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No Man's Sky
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Recensione - No Man's Sky

A distanza di poco meno di due anni dall’uscita di No Man's Sky su PC e PS4, l’immenso universo procedurale creato da Hello Games sbarca finalmente anche su Xbox portando con sé tutto il fascino dell’esplorazione presente nel titolo originale e tante interessanti novità. Se siete curiosi di saperne di più non vi resta che indossare le vostre exotute, ricaricare i vostri strumenti ed immergevi nella nostra recensione!

Il Gioco

No Man's Sky è un’avventura sci-fi dalle tinte survival, interamente giocabile sia in prima che in terza persona, che ci mette nei panni di un misterioso pilota spaziale risvegliatosi senza memoria su un pianeta a lui sconosciuto. La nostra astronave è danneggiata, l'equipaggiamento ha conosciuto momenti migliori e anche la nostra exotuta, che ci fornisce supporto vitale e protezione dalle condizioni climatiche più estreme, necessita di riparazioni. Per fortuna il pianeta sul quale ci troviamo sembra disporre di tutte le risorse utili per riattivare i sistemi di supporto e per poter rimettere in sesto il Multi-Tool, uno strumento simile, nelle forme e nel funzionamento, ad una pistola. Puntando questo attrezzo e facendo "fuoco" è infatti possibile estrarre minerali ed altri elementi chimici da piante, animali e pietre, alcuni dei quali possono poi essere mescolati nell’inventario o raffinati tramite un apposito macchinario per produrre elementi complessi dai quali ricavare pezzi di ricambio e carburante per l’astronave.

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Ovviamente non tutto quello che ci serve è disponibile nelle immediate vicinanze, ma grazie alle capacità di analisi della exotuta ed agli strumenti in nostro possesso possiamo facilmente catalogare molti degli elementi presenti sul pianeta, così da ottenere preziose informazioni sulle caratteristiche degli stessi o sui materiali ottenibili. La scansione ci permette inoltre di individuare la presenza di materiali nella zona, così da indirizzare gli sforzi nella giusta direzione, il tutto cercando di mantenere carichi i sistemi di supporto vitale, di non esaurire lo spazio a disposizione nell’inventario e di non infastidire troppo le Sentinelle presenti sul pianeta, che non esitano ad attaccare i visitatori troppo avidi di risorse. Una volta recuperati tutti i materiali necessari, possiamo finalmente lasciare la superficie del pianeta per avventurarci nello spazio profondo, dando così il via alla nostra personale avventura nel vasto universo virtuale presente nel titolo. E quando dico “nostra” intendo proprio nostra, unica ed irripetibile, perché No Man's Sky si rivela ad ogni giocatore in modo diverso, senza mai imporre un vero e proprio percorso e con una grande varietà data dagli algoritmi procedurali utilizzati per dare vita all’intero cosmo.

Una volta lasciato il pianeta iniziale, che varia da partita a partita, scopriamo infatti di non essere soli, di poter raggiungere una delle numerosi stazioni spaziali per incontrare e commerciare con una delle altre 3 razze aliene presenti, di poter viaggiare rapidamente da un pianeta all’altro utilizzando i propulsori della nostra astronave e di poter addirittura effettuare dei veri e propri “salti” tra una galassia e l’altra tramite una dettagliatissima “Mappa Galattica”, ma solo dopo aver dotato l’astronave delle tecnologie adatte ed aver recuperato/prodotto il carburante necessario. Nel frattempo ci imbattiamo in differenti filoni narrativi principali, ognuno dei quali ci permette di approfondire uno specifico aspetto. C’è la “semplice” ricerca del centro dell’universo, la quest legata al “Sentiero dell’Atlante”, che ci spinge ad esplorare le galassie in cerca di anomalie con l’obiettivo di scoprire l’origine della voce misteriosa che ci sussurra nella mente, e la missione “Solo tra le stelle”, una lunga story-line dedicata ad un misterioso personaggio di nome Artemis che mira a far luce su alcuni dei retroscena del titolo, invogliandoci ad approfondire la conoscenza delle numerose razze presenti. A questi incarichi principali si affiancano poi infinite missioni secondarie legate all’esplorazione, alla raccolta di materiali o all’eliminazione di specifiche minacce aliene, tutte generate in modo procedurale e che possono essere accettate parlando con dei personaggi o interagendo con appositi terminali. Nessuna di queste missioni però è obbligatoria o davvero fondamentale nell’economia del gioco. Ovviamente completando le varie quest si ottengono dei benefici, sia in termini di informazioni legate al mondo che ci circonda sia per quanto riguarda lo sviluppo delle tecnologie utilizzabili, ma nulla ci vieta di viaggiare liberamente per le galassie facendo quello che ci pare, senza che questo comprometta l’esperienza nel suo insieme.

