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JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven

Recensione - JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven

Dopo il discreto All-Star Battle, CyberConnect2 torna nell’universo di Jotaro e compagnia con JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven, questa volta abbandonando il genere del picchiaduro 2D per concentrarsi sul brawler 3D con una storia inedita. Vediamo quindi come se la sono cavata gli sviluppatori giapponesi con questa nuova sfida a colpi di HORAORA e WRYYYY!

Il Gioco

Nonostante alcuni difetti, personalmente avevo apprezzato il debutto di JoJo su console con All-Star Battle, sia perché riprendeva gli eventi di tutte le saghe uscite fino a quel momento, sia per il gameplay che richiedeva un minimo di tecnicismo e studio delle combo in stile Street Fighter. Bandai tuttavia ha deciso di cambiare completamente strategia, chiedendo a CyberConnect2 (che ricordiamo essere gli sviluppatori della serie Naruto Ultimate Ninja Storm, il top per quanto riguarda trasposizioni videoludiche di anime) di realizzare un brawler 3D che riprende molto le meccaniche di J-Stars Victory VS+. JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven infatti si basa su caotici scontri 2 VS 2 dove i lottatori sono liberi di muoversi in arene tridimensionali, inoltre anche la storia ricorda lo stile di J-Stars, ma invece di far interagire personaggi appartenenti a manga diversi fa incontrare i protagonisti delle 8 serie che compongono l’opera di Hiroiko Araki. Per chi non lo sapesse, infatti, il manga Le Bizzarre Avventure di JoJo è iniziato nel lontano 1987, e in questi ormai 30 anni si è diviso in 8 archi narrativi (attualmente è in corso il penultimo, JoJolion) che analizzano le vicende della famiglia Joestar. La particolarità di questo manga è che ogni saga ha come personaggio principale un discendente del precedente protagonista (o comunque legato ad esso in qualche modo) e si svolge quindi in un periodo storico differente, partendo dalla fine del 1800 fino ai giorni nostri. Naturalmente personaggi strettamente imparentati o vissuti in periodi vicini si sono incontrati anche nel manga più volte, mentre per ovvii motivi altri protagonisti come Johnatan Joestar della prima serie, Phantom Blood, non hanno mai interagito con i loro nipoti vissuti quasi un secolo dopo.


MP Video - JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven

Il fascino principale di JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven è proprio quello di vedere questa sorta di “What if” in cui invece le barriere spazio-temporali vengono abbattute, mostrandoci una versione alternativa degli eventi. Tutto inizia subito dopo la fine della terza serie Stardust Crusaders, e dopo una violenta battaglia Jotaro Kujo riesce finalmente a uccidere Dio Brando, storica nemesi dei Joestar. Le celebrazioni della vittoria tuttavia durano poco, poiché Jotaro viene attaccato da Kakyoin, Avdol e Iggy: lo stupore è alto considerato che i tre, oltre ad essere amici di Jotaro, erano stati uccisi durante i precedenti scontri. Qualcosa quindi non torna, e dopo essere sopravvissuto all’attacco e aver messo in fuga i suoi ex compagni, il nostro protagonista riceve la visita di Robert E.O. Speedwagon, personaggio apparso nella prima serie Phantom Blood. Questo spiega a Jotaro che un potente nemico chiamato Il Sommo sta interferendo con il corso degli eventi viaggiando attraverso le varie epoche per distruggere tutti i Joestar, e che solo il potere di una particolare Reliquia può far tornare normali le persone influenzate dal potere del Sommo, come Avdol e Kakyoin, e riportare tutto come prima. La Reliquia tuttavia è divisa in 9 parti, così inizia il viaggio attraverso il tempo e lo spazio per contrastare questo misterioso nemico visitando gli 8 archi narrativi del manga tra dialoghi, spiegazioni, colpi di scena e, naturalmente, combattimenti.

Il gameplay di JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven è stato semplificato molto rispetto al precedente All-Star Battle, e ora non è più necessario ricordare combo o eseguire mezzelune con le levette analogiche: ogni azione è legata all’uso di un singolo tasto (solo gli attacchi speciali richiedono l’utilizzo di L1 + uno degli altri tasti), e si basa tutto sull’uso di attacchi leggeri, pesanti, schivate, parate, scatti e azioni uniche a seconda del personaggio utilizzato. Per le varie combo basta premere ripetutamente l’attacco leggero per poi concluderla con un attacco speciale automatico se va completamente a segno, rendendo tutto ancora più semplice di quanto non già non sia. Sono presenti anche mosse più avanzate come spezzacombo e attacchi EX potenziati, ma si tratta di meccaniche utili forse giusto nell’online, mentre per la Storia potreste quasi andare tranquillamente avanti spammando a ripetizione Quadrato. Ogni personaggio tuttavia ha il suo stile di combattimento ripreso dal manga,m per cui non mancano combattenti più utili a corto o lungo raggio, passando per quelli con abilità di supporto, molto utili essendo combattimenti di squadra. Durante le battaglie premendo il touch pad si possono coordinare gli attacchi con il proprio compagno concentrandosi su un solo nemico, e riempiendo un’apposita barra si possono usare degli attacchi speciali di squadra. Normalmente si tratta di una sequenza in cui entrambi usano i loro attacchi speciali normali di fila, ma nel caso di personaggi particolarmente legati tra loro nella storia (ad esempio Jotaro e la figlia Jolyne) possono usare un attacco unico che mostra la loro affinità.

