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Deus Ex: Mankind Divided
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Recensione - Deus Ex: Mankind Divided

Adam Jensen torna a combattere nel futuro di Deus Ex: Mankind Divided, quando gli umani potenziati sono ormai visti con odio e diffidenza, dando il via ad un'escalation di contrasti sociali. Scopriamo come se la cava nella nostra recensione!

Il Gioco

Deus Ex: Mankind Divided ha luogo due anni dopo gli eventi di Human Revoution e dopo l'"incidente dei potenziati", quando centinaia di migliaia di umani potenziati ciberneticamente furono colpiti in tutto il mondo da una trasmissione che li lanciò in un'incontrollata ondata di violenza (se non l'avete giocato o non ricordate la storia, poco male: il gioco include un corposo video-riassunto interamente in italiano, come il resto del gioco, di tutti gli eventi passati). A seguito di questo incidente, l'umanità ed i governi hanno iniziato a vedere i potenziati come una minaccia, emarginandoli e proponendo una legge per costringerli ad installare dei chip di controllo oltre a segregarli in appositi ghetti. In questo scenario ritroviamo Adam Jensen, non più impiegato nella Sarif Industries ed ora membro attivo dell'unità segreta antiterroristica Task Force 29, o TF29. I cambiamenti civili e politici degli ultimi anni hanno infatti dato vita ad un'ondata di attacchi terroristici da parte di gruppi di potenziati, e Jensen ed i suoi compagni indagano per individuare i mandanti e prevenire ulteriori carneficine.

Questa nuova avventura ci vede operare principalmente a Praga, dove Jensen ha il suo appartamento e luogo del segretissimo quartier generale della TF29, ma anche in altre location in giro per il mondo: Dubai, Alpi svizzere e altre ancora. La città di Praga fa da vero e proprio hub open world del gioco, e come tale è esplorabile liberamente sia per le strade che nei molti edifici, appartamenti e locali, sotterranei compresi. Non si tratta però di un'unica vastissima area alla GTA: la città è divisa in diversi quartieri, tra i quali ci possiamo spostare tramite la metropolitana e dopo dei caricamenti abilmente camuffati con animazioni di Jensen nei vagoni della metro.

La città è ricca di negozi, civili, pattuglie di polizia e opportunità d'esplorazione, e sulla mappa è sempre possibile vedere sia l'obiettivo corrente della storia principale che gli eventuali obiettivi di missioni secondarie, affidateci da vari individui con i quali potremo parlare. Alcune missioni, soprattutto quelle che ci chiedono di infiltrarci in determinati locali o appartamenti per parlare con personaggi chiave o trafugare informazioni, sono ambientate direttamente nei quartieri della città, ma quelle più importanti e lunghe avvengono in aree separate che, seppur comunque esplorabili liberamente, offrono una struttura e progressione delle missioni più lineare.

MP Video - Deus Ex: Mankind Divided

Per chi ha giocato con il precedente Deus Ex, il cuore del gameplay di Deus Ex: Mankind Divided non cambia comunque molto: rimangono i grandi pregi di Human Revolution ma con l'aggiunta di qualche interessante novità. Il gioco ci propone ancora una visuale completamente in prima persona tranne per quando si va in copertura, e rimane la grande libertà d'azione nel corso delle missioni, con livelli estremamente vasti e ricchi di strade alternative da percorrere: per raggiungere i nostri obiettivi possiamo decidere di affrontare apertamente i nemici, utilizzare tecniche stealth per sgattaiolare non visti nei condotti o farli fuori da lontano con dardi tranquillanti, o ancora utilizzare le nostre doti di hacker per aprirci la strada in ambienti altrimenti inaccessibili (tramite un'evoluzione del mini-gioco di hacking visto nel titolo precedente) e disabilitare eventuali dispositivi di sicurezza per evitare così i nemici. E' persino possibile completare l'intero gioco senza uccidere una sola persona, ricorrendo unicamente ad attacchi non letali.

