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NieR: Automata

Recensione - NieR: Automata

di P 16 lug 2018
L’acclamato titolo di Platinum Games NieR: Automata è finalmente approdato sulle nostre console in un’edizione definitiva ottimizzata per Xbox One X e comprensiva di tutti i DLC rilasciati finora. Ma di che gioco si tratta? Scopritelo nella nostra recensione!

Il Gioco

NieR: Automata è un action RPG ambientato in un futuro lontano nel quale l’umanità è stata costretta a rifugiarsi sulla Luna in seguito ad una inaspettata invasione aliena, perpetrata a partire dal 5012 d.C. con l’ausilio di un nuovo tipo di arma: le biomacchine. Furono proprio questi strumenti di distruzione meccanici, dotati di una sofisticata I.A. coordinata da un’unità centrale, a portare il genere umano ad un passo dall’estinzione. I pochi sopravvissuti, per sfuggire al loro destino, trovarono miracolosamente riparo sul suolo lunare e costruirono in tutta fretta una base orbitante, conosciuta come il Bunker, per difendersi da eventuali incursioni. E proprio da qui, quasi 200 anni più tardi, diedero il via al loro contrattacco. Gli esseri umani, dopo essersi riorganizzati sotto la guida di un Consiglio, iniziarono ad inviare sulla Terra squadre di androidi da combattimento chiamati YoRHa, nel disperato tentativo di estirpare la minaccia delle biomacchine dal loro “vecchio” pianeta ma senza ottenere risultati tangibili.

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E’ in questo contesto che facciamo la conoscenza di 2B e 9S, i protagonisti principali del titolo sviluppato da Platinum Games con la collaborazione di Yoko Taro, uno dei più famosi ed apprezzati autori di videogiochi giapponesi. L’adrenalinica sequenza di apertura, oltre ad introdurre il giocatore alle meccaniche di base del gameplay, vede infatti gli eroici YoRHA impegnati nell’ennesima incursione mirata ad annientare un Goliath, una biomacchina di enormi dimensioni che pare si stia nascondendo al suo interno di un’antica fabbrica. I due, dopo aver portato a termine la missione (non senza subire danni) ed aver dimostrato le loro capacità ai superiori, vengono inviati nuovamente sul campo di battaglia per dare supporto alla resistenza che, da tempo, cerca di stabilire degli insediamenti più o meno sicuri nei territori controllati dalle biomacchine. Una missione apparentemente semplice ma che in realtà segna l’inizio di un lungo e pericoloso viaggio fatto di scontri all’ultimo respiro e scelte difficili, che cambierà per sempre il futuro del pianeta e che li porterà ad affrontare le pesanti verità che si celano dietro l’invasione delle biomacchine.

Sono queste le basi sulle quali si poggia la sceneggiatura di NieR: Automata, che fanno da sfondo ad un RPG d’azione in terza persona capace però di abbracciare con naturalezza le meccaniche tipiche dei titoli open world e di integrare il tutto con una spruzzata di azione in 2D. La progressione del titolo si basa infatti su una continua alternanza di situazioni e, spesso, di generi. La componente principale è ovviamente rappresentata dalle fasi in terza persona durante le quali il giocatore, nei panni di diversi membri degli YoHRa, esplora con buona libertà il mondo di gioco portando avanti la story-line principale ed accettando alcuni dei numerosi incarichi secondari che gli verranno proposti dai molti NPC presenti. A queste si affiancano fasi di gioco più “guidate”, durante le quali sarà la regia del titolo a gestire le inquadrature per enfatizzare specifiche situazioni, e particolari minigiochi di hackeraggio nei quali il controlli saranno ridotti al minimo. In alcuni frangenti la gestione della telecamera passa poi da una modalità libera ad una fissa, trasformando di fatto il gioco in un classico titolo a scorrimento laterale o in uno shooter dual-stick con vista dall’alto. A rendere ancora più vario il tutto ci pensano infine le numerose sequenze a bordo degli esoscheletri, dei potenti equipaggiamenti che permettono agli YoRHa di volare e grazie ai quali gli sviluppatori hanno dato vita a spettacolari sequenze di combattimento aereo che ricordano i grandi “shoot’em all” spaziali degli anni ’80 e ‘90.

