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Trials of the Blood Dragon

Recensione - Trials of the Blood Dragon

A sorpresa nel corso dell'E3 Ubisoft ha annunciato e immediatamente rilasciato Trials of the Blood Dragon, incrocio tra l'ormai parodia cult della cultura anni 80 Far Cry 3: Blood Dragon e del titolo di acrobazie motociclistiche Trials Fusion. Da amanti di entrambi i giochi non ci siamo fatti scappare l'occasione di provarlo: eccovi cosa ne pensiamo.

Il Gioco

Sono ormai passati tanti anni dalle avventure del mitico Rex Colt in Blood Dragon e l'eroe ultra-americano è ormai morto in azione: sono ora i suoi figli adolescenti, fratello e sorella, modificati con impianti cibernetici a dover affrontare missioni pericolosissime in giro per il mondo. Il tutto, stavolta, a bordo delle moto acrobatiche che abbiamo imparato a conoscere nei vari Trials ma sempre nell'esageratissimo mondo di Blood Dragon, divertentissima parodia della cultura pop degli anni '80: appariscente, trash, e piena di esseri cibernetici come i pericolosissimi Blood Dragon, i giganteschi dinosauri che sparano laser dagli occhi.

E' in questo contesto che il gioco parte in maniera abbastanza normale, come ci si può aspettare da un titolo della saga di Trials, alternando nei vari livelli i due giovani protagonisti a bordo della classica moto da trial per superare percorsi pieni di saliscendi, salti, ostacoli da superare ma anche percorsi dinamici con elementi come ascensori in movimento, strade che cadono o cancelli che si aprono. Pur trasportato in un bizzarro mondo neo-futuristico, il gameplay iniziale non presenta grosse novità per chi ha già esperienza con la serie di RedLynx; questo feeling di già visto dura però ben poco, perché presto anche il gameplay viene stravolto con diverse novità.

MP Video - Trials of the Blood Dragon

Oltre alla presenza di una trama concreta (seppur sia naturalmente esagerata, surreale e piena di testosterone), ci sono infatti nuovi elementi come la possibilità di affrontare a piedi, in un contesto platform/action game a scorrimento laterale, interi livelli o parti di essi, con la possibilità di mirare e sparare ai nemici tramite l'analogico destro, come visto in molti twin-stick shooters. In queste sezioni il giocatore è chiamato ad eliminare i nemici senza farsi colpire (basta infatti un colpo per dover ripartire dal checkpoint) affrontando salti, piccoli enigmi ambientali e trappole come laser o seghe rotanti.

Le novità però non finiscono qui: troviamo anche livelli nei quali si utilizzano veicoli totalmente diversi, da giganteschi carri armati passando fino ad una minuscola macchina radiocomandata capace di correre anche sui muri e di correre capovolta grazie alle enormi ruote (chi ricorda la Tycho Rebound degli anni 90?). Si tratta di varianti interessanti alle classiche moto poiché la fisica, la velocità e la reattività di ciascun veicolo risulta ovviamente diversa. Ma anche nelle sezioni di moto ci sono delle novità, una su tutte un rampino capace di far aggrappare il giocatore a superfici predisposte per poter far dondolare la moto, consentendole così di effettuare salti più grandi che mai.

Lo stile esagerato del titolo va ovviamente ad influenzare anche il level design, che prevede situazioni a dir poco surreali come un giro su dei missili in movimento, una sezione sotto effetto di allucinogeni, parti di esplorazione e trappole che richiamano Tomb Raider e Indiana Jones ma anche una sezione ultra-violenta che ricorda volutamente l'ottimo indie Hotline Miami. Colpi di genio e citazioni sono all'ordine del giorno in Trials of the Blood Dragon, ed è così che vanno via facilmente la trentina di livelli nel gioco, completabili in circa 3 ore se non si bada alla valutazione ottenuta. Su ogni livello infatti si può arrivare fino ad A+, e per questo bisogna finire le varie aree praticamente senza perdite di tempo e senza mai ripartire dai checkpoint, che causa perdite di punteggio tali da impossibilitare le valutazioni massime.

