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Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan
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Recensione - Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan

A poco più di un mese dal rilascio della pellicola cinematografica “Tartarughe Ninja - Fuori dall’ Ombra”, con Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan Activision e Platinum Games rispolverano un indiscusso mito degli anni 80 e 90 mettendoci nuovamente nei gusci delle quattro tartarughe più famose della storia. Mera operazione commerciale o titolo di spessore e di buona fattura? Scopriamolo assieme.

Il Gioco

Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan si presenta come un classicissimo picchiaduro a scorrimento nel quale siamo chiamati ad affrontare la gang criminale del nostro nemico di sempre, il malvagio Shredder, attraverso le strade, i palazzi e le fogne di Manhattan, nel tentativo di fermarne gli oscuri progetti di dominio. Dopo un breve tutorial, utile per apprendere le meccaniche di base del combattimento, entriamo in azione prendendo il controllo del gruppo di eroi. La prima sorpresa che ho avuto è stata quella di constatare che durante la storia non utilizziamo un unico personaggio selezionandolo all’inizio del gioco, bensì abbiamo il controllo dell’intero poker di anfibi, con la possibilità di switchare in qualsiasi momento dall’ uno all’altro attraverso la pressione della croce direzionale e di impartire dei basici comandi all’IA che governa le tre tartarughe non direttamente sotto il nostro controllo.

MP Video - Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan

Il control system è piuttosto classico per il genere: abbiamo la possibilità di attaccare gli avversari con colpi veloci ma più leggeri o con colpi caricati ma dal tempo di esecuzione maggiore, un tasto per la parata ed uno per il salto. Oltre a questi attacchi base possiamo avvalerci durante gli scontri dei cosiddetti ninjitsu, tecniche particolarmente devastanti e in grado di infliggere danni enormi, attivabili dopo un tempo di caricamento più o meno lungo. Donatello, Michelangelo, Raffaello e Leonardo dispongono di ninjutsu diversi l’uno dall’altro, comprendendo sia attacchi fisici, come scariche di shuriken o devastanti combo di spada, sia poteri di diversa natura, come l’abilità di rallentare il tempo per un breve periodo o di incrementare la velocità d’attacco del gruppo. Quando l'intero gruppo è nella condizione di eseguire un attacco speciale, attivando un ninjitsu si dà il via ad una spettacolare super-combo nella quale tutti e quattro i guerrieri attaccano contemporaneamente, con risultati catastrofici per i nostri nemici.

Oltre alle loro innate abilità marziali, i quattro verdi paladini possono avvalersi nel corso degli scontri anche di strumenti di distruzione non convenzionali, come lanciamissili ed altri strumenti tecnologici di varia natura. Parlando del cast chiamato a calcare la scena, oltre ai personaggi già citati troviamo April, in qualità di “guida” costantemente in contatto radio con noi e pronta a dispensare informazioni riguardo l’ubicazione di gruppi di nemici particolarmente numerosi, il maestro Splinter, figura relegata ad un mero ruolo di comparsa nelle scene di intermezzo, ed un buon numero di villain tra cui gli immancabili Rocksteady e Beboop, Wingnut, Leatherhead, Karai e Krom.

Da segnalare anche la possibilità di affrontare l’avventura in modalità multiplayer con altri tre amici, fruibile tuttavia unicamente online.

Amore

Fumetto animato

- Sicuramente gradevole l’approccio artistico di Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan, la cui azzeccata grafica in cel shading conferisce al titolo un look fumettoso e molto colorato, certamente coerente ed in linea con lo spirito del titolo. Buoni soprattutto i modelli dei quattro protagonisti e dei nemici che affrontati nelle varie scorribande attraverso gli stage di Manhattan, cosi come discreti sono anche gli effetti speciali generati da combo ed attacchi speciali. Non ci troviamo davanti ad un prodigio della tecnica, ma il lavoro svolto a livello di modellazione dei personaggi è comunque lodevole.

Doppiaggio

- Ottimo il lavoro svolto in fase di doppiaggio, indubbiamente l’aspetto più riuscito dell’intera produzione. Il parlato in italiano, sia nella fase di gioco che nelle scene di intermezzo, è di buonissima fattura ed i doppiatori esprimono un buon livello recitativo. Alcuni scambi di battute tra i vari personaggi risultano piuttosto divertenti ed il fatto che il tutto sia proposto nel nostro idioma non può certo non fare piacere.