MP Video - NieR: Automata

Ad armonizzare tutti questi generi differenti ci pensa il combat-system sviluppato dai veterani di Platinum Games, che gestisce in maniera pressoché impeccabile sia gli scontri all’arma bianca che i combattimenti a distanza. Gli YoRHa, oltre ad essere addestrati nel combattimento con le spade, possono infatti contare sull’aiuto dei P.O.D., dei piccoli automi che li seguono incessantemente fornendo supporto di tipo difensivo ed offensivo. Nelle fasi in terza persona il tutto viene gestito tramite uno schema di controllo ben progettato nel quale gli attacchi a disposizione, primari e secondari, sono gestiti da 2 tasti frontali, ai quali si affiancano i comandi per saltare ed interagire con l’ambiente, posizionati sempre sulla parte frontale del pad. Sfruttando i grilletti posteriori è invece possibile agganciare uno specifico bersaglio o effettuare preziose schivate mentre tramite i due tasti dorsali si attivano le modalità di fuoco (o difesa) primarie e secondarie del POD. La croce direzionale infine permette di passare in rassegna i consumabili presenti nell’inventario o di cambiare rapidamente l’equipaggiamento in uso scegliendo tra i vari preset di armi e configurazioni preparati dal giocatore. Lo stesso schema di comandi viene applicato, con qualche leggera modifica, anche a tutte le altre situazioni di gioco, così da garantire la giusta continuità in ogni fase. Il catalogo delle armi a disposizione include varie tipologie di spade, lance, accessori dedicati al combattimento corpo a corpo ed una serie di modifiche destinate alla nostra unità di supporto, tutti potenziabili portando le giuste risorse ad alcuni specifici NPC. La gestione dei salvataggi invece è affidata a speciali terminali di accesso sparsi per le ambientazioni, che una volta attivati possono essere utilizzati come punti di trasporto rapido e come classici checkpoint da cui ripartire, con una piccola penalità, dopo essere finiti al tappeto. In caso di decesso imprevisto il giocatore infatti abbandonerà sul campo di battaglia il proprio cadavere insieme ad alcuni degli oggetti in suo possesso, che spariranno definitivamente in caso di una nuova sconfitta o nel caso si lasci passare troppo tempo.

Nonostante una predisposizione genetica all’azione, NieR: Automata rimane però un RPG e come tale include un sistema di progressione e personalizzazione dei personaggi abbastanza articolato. Per ogni nemico abbattuto il protagonista ottiene monete, che possono poi essere spese per acquistare consumabili ed equipaggiamenti presso uno dei numerosi vendor presenti nel gioco, e punti esperienza, che contribuiscono a far salire automaticamente di livello la nostra unità YoHRa. Parallelamente a questo incremento prefissato delle caratteristiche di base, il giocatore può intervenire direttamente sulle capacità dei protagonisti attraverso numerosi chip di modifica differenti, che vengono installati nella memoria degli androidi e che possono essere potenziati, sempre tramite uno specifico NPC, “fondendo” quelli dello stesso tipo. Non pensate però di poter inserire nel vostro automa un numero infinito di modifiche. Ogni chip occupa un numero variabile di slot ed ovviamente lo spazio a disposizione, seppur possa essere aumentato tramite delle schede di espansione, non è illimitato. Il fatto che anche i sistemi base, come quelli che permettono la visualizzazione delle informazioni a schermo o la gestione della mappa, occupino spazio nella memoria enfatizza ulteriormente l’importanza della pianificazione tattica rendendo questo aspetto fondamentale, soprattutto nelle fasi avanzate del gioco. Gli sviluppatori hanno però pensato bene di non porre limitazioni alle possibilità di installazione/rimozione dei chip e di dare l’opportunità,anche in questo caso, di predisporre più set di abilità differenti, così da non appesantire troppo il gameplay.

A sottolineare ulteriormente la natura ruolistica di NieR: Automata ci pensa poi una trama ricca di sfaccettature e di bivi che tiene impegnato il giocatore per un tempo di gioco variabile dalle 10 alle 50 (e più) ore. Il perché di questo è presto detto: la sceneggiatura del titolo pubblicato da Square Enix non si sviluppa in modo lineare, e per poter apprezzare l’intero universo creato da Platinum Games è consigliabile rigiocare più volte l’avventura. Attenzione però a non considerare le varie partite come semplici “run”. Date le numerose differenze presenti, che non spoilero per non privare nessuno del piacere della scoperta, credo sia più corretto considerarli “Atti” di un’opera complessa, ognuno dei quali permette al giocatore di comprendere meglio le vicende narrate. Come se non bastasse gli sviluppatori hanno inserito nel loro gioco anche una lunga serie di finali alternativi che possono essere sbloccati completando specifici obiettivi o semplicemente compiendo azioni in punti ben precisi della storia. Molti di questi epiloghi non aggiungono nulla di significativo alla trama principale ma permettono comunque di approfondire alcuni aspetti della stessa senza rallentare troppo la narrazione. A completare l’offerta ci pensano poi una serie di collezionabili legati alla storia, le sfide legate dedicate ai minigiochi di hackeraggio già affrontanti durante l’avventura ed i contenuti aggiuntivi presenti nei DLC inclusi in questa edizione. Questi ultimi introducono nel gioco una serie di arene segrete, dove mettere alla prova le proprie abilità di combattimento, ed alcune skin aggiuntive con cui personalizzare i protagonisti.