MP Video - No Man's Sky

Le prime fasi dell’avventura rappresentano infatti una sorta di tutorial on-the-job studiato per introdurre il giocatore alle fondamenta del gameplay, basate su un mix di esplorazione, raccolta di materiali e crafting multi-livello. L’intera struttura del titolo ruota attorno a queste dinamiche elementari, che vengono ovviamente sviluppate ed approfondite nel corso del gioco. Avanzando si scoprono nuovi luoghi e materiali, si ottengono progetti più evoluti e si arricchiscono le proprie conoscenze, il che permette di accedere gradualmente a nuove tecnologie con le quali potenziare il proprio equipaggiamento, la propria astronave e molto altro. Semplice ed immediato. Una volta apprese queste dinamiche, che vengono poi applicate in modo abbastanza simile a tutti gli aspetti, siamo sostanzialmente autonomi e possiamo quindi decidere di dedicarci, con i nostri tempi e modi, al completamento delle missioni, allo sviluppo tecnologico più sfrenato, allo studio delle diverse lingue aliene (che inizialmente saranno letteralmente incomprensibili), all’esplorazione pura e semplice, alla raccolta di elementi più o meno rari, alla catalogazione delle infinite varianti di flora e fauna (che possono anche essere rinominate), al commercio, alla agricoltura scientifica, alla costruzione di gigantesche basi ed a qualunque altra attività ci venga in mente. Possiamo addirittura prendere il comando di una Ammiraglia, una nave cargo di grandi dimensioni dotata di interni personalizzabili che consente di espandere le dimensioni della nostra flotta in due modi differenti. Salendo a bordo dell’astronave da trasporto possiamo infatti acquistare le navi dei viaggiatori di passaggio e gestire quelle già presenti nel parco veicoli, ma non solo. Costruendo un computer di bordo potremo mettere insieme una vera e propria flotta di fregate, reclutando quelle disponibili nelle varie zone che potranno poi essere inviate negli angoli più remoti dell’universo per completare le spedizioni proposte dal Navigatore mentre proseguiamo il nostro viaggio. Questi incarichi, che si differenziano per durata, difficoltà e ricompense ottenibili, vengono infatti gestiti dietro le quinte dal motore di gioco ed il loro l’avanzamento prosegue in tempo reale anche quando non siamo effettivamente in partita.

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Tutte queste attività si dipanano, come detto, all’interno di uno smisurato universo procedurale interamente esplorabile composto da innumerevoli pianeti, sistemi solari e galassie differenti. Ogni corpo celeste, così come ogni sistema e ogni galassia, ha una propria struttura, presenta condizioni climatiche dinamiche differenti ed è abitato da esseri viventi, siano essi piante od animali, di varia natura. Si passa dai pianeti temperati abitati da giganteschi e mansueti erbivori ad inospitali lande ghiacciate, da quelli verdeggianti - ma nei quali l’atmosfera è tossica e i predatori la fanno da padroni - a quelli deserti spazzati da improvvise tempeste di fuoco. Ogni mondo presente nel gioco può essere attraversato nella sua interezza, comprese le distese d’acqua e l’atmosfera, sia a piedi sia sfruttando la nostra astronave o uno dei mezzi terrestri presenti nel gioco, conosciuti come exoscafi. Ciascun pianeta ci fornisce inoltre innumerevoli opportunità tra materiali da raccogliere, antiche rovine da scoprire, strutture artificiali da esplorare, torri di comunicazione da attivare, portali misteriosi da riallineare, relitti di navi da ispezionare e minacce dalle quali sfuggire. Ma in No Man's Sky non c’è soltanto questo. Il titolo sviluppato da Hello Games include infatti un sistema socio/economico/politico vivo ed approfondito che, nel gioco, si traduce nella presenza di varie gilde con le quali instaurare rapporti, amichevoli od ostili, nell’esistenza di 3 valute differenti e nella possibilità di imbattersi in spedizioni commerciali o di prendere parte ad inaspettate battaglie contro efferati pirati spaziali.

