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Sublevel Zero Redux

Recensione - Sublevel Zero Redux

Chi si ricorda di Descent, l'FPS che per primo introdusse il concetto di rotazione a 360 gradi in un nugolo di corridoi pieni di nemici? Bene, potremmo considerare Sublevel Zero Redux una sorta di seguito spirituale della saga degli anni '90, con l'aggiunta però di livelli procedurali. Scopriamo insieme se il mix ha funzionato.

Il Gioco

Per non conoscesse titoli come Descent e Forsaken, vediamo di spiegare rapidamente cosa sono gli FPS "a sei gradi di libertà". Si tratta di titoli che ci permettono di controllare una navicella spaziale con visuale in prima persona in aree chiuse, prive gravità e caratterizzate da un gran numero di cunicoli. Questo ci consente di ruotare a piacimento anche in verticale ed effettuare manovre di rotazione a bassa velocità, combattendo nemici che possono arrivare da tutte le parti. Come in qualsiasi simulatore spaziale, quindi? No, qui la differenza sta nel fatto che non si vola a tutta velocità ma si procede lentamente come in un FPS, e che giocando all'interno di ambienti chiusi la prospettiva può cambiare continuamente: potremmo entrare in una stanza e trovarci sottosopra, per poi dover uscire dal soffitto verso una nuova stanza. Ed i combattimenti, che sono sempre molti, seguono più le logiche di un FPS piuttosto che i duelli spaziali di un simulatore.

Sublevel Zero Redux si inserisce quindi proprio in questo genere, introducendo una storia che non lascia molto spazio all'interpretazione o a considerazioni filosofiche: con la nostra navicella siamo finiti intrappolati nelle profondità di un misterioso pianeta fatto di percorsi labirintici, e dobbiamo quindi cercare l'uscita attraverso un'infinità di stanze generate proceduralmente. Ed ovviamente trovare l'uscita non è così semplice, visto che i tunnel e le aree del pianeta sono pattugliati da nemici robotici armati di laser e missili. Fortunatamente la nostra navicella non è indifesa: possiamo contare sia su un'arma primaria che una secondaria, modificabili nel tempo sia tramite il crafting che raccogliendole in giro per i livelli.

MP Video - Sublevel Zero Redux

Le armi sono reperibili sia distruggendo i nemici che in appositi "loot box" nascosti in giro per i livelli, ma oltre a queste troviamo anche dei "naniti", spendibili poi per il crafting di armi di ogni genere: laser, missili, minigun e così via, che potremo poi equipaggiare due alla volta. Anche i proiettili vanno trovati, visto che sono consumabili, ed è possibile anche aggiornare scudi, motore e altre caratteristiche della navetta.

La mappa di gioco è decisamente labirintica, e la libertà a 360 gradi rende facile perdersi; fortunatamente il titolo ci mette a disposizione una praticissima mappa in 3D che si estende in ogni direzione, mostrandoci ogni parete o cunicolo che abbiamo già visto. Attenzione però, perché in Sublevel Zero Redux non esiste un tasto di pausa: sia il crafting, la gestione dell'inventario che l'accesso alla minimappa ci rendono vulnerabili agli attacchi dei nemici dell'IA, pertanto bisogna sempre fare attenzione che siamo al sicuro prima di compiere azioni simili.

I diversi livelli del gioco possono avere look molto diversi tra loro, ma sono tutti accomunati dalla presenza di un boss finale che "nasconde" l'uscita. Lo stile generale del titolo è abbastanza "pixelloso" per precisa scelta artistica, ma gli ambienti sono caratterizzati da corridoi tecnologici, caverne misteriose, aree piene di lava e molto altro ancora. Ed attenzione che, trattandosi questo di un titolo roguelike, presenta anche il permadeath: una volta che la salute arriva a zero dobbiamo ricominciare dall'inizio con nuovi livelli generati proceduralmente. Per evitare ciò, possiamo curarci con appositi kit reperibili in giro, ma la tattica migliore è cercare di schivare i colpi nemici così da minimizzare i danni. Per fortuna, completando sfide come l'uccisione di tot nemici, è possibile sbloccare nuove navicelle ed armamenti migliori che ci rimarranno anche dopo essere morti; in questo modo ad ogni nuova run le nostre chance di arrivare fino alla fine aumenteranno sempre di più.

La difficoltà del gioco non è altissima, ma chi non è abituato alla libertà a 360 gradi potrebbe trovare difficile non farsi sorprendere dai nemici che possono arrivare letteralmente da ogni direzione. La storia è comunque completabile in 5-6 ore, ma per sbloccare ogni cosa ci vogliono numerose run portando così la longevità totale a dozzine di ore. Sono assenti modalità multiplayer o variazioni di gioco ulteriore, tranne che per la possibilità di aumentare la difficoltà. Non manca infine la localizzazione italiana, che copre abbastanza bene senza troppi errori tutto il testo del gioco.

Amore

Descent reborn

- A tanti anni di distanza fa piacere tornare ad una giocabilità "alla Descent", non tanto per l'effetto nostalgia ma perché, diciamocelo: è dannatamente divertente! Roteare a piacimento in aree a gravità zero, fare manovre al limite della fisica per schivare i proiettili nemici e mirare dove pensiamo che i nemici si troveranno per colpirli è molto soddisfacente, ma lo è anche esplorare i corridoi e stanze che si estendono in ogni direzione. All'inizio disorienta ma poi finisce per affascinare, creando davvero tante situazioni di gioco.

Varietà dei livelli notevole

- Sublevel Zero Redux è capace di offrire scenari davvero differenti tra loro. Si parte da corridoi strettissimi ultratecnologici passando per caverne bizzarre, miniere luminescenti o zone piene di colate di lava. Ciò che non cambia mai sono gli ambienti claustrofobici, che rendono i combattimenti limitati nello spazio (e pertanto molto più frenetici offrendo meno spazio per la fuga), dove però possiamo sfruttare al meglio le coperture offerte per avere la meglio su un'IA abbastanza basilare ma capace di aggirarci quando vuole. E con una mappa tridimensionale precisa al centimetro, è possibile sapere sempre la forma di ogni stanza esplorata - molto utile per non perdersi!

Odio

Gameplay ripetitivo

- Tutto molto bello insomma, peccato che il loop di gameplay del titolo risulti abbastanza ripetitivo. Aprire le porte di una stanza, entrare, far fuori i nemici, raccogliere tutto e passare alla prossima stanza. Persino le battaglie boss cambiano poco questa struttura, offrendo semmai battaglie più lunghe. Non essendo presenti modalità differenti né tantomeno il multiplayer, il tutto si riduce a una domanda: vi basta una lunga sequenza di sparatorie per dozzine (potenziali) ore di gioco? Perché non c'è molto altro, né negli obiettivi, né nella varietà dei nemici.

Tiriamo le somme

Per chi come me ha passato innumerevoli ore a svolazzare attraverso i corridoi claustrofobici a gravità zero di Descent, Sublevel Zero Redux è un fantastico tuffo nel passato ed l'inclusione di elementi roguelike alza molto la difficoltà grazie al permadeath e ai livelli procedurali. Sublevel Zero Redux riesce a toccare tantissime note giuste, risultando divertente, appassionante, e difficile il giusto, ma pecca in modalità di gioco alternative, e nel fatto che i combattimenti bene o male si svolgono sempre allo stesso modo, scoprendo così il fianco ad una forte componente di ripetitività. Insomma, non sarà il gioco più vario del mondo, ma per chi è alla ricerca di un valido sparatutto a 360 gradi troverà in Sublevel Zero Redux un gioco parecchio valido e divertente.
7.8

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

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