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God Eater 2 Rage Burst
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Recensione - God Eater 2 Rage Burst

A distanza di 3 anni dall’uscita originale su PlayStation Vita, God Eater 2 Rage Burst arriva anche sull’ultima console di Sony. Vediamo quindi come si presenta il “simulatore di caccia” di Bandai Namco in questa nuova versione, e prepariamoci ad abbattere qualche mostro divino.

Il Gioco

Oltre ai Musou anche il genere degli Hunting Game sta lentamente appassionando i giocatori occidentali. Questa tipologia di giochi nella terra del Sol Levante ottiene sempre vendite da record, mentre dalle nostre parti fatica ad essere apprezzato se non da una ristretta cerchia di fan. Grazie soprattutto alla serie di Monster Hunter lentamente anche altri sviluppatori stanno cercando di far uscire il genere dai confini giapponesi, e tra questi troviamo anche Bandai Namco con i suoi God Eater. Nonostante l’evidente ispirazione a Monster Hunter, è doveroso precisare subito che gli sviluppatori hanno tentato un approccio diverso, e che quindi non siamo di fronte ad un semplice “clone” della saga di Capcom. God Eater 2 Rage Burst ha infatti diverse caratteristiche che lo rendono un titolo con una sua precisa identità e una valida alternativa a Monster Hunter, con i suoi pregi e difetti. Iniziamo quindi parlando del setting: in un mondo distopico l’umanità è sull’orlo dell’estinzione a causa dell’improvvisa comparsa degli Aragami, mostri talmente potenti da essere considerate delle vere e proprie divinità. Per combatterli l’azienda farmaceutica Fenir sviluppa i God Arc, degli impianti che sfruttano le stesse particelle Oracle che compongono gli Aragami e che consentono a individui predisposti, chiamati God Eater, di impugnare armi in grado di ferire e uccidere i mostri. God Eater 2 Rage Burst si svolge tre anni dopo gli eventi del primo capitolo, e vede l’umanità fronteggiare una nuova razza di Aragami, detti Psion, in grado di controllare gli altri mostri, oltre ad una misteriosa pioggia rossa letale. Per rispondere a questi nuovi pericoli viene creata la Blood Unit, una élite di God Eater che che possiedono abilità superiori ai normali cacciatori e possono risvegliare il Blood Power.

MP Video - God Eater 2 Rage Burst

Il nostro personaggio (che possiamo personalizzare completamente grazie all’editor) fa parte proprio di questa unità speciale,e da qui inizia l’avventura. Nelle prime ore si prende confidenza con i comandi e le varie armi in dotazione ai God Eater: queste si dividono in diverse tipologia (Lame Corte, Lame Lunghe, Martelli etc), e ognuna può trasformarsi sia in fucile che scudo, che a loro volta si dividono in ulteriori categorie (Fucili a ripetizioni, Fucili Esplosivi, Scudi a Torre e così via). Ogni arma ha diverse statistiche, combo e abilità uniche, e nel corso dell’avventura dovremo imparare ad utilizzarle tutte per affrontare al meglio i vari Aragami visto che molti sono più deboli a determinate armi o proiettili. La modalità Fucile delle armi infatti è una componente fondamentale nel gameplay, infatti oltre ad avere a disposizione diversi tipi di proiettili elementali trasformando momentanemente la nostra arma in una bocca enorme tenendo premuto il tasto dell’attacco pesante. Oltre ad infliggere danni si possono estrarre così particolari proiettili che permettono di usare attacchi speciali legati all’Aragami divorato, sfruttando così i suoi stessi attacchi contro di lui. Inoltre divorando parti dei mostri si accumula energia per entrare in modalità Burst e avere un notevole potenziamento delle statistiche di attacco e velocità, oltre ad avere nuove combo e attacchi speciali a seconda del livello Burst. Possiamo infine trasferire i proiettili speciali ai nostri compagni di squadra, così da farli entrare a loro volta in modalità Burst. La Blood Unit infatti è composta da diversi membri, e all’inizio di ogni missione si possono scegliere fino a tre compagni che ci affiancheranno nella battaglia. Spendendo i punti abilità guadagnati si sbloccano ulteriori abilità per i compagni, così da poterli personalizzare nei loro ruoli di supporto. Chiudono il cerchio le Blood Art, potenziamenti che si sbloccano una volta acquisito il Blood Power e che permettono diverse combinazioni, come ad esempio amplificare i danni creando lame di energia durante gli attacchi, accumulare potere fino a farlo esplodere in un unico assalto oppure restituire vita ad ogni colpo, con decine di combinazioni che sbloccano progredendo nel gioco.

