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Blackwood Crossing

Recensione - Blackwood Crossing

Annunciata sul palco dell'E3 2016, la visionaria opera prima del team indipendente inglese PaperSeven Blackwood Crossing è finalmente disponibile sulle nostre console. Due bambini, un treno in corsa verso l'ignoto, un'isola misteriosa e inquietanti esseri che indossano maschere di cartone... se siete curiosi di saperne di più, non perdete la nostra recensione di Blackwood Crossing!

Il Gioco

“Se questo è un incubo, la prossima volta dovrò andarci piano con formaggio prima di andare a dormire”. La considerazione di Scarlett non può essere più azzeccata, date le bizzarrie che stanno capitando a lei e al suo fratellino Finn. Scarlett è la tipica adolescente maliconica e ribelle vestita di nero, mentre Finn è un piccolo terremoto con le lentiggini, calzoncini corti, maglietta con l’iniziale del suo nome cucita sopra e un mantello rosso che gli svolazza sulla schiena. L’avventura dei due fratelli, orfani fin da quando Finn era ancora molto piccolo, comincia nello scompartimento di un treno diretto verso chissà dove. In Blackwood Crossing impersoniamo Scarlett, la maggiore dei due fratelli, attraverso una visuale in prima persona che ci racconta le vicende del gioco attraverso gli occhi della ragazza.

Fin dalle prime battute, in cui ci svegliamo di soprassalto nei panni di Scarlett tra le grida di aiuto di Finn, bloccato all’interno del bagno del treno, capiamo che qualcosa non quadra: il treno su cui viaggiano i due fratelli, infatti, sembra essere all’apparenza vuoto. Una volta liberato e rimproverato il turbolento Finn, quest’ultimo non esiterà a sfuggirci di nuovo, correndo tra le carrozze e costringendoci a partecipare alla sua fastidiosa acchiapparella per evitare di disturbare gli altri viaggiatori sul treno. E proprio qui il mistero comincia a infittirsi, infatti nelle carrozze adiacenti alla nostra cominciamo a incontrare gli altri passeggeri del treno: persone dal volto coperto da maschere di cartoncino che ricordano vagamente forme animali. Questi inquietanti compagni di viaggio sembrano come fermi nel tempo, hanno contorni del corpo confusi, come fossero gli eco appena udibili di personaggi disposti in un improbabile diorama multidimensionale. Tra tutti loro, quello più inquietante è un bambino che indossa una maschera da coniglio, una visione che per qualche ragione sembra essere familiare a Scarlett. Interagendo con ognuno di questi esseri mascherati, questi ci parlano come se fossero dei registratori capaci di riprodurre una singola traccia sonora, ma con voci che ci ricordano gli amici, i parenti e persino i genitori defunti dei due ragazzini. A questo punto capiamo che l'unico modo per proseguire nell'avventura è concatenare nel modo corretto i dialoghi di questi esseri, abbinando la giusta risposta di uno alla domanda di un altro. Una volta assemblate correttamente le coppie di esseri mascherati, si apre il percorso da seguire verso il vagone successivo.

MP Video - Blackwood Crossing

Ma le sorprese per Scarlett non finiscono qui, poiché il suo viaggio con Finn è destinato a prendere una piega ancor più surreale, e infatti il tentativo di acciuffare il ragazzino diventerà ancora più ostico quando questo comincerà a manifestare una sorta di poteri magici che lo fanno scomparire e riapparire sempre più lontano da noi o creare delle barriere magiche che ci sbarreranno la strada. Inconsapevolmente, anche la nostra protagonista comincerà a sviluppare capacità extrasensoriali, partorite dalle visioni del bimbo con la maschera da coniglio che la tormentano, rendendola incapace di distinguere il sogno dalla realtà. Che la trasferta in treno dei due fratelli si stia trasformando in un viaggio onirico è ormai assodato e a conferma di ciò, nel bel mezzo di un vagone, spunta il grosso albero che ospita il rifugio segreto d’infanzia di Scarlett e Finn. Dopo aver cercato e raccolto gli indizi necessari a ricordarci la parola d'ordine per accedere alla scala di corda, saremo in grado di salire in cima alla casetta sull’albero e ricongiungerci a Finn, intento a disegnare farfalle come se nulla fosse. A questi eventi ne seguiranno altri altrettanto onirici, metafisici ed emozionali che coinvolgono i due fratelli ed i loro ricordi di un'infanzia tormentata dalla morte dei genitori.

La sensazione che pervade Blackwood Crossing fin dai primi minuti di gioco è di essere protagonisti inconsapevoli di un elaborato e incontrollabile sogno di un bambino. Un sogno pieno di magia e di bellezza, ma anche gonfio di paura e di dolore, sentimenti che vengono anche illustrati graficamente tramite le rielaborazioni di locandine, affisse ai vagoni del treno, di alcuni film famosi come il Silenzio Degli Innocenti, Forrest Gump e Donnie Darko, che avranno come protagonisti Finn e Scarlett. Il legame tra i due fratellini protagonisti del titolo è qualcosa di unico: visto sulle prime da Scarlett come un dovere e per certi versi un fastidio, ma destinato a trasformarsi in un fabbisogno sempre maggiore, capace di far compiere alla ragazza azioni sovrumane, per poi svelarsi definitivamente nel commovente finale.