A rendere ancora più varia l’esperienza ci pensano infine le modalità di gioco alternative, il comparto multigiocatore cooperativo (introdotto proprio in concomitanza con l’uscita del titolo su Xbox) ed il supporto all’interattività di Mixer. Oltre alla modalità standard, nella quale la morte del giocatore non ha conseguenze particolari se non quelle legate al dover tornare sul luogo della dipartita per recuperare i propri averi, No Man's Sky include infatti altre 3 tipologie di partita. La prima, denominata “Sopravvivenza”, aumenta la difficoltà generale del titolo rendendo i nemici più aggressivi e diminuendo la quantità delle risorse disponibili, mentre la seconda aggiunge a tutto questo anche il concetto di morte permanente del personaggio. L’ultima, ma non certo per importanza, è la modalità “Creativa”, dedicata espressamente a coloro che amano costruire senza doversi preoccupare troppo della raccolta e della salute del personaggio. In questa modalità libera, che non permette di sbloccare obiettivi, le costruzioni infatti non hanno costi, le risorse sono illimitate ed il giocatore è immortale. La componente multigiocatore, invece, permette ad un massimo di 4 giocatori di prendere parte alla stessa sessione di gioco e condividere così parte del proprio viaggio, seppur con qualche limitazione. A fronte dell’arrivo di una modalità multigiocatore canonica gli sviluppatori hanno inoltre pensato di inserire nel loro titolo la possibilità di modificare la razza e l’aspetto del protagonista sfruttando specifici macchinari, dislocati nelle varie stazioni spaziali e che, nelle fasi più avanzate, possono essere installati anche a bordo della nave Ammiraglia. Attivando l’interattività di Mixer invece si permette agli spettatori di intervenire nel gioco spendendo una parte dei loro “sparks” per inviare aiuti al giocatore o, magari, per rendergli la vita ancora più difficile allertando qualche sentinella e generando qualche guasto imprevisto alla sua strumentazione.

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A dare vita all’immenso universo presente in No Man's Sky ci pensa il motore proprietario sviluppato da Hello Games, che grazie ad un sapiente uso di tecniche grafiche alternative riesce a gestire abbastanza agevolmente mappe di grandi dimensioni e sistemi composti da più pianeti senza sequenze di intermezzo o caricamenti, ad esclusione di quelli necessari per avviare la sessione o per consentire i salti da una galassia all’altra. Su Xbox One e One S il titolo raggiunge infatti i 900p a 30fps, mentre su Xbox One X sono presenti ben due modalità di visualizzazione differenti. La prima privilegia la qualità grafica raggiungendo i 4K nativi a 30fps, mentre la seconda abbassa la risoluzione fino a 1440p e rinuncia a qualche dettaglio per permettere al motore grafico di raggiungere i 60fps. Nella norma il comparto audio, che include una colonna sonora evocativa di buona qualità ma nel quale, per ovvie motivazioni, non trovano spazio i dialoghi parlati, ad esclusione dei semplici messaggi audio prodotti dalla exotuta. Le comunicazioni con i personaggi incontrati nel gioco vengono infatti gestite tramite finestre testuali localizzate, come tutte le altre parti scritte presenti nel gioco, in lingua italiana.

Amore

Il fascino della scoperta

- No Man's Sky è un titolo basato sull’esplorazione, sulla capacità di incuriosire il giocatore e sull’emozione che deriva dalle scoperte, anche quelle apparentemente meno interessanti. Essere degli esploratori spaziali vuol dire mettere piede su pianeti sconosciuti, colonizzarli, trovarsi faccia a faccia con piante ed animali mai visti prima, affrontare difficoltà impreviste e, per quanto possibile, sopravvivere per poter condividere tutte queste informazioni con gli altri. Da questo punto di vista il titolo di Hello Games, con il suo universo generato in modo procedurale e la sua aura di mistero, è sicuramente una delle esperienze videoludiche più interessanti e coraggiose degli ultimi anni. Ciascun pianeta rappresenta una vera e propria incognita, tanto che ogni discesa attraverso l’atmosfera porta con sé un misto di curiosità e tensione. Cosa si nasconde dietro quella catena montuosa? Dove porta questo torrente? Quelle piante dai colori sgargianti possono essermi utili o si tratta di un trucco per attirare una preda ignara? Chi avrà edificato questa misteriosa struttura abbandonata? Queste sono solo alcune delle innumerevoli domande che vi accompagneranno per tutta la durata dell’avventura e che, diversamente da quanto accade in altri titoli, non vi abbandoneranno mai proprio in virtù della coerente imprevedibilità garantita dal sistema procedurale. Qualche sbavatura ovviamente c’è, sotto forma di ambienti a volte ancora troppo simili tra loro o troppo dispersivi, così come non mancano alcune “licenze poetiche” introdotte per non rendere troppo simulativo il titolo, ma nel complesso il risultato ottenuto è davvero notevole.