Odio

Gameplay caotico

- Purtroppo anche se artisticamente è sicuramente valido, Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan pecca pesantemente al cuore dell'esperienza, ossia nel suo gameplay, che non riesce a divertire. L’azione è troppo caotica e confusa: bastano pochi istanti di gioco per capire la dinamica dell’avventura, ovvero quella di un beat'em up senza soluzione di continuità, noioso e privo di qualsiasi forma di strategia. Ci si ritrova perennemente a menare fendenti contro i nemici, utilizzando i ninjitsu quando possibile e nulla più. Nel corso della breve storia avrò utilizzato si e no un paio di volte il tasto della parata, per il resto mi sono perennemente affidato al tasto dell’attacco base. Nessuna combinazione per eseguire particolari combo, nessuno scontro realmente difficile e men che meno memorabile, neppure parlando delle boss fight di fine livello. Ad aggravare il tutto una sconsiderata scelta di gameplay che ci vede costantemente seguiti dagli altri membri del gruppo, la cui IA mi è parsa sin troppo aitante, tanto da risultare invadente: in un paio di occasioni mi sono addirittura messo in disparte aspettando che i miei compagni facessero il lavoro sporco al posto mio. La sensazione generale è sempre quella di trovarsi in mezzo ad un’insensata rissa, nella quale il tempo per abbozzare qualche approccio tattico non è mai concesso.

AAA - Varietà cercasi

- A peggiorare un quadro non certo idilliaco, una ripetitività che permea tutta la produzione, sia in termini di situazioni che di scenari. Lo sviluppo dei nove livelli che compongono la campagna segue grossomodo questo schema: eleminare un determinato numero di nemici, disinnescare o neutralizzare un certo numero di ordigni esplosivi, eliminare il boss di fine livello. Non c’è molto altro da fare in Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan. Gli stessi stage risultano ridondanti, venendo in alcune occasioni riproposti tali e quali con leggere modifiche di carattere visivo, come ad esempio diverse condizioni metereologiche. In generale le aree di gioco appaiono anche piuttosto anonime e prive di dettaglio, nonché tutt’altro che vaste, aggravando ulteriormente la situazione. Molto indicativo di tale aspetto uno degli ultimi livelli di gioco, che ripropone in diverse stanze susseguenti gli scontri con tutti i boss precedenti, nel chiaro tentativo di allungare un po’ il brodo (di tartaruga).

A corto di idee

- Shredder ha deciso di conquistare il mondo con l’aiuto di Krang, Rocksteady e Beboop. Le tartarughe ninja del maestro Splinter si frappongono tra lui ed il suo scopo. Fine della storia. Ora, capisco che da un gioco di questo genere non ci si possa aspettare una regia di chissà quale caratura, capisco che ai giovanissimi potrebbe anche andar bene così (anche se non ne sono poi così convinto) ma un minimo di sforzo in più in tal senso sarebbe stato lecito aspettarselo. Trama piatta come una tavola, che non invoglia minimamente a proseguire, fattore piuttosto grave dato che il gameplay in tal senso aveva già inflitto un colpo abbastanza pesante al gioco. Nessun colpo di cena, nessun passaggio particolarmente avvincente o divertente. Il vuoto più totale.

Via il dente, via il dolore

- Ecco, in questo caso sono stato in dubbio se inserire la longevità del gioco tra gli aspetti positivi o negativi, quindi lascerò a voi la decisione finale, limitandomi ai fatti. Il gioco ci propone nove livelli di gioco completabili in circa trenta minuti ciascuno, per un totale di quattro ore e mezza per portare a termine la storia e senza particolari stimoli o motivi per ricominciare l’avventura da capo. Quattro ore e mezza che paradossalmente mi sono parse infinite, quasi alienanti. Una lunghezza maggiore m’avrebbe con ogni probabilità scoraggiato nel terminare completamente l’avventura… quindi alla fine non sarebbe quasi un punto negativo, se non fosse che il gioco costa ben 50 Euro.

Tiriamo le somme

Difficile trovare un valido motivo per consigliare Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutanti a Manhattan a qualcuno. Una produzione decisamente insoddisfacente quasi sotto ogni aspetto, noiosa, priva di mordente, ripetitiva all’esasperazione e caotica. Un titolo assolutamente evitabile che non ha praticamente nulla da offrire, neppure al più sfegatato fan dei quattro eroi anfibi.
4.7

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