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Come probabilmente avrete intuito NieR: Automata è un gioco prettamente single-player, che include però anche alcune interessanti funzionalità online. Se la vostra console è connessa al servizio Xbox Live, i dati sulle vostre morti verranno inviati, insieme ad uno specifico messaggio, agli altri giocatori, che vedranno comparire il vostro cadavere nella loro partita, e viceversa. Interagendo con i corpi degli altri giocatori si può poi decidere se recuperare i loro resti, ottenendo così oggetti e punti esperienza, o se tentare di riattivare il cadavere ed utilizzarlo come alleato aggiuntivo per un breve lasso di tempo.

Per dare vita a tutti questi aspetti, Platinum Games si è affidata ad un motore proprietario capace di gestire senza particolari difficoltà tutte le situazioni di gioco con un livello di dettaglio discreto. Su Xbox One e Xbox One S il titolo gira a 1080p (presumibilmente upscalati partendo da una risoluzione di 900p) a 30 fps, proprio come nella versione originale, mentre su Xbox One X NieR: Automata raggiunge i 4K, sfruttando in questo caso un algoritmo che si occupa di upscalare la sola risoluzione orizzontale. Sull’ammiraglia di casa Microsoft il titolo beneficia inoltre dei vantaggi concessi da una frequenza di refresh a 60fps, dal supporto alla tecnologia HDR e dall’introduzione di numerosi miglioramenti grafici pensati per rendere tutto più nitido e definito. Il risultato, come vedremo dopo, anche in questo caso non è perfetto ma rappresenta comunque un passo in avanti rispetto al passato. Decisamente buono il comparto audio, che propone al giocatore sia il doppiaggio giapponese originale sia quello in lingua inglese, entrambi di ottima fattura, ai quali si affiancano la completa localizzazione dei testi in lingua italiana ed una colonna sonora di altissima qualità affidata alle sapienti mani di Keiichi Okabe, della quale vi parlerò meglio più in bssso.

Amore

Trama indimenticabile

- Onestamente non ho giocato NieR: Automata alla sua uscita originale nel 2017 e, all’epoca, non riuscivo a comprendere perché quasi tutti fossero entusiasti della sceneggiatura. Oggi, dopo aver vissuto sulla mia pelle la storia degli YoHRa ed esserne rimasto profondamente toccato, non solo mi trovo d’accordo con il giudizio generale ma capisco perché è così difficile trasmettere per iscritto il valore della sceneggiatura creata da Yoko Taro, specie se non si vogliono rivelare troppi dettagli. Quello che posso dirvi è che, sin dalle battute iniziali, NieR: Automata mette in luce una narrazione di altissima qualità e che la scelta di dare vita ad un intreccio particolarmente articolato alla lunga si rivela vincente. La storia è un susseguirsi di cambi di prospettiva, di colpi di scena e di situazioni sconvolgenti, tutte perfettamente integrate le une con le altre, che cattura l’attenzione e che permette al giocatore di entrare in sintonia con i protagonisti. Le biomacchine sono davvero nostri nemici? Quali sono le motivazioni che guidano i vari personaggi che incontreremo? Dove sono andati gli alieni? Qual è il fine ultimo degli YoHRa? Gli automi possono provare emozioni? Tante domande che troveranno risposte, con modi e tempi diversi, nel corso dell’avventura andando a minare le certezze dei protagonisti e, per osmosi, anche quelle di chi impugna il pad. NieR: Automata, inoltre, non si lascia quasi mai travolgere da eccessi o da situazioni assurde tipiche di molte produzioni orientali ma riesce sempre a rimanere abbastanza coerente, anche durante le sequenze più “fantasiose”.