Gameplay accessibile

- A dispetto di una struttura estremamente profonda e ricca di sfumature, No Man's Sky si è rivelato inaspettatamente immediato. I controlli sono davvero semplici, le meccaniche di gioco, per quanto articolate, sono facili da apprendere, l’interfaccia grafica è ben bilanciata e le tante piccole aggiunte e modifiche introdotte nel corso di questi due anni evitano al giocatore di essere letteralmente travolto dalla vastità dell'universo di gioco. Certo, a volte capita di sentirsi un po’ spaesati di fronte alle innumerevoli possibilità offerte dal titolo di Hello Games, ma si tratta di una sensazione piacevole proprio in virtù dell’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori in questo senso. No Man's Sky riesce infatti a rendere tangibile l’immensità della galassia ed a trasmettere un costante senso di smarrimento, il tutto senza complicare inutilmente la vita al giocatore. Onestamente non avrei potuto chiedere di meglio!

Design ispirato

- Nonostante il motore grafico sviluppato da Hello Games non faccia gridare al miracolo, No Man's Sky riesce comunque ad imporre un proprio stile ed a sopperire con la propria personalità a buona parte delle lacune tecniche. Gli algoritmi procedurali sviluppati dalla software house danno vita a pianeti e biomi estremamente diversi tra loro, resi ancora più affascinanti dall’utilizzo di palette cromatiche di grande impatto che sfruttano a dovere la tecnologia HDR quando disponibile. Visti nel complesso i pianeti presenti nel titolo, anche quelli meno appariscenti, regalano spesso scorci indimenticabili, specie per gli appassionati di un certo tipo di fantascienza vecchio stile, e già questo potrebbe essere di per sé sufficiente. Ma la cosa che più stupisce è che ogni singolo elemento presente nel gioco ha un aspetto squisitamente alieno, il che contribuisce a rendere l’esplorazione ancora più incerta ed intrigante. Ad incorniciare l’opera ci pensa poi l’ottimo lavoro svolto dai designer per quanto riguarda la caratterizzazione delle razze e delle astronavi, due elementi davvero imprescindibili in un titolo incentrato sull’esplorazione delle profondità dello spazio.

Un universo vivo

- Nel 2016 No Man's Sky ricevette molte critiche per via di una struttura un po’ scarna e di una generale staticità del mondo di gioco. Ora per fortuna le cose sono cambiate, e parecchio. I pianeti sono ricchi di forme di vita, le stazioni spaziali accolgono molti più viaggiatori alieni e anche lo spazio appare decisamente più trafficato rispetto al passato. Gli sviluppatori però non si sono limitati solo ad incrementare il numero di NPC e navi spaziali presenti, ma hanno lavorato molto anche sul fronte della I.A. delle creature aliene presenti sui pianeti, che ora interagiscono tra di loro in modo molto più credibile, e sulla creazione di un complesso sistema economico-politico. Ed è proprio quest’ultimo aspetto, fatto di razze in conflitto, gilde e complessi intrecci, a rendere più vivo e dinamico l’universo nel quale ci muoviamo, con la possibilità di decidere sempre se essere dei semplici viaggiatori che attraversano passivamente i sistemi senza lasciarsi coinvolgere o se diventare parte attiva del sistema, sia da un punto di vista economico sia prendendo le parti di una delle fazioni durante le numerose battaglie spaziali che incontreremo sul nostro cammino. Ovviamente non ci troviamo di fronte alla stessa profondità presente in titoli più simulativi (qualcuno si ricorda della serie Master of Orion?) ma le basi sono più che buone e tanto basta per rendere più corposa l’esperienza di gioco.

Potenzialmente infinito

- Parlare della longevità di No Man's Sky è estremamente complesso. Le quest principali infatti possono tenervi impegnati per oltre 40 ore, alle quali si sommano quelle necessarie per portare a termine le missioni secondarie e gli incarichi accessori che deciderete di accettare. Il titolo di Hello Games però non ci impone di seguire le missioni e, soprattutto, non ha una vera e propria fine. Sta infatti ad ognuno di noi decidere quanto tempo dedicare ad ogni singolo aspetto sulla base dei propri gusti e dei propri interessi. Quello che però è certo è che il titolo ci mette a disposizione un universo sterminato ed una vasta gamma di attività da svolgere, due elementi capaci di sottrarre tantissime ore di sonno a tutti i giocatori che decideranno di intraprendere il loro personale viaggio. Il “quante” dipende solamente da noi.

