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Recensione - RiME

Dopo l'adrenalinico e zombesco Deadlight ed il bizzarro The Sexy Brutale, gli spagnoli Tequila Works ci presentano la loro opera più ambiziosa e attesa di sempre: RiME, un'avventura ispirata a mostri sacri come Ico e The Legend Of Zelda. Dopo lunghi anni di sviluppo e attesa trepidante l'abbiamo finalmente provato: sarà riuscito a soddisfare le aspettative?

Il Gioco

Appena impugnato il pad con RiME, i paragoni con un classico come Ico saltano subito alla mente: senza introduzioni ed altri preamboli ci troviamo nei panni di un giovane ragazzo con un mantello rosso e dall'identità ignota, che si sveglia dopo un naufragio sulla spiaggia di un'isola misteriosa. Ci troviamo quindi ad esplorare il posto con visuale in terza persona, cercando di cavarcela tra enigmi e segreti e tentando di scoprire cosa ci facciamo lì e cosa sia quel posto.

Un altro elemento del titolo che risulta subito evidente sono tanti piccoli dettagli come la corsa goffa ma molto realistica (ispirata alle movenze di bambini reali) del protagonista, le tante animazioni "di noia" che, quando non lo muoviamo per diversi secondi, vedono il ragazzo grattarsi o stiracchiarsi nell'attesa e la sua precarietà che lo vede addirittura schiantarsi contro gli oggetti e finire a terra, come anche noi abbiamo fatto mille o più volte da piccoli. Il ragazzo può inoltre saltare, rotolare, muoversi su stretti cornicioni e così via, permettendoci di esplorare il mondo di gioco con molta libertà. Ovviamente gli errori possono sempre capitare, ma il gioco è molto permissivo in questo senso, dato che cadere da un'altura comporta solo il ricominciare con un caricamento di pochi secondi da dove si era poco prima. Altra caratteristica molto importante ai fini del gameplay è la possibilità di interagire col mondo circostante afferrando o lanciando oggetti di medie dimensioni, ma anche urlare. Sì, urlare.

In alcune situazioni di gioco, infatti, possiamo far produrre al ragazzo urla potenti o canti bellissimi che causano l'azionamento di determinati meccanismi. Solitamente si tratta di statue bianche con forme di animali o creature di ogni genere, che vanno poi a ricollegarsi ad altri elementi incontrati nel mondo di gioco. La simbologia ha infatti un valore molto importante in RiME, basti pensare a uno dei primissimi enigmi nel quale si devono attivare a voce delle statue a forma di volpe per evocare così il compagno di viaggi del protagonista, una graziosissima volpe magica che ci indicherà spesso la direzione da prendere. Ma troviamo anche statue di clessidre che fungono da interruttori a tempo, strani disegni a terra da attivare con dei pesi e così via: saper osservare al meglio l'ambiente e gli oggetti circostanti è la chiave per la risoluzione degli enigmi.

Tutti questi rompicapo non sono ovviamente fini a sé stessi, ma servono per arricchire la narrativa e rendere più interessanti le ambientazioni. Non che queste non siano molto interessanti già di loro, grazie ad una cura per i dettagli straordinaria: granchi sulla spiaggia che si sotterrano nella sabbia quando ci avviciniamo, meduse che circondano l'isola, l'erba e le piante che si muovono con la brezza, il vento che soffia più forte nei punti alti della mappa muovendo con maggior violenza il mantello del protagonista, la luce della luna che si riflette sulle onde movimentate del mare. E' evidente come molto del tempo impiegato dagli spagnoli Tequila Works nello sviluppo del gioco sia stato impiegato nella rifinitura di un mondo estremamente vivo, verosimile e dettagliato.

MP Video - RiME

Le luci, i riflessi e le ombre sono poi una delle tematiche chiave del titolo, e qui entra in gioco anche il sistema d'illuminazione dinamica. A livello tecnico RiME non farà magari calare la mascella anche per via della grafica "low poly" e dei colori pastellati, ma luci e ombre dinamiche rendono il mondo vivo sempre vario, complice anche un ciclo giorno/notte capace di stravolgere le ambientazioni dall'alba al tramonto ed offrendoci scorci davvero affascinanti: difficile resistere alla tentazione di catturare screenshot in continuazione. E le ombre e fonti di luce fanno parte integrante del sistema di enigmi del gioco, visto che capita talvolta di doverle manovrare per sbloccare dei meccanismi, così come alcuni enigmi si risolvono cambiando punto di osservazione di una scena e guardandola quindi da una diversa prospettiva.

