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Last Day of June
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Recensione - Last Day of June

Annunciato alla fine di maggio di quest'anno Last Day of June, l'opera seconda del team indipendente Ovosonico, è finalmente arrivato sul PlayStation Store per condurci un'avventura made in Italy tenera e commovente, dove l'amore rappresenta l'elemento cardine. Vi sentite davvero pronti a tutto per salvare la persona che amate? Allora non perdete la nostra recensione di Last Day of June.

Il Gioco

Fin dove vi spingereste per salvare la persona che amate? Può sembrare una domanda banale, ma rifletteteci un attimo. Se all'improvviso quanto di bello c'è nella vostra vita venisse spazzato via e aveste l'opportunità di cambiare il passato, ci provereste? Anche a costo di mettere a rischio la vostra stessa vita? Sicuramente il povero Carl si sarà fatto tutte queste domande quando ha perso la sua amata June. L'amore che li legava era profondo e viscerale, un laccio che li teneva stretti l'uno all'altra seduti sul pontile a contemplare il tramonto sull'acqua o accoccolati mano nella mano in poltrona al tepore del camino. Una coppia come tante, quella di Carl e June: lui un umile ometto glabro con occhialoni e bretelle, lei una bellezza creativa e aggraziata, capelli lunghi e un talento da pittrice. I due vivevano in un grazioso borghetto di campagna lambito da un pacifico laghetto e abbracciato dalle montagne. La loro vita scorreva tranquilla tra i campi di zucche e gli alberi di mele che adornavano le casette in pietra del borgo, vivo e pulsante sebbene popolato da pochissime anime. Il vicinato infatti era composto da soli sei abitanti, compresi Carl e June, tutti nati e cresciuti lì. Il più anziano era un agile nonnetto che girava aiutato dal bastone da passeggio, sempre alle prese con le marachelle del bimbo del villaggio, l'unico piccolo abitante del posto, sempre in cerca di qualcuno disposto a giocare con lui. Inoltre c'erano i migliori amici di Carl: una raffinata biondina che viveva nella casa accanto e un aristocratico cacciatore, proprietario dell'unica sfarzosa villa presente nel borgo.

Peccato che adesso sia tutto solo un ricordo. La tranquilla vita piena d'amore che Carl e June conducevano si è spezzata un giorno come tanti, dopo che i due si sono recati al lago per ammirare il tramonto. June aveva un regalo speciale per Carl, la sua vena creativa le imponeva di fargli una bella sorpresa e la cornice ideale non poteva che essere il pontile, il loro rifugio d'amore, raggiungibile in auto e a poca distanza dal borgo. Proprio mentre June si apprestava a dare il suo regalo a Carl, ecco sopraggiungere un'acquazzone, lo stesso che ha spezzato il loro idillio facendo sbandare l'auto in cui i due viaggiavano per tornare a casa. Adesso June non c'è più: l'auto ha subito un impatto violentissimo uccidendola, mentre Carl è costretto su una sedia a rotelle. Chiuso dentro una casa buia e spoglia, il misero Carl si tormenta nella solitudine di quello che un tempo era il suo nido d'amore e di condivisione, ma che ora è ridotto a poco più che un rudere immerso in un lugubre luogo buio e desolato. Infatti attorno a lui non è rimasto più nulla: anche gli abitanti del borgo sono spariti e Carl vaga di stanza in stanza cigolando sulla carrozzella e ricordando i bei tempi andati.

MP Video - Last Day of June

Dopo questo lungo prologo, Last Day of June ci mette ai comandi di Carl intento a sopravvivere al dolore della sua perdita. Vagando per la casa, tutto gli ricorda June gettandolo più volte nell'angoscia. Ma ecco che nel tinello, la stanza in cui June usava dipingere, succede qualcosa di inaspettato: le tele che raffigurano gli abitanti del villaggio dipinte dalla ragazza sembrano prendere magicamente vita, e Carl scopre di poter interagire con esse come fossero delle finestre sul passato che gli permettono di rivivere l'ultima ora di vita della sua amata June nei panni dei singoli abitanti del borgo, nel tentativo di cambiare l'infausto destino della povera ragazza.

Cominciamo dall'impersonare il bimbo del villaggio, armato del suo fido pallone da calcio che pure ha avuto un ruolo nel morte di June, in quanto l'auto in cui viaggiavano i due innamorati è sbandata perché non è stato possibile evitare il ragazzino sceso in strada a raccogliere la sua palla. E se impedissimo tutto ciò, trovando un passatempo differente al bambino in modo da toglierlo dalla strada prima dell'inizio della tempesta? Magari in questo modo June potrebbe avere salva la vita. L'idea è semplice e geniale, ma non è abbastanza. Infatti presto scopriremo che involontariamente ogni singolo abitante del villaggio ha contribuito alla morte della povera ragazza, attraverso comportamenti e azioni che avremo modo di rettificare con un meccanismo di enigmi una volta ai comandi dei personaggi in questione. Ad esempio potremo far si che la migliore amica di Carl, intenta a traslocare, leghi bene il pesante carico di scatoloni posti sul suo furgoncino evitando che questi si rovescino in strada, generando l'incidente dei due innamorati, o che il cacciatore, in preda alla foga di catturare un pennuto che gli ha rubato un trofeo di famiglia, cammini su un grosso ramo destinato a precipitare proprio sull'auto di Carl e June.