Le battaglie si svolgono in arene chiuse con level design piuttosto elementare, lasciando tutto il focus unicamente sul combattimento contro i mostri. L’unica interazione possibile è la raccolta di risorse sparse per la mappa utili per il crafting, grazie al quale possiamo creare nuovi equipaggiamenti e potenziamenti. Al termine di ogni battaglia inoltre verremo ricompensati con dei God Arc abbandonati, armi che non è possibile usare ma da cui possiamo estrarre dei potenziamenti da installare sul nostro equipaggiamento per avere delle utili abilità o bonus passivi.

Amore

Trama

- Se a livello di gameplay le analogie con la serie di Monster Hunter si sprecano, una delle principali differenze che invece ho apprezzato maggiormente in God Eater 2 Rage Burst è la presenza di una vera e propria trama. Questa viene raccontanta attraverso numerose cutscene e filmati in-game, approfondendo la lore e i legami tra i vari personaggi e membri della Blood Unit, anche se abbastanza stereotipati e tipicamente giapponesi. Certo non siamo a livelli di profondità di un JRPG, ma almeno la curiosità di scoprire gli intrighi politici, il mistero degli Psion e della Pioggia Rossa invogliano a continuare il gioco anche dopo diverse ore.

Gameplay veloce e accessibile

- God Eater 2 Rage Burst tenta nuovamente di distaccarsi da Monster Hunter proponendo un gameplay più veloce, dinamico e accessibile, perfetto soprattutto per i neofiti del genere. Non manca comunque una certa profodità, e i giocatori più accaniti potranno divertirsi a padroneggiare tutte le varie tipologie di armi e studiare le migliori combinazioni di potenziamenti, ma anche chi gioca più occasionalmente può comunque divertirsi e progredire nella storia.

Due per uno

- Ogni copia di God Eater 2 Rage Burst offre la possibilità di scaricare gratuitamente God Eater: Resurrection, il primo capitolo in versione rimasterizzata. Un’ottima offerta che permette anche a chi non conosce la saga di ripercorrere le vicende fin dal principio, oppure di rigiocarle con una nuova veste grafica.

Odio

Il peso degli anni

- Purtroppo a livello tecnico God Eater 2 Rage Burst tradisce la sua natura di gioco nato su una console portatile ben 3 anni fa. Nonostante il lavoro degli sviluppatori i modelli personaggi appaiono ben definiti, ma le ambientazioni e perfino alcuni dei mostri risultano fin troppo poveri di dettagli e poligoni, risultando quasi a livello della scorsa generazione. Fortunatamente almeno a livello di fluidità il gioco si difende bene, ma di certo God Eater 2 Rage Burst non sarà il gioco che vorrete mostrare ai vostri amici per far vedere la potenza di PlayStation 4.

Sonoro

- La colonna sonora di God Eater 2 Rage Burst è decisamente buona, peccato che sia stato fatto un pessimo lavoro a livello di porting dell’audio, specialmente per i dialoghi che risultano fin troppo compressi e spesso sembrano uscire dallo speaker di un telefono. A questo si aggiunge una recitazione inglese abbastanza mediocre, e purtroppo non è possibile passare a quella giapponese originale.

Ripetitività

- Il motivo per cui gli Hunting Game faticano ad avere successo in occidente è molto simile a quello dei Musou: sono fin troppo ripetitivi. Nonostante la varietà di nemici e una trama che invoglia a continuare dopo poche ore si può sentire la noia nell’affrontare sempre le solite missioni nelle solite arene, speso necessarie anche solo per “grindare” materiali per il crafting.

Tiriamo le somme

God Eater 2 Rage Burst come gioco in sé è decisamente valido e merita sicuramente un’occasione se siete appassionati del genere, e la sua accessibilità nel gameplay lo rende perfetto anche per chi si vuole avvicinare a questo mondo. Peccato che a livello di porting il lavoro svolto sia solo mediocre, colpa anche dell’hardware di origine. Se siete disposti a passare sopra un comparto tecnico al di sotto dello standard e lo spaesamento iniziale tipico di questo genere comunque di tratta di un titolo da provare, inoltre al prezzo di un gioco ne ricevete due con decine di ore di gameplay.
7.5

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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