce una bella nevicata che invece latita e lascia un forte amaro in bocca. Viene spontaneo chiedersi se questi fattori influenzeranno il gioco anche in termini di gameplay e non solo a livello visivo, ma al momento è impossibile testarlo e questo non è ovviamente un bene. Inoltre, da parecchi anni a questa parte, tutti i giochi di corse hanno una voce guida che ci introduce al gioco, presentandoci la struttura e le modalità disponibili. A volte si tratta del nostro meccanico di fiducia, a volte di un’assistente virtuale oppure di un dee-jay radiofonico che tra un brano e l’altro ci ricorda i nostri doveri di piloti. Invece in DRIVECLUB tutto questo manca. Nessuna voce, solo un breve filmato all'avvio e poi ci ritroviamo davanti al menu, così senza troppi convenevoli, abbandonati a noi stessi senza un minimo di organizzazione che ci indichi le varie scelte possibili . Negli studi di Evolution devono aver dimenticato che anche il modo in cui si presenta un gioco è importante e allo stato attuale, DRIVECLUB sembra quasi una beta; almeno da questo punto di vista, risulta davvero incompleto e spoglio. A proposito di dee-jay e musica, bisogna segnalare la totale assenza di stazioni radio da selezionare ed una tracklist che, personalmente, reputo tra le più brutte e anonime mai ascoltate in un gioco di corse, davvero imbarazzante. Molto meglio ascoltare solo ed esclusivamente il buon campionamento del rombo dei motori.

A completare un menu di gioco davvero poco appetibile ci pensano poi la mancanza di replay e del photo-mode che, come per il meteo, verranno inseriti con un aggiornamento futuro mentre riguardo all’assenza della possibilità di ammirare liberamente esterni ed interni delle nostre auto in garage e di cambiare il colore della carrozzeria (al di fuori della modalità club) non si sa ancora nulla, ma al momento non poter scegliere nemmeno la vernice per la nostra macchina è alquanto seccante.

Intelligenza molto artificiale

- Non essendo riuscito a giocare contro altri esseri giocatori online, mi sono ritrovato a gareggiare solamente contro avversari gestiti dalla CPU e l’esperienza non è stata delle migliori, anzi. L’IA dei piloti è in egual modo scorretta e aggressiva, oltre che poco realistica. La maggior parte delle volte si assiste al classico effetto trenino, con una decina di auto che, pur di seguire la loro traiettoria, si sportellano e si tamponano tra di esse, senza cercare alternative. Ovviamente nel mezzo ci finiamo anche noi che magari riceviamo qualche bella bottarella anche senza aver tagliato la strada a nessuno. Bisogna ricordare che le macchine in DRIVECLUB tendono a sbandare abbastanza facilmente, per via della natura del gameplay, e quindi certi urti rischiano spesso di farci finire di traverso o di mandarci fuori strada. Con la stessa frequenza mi è capitato diverse volte di trovarmi ad un passo dal traguardo e di venire letteralmente speronato da qualche auto che, senza frenare, mi tamponava da dietro; inevitabile il testa coda e la conseguente perdita del podio che puntualmente si traduceva nel riavvio della gara. Fastidioso, davvero molto fastidioso.

Tiriamo le somme

DRIVECLUB è un gioco difficile da giudicare allo stato attuale perché deficitario sotto molti punti di vista, connettività online in primis, che saranno risolti (si spera) a breve. La mancanza di qualsiasi funzione social per un titolo simile pesa come un macigno e riduce di molto il valore complessivo del prodotto per chi, oggi, deve valutarne l’acquisto. Come se ciò non bastasse, DRIVECLUB presta il fianco anche a problemi di IA e carenze strutturali in generale, non tutti facilmente risolvibili attraverso le future patch che arriveranno. Fortunatamente la scelta di location esotiche e poco abusate, tracciati interessanti ed originali, un gameplay divertente e immediato e un buon comparto tecnico con molti spunti interessanti, tengono a galla DRIVECLUB anche alla luce dei sopracitati problemi ma gli impediscono ovviamente di essere quel prodotto di spicco che molti speravano. Forse le aggiunte future ed il supporto costante di nuove auto, circuiti ed eventi, e soprattutto il ripristino dei server per sfruttare tutto il comparto online, riusciranno a risollevare le sorti di un titolo che al momento rimane solo un discreto gioco di corse arcade.
7.0

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