Colonna sonora maestosa

- Molte storie non sarebbero le stesse senza la musica, e NieR: Automata rientra a pieno titolo in questa categoria. Ogni istante del gioco, dalla sequenza di apertura a quelle finali, ha infatti la sua colonna sonora dedicata ed è praticamente impossibile trovare delle sbavature degne di nota. La soundtrack originale, composta dalla casa di produzione Monaca sotto la supervisione di Keiichi Okabe, non è però solo una raccolta di musiche di altissima qualità ma rappresenta una delle componenti fondamentali dell’intera esperienza di gioco. I numerosi brani presenti sottolineano alla perfezione ogni singolo istante dell’avventura adattandosi in modo estremamente naturale agli eventi mostrati a schermo. Grazie ad un approccio innovativo ed alla presenza di numerose versioni di ciascuna melodia, il passaggio da un brano all’altro avviene infatti in modo quasi impercettibile, dando al giocatore l’impressione di trovarsi di fronte ad un'unica, meravigliosa, sinfonia. Un risultato notevole, che incrementa esponenzialmente le qualità del titolo di Platinum Games e che, giustamente, è stato più volte premiato dopo l’uscita del gioco.

Gameplay vario ed appassionante

- Che Platinum Games rappresenti un garanzia di qualità quando si parla di titoli action è cosa nota ma spesso questo aspetto da solo non basta a decretare il successo di un titolo, soprattutto quando si cerca di creare un gioco che strizza l’occhio al genere open world. I membri della software house questo lo sanno bene ed hanno lavorato di conseguenza per dare a NieR: Automata la giusta profondità sotto ogni punto di vista. Il combat-system rapido e spettacolare, che a tratti ricorda quello di Bayonetta e che basa tutto sull’alternanza tra attacchi e schivate, si evolve nel corso dell’intera avventura grazie alla presenza di numerose armi e chip differenti, che vanno ad incidere sensibilmente sull’esperienza. Parallelamente a questa crescita il giocatore assiste alla continua evoluzione dell’esercito nemico, che schiera progressivamente sul campo di battaglia una grande varietà di nemici. Ad aggiungere ulteriore dinamicità al gioco ci pensano poi le side quest e le continue svolte della trama che, spesso, si traducono in abilità inedite o in meccaniche di gioco davvero particolari. La frequenza con cui vengono introdotte le novità, la capacità di alternare le innumerevoli situazioni, così da stupire costantemente il giocatore, e la bravura con cui gli sviluppatori hanno “disciolto” tutti questi aspetti in una sceneggiatura sopraffina consentono al titolo di soddisfare le aspettative dei giocatori, anche quelli più esigenti.

Design ispirato

- Nonostante non possa fregiarsi di una realizzazione tecnica di alto livello, NieR: Automata riesce ad impressionare positivamente il giocatore grazie ad un design originale che ne caratterizza tutti gli aspetti. Nel corso del gioco i protagonisti attraversano ed esplorano quella che, moltissimo tempo prima, doveva essere una fiorente metropoli. Oggi le cose però sono un po’ diverse. Alcune zone, in assenza degli essere umani, sono state invase dalla vegetazione tornando ad essere un habitat perfetto per alcune specie di animali selvatici mentre altre, a causa di bruschi cambiamenti climatici, si sono desertificate. Alcune costruzioni artificiali sono miracolosamente sopravvissute all’inesorabile scorrere del tempo, mentre altre sono state edificate da zero dai “nuovi” abitanti della Terra. Le biomacchine non si sono infatti limitate ad invadere il nostro pianeta infestandone praticamente ogni angolo, ma hanno anche iniziato a costruire nuovi insediamenti sulla falsariga di quelli pre-esistenti dando vita ad interessanti mash-up architettonici, ulteriormente impreziositi da una gestione pressoché perfetta dei colori. Ottimo anche il design dei personaggi, che fonde la fantascienza alla atmosfere tipiche dei titoli orientali senza mai perdere di vista il design generale. NieR: Automata però non è soltanto questo. Introduzione, tutorial, presentazione, intermezzi, titoli di coda e qualunque altro aspetto del gioco sono stati curati in modo quasi maniacale al fine di immergere il giocatore in un’esperienza narrativa a tutto tondo. Due esempi su tutti? I crediti, che vengono rappresentati come frammenti di memorie passate, e la curiosa scelta di catturare un video durante le fasi iniziali di regolazione dell’interfaccia di gioco, per poi riproporlo in seguito al giocatore come parte integrante della trama.