Ovviamente in base all'approccio che decidiamo di adottare nel gioco, cambia anche il tipo di evoluzione che faremo fare a Jensen. Il protagonista è infatti ancora una volta completamente potenziabile tramite i kit Praxis, degli apposti moduli di modifica guadagnabili con i punti esperienza ottenuti durante il gioco o anche talvolta rinvenibili nelle ambientazioni, spendibili per dotarlo di nuovi potenziamenti cibernetici in grado di aumentargli le abilità. Gli sviluppatori hanno peraltro trovato un espediente narrativo per far ripartire Jensen da zero, senza potenziamenti, portandoci così a ripotenziarlo da zero (eccezion fatta per la prima missione tutorial, dove ha tutti i potenziamenti), e non solo: Jensen scoprirà all'inizio della storia che i suoi potenziamenti nascondono un segreto del quale non era al corrente, e questo oltre ad aprire un interessante filone per delle missioni secondarie, lo dota anche di capacità completamente nuove ed estremamente potenti, anche se l'abuso di queste lo potrebbero portare a dei malfunzionamenti.

Possiamo così potenziare le abilità di hacking, la potenza fisica (migliorando la forza delle braccia si possono spostare ad esempio oggetti molto pesanti liberando nuove strade, oppure potenziando le gambe è possibile saltare più in alto e raggiungere luoghi altrimenti inaccessibli), dotarci di dispositivi mimetici e attentuatori del rumore, aggiornare le nostre braccia con dei lancia-dardi elettrici, dotarci di potentissime lame in carbonio che fuoriescono dagli avambracci e che possono anche essere lanciate, o addirittura utilizzare una sorta di scatto iperveloce, di fatto un teletrasporto a corto raggio simile a quello visto in Dishonored, per raggiungere aree vicine senza essere visti. O anche attivare la violazione remota, un'abilità molto utile per disabilitare a distanza telecamere e torrette. Dipende tutto da come si vuole condurre la propria avventura, e lo stesso vale per le armi: il gioco ci fornisce un vasto arsenale di armi acquistabili dai negozianti o rintracciabili nelle missioni, ma visto che l'inventario è limitato (anch'esso comunque espandibile con potenziamenti), le armi da portare con noi vanno scelte oculatamente in base al tipo d'approccio desiderato. Io ho ad esempio scelto l'approccio stealth/non letale, ed ho quindi tenuto sempre con me un fucile di precisione lancia-dardi tranquillanti ed una pistola a colpi stordenti, ma portando quando possibile anche un fucile d'assalto o a pompa da utilizzare quando le cose si fossero messe male. Le armi possono peraltro essere caricate con diversi tipi di proiettili - standard, perofanti, EMP per dispositivi elettronici - in base alle esigenze ed ovviamente alle disponibilità di munizioni, anch'esse da considerare nell'occupazione di slot dell'inventario.

Tra le altre novità troviamo la gestione dell'energia dedicata ai potenziamenti, che ora invece di dover essere costantemente ricaricata con apposite celle si rigenera autonomamente nel tempo, anche se ad ogni uso il limite massimo di ricarica si riduce di un po' costringendoci dopo diversi utilizzi ad impieghare delle apposite celle energetiche per ricaricarla completamente, ed un limitato sistema di crafting che ci permette di creare al volo determinati oggetti che potrebbero esserci necessari. Troviamo anche un rinnovato sistema di dialogo a scelta multipla capace di influenzare l'esito delle missioni. Ad esempio in una missione dobbiamo ottenere un oggetto custodito da un capo della mala, e possiamo prima incontrarlo per parlargli: scegliendo le risposte giuste potremmo portarlo a consegnarci l'oggetto, mentre se sbagliamo ci manderà via costringendoci a reperirlo in altri modi. Le risposte giuste per ogni dialogo non sono mai scontate ed è facile sbagliare: per questo c'è un apposito potenziamento che, analizzando i parametri vitali del nostro interlocutore, ci indica proprio qual è la risposta più adatta i ogni frangente.