Odio

C’è ancora tanto da fare

- Nonostante siano passati due anni dall’uscita, No Man's Sky è tutt’altro che perfetto sotto molti punti di vista. L’engine grafico presenta ancora molti margini di miglioramento specie per quanto riguarda la stabilità generale del frame-rate, e lo stesso di può dire dell'I.A., a tratti ancora poco sviluppata e fin troppo prevedibile in occasione degli scontri tra astronavi. Anche il sistema procedurale meriterebbe qualche ritocco visto che spesso ci si imbatte in pianeti fin troppo simili tra di loro o in sistemi di corpi celesti non del tutto coerenti. Anche sul fronte della varietà il titolo ha ancora molto da dimostrare. I tanti nuovi contenuti presenti garantiscono un ampio ventaglio di scelte, ma alla lunga ci si rende conto del fatto che le meccaniche alla base di tutto sono quasi sempre le stesse, e questo potrebbe incidere negativamente sull’interesse di alcuni giocatori. Qui probabilmente entreranno in gioco le Stagioni e gli Eventi Settimanali promessi per il prossimo futuro da Hello Games, ma data l’assenza di informazioni specifiche in merito è praticamente impossibile valutarne l’impatto nel gioco.

Meglio soli che male accompagnati

- L’introduzione della tanto attesa modalità multigiocatore rappresenta innegabilmente un punto di svolta per No Man's Sky ma, allo stato attuale, non posso assolutamente ritenermi soddisfatto della sua implementazione. Se da un lato è vero che i partecipanti possono collaborare liberamente, sia durante le fasi esplorative sia erigendo nuove strutture, dall’altro risulta evidente che l’interazione tra i giocatori è ridotta ai minimi termini. Si possono condividere le risorse ma non le missioni, non ci sono incarichi o attività pensati per più giocatori e le meccaniche PVP, soprattutto sulla terraferma, sono davvero grezze. E’ inoltre doveroso segnalare che ogni tanto gli indicatori relativi alla posizione degli altri viaggiatori non funzionano correttamente e finiscono per trarre in inganno i giocatori dando vita a situazioni abbastanza fastidiose. Il problema più grosso è però che il titolo di Hello Games non è stato concepito per essere vissuto in compagnia, e l’introduzione fin troppo goliardica della componente online, testimoniata anche dalla possibilità di creare percorsi dove gareggiare con i rispettivi mezzi terrestri, non fa che amplificare questa sensazione. La speranza è che gli sviluppatori raccolgano nei prossimi mesi quanti più feedback possibile e agiscano di conseguenza, così da rendere più accattivanti e coinvolgenti le sessioni in gruppo.

Dov’è la mia torcia?

- Se c’è una cosa che mi ha davvero fatto impazzire, e intendo in senso negativo, durante le numerose sessioni di gioco è sicuramente la gestione dell’inventario rapido gestito tramite la croce direzionale, che permette di eseguire molte azioni senza mettere in pausa il gioco. Peccato però che la navigazione tra le varie opzioni non sia così intuitiva, tanto che spesso si finisce per consumare involontariamente una risorsa raffinata per ricaricare il Multi-Tool o i sistemi dell’exotuta mentre si cerca di posizionare una delle strumentazioni portatili o si vuole richiamare la propria astronave. La disposizione di alcuni comandi, come quelli legati all’attivazione della torcia o al passaggio dalla prima alla terza persona, poi, è davvero pessima e obbliga il giocatore a dover scorrere tutti i menu per eseguire azioni banali e frequenti che, in altri titoli, richiedono un semplice click.

Tiriamo le somme

No Man's Sky è un titolo estremamente ambizioso ma che oggi, grazie ad una rinnovata accessibilità e all’impegno profuso nel tempo dagli sviluppatori, riesce a mettere in mostra le sue enormi potenzialità. E’ un'esperienza di gioco che fa dell’esplorazione e della scoperta i suoi punti centrali, dai quali finalmente si dipanano una grande varietà di sentieri differenti. Sta al giocatore decidere se e quando intraprenderli, plasmando di conseguenza il suo destino e, magari, quello dell’intero universo. Ovviamente non è un titolo adatto a tutti, soprattutto a coloro che cercano nei titoli una trama ben delineata o una realizzazione tecnica allo stato dell’arte, ma chi deciderà di imbarcarsi nel lungo viaggio intergalattico concepito da Hello Games tenendo presente questi aspetti, difficilmente ne resterà deluso.
8.0

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L'autore

Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS ed ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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