Il backtracking c’è, ma non si vede

- Non ci vuole un occhio particolarmente attento per accorgersi che il mondo di gioco presente in NieR: Automata non è poi così vasto. Le ambientazioni, nonostante siano ben diversificate, non sono poi tantissime e le loro dimensioni non fanno certo gridare al miracolo. Non stupisce quindi che, nel corso dell’avventura, il giocatore si ritrovi spesso a ripercorrere il lungo ed in largo le stesse aree mentre cerca di portare a termine gli incarichi che gli sono stati assegnati. A tenere lontana la monotonia ci pensano ovviamente la trama, capace di catturare costantemente l’attenzione, ed il solido gameplay ma anche, e soprattutto, una continua evoluzione delle ambientazioni che si modificano costantemente nel corso della storia e che si popolano con il tempo di nemici via via sempre più vari e pericolosi. Il lavoro svolto da Platinum Games sotto questo punto di vista è esemplare e dimostra ancora una volta che negli open world le idee e la capacità di coinvolgere il giocatore contano molto di più delle semplici “dimensioni”.

Odio

Tecnicamente migliorabile

- Se seguite con assiduità il mondo dei videogiochi probabilmente saprete che la versione originale del titolo di Platinum Games non brillava particolarmente per quanto riguarda la realizzazione tecnica e NieR: Automata, purtroppo, non riesce quasi mai a fare meglio. Nonostante sia passato più di un anno dal lancio originale il titolo, su Xbox One e One S presenta purtroppo gli stessi difetti della versione originale. Il livello di dettaglio non è elevatissimo, alcune textures vengono caricate in ritardo e nonostante ciò il frame-rate ogni tanto sembra avere qualche incertezza di troppo. Anche su Xbox One X i problemi purtroppo non mancano. Nonostante il livello di dettaglio sia simile a quello originale, il gioco fatica a reggere la risoluzione 4K ed è facile notare gli espedienti utilizzati dal motore grafico per sopperire, tra l’altro in modo non sempre efficace, all’ eccessiva pesantezza del codice senza penalizzare il frame-rate. Ogni tanto l’immagine infatti sgrana e sono visibili piccoli difetti che, onestamente, non mi sarei aspettato di trovare in un’edizione di questo tipo. Brutte notizie anche per quanto riguarda l’HDR che, forse a causa di una conversione frettolosa, non riesce ad incidere come al solito sulla resa visiva ed anzi, a volte, la qualità grafica globale appare migliore disattivandolo. Vale inoltre la pena di segnalare che gli sviluppatori sembrano essersi dimenticati di aumentare la risoluzione e la qualità delle cut-scenes, che spesso appaiono decisamente meno definite delle sequenze in game. A mitigare per quanto possibile tutti questi difetti ci pensa per fortuna lo stile grafico unico del titolo di cui vi ho parlato poco sopra ma è innegabile che una produzione del genere avrebbe meritato una realizzazione tecnica di qualità decisamente più elevata.

Telecamera

- Nonostante le attenzioni riposte dagli sviluppatori, NieR: Automata non è completamente immune ad uno dei difetti principali dei titoli action in terza persona. Anche nel gioco di Platinum Games la telecamera ogni tanto mette in mostra qualche lacuna rendendo i combattimenti più difficili di quello che sono, soprattutto negli spazi stretti. Un difetto minore ovviamente, ma che in più di un’occasione mi ha fatto storcere il naso.

Tiriamo le somme

NieR: Automata è un RPG action di altissima qualità capace di miscelare in modo unico una grande trama, una colonna sonora da applausi ed un gameplay solido come il metallo di cui sono fatte le biomacchine. Tre elementi fondamentali che, grazie alle capacità degli sviluppatori ed al supporto di Yoko Taro, danno vita ad un’opera visionaria, appassionante e, a tratti, addirittura struggente. Un titolo talmente intenso ed intrigante che nemmeno le lacune grafiche ed i problemi relativi alla telecamera riescono a scalfire più di tanto. Se amate i videogiochi d’azione e le grandi storie fatevi un favore: impugnate il pad e giocatelo senza esitazione. Non ve ne pentirete. E se per caso lo avete già finito non abbiate paura di giocarlo di nuovo, su qualunque piattaforma, perché sono convinto che la storia degli eroici YoHRa abbia ancora qualcosa da dirvi. Gloria all’Umanità!
8.8

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L'autore

Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS ed ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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