Il gioco procede quindi tra l'esplorazione dei quartieri di Praga e lo svolgimento di missioni primarie e secondarie; la durata dell'esperienza dipenderà dal tipo di approccio che avete deciso e da quanto volete esplorare o svolgere missioni secondarie. Se scegliete un approccio diretto ad armi spianate, senza andare per il leggero ed evitando tutti le missioni e gli obiettivi secondari, potreste ultimarlo anche in una dozzina d'ore, ma normalmente impiegherete tra le 15 e le 20 ore, arrivando anche a 30 ore se vi prendete i vostri tempi con azioni stealth e ricerca di tutti gli ambienti. Tutto questo senza contare la buona rigiocabilità del titolo grazie alla modalità Nuova Partita +, che ci permette di ricominciare mantenendo tutti i potenziamenti, ed il fatto che il sistema di scelte multiple può dare adito a missioni diverse che richiedono necessariamente almeno due run per essere viste, con finali (leggermente) diversi.

A tutto questo vanno aggiunte anche delle attività extra: c'è la sezione "I Racconti di Jensen" che conterrà le varie missioni in arrivo con i DLC e che già ora include una missione extra legata a degli avvenimenti visti nella storia principale, e la modalità Breach, una serie di livelli virtuali slegati dal gioco principale ma da eseguire con un gameplay molto simile, con tanto di classifiche mondiali. Insomma, difficilmente riporrete il gioco troppo velocemente, questo è sicuro.

Amore

Libertà d'approccio

- Quello che era il maggior vantaggio del precedente titolo della serie lo rimane anche in questo, con diverse migliorie. Grazie ad un ottimo design di livelli e missioni possiamo decidere il modo in cui affrontare qualsiasi situazione, e non si rischia mai di essere esclusi da determinate aree per non esserci potenziati in un certo modo; ad esempio se non decidiamo di potenziare il lato da hacker di Jensen, c'è sempre la possibilità di sbloccare porte, congegni e casseforti perlustrando l'ambiente in cerca delle password oppure costruendo un apposito "multi-tool" ad uso singolo che permette di superare automaticamente le barriere. Ed il gameplay si presta bene sia a chi vuole giocare alla FPS che a chi preferisce rimanere nell'ombra, grazie anche ad un sistema di gestione delle coperture con passaggi automatici tra l'una e l'altra molto simile a quanto visto nell'ultimo Splinter Cell. Un design di gioco eccellente!

Storia

- Ho trovato la trama che coinvolge Jensen ed il TF29 molto interessante, con personaggi ben caratterizzati ed una buona dose di mistero, peraltro con risvolti anche piuttosto attuali visto il tema dell'odio civile/razziale e della segregazione: una storia capace di tenere alta l'attenzione del giocatore dall'inizio alla fine, con interessanti colpi di scena e cambi di status quo. Buona anche l'idea del sistema di dialogo a scelta multipla che può portare anche a diversi esiti delle missioni.

Missioni secondarie

- Oltre ad una buona storia principale, Deus Ex: Mankind Divided presenta anche delle missioni secondarie estremamente interessanti che ci permettono di scavare in diversi misteri che circondano il protagonista ed il mondo di gioco: vorrete farle non per aumentare semplicemente il tempo di gioco, ma proprio perché presentano delle sotto-trame che invogliano molto ad essere esplorate.

Impatto grafico

- Il passaggio alla nuova generazione ha giovato molto alla serie di Eidos Montreal: se lo stile artistico è rimasto pressoché lo stesso dell'episodio precedente, stavolta un convincentissimo motore d'illuminazione dinamica ed ambientazioni molto più ricche e dettagliate rendono giustizia al mondo in cui Adam Jensen si muove, regalandoci alcuni scorci fa fotografia ed ambientazioni spettacolari, come quando incontriamo una sorta di area-mercato piena di casse d'ortaggi e vegetazione ovunque.

Cura nei dettagli

- E la grande cura posta dagli sviluppatori nella creazione del mondo di gioco non si vede solo sul fronte grafico ma anche in tante piccole cose, come i molti giornali elettronici o memo raccoglibili e leggibili, la simulazione fisica applicata a tutti gli oggetti (capace anche di fornirci opportunità creative, come ad esempio impilare tra loro delle casse per raggiungere delle aree altrimenti irraggiungibili con un semplice salto) e la possibilità di esaminare in 3D ruotandoli tutti gli oggetti raccolti. Niente di nuovo sotto il sole, per carità, ma comunque un aspetto molto gradevole del gioco.