Alla fine di ogni battaglia si ottiene esperienza per far salire di livello il lottatore e utilizzare i punti per sbloccare nuove mosse speciali e migliorare le varie statistiche, aggiungendo un pizzico di ruolismo. In alcune sezioni inoltre si potrà esplorare liberamente l’arena interagendo con altri personaggi, raccogliendo collezionabili o svolgendo minigiochi come il Poker, inoltre possono esserci anche combattimenti contro orde di nemici per spezzare il ritmo.

Oltre alla Storia JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven offre poche altre modalità, ed esclusi i classici combattimenti liberi contro la CPU e Online il resto si riduce allo Shop dove spendere monete per comprare colori, frasi e pose alternative, il Glossario che approfondisce tutti i nomi e gli eventi del manga e poco altro. Dal punto di vista tecnico infine il gioco si mantiene su livelli appena sufficienti, tradendo la sua origine di titolo per la scorsa generazione uscito originariamente solo in Giappone, ma il cel shading riesce comunque ad offrire modelli fedeli alla loro controparte anime.

Amore

L’avventura più bizzarra

- Il fulcro di JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven è sicuramente la modalità Storia, e nonostante la trama non brilli certo per originalità, offre innumerevoli fan service e citazioni per la gioia degli fan del manga, inoltre vedere interagire personaggi appartenenti ad archi narrativi diversi è sicuramente interessante… specialmente quando si incontrano magari versioni più giovani o vecchie che scoprono quale sarà il loro destino o che avranno dei figli.

Ci sono tutti

- Il roster di JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven comprende ben 52 personaggi tratti dagli 8 archi narrativi, e sono presenti sia i protagonisti che alcuni dei nemici e personaggi secondari più amati. Ognuno poi ha il suo stile di combattimento personale, e anche se a livello di combo a livello pratico purtroppo non i sono grandi differenze gli effetti su schermo invece possono variare di molto.

Extra ovunque

- Spendendo i soldi guadagnati nello Shop si possono sbloccare un quantitativo impressionante di extra come colori, costumi, frasi, e pose alternative per personalizzare il proprio lottatore preferito, oltre ad artwork e simili che i fan sicuramente apprezzeranno. Molti extra inoltre possono essere sbloccati a seconda del grado di valutazione ricevuto alla fine delle battaglie o se si eseguono dell “JoJolity”, ovvero delle particolari azioni durante uno scontro che rappresentano al meglio lo stile del personaggio utilizzato.

Odio

Multiplayer solo online

- Come già accennato, una volta conclusa la corposa Storia JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven offre poco altro, inoltre mancano alcune modalità che invece dovrebbero essere fondamentali in un titolo del genere. La prima è il Tutorial, che nonostante la relativa semplicità del gameplay potrebbe comunque essere utile nelle prime battaglie (è presente solo una spiegazione a testo), ma soprattutto i combattimenti multiplayer offline. In un picchiaduro a squadre il divertimento maggiore è quello di sedersi sul divano con gli amici e iniziare a picchiarsi (virtualmente) di santa ragione, per cui trovo assurda questa assenza.

Sezioni esplorative

- Le sezioni in cui si può esplorare l’ambiente sono decisamente inutili, e oltre a muoversi fino al prossimo portale e raccogliere qualche extra nell’area ristretta a disposizione non ci sono motivi per voler andare in giro, anche perché le ambientazioni sono uno degli aspetti meno riusciti del gioco risultando spoglie, approssimative e poco interattive.

Caos puro

- Le battaglie di JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven sono decisamente caotiche, e quando 4 personaggi iniziano ad utilizzare i loro poteri contemporaneamente ci si ritrova in una esplosione di effetti speciali e pugni tirati alla velocità della luce, per cui è inevitabile che si crei una certa confusione. Purtroppo questa caratteristica dei giochi basati sugli anime porta anche ad un altro difetto storico, ovvero la la telecamera che tende ad impazzire fin troppo spesso costringendoci ad aggiustarla manualmente.

Legnosità

- Buona parte delle animazioni è ripresa di peso dal vecchio All-Star Battle, tuttavia con il passaggio al brawler 3D si nota una certa legnosità nell’azione, con attacchi che faticano a concatenarsi in maniera fluida e poco reattivi.

Tiriamo le somme

JoJo’s Bizarre Adventure: Eyes of Heaven è gioco senza troppe pretese che punta palesemente ad attirare un pubblico di fan sfegatati del manga. Se non avete mai letto l’opera di Hiroiko Araki non capirete assolutamente nulla di questa storia alternativa, così come le motivazioni e i legami tra i personaggi che sono il fulcro dell’avventura e che rendono il gioco appetibile per gli appassionati. Il gameplay è piuttosto basilare e punta tutto sulla spettacolarità a discapito della tecnica, creando situazioni di puro caos in cui si fatica a seguire l’azione. A questo si aggiungono problemi di legnosità e un comparto tecnico palesemente della scorsa generazione, per cui se amate le storie di JoJo e compagnia potreste dargli un’occasione (anche perché a differenza di Naruto e simili non c’è molta scelta), mentre per tutti gli altri non ci sono motivi sufficienti per consigliarne l’acquisto.
6.5

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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