Praticamente siamo chiamati a variare una serie di fattori in una grande equazione che ha portato alla morte della ragazza, e la cosa non sarà affatto lineare, in quanto dovremo rivivere più volte le giornate dei singoli abitanti, sfruttando le loro peculiari capacità per poter avere accesso alle zone del borgo che all'inizio sono impraticabili. Ognuno dei quattro abitanti ha a disposizione una propria abilità che gli permette di superare determinati confini e fornire così accesso agli altri personaggi che impersoneremo successivamente. Ad esempio il bimbo non è abbastanza forte da aprire i cancelli dei cortili, ma può rovesciare le fioriere a suon di pallonate per sfruttare dei passaggi angusti dello steccato, mentre la migliore amica di Carl può rastrellare via le foglie e il cacciatore può usare il suo fucile. Come nella composizione di un cubo di Rubik, non dobbiamo avere fretta ma piuttosto risolvere con pazienza e logica i piccoli enigmi che il titolo ci propone. Torneremo infatti spesso sui nostri passi per trovare il modo di avere accesso a tutta la mappa per raccogliere gli elementi e gli oggetti chiave che, al termine delle circa 3-4 ore di gioco, ci condurranno allo straziante epilogo che saprà far scorrere più di una lacrimuccia sulle guance.

Last Day of June è uno di quei titoli di stampo narrativo che lasciano il segno. Colpisce sapientemente le corde emotive del cuore e lo fa con grande disinvoltura, attraverso la struggente avventura di un uomo innamorato disposto a tutto per cambiare il destino e riportare indietro la sua amata. Anche lo stile del titolo è estremamente originale, sfoggiando scenari che sembrano coloratissimi acquerelli in movimento ed i personaggi figli della creatività un po' malata dell'artista Hajo Muller, realizzati con teste enormi prive di bocca e occhi, e muniti di corpi e estremità filiformi. Personaggi caricaturali e per certi versi disturbanti, che si esprimono con il linguaggio del corpo e attraverso buffi versi, ma allo stesso tempo espressivi e perfettamente inseriti nel contesto. Un plauso va inoltre all'abile direzione artistica di Massimo Guerini e alle bellissime musiche di Steven Wilson, che arricchiscono il buon lavoro svolto sul fronte sonoro e tecnico.

Amore

Una storia d'amore realizzata con amore

- Last Day of June è un'avventura tenera e commovente, scritta con l'amore per questo tipo di genere. Riesce a toccare corde emozionali con dolcezza quasi infantile ma in modo davvero efficace, grazie all'ottimo lavoro svolto sull'atmosfera e sui personaggi, ognuno dei quali rappresenta un archetipo. Non travisate le mie parole però: Last Day of June non è solo un bel racconto ma è anche esplorazione, risoluzione di enigmi e abbondante gameplay. Nulla che possa impensierirvi, specie se siete gamers veterani, ma comunque non ci troviamo davanti al tipico walking simulator di turno in cui bisogna solo guardare e ascoltare passivamente.

Direzione artistica e sonoro

- L'ottima direzione artistica, il bizzarro character design e le splendide note di Steven Wilson, leader dei Porcupine Tree, rendono Last Day of June un titolo originale e di grande carisma. Nonostante i personaggi siano privi di occhi e bocca, hanno un'espressività incredibile e tutta la storia è facilmente leggibile attraverso la loro gestualità e i graziosi disegni che potremo trovare in giro per il borgo, in cui potremo approfondire il passato di ogni singolo personaggio e i loro rapporti con June e Carl.

Odio

Piuttosto facile e breve

- Il titolo dura circa 4 ore e forse il suo più grande difetto è la brevità, unito alla relativa facilità nel portare a termine gli enigmi. La magia che pervade Last Day of June è tale che al termine ci si sente un po' sperduti, desiderosi di saperne di più e soprattutto di continuare l'avventura. Ma ahimè, il gioco è minimalista anche nella sua durata.

Tiriamo le somme

Last Day of June è un titolo dolce e commovente, scritto con dovizia e realizzato con amore per i videogiochi di questo genere. Forte di un character design ispirato e originale e di un comparto musicale d'eccezione, il titolo è un'avventura che saprà entrarvi nel cuore solleticandone le corde più celate attraverso una storia d'amore struggente da guardare, ascoltare e soprattutto da giocare, che pecca solo di una breve durata ed una relativa facilità degli enigmi da risolvere. Ad ogni modo Last Day of June, oltre ad essere un bel prodotto, è anche un vanto per il mercato nostrano, tanto dal punto di vista artistico che tecnico e sonoro, e se vi considerate appassionati di questo genere di racconti dovreste assolutamente giocarlo. Astenersi cuori di pietra.
8.8

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L'autore

Classe '79, sound designer di professione. La sua incrollabile passione per i videogiochi nasce solo all'inizio degli anni '90 e viene presto affiancata da quella per il doppiaggio. Col passare del tempo la sua carriera di videogiocatore onnivoro si focalizza sulla scena PC, ma poi assume sembianze più mature con l'avvento di PlayStation e di tutte le successive console che prenderanno lentamente possesso di casa sua.

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Commenti

i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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