Boss finale

- Una delle maggiori critiche volte ad Human Revolution era quella dei boss ad "approccio forzato", che ad esempio andavano affrontati con la forza bruta anche se il giocatore si era specializzato nello stealth. Deus Ex: Mankind Divided rimuove del tutto questo problema introducendo un unico grande combattimento boss finale in un'area molto vasta e approcciabile in qualsiasi modo vogliamo. Molto soddisfacente.

Modalità Breach

- La modalità Breach è stata una bella sorpresa, con una serie di livelli-sfida a tempo da completare utilizzando lo stesso gameplay del gioco principale ma con un un avatar virtuale, un sistema di potenziamento separato e classifiche online per paragonare i nostri risultati con quelli dei giocatori di tutto il mondo. Un bel modo per estendere ulteriormente l'esperienza di gioco e creare un po' di sana competitività.

Odio

Caricamenti

- Questo era un problema del precedente titolo, e lo rimane anche stavolta. Quando ricarichiamo un salvataggio è necessaria spesso qualche decina di secondi, e se questo non è un problema quando ci si sposta tra le aree della città, può esserlo per i giocatori perfezionisti che magari vogliono completare una missione senza venire mai scoperti e che ricaricano i salvataggi quando le cose vanno male, per provare approcci diversi. Nulla di davvero esagerato, ma comunque può dare fastidio.

E poi…?

- Anche se la storia di Deus Ex: Mankind Divided è sicuramente soddisfacente, non mi ha convinto appieno il modo in cui viene conclusa, lasciando molti misteri irrisolti e con forti indizi di importanti stravoglimenti in arrivo per Jensen. Dopo aver completato il combattimento con il boss pensavo che il gioco avrebbe avuto almeno un paio di missioni d'epilogo per chiudere alcuni discorsi rimasti in sospeso, ed invece finisce tutto così, con un bel cliffhanger che ci lascia ad aspettare sviluppi futuri. Questo mi ha un po' spiazzato, e spero che non dovremo attendere troppo per scoprire come continuano le avventure di Jensen.

Ventriloqui e marionette

- Come nel gioco precedente, anche stavolta ci sono ancora problemi con la sincronia del labiale e le animazioni dei volti. Anche se in gran parte dei dialoghi va tutto bene, capita spesso che i personaggi tengano la bocca chiusa mentre stanno parlando, con un fastidioso effetto da "ventriloquo incapace". A questo si aggiunge il fatto che le animazioni dei volti dei personaggi non sono espressivissime, a volte sembrano un po' delle marionette che fanno sempre le stesse mosse ed espressioni. E' un peccato, soprattutto perché la localizzazione italiana è ben fatta e avrebbe meritato una miglior valorizzazione.

Qualche problema tecnico

- In Deus Ex: Mankind Divided fila generalmente tutto liscio, ma qualche problemino sul fronte tecnico c'è. M'è capitato due-tre volte che il gioco si congelasse costringendomi a chiuderlo e riavviarlo, ed inoltre c'è un'area particolare, in un livello verso la fine della storia, che probabilmente dev'essere sfuggita ai tester perché presenta dei cali di frame-rate pesantissimi che la rendono quasi ingiocabile: nonostante ci fosse molto da esplorare nell'area, alla fine ho preferito tagliare corto e attraversarla velocemente perché era impossibile fare qualsiasi cosa. Parliamo di pochissimi minuti dell'esperienza complessiva, ma comunque è un neo da segnalare.

Tiriamo le somme

Deus Ex: Mankind Divided non cerca di innovare mantenendo in gran parte le caratteristiche (e qualche difetto) del già ottimo titolo precedente, ma segnando comunque un deciso passo avanti per la serie grazie a nuove feature, aggiustamenti al gameplay ed una storia ben fatta e coinvolgente. Il risultato è un'ottima esperienza action-RPG fantascientifica, che conferisce grande libertà al giocatore e con splendidi scenari. Se amate l'azione in prima persona e le storie cyberpunk, è assolutamente consigliato.
9.0

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, inizia nel 2002 un'avventura da insider nel mondo dei videogiochi partendo con la concorrenza ma maturando sempre più interesse per il mondo Playstation. Nel 2013 decide finalmente di aprire MondoPlay, con l'obiettivo di farlo diventare il sito di riferimento per tutti gli amanti italiani della console Sony.

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