Non temete comunque di perdervi nella risoluzione degli enigmi: oltre ad essere assolutamente affascinanti, gli ambienti sono anche ricchi di indizi audiovisivi che ci aiutano ad andare avanti. Farfalle dorate che indicano i punti interessanti, simboli e simbologie che spiegano il senso delle aree, murales, disegni, indizi che raccontano la storia del luogo e la nostra inseparabile volpe che più di una volta ci metterà sulla giusta strada. Tutto questo in ambienti spesso totalmente differenti tra loro sia nell'aspetto che nell'atmosfera, passando ad esempio da assolate spiagge e picchi rocciosi ad un labirinto oscuro o ad aree infestate da misteriose creature dell'oscurità. Non vado ovviamente oltre per lasciarvi il piacere della scoperta.

E se ambienti, enigmi e gameplay risultano estremamente curati, la storia del gioco non è da meno, portandoci a scoprire un mondo pieno di creature misteriose, eventi bizzarri e simbologie potenti in un turbinio di emozioni tra situazioni comiche, scene struggenti ed elementi altamente poetici. Ogni area ha una sua storia, un suo perché, un suo senso: quando capiamo finalmente cosa sta succedendo, all'improvviso ogni stranezza, sfumatura, metafora e simbologia acquisita un nuovo senso: questo rende la storia di RiME una delle trame videoludiche più affascinanti e mature degli ultimi anni.

RiME è completabile in circa 6 ore, ma è possibile aggiungere ore aggiuntive puntando alla ricerca di segreti e collezionabili: personalmente lo consiglio, perché aggiunge molti dettagli a una trama che è raccontata quasi interamente attraverso piccoli indizi. Una specie di versione lite di Dark Souls insomma, dove esplorare e osservare fa capire al meglio la lore del titolo. Tra ninne nanne da suonare con le conchiglie, giocattoli in legno, murales e altro, ci sono tanti segreti e situazioni di gioco da scoprire, come anche per esempio alcuni trofei che premiano i giocatori che sanno affrontare enigmi e difficoltà in modi differenti, raddoppiando o triplicando così la longevità del titolo. E vista la particolarità della trama, rigiocare il titolo almeno una volta è sicuramente consigliabile, visto che dopo aver compreso la logica, il senso e la storia, noterete metafore, simbologie e tematiche che la prima volta sicuramente non vi avevano nemmeno sfiorato.

Amore

Un mondo semplicemente magico

- RiME ci presenta un mondo ricco di ambientazioni inaspettate e fantastiche, idee di gioco innovative, enigmi surreali, paesaggi straordinari ed una narrativa e mitologia davvero azzeccate. Ognuno dei quattro mondi di gioco che visitiamo nel corso della storia è affascinante, dettagliato e totalmente differente nel look, nell'atmosfera e nella tematica rispetto a tutti gli altri, e la loro scoperta è una sensazione fantastica.

Colonna sonora da pelle d'oca

- La soundtrack di RiME contiene tra le musiche più belle che mi sia capitato di ascoltare da diversi anni a questa parte, ma dopotutto con la partecipazione anche di un mostro sacro della musica neoclassica come Lindsey Stirling non poteva certo essere altrimenti: un mix incredibilmente potente, toccante e curato di violino e pianoforte, con qualche occasionale traccia vocale femminile ad aggiungere un ulteriore elemento di bellezza al tutto. Ogni area ed evento ha la sua musica, e come nei migliori film, ogni nota sembra essere scritta appositamente per accompagnare le scene specifiche. Il risultato? Un viaggio musicale affascinante, emozionante, meraviglioso.

Enigmi organici

- Altra caratteristica estremamente azzeccata di RiME è il modo in cui sono strutturati gli enigmi: non solo sono piuttosto vari, ma sono anche incredibilmente naturali ed intuitivi senza mai risultare frustranti, con idee interessanti come lo sfruttamento della voce del protagonista, delle fonti di luce o della prospettiva. Anche le aree enormi con enigmi più complessi presentano dei murales che ci permettono di interpretare la situazione o piccoli aiuti come delle farfalle dorate che accompagnano i punti d'interesse, oppure strisce bianche che fanno capire a quali bordi è possibile aggrapparsi. Non si tratta di enigmi facili, ma semplicemente intuitivi e logici con tanti elementi audiovisivi a farci da guida, senza però mai tenere per mano il giocatore.

