MondoPlay">

Life is
Play!

MondoPlay

home
Cast of the Seven Godsends - Redux

Recensione - Cast of the Seven Godsends - Redux

Molto prima di titoli come Dark Souls, c'erano i platform games ultradifficili come Contra e Ghosts 'n Goblins. Non erano lunghissimi, ma la loro longevità derivava da una difficoltà davvero elevata, con meccaniche di gioco semplici ma difficili da attuare grazie a level design cattivissimi. E' proprio questo fascino che i torinesi Raven Travel Studios vogliono riportare con Cast of the Seven Godsends - Redux: un piacevole tuffo nel passato o un relitto che avrebbe fatto meglio a rimanere lì?

Il Gioco

Cast of the Seven Godsends - Redux sembra prendere gran parte della sua ispirazione da Ghosts 'n Goblins, il classico noto più per la difficoltà surreale che per il gameplay in sé. Nel nuovo titolo dell'italianissimo studio Raven Travel Studios succede praticamente lo stesso, perché si tratta di un action-platform game di stampo fantasy medievale dove il giovane protagonista è chiamato, dopo il rapimento del figlio neonato, ad affrontare orde di mostri sempre più potenti in livelli pieni di pericoli.

E anche in Cast of the Seven Godsends - Redux il gameplay di base è davvero semplice. Si salta, si lanciano armi (inizialmente coltelli) e ci si muove con una visuale 2D a scorrimento laterale. Tutto qui, anche se nel corso dell'avventura è possibile trovare delle trasformazioni elementali che cambiano, tra le altre cose, look e attacco del protagonista, nonché delle nuove armi che stravolgono un po' il gameplay. Ma questo basta e avanza per destreggiarsi nei livelli del titolo che mischiano look colorati e fantasiosi a una difficoltà spesso davvero impressionante, grazie alla quantità notevole di elementi a schermo che ci vogliono morti.

MP Video - Cast of the Seven Godsends - Redux

Da una parte troviamo i nemici, tanti e di tanti tipi: da classici uccelli da evitare in volo, passando per piante assassine fino a giganti dotati di martello e scudo o altri che lanciano pietre. Uno dei punti di forza di Cast of the Seven Godsends - Redux è proprio la fantasia nella realizzazione dei nemici, che da una parte ricalcano i classici del genere platform, dall'altra però offrono un'esperienza varia perché ogni livello presenta numerose situazioni diverse dove bisogna destreggiarsi abilmente tra attacchi di ogni genere.

Oltre ai nemici, ci pensano anche i livelli stessi ad attentare alla nostra incolumità con burroni, seghe rotanti, piattaforme pericolanti e fiamme che ci costringono a muoverci ancor più cautamente di quanto non faremmo. Ma attenzione a prendersi troppo tempo per attendere il momento giusto per muoversi: ogni livello infatti va completato entro un tempo limite, che fortunatamente si azzera a ognuno dei frequenti checkpoint.

Un singolo playthrough di Cast of the Seven Godsends - Redux richiede poche ore, ma grazie ai 4 livelli di difficoltà e finali multipli, la rigiocabilità e la varietà risultano comunque piuttosto alte. Semmai ci si può bloccare contro i fantasiosi boss, ben 12, che con i classici pattern da memorizzare e montagne di vita offrono una sfida notevole. Notare infine che, nonostante il gioco parta per default in inglese, presenta anche l'italiano: basta cambiarlo nelle opzioni.

Amore

Gameplay semplice ma profondo

- Cast of the Seven Godsends - Redux si usa con soli due tasti: uno per saltare e uno per sparare, nient'altro oltre ovviamente all'analogico per muoversi. Ci sono alcune combo, ma è tutto semplice e intuitivo, ed il rischio ripetitività è scongiurato dalla notevole varietà di ambientazioni e nemici, nonché di trasformazioni acquisibili. Il titolo di Raven Travel Studios sa offrire novità a ogni livello, spingendo il giocatore ad andare avanti.

Difficoltà elevatissima

- Ancor più del gameplay molto intuitivo, ciò che davvero ci riporta indietro ai tempi d'oro dei platform games è, per l'appunto, la difficoltà. In Cast of the Seven Godsends - Redux dobbiamo fare attenzione a ogni passo e ogni salto perché nemici, trappole e proiettili possono apparire pressoché ovunque; ma senza prendercela troppo comoda per via del timer! Basta prendere due colpi per morire a difficoltà normale (a meno che non si vada ad usare una trasformazione), e bisogna quindi costantemente stare attenti e muoversi con la massima precisione. Per fortuna ci sono i checkpoint e la funzione Continua utilizzabile senza limitazioni.

Odio

Movimenti fin troppo retrò

- Purtroppo, però, gran parte della difficoltà deriva da movimenti del protagonista un po' troppo antiquati, ricordando alcuni platform invecchiati non benissimo come il primissimo Mega Man. Nel gioco abbiamo a che fare con salti piuttosto corti, movimenti lenti nonostante la necessità di dover schivare una gran quantità di ostacoli e animazioni generalmente un po' legnose. Un maggior dinamismo alla Shovel Knight o Super Meat Boy avrebbe giovato molto al titolo.

Trial and error all'ennesima potenza

- Se è vero che Cast of the Seven Godsends - Redux è particolarmente impegnativo, è anche vero che parte della difficoltà è dovuta ad elementi imprevedibili come piattaforme che crollano senza alcun preavviso, o nemici che spawnano improvvisamente senza alcuna indicazione, dando vita ad una forte iterazione di morti e nuovi tentativi. Armatevi di pazienza, perché più volte imprecherete per alcune scelte di design un po' sadiche.

Stile artistico confusionario

- Cast of the Seven Godsends - Redux ha degli sprite non sempre riuscitissimi per quel che riguarda i personaggi, ma il design dei mostri risulta invece piuttosto riuscito; il problema è però che lo schermo è spesso fin troppo affollato di elementi che hanno sovente poche differenze cromatiche tra uno e l'altro. Questo dà vita a scenari poco leggibili, facendoci finire spesso in burroni o trappole semplicemente perché erano poco visibili. Seguire i movimenti di 10 nemici per volta e cercare di far caso anche a tutti gli ostacoli sulla strada può essere un po' troppo complicato alle volte.

Tiriamo le somme

Cast of the Seven Godsends - Redux vuole essere un platform game ultradifficile old school sulla falsariga di Ghosts 'n Goblins, e ci riesce, a tratti anche fin troppo bene, copiandone anche level design spesso sadici con trial and error, meccaniche di gioco mai spiegate e movimenti non rifinitissimi che, per l'appunto, 30 anni fa non avrebbero stonato troppo ma oggi purtroppo sì. Se avete tanta pazienza e abilità troverete momenti soddisfacenti grazie a parti platform comunque toste e combattimenti spesso divertenti, ma titoli come Shovel Knight hanno mostrato che è possibile prendere una formula classica e modernizzarla per ottenere qualcosa di soddisfacente anche per i giocatori moderni.
6.4

c Commenti


L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

c

Commenti

i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
Importante: leggere il regolamento dei commenti prima di partecipare alle discussioni. Aggiungere un commento equivale ad un'implicita accettazione del regolamento.
commenti by Disqus