Ammetto che il progetto dei PaperSeven ha saputo incuriosirmi fin dal suo annuncio. Da amante delle avventure dalla forte componente narrativa, Blackwood Crossing non mi ha certo deluso. Non mi sento di svelare ulteriori dettagli sulla trama del gioco, anche perché rischierei di spezzare quel filo sottile di incredulità e meraviglia che senza dubbio proverete una volta alle prese con il titolo. Un plauso va fatto anche al comparto artistico e tecnico del titolo, mosso ottimamente dal motore Unity e privo di sbavature grafiche. Oltre all'elaboratissima atmosfera, quello che sorprende di Blackwood Crossing è l'animazione dei personaggi, in particolare quella di Finn, caratterizzato alla perfezione come fosse un bambino vero, che sa essere dolce e simpatico, ma allo stesso tempo vivace e impetuoso, con dialoghi molto ben recitati in lingua inglese e sottotitolati in italiano. Gli unici difetti imputabili al titolo sono la brevità di appena 3 ore e la lentezza generale dei movimenti di Scarlett, del tutto incapace di correre, che rende gli spostamenti della ragazza talvolta soporiferi, fattore che talvolta rompe il ritmo del gioco, soprattutto durante i momenti concitati.

Amore

Amore fraterno

- In Blackwood Crossing il vero protagonista è il rapporto tra Finn e Scarlett. Sulle prime questo viene vissuto come un fastidio e una costrizione dalla ragazza, che - non più una bambina come suo fratello - si troverà intrappolata suo malgrado nei magici giochetti di Finn, ma a lungo andare la vicinanza con il fratellino diventerà per lei sempre più importante, fino alla rivelazione di tutti i misteri una volta giunti al termine dell’avventura, dove ai più sensibili di voi scorrerà più di una lacrimuccia sul viso.

Ottimo comparto artistico

- Altro fattore che rapisce di Blackwood Crossing è la cura che il team di sviluppo ha destinato al comparto artistico. Il titolo è coloratissimo e sfoggia delle ambientazioni davvero ben caratterizzate, non lesinando su importanti stacchi visivi o in elaborati effetti di luce, sempre molto ben riusciti. Anche la caratterizzazione dei personaggi è sublime, in particolare quella del turbolento Finn, con cui ci troviamo a interagire per tutta la durata dell’avventura.

Odio

Scarlett, datti una mossa!

- Sulle prime non si avverte particolarmente, ma i movimenti di Scarlett sono davvero lenti. La nostra protagonista, infatti, non ha a disposizione un comando per correre o per muoversi a passo svelto e talvolta questo fattore pesa negativamente rendendo i suoi spostamenti un vero supplizio. Indipendentemente dalla pazienza che avrete nel sopportare il suo passo di lumaca, questo suo incedere lento rompe un po’ l’atmosfera del gioco durante le scene più concitate.

Intenso ma breve

- Il gioco è davvero bello quando dura poco? La risposta non è così scontata, specie nel caso di un genere videoludico basato sulla narrazione. Sta di fatto che Blackwood Crossing , con le sue 3 ore di durata complessiva, è piuttosto breve e ci lascia un po’ storditi sul finale, proprio quando le vicende dei suoi due piccoli protagonisti ci avevano conquistato.

Tiriamo le somme

Blackwood Crossing è un titolo che sfoggia un look cartoonesco e coloratissimo, con ambientazioni magiche e personaggi caratterizzati in modo deliziosamente credibile. Tuttavia la sua facciata multicolore è solo un vezzo estetico molto ben riuscito, un ironico escamotage che cela dietro il rosso sipario del mantello di Finn un racconto struggente di amore fraterno e di paura della separazione e di diventare adulti. La fiaba moderna di PaperSeven ci conquista con i suoi deliziosi protagonisti, con i loro dialoghi ottimamente recitati (e sottotitolati in italiano) e le loro improbabili disavventure, facendoci volteggiare come in un walzer all’interno di ambienti lussureggianti pervasi dal bailamme di colori e dalla magia della mente di un bambino, per poi lasciarci attoniti con un finale tenero e commovente.
8.5

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L'autore

Classe '79, sound designer di professione. La sua incrollabile passione per i videogiochi nasce solo all'inizio degli anni '90 e viene presto affiancata da quella per il doppiaggio. Col passare del tempo la sua carriera di videogiocatore onnivoro si focalizza sulla scena PC, ma poi assume sembianze più mature con l'avvento di PlayStation e di tutte le successive console che prenderanno lentamente possesso di casa sua.

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