In Trials of the Blood Dragon troviamo anche un ricco hub di gioco pieno di easter egg, colonna sonora ascoltabile, livelli extra, costumi e disegni consultabili, un album di figurine da completare e altri elementi che aggiungono carne al fuoco. Infine il gioco è tradotto in italiano per quel che riguarda i testi a video, mentre l'audio rimane in inglese, ma per fortuna risulta tutto sottotitolato alla perfezione.

Amore

Blood Dragon è tornato!

- Trials of the Blood Dragon non è solo uno spin-off di Trials, ma si tratta a tutti gli effetti un ritorno allo stile formidabile del noto spin-off di Far Cry 3. I protagonisti sono i figli del protagonista Rex Colt, lo stile è il solito miscuglio di blu e viola neo-futuristico di stampo anni '80 con musiche elettroniche che ricalcano quel periodo, cut-scene fumettose, intermezzi pubblicitari tipici dell'epoca, l'ironia riferimenti ad altri videogiochi, film, telefilm e molto altro ancora. Chi ha amato lo stile di Blood Dragon, amerà quello di Trials of the Blood Dragon.

Una piccola rivoluzione per Trials

- Il gioco è però anche e soprattutto un Trials, perciò aspettatevi piste spericolate a scorrimento laterale in linea con il resto della nota saga di Ubisoft, ma con novità importanti come la possibilità di usare un mitra mentre si è in sella per abbattere i nemici o il rampino per aggrapparsi alle superfici. Troviamo persino aree con veicoli totalmente diversi e altre che trasformano il gioco un platform game d'azione a piedi con sparatorie e piccoli enigmi. Trials non è mai stato così vario.

Hub pieno di tocchi di classe

- Altra trovata simpatica di Trials of the Blood Dragon sta nell'hub di gioco, da dove attraverso dei poster che richiamano locandine cinematografiche è possibile saltare in qualunque livello e dove troviamo tante altre sorprese: un album di figurine da completare, uno stereo per ascoltare la colonna sonora, un armadio per vedere i costumi, una macchinetta giocattolo utilizzabile in livelli aggiuntivi e molto altro ancora. Questo hub funge sia da menu che da covo di sorprese, e funziona davvero alla grande.

Odio

Mancanze importanti

- Essendo venduto a un prezzo di poco inferiore a quello di lancio per Trials Fusion, sarebbe stato lecito aspettarsi contenuti simili, come il potentissimo editor o il comparto multiplayer, ovviamente il tutto limitatamente ai soli tracciati ed elementi visti in questo titolo. Sono assenti anche tante feature minori come ad esempio la personalizzazione dei personaggi e delle moto o i minigiochi; si tratta di assenze comprensibili per quello che vuole essere un mero spin-off story-driven, ma visto il prezzo mi sarei aspettato di vedere trasposte in chiave Blood Dragon anche altre features della serie Trials.

Novità poco bilanciate

- Seppur le novità come l'aggiunta del rampino e le parti a piedi siano estremamente gradite, non presentano purtroppo il livello di cura che caratterizza le parti a due ruote. L'esperienza è parzialmente rovinata da controlli abbastanza imprecisi e approssimativi, un level design non sempre riuscito e diversi bug.

Campagna corta

- Sarà anche tutto rigiocabile per ottenere le valutazioni più alte possibili, ma la campagna di Trials of the Blood Dragon, compresi i livelli extra, è completabile in circa 3 ore, che per i 14,99 Euro di prezzo sono piuttosto pochi, contando che a quel prezzo era possibile comprare i primi due capitoli della saga, pieni zeppi di contenuti per dozzine di ore di divertimento. Mettere altra carne al fuoco non sarebbe stato male.

Tiriamo le somme

Trials of the Blood Dragon è un mash-up davvero impressionante tra il gameplay motoristico estremamente tecnico della saga di Trials e lo stile esagerato, colorato, nostalgico, pieno di testosterone e dannatamente ironico di Blood Dragon, ma le novità sul fronte del gameplay non risultano rifinite quanto quelle più classiche mentre la campagna vola via un po' troppo velocemente. In definitiva un gioco più per i fan sfegatati dell'universo di Blood Dragon che per quelli che volevano un nuovo Trials; l'unione dei due mondi risulta comunque divertente ed estremamente affascinante.
7.2

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

c

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