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RAID: World War II
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Recensione - RAID: World War II

Circa un mese prima dell'arrivo dell'annuale schiacciasassi di Activision, anche 505 games e Lion Game Lion ci offrono di tornare nei campi della Seconda Guerra Mondiale con l'esperienza cooperativa RAID: World War II. Vediamo insieme con quali risultati.

Il Gioco

Lion Game Lion è uno studio che pochi conoscono, ma che ha avuto la fortuna di lavorare sul "simulatore di rapine" Payday 2 realizzandone i pacchetti di missioni aggiuntive. Con un passato del genere, non stupisce che abbiano voluto creare la propria esperienza di gioco cooperativa andando ad applicare quanto imparato sul titolo di Overkill Software. In RAID: World War II però ci sono banche da svaligiare banche e colpi da preparare, ma andiamo a controllare un team multinazionale di spie e soldati chiamati a compiere missioni ad altissimo tasso di pericolo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il gioco ci permette di controllare quattro personaggi, ognuno dei quali appartenente ad una diversa classe: Ricognizione, Assalto, Rivolta o Demolizione. Ed ognuno di essi viene da un paese diverso, includendo anche un ex-nazista che ha cambiato sponda e che ha deciso di entrare in battaglia a fianco degli alleati. I giocatori possono quindi crearsi le proprie squadre cooperando online (lo schermo condiviso non è previsto) in una serie di missioni, oppure in single player con l'IA a coprire i ruoli dei compagni. RAID: World War II è comunque un gioco pensato specificamente per la cooperativa, e complice un'IA non molto riuscita il single player non ha tanto senso.

MP Video - RAID: World War II

Le basi del gioco sono quelle di un classico FPS della Seconda Guerra Mondiale, con le diverse classi che hanno armi e di conseguenza ruoli differenti tra loro. Troviamo però novità che prendono ispirazione dagli FPS dei giorni nostri, uno su tutti Overwatch: uccidendo numerosi nemici infatti è possibile attivare il Grido di Guerra, un potenziamento della durata di qualche secondo che ci vede combattere con salute aumentata ed infliggendo molti più danni ai nemici. Anche gli obiettivi di gioco traggono ispirazione dal titolo di Blizzard: oltre a missioni di omicidio e distruzione, troviamo infatti anche carichi in movimento da difendere.

Qualunque missione scegliate, si parte prima da un hub di gioco dove si possono personalizzare le classi, potenziare le armi, cambiare il look, vedere i collezionabili che si sono trovati in giro per le missioni e così via. Quest'area è una base segreta sotto una chiesa conquistata in un tutorial single player che tutti i giocatori devono affrontare, e che spiega abbastanza bene le basi del titolo. Ogni missione, peraltro, è presentata da una serie di esilaranti filmati con attori veri tra cui il comico inglese John Cleese, che uniscono costumi e scenari d'epoca ad un umorismo moderno e azzeccato. Infine, capitolo localizzazione: i dialoghi sono in lingua inglese con tanto di accenti marcati delle varie nazionalità, ma sono sottotitolati in italiano.

Amore

Un mash-up cooperativo

- Visto il passato sulle missioni di Payday 2, non sorprende che i ragazzi di Lion Game Lion abbiano fatto un titolo simile a questo, con un gameplay sparatutto cooperativo con classi che lo ricorda parecchio. Le rapine però lasciano stavolta spazio a missioni di spionaggio e distruzione dentro roccaforti nemiche e città sotto assedio, andando così a variare gli scenari e gli obiettivi. L'elemento tattico invece rimane, perché essendo quasi sempre in inferiorità numerica è improponibile procedere alla Rambo, dovendo mettere quindi in pratica strategie stealth ove possibile, con posizionamenti tattici durante le sparatorie. Intrigante.

Filmati curati

- La sorpresa migliore del titolo di Lion Game Lion è stata la presenza di filmati dal vivo con attori reali tra cui il leggendario comico John Cleese. Questi variano da briefing ironici prima delle missioni fino a un Führer che beve alla nostra sconfitta qualora, il tutto realizzato con una cura impressionante per i dettagli degli scenari e nel vestiario, con un'ironia tagliente. Sicuramente l'elemento più riuscito di RAID: World War II.

Odio

Tecnicamente scadente

- Non fatevi ingannare dagli screen convincenti; RAID: World War II non è un gioco graficamente accattivante. Se alcuni modelli poligonali e texture sono anche di buon livello, guardando gli elementi da vicino si nota che la cura non è molta. Il fondo del barile lo raschiano però le animazioni gestite dall'IA: i giocatori sembrano muoversi su dei binari, spesso incapaci di fare due cose contemporaneamente o di tagliare gli angoli quando corrono. Si assistono quindi a scene surreali con nemici che scendono le scale in linea retta, poi si girano di 90 gradi, poi corrono verso un muro, dopodiché fanno un 180 su sé stessi e solo allora si mettono a sparare. Non che l'IA dei compagni sia tanto meglio: spesso restano in mezzo al fuoco nemico senza reagire, ma soprattutto ignorano totalmente gli obiettivi di gioco. E il frame-rate spesso scende sotto i 10fps quando i nemici diventano numerosi. Deludente.

Design discutibile

- Non è solo nel look del gioco che il titolo di Lion Game Lion risulta piuttosto dubbio; anche nel design di gioco troviamo tantissimi problemi, con nemici stupidi che rinascono costantemente e design delle missioni incredibilmente monotono con strutture più che prevedibili: svuota un'area dai nemici, vai avanti, completa un obiettivo banale, aspetta un minuto mentre i nemici respawnano, ripeti. Gli obiettivi cambiano tra uccisioni, distruzione di determinati oggetti o la difesa di qualche carico, ma il loop di gameplay no, e con missioni spesso parecchio lunghe è facile annoiarsi ben prima di arrivare alla fine di ciascuna, sia in cooperativa che con l'IA ad accompagnarci.

Grind finale

- Arrivati a questo punto credo sia palesemente ovvio che RAID: World War II sia per tantissimi versi un'occasione sprecata, ma la discreta quantità di missioni, armi e personalizzazioni lo rende almeno sufficientemente vario sulla carta. Non aspettatevi però di provare tanto presto i contenuti di alto livello: il tutto è nascosto dietro dei grind infiniti per ciascun'arma e classe, dove anche solo una singola arma può richiedere dozzine di partite per essere livellata a dovere. Con una popolazione online già adesso molto bassa e con un'IA alquanto stupida, non vedo molti che potrebbero resistere a così tante ore di ripetizione.

Tiriamo le somme

RAID: World War II assomiglia prevedibilmente a Payday 2, ma a livello qualitativo siamo ad anni luce: la premessa della Seconda Guerra Mondiale avrebbe sicuramente offerto uno scenario intrigante per quel tipo di gameplay, ma un comparto tecnico scadente, un'IA risibile ed un game design monotono sprecano qualunque potenziale del titolo. Difficilmente consigliabile.
4.5

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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