Esplorazione intelligente

- Anche l'esplorazione è resa estremamente piacevole e mai frustrante grazie a tanti segreti nascosti in punti "intelligenti", che spesso mettono a prova l'ingegno per essere raggiunti. E non si tratta di piccoli segreti fini a sé stessi, perché tra serrature attraverso le quali guardare murales che spiegano la storia del gioco ed oggetti che conferiscono maggior contesto agli eventi del gioco, il giocatore è sempre premiato dall'esplorazione attiva di ogni angolo delle ambientazioni.

Narrativa minimalista

- Il titolo di Tequila Works fa a meno di dialoghi, testi e narratori affidando la scoperta della storia ai già citati segreti ma non solo: troviamo occasionali cut-scene, incontri, eventi inizialmente inspiegabili che portano avanti la trama, ma gli stessi ambienti ci raccontano una storia tramite simbologie, metafore, statue, murales, disegni e oggetti posizionati tatticamente. Scopriamo così un po' alla volta che il giovane protagonista non è finito su un'isola qualunque ma c'è ben altro sotto. Ancor ora continuo a ripensare a scene specifiche notando simbologie e spiegazioni a cui prima non avevo pensato: insomma, un capolavoro di narrativa minimalista ed ambientale.

Tematiche profonde

- Non fatevi ingannare dalla presentazione fiabesca di RiME, dai colori vibranti, dagli animaletti simpatici: vi farei un disservizio enorme ad entrare nei dettagli, ma sappiate solamente che in un saliscendi di emozioni impressionante e ricco di significati metaforici il gioco tratta tematiche serie, pesanti, il tutto con una maturità sorprendente.Si potrebbe scrivere un libro sulla complessità di alcune scelte, con simbologie che vanno ad ispirarsi anche a capolavori della letteratura, da La Ballata del Vecchio Marinaio fino a Il Piccolo Principe. Probabilmente è dai tempi del buon vecchio Portal che un gioco non ha saputo sorprendermi così tanto per la complessità delle tematiche trattate.

Odio

Problemi tecnici

- C'è un problema che impedisce a RiME di risultare pressoché perfetto: la realizzazione tecnica. Non parlo della grafica, che pur senza stupire offre un mondo artisticamente affascinante. Il problema sta nel frame-rate, decisamente instabile e con cali drammatici soprattutto in spazi abbastanza aperti dove magari si gira velocemente la telecamera; quando poi gli effetti particellari aumentano a dismisura, il titolo di Tequila Works diventa un per pochi secondi un proiettore di diapositive. Gli sviluppatori sono al corrente del problema e ci stanno lavorando, e fortunatamente non essendo un action game o un titolo basato sui riflessi la cosa non pesa molto sulla giocabilità. Anche i caricamenti risultano abbastanza lunghi, ma almeno li troviamo solo all'inizio di un'area di gioco. Segnalo anche qualche magagna con la telecamera fissa di alcune aree che a volte ci porta a confondere i controlli da impartire al ragazzo, ma questo è un problema più di design che tecnico.

Tiriamo le somme

RiME è un'avventura affascinante, creativa, toccante, artisticamente impressionante che non tiene mai la mano al giocatore ma che con enigmi ben congegnati, organici e mai troppo cervellotici ci permette di esprimere la nostra creatività con soddisfazione. Il tutto in ambienti sbalorditivi dove esplorare ogni centimetro alla ricerca di segreti e curiosità che vanno a formare una trama minimale ma toccante e coinvolgente. Dai primi minuti fino alla fine del gioco, il titolo di Tequila Works riesce a toccare sempre le note giuste nell'animo dei giocatori, immergendoci in un'avventura dall'identità ben definita e capace di stupirci costantemente. Nonostante qualche problema tecnico e una longevità non certo folle, ho trovato RiME essere uno dei giochi più straordinari degli ultimi anni, capace come pochi di rinforzare il concetto di videogioco come arte. Fatevi un favore e giocate a RiME, perché è semplicemente fantastico.
9.5

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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