MondoPlay">

Life is
Play!

MondoPlay

home
Yakuza Kiwami 2
copertina

Recensione - Yakuza Kiwami 2

Sono passati solo pochi mesi dall’uscita di Yakuza 6, che SEGA ci offre nuovamente l’occasione di tornare a vestire gli eleganti panni di Kazuma Kiryu con Yakuza Kiwami 2, remake del secondo capitolo uscito originariamente su PlayStation 2 nel lontano 2006. Gli sviluppatori hanno modificato diversi aspetti del titolo, sia a livello tecnico che di contenuti; vediamo quindi cosa ha da offrire il gioco.

Il Gioco

Yakuza Kiwami 2 riprende la storia esattamente dove era finito il primo capitolo, con Kazuma Kiryu che lascia il ruolo di leader del Clan Tojo per dedicarsi ad una vita da civile con la piccola Haruka. La pace dura appena un anno, infatti il nuovo leader Terada viene assassinato dai membri della Omi Alliance, un clan rivale che opera da Osaka, ma negli ultimi istanti di vita Terada chiede a Kiryu di consegnare una lettera con cui aveva intenzione di chiedere un’alleanza proprio con il capo degli Omi per evitare l’ormai imminente guerra tra i due clan. Nonostante il desiderio di restare fuori dagli affari della yakuza Kiryu non riesce a negare quest’ultimo desiderio e parte verso il distretto (fittizio) di Sotenburi ad Osaka, mettendo in moto una serie di eventi che costringeranno il nostro protagonista a confrontarsi con il suo “omologo” Ryuji Goda, figlio del leader del clan Omi e soprannominato “il Dragone del Kansai”.

Goda tuttavia non sarà l’unico antagonista della storia, infatti la trama fin dalle prime ore mette in scena diversi personaggi sia alleati che nemici e, tra intrecci narrativi, tradimenti e segreti svelati, la storia travolge il giocatore con continui colpi di scena. Chi conosce la serie sa bene come la narrazione sia uno dei pilastri fondamentali di Yakuza, e per rinfrescare la memoria all’inizio si può scegliere di vedere un lungo filmato che riassume in maniera piuttosto esaustiva gli eventi del primo gioco, anche se un neofita potrebbe rimanere confuso dalla quantità di nomi e personaggi presenti.

MP Video - Yakuza Kiwami 2

La storia tuttavia non ha subìto praticamente modifiche rispetto alla versione originale, se non con l’aggiunta o modifica di alcune scene e dialoghi che spiegano meglio alcune situazioni, per cui chi ha già giocato l’originale non troverà particolari sorprese da questo punto di vista, mentre il discorso è completamente diverso invece per quanto riguarda gameplay e comparto tecnico. Inizierei proprio da quest’ultimo essendo ciò che si nota immediatamente appena avviato avviato il gioco: Yakuza Kiwami 2 utilizza il Dragon Engine, lo stesso motore grafico utilizzato per il recente Yakuza 6, e la differenza rispetto al passato si nota immediatamente. I quartieri di Kamurocho e Sotenburi risultano più vivi che mai e ricchissimi di dettagli, partendo dalle innumerevoli insegne al neon e cartelloni pubblicitari che tappezzano le strade fino ai modelli della popolazione e dei nemici. Quello che stupisce maggiormente, tuttavia, sono i personaggi principali, riprodotti ognuno con una cura per il particolare che sfiora il maniacale portando Yakuza Kiwami 2 da “remake di un vecchio gioco” ad essere un titolo che non ha niente da invidiare alle produzioni attuali, e che anzi potrebbe anche insegnare qualcosa agli altri studi di sviluppo.

Il Dragon Engine dona quindi un aspetto completamente nuovo rispetto al passato, ma oltre al miglioramento tecnico il motore grafico ha permesso anche diverse innovazioni al gameplay e all'esplorazione, ad esempio i locali sono la modifica più evidente: la loro presenza é praticamente raddoppiata rispetto alla versione originale, e soprattutto ora non sono più presenti tempi di caricamento, ma si può entrare e uscire liberamente dagli edifici senza nessun blocco o attesa (tranne rare eccezioni in luoghi legati alla trama). A differenza del passato, inoltre, i locali non serviranno unicamente a ricaricare le energie di Kiryu con un bel piatto di sushi o superalcolici vari (facendo sempre attenzione a non superare il limite del nostro stomaco), ma esattamente come avviene in Yakuza 6, a seconda dei cibi consumati e delle combinazioni scelte (ad esempio hamburger e cola) si possono guadagnare punti esperienza utili per migliorare le abilità del nostro protagonista. Visitare ogni locale della città e provare ogni piatto diventa quindi un'attività importante tanto quanto sconfiggere i delinquenti che tentano di infastidirci durante l'esplorazione, poiché a volte si possono guadagnare più punti con combinazioni particolari di cibi rispetto ad una rissa di strada.

La gestione dei punti esperienza inoltre é legata a doppio filo ad un'altra importante novità ereditata sempre da Yakuza 6, ovvero lo stile di combattimento. Nella versione originale (e in quasi ogni altro episodio della serie) Kiryu disponeva di diversi stili di combattimento da dover alternare per sfruttare le varie combo, ad esempio iniziando con uno stile basato sulla rapidità per stordire i nemici per poi passare ad uno più aggressivo per infliggere danni maggiori, mentre in Yakuza Kiwami 2 si é deciso di utilizzare uno stile di combattimento unico simile a quanto visto nell'ultimo capitolo della serie. Questo rende l'esperienza leggermente più accessibile e meno profonda (specialmente nelle prime ore di gioco quando si hanno solo le combo di base), ma progredendo nella storia e accumulando esperienza si possono sbloccare diversi attacchi, parry e combinazioni uniche. Pur essendo un maestro di arti marziali, Kiryu non disdegna tuttavia l'uso di armi o il “giocare sporco”, per cui é possibile utilizzare diverse armi bianche come lame, coltelli, katane e simili, ma anche raccogliere elementi dallo scenario come biciclette, cartelli pubblicitari e coni stradali per trasformarli in pericolosi oggetti contundenti. Sono presenti anche armi da fuoco, ma sono piuttosto rare e di solito limitate a pochissimi colpi.

A variare ulteriormente l'azione ci sono le Heat Actions, ovvero mosse e azioni particolari che si possono utilizzare unicamente in determinate condizioni a patto di aver riempito l'apposita barra a suon di pugni o di provocazioni e naturalmente di aver sbloccato la relativa abilità con i punti esperienza. Le Heat Actions hanno diversi utilizzi, infatti man mano che si sbloccano possono permettere di effettuare contrattacchi, disarmare il nemico e infliggere danni utilizzando l'ambiente circostante, ad esempio lanciando il malcapitato contro un distributore di bibite o creare situazioni comiche come far cadere qualcuno con la faccia sul seno di una passante, così che questa si infuri e inizi a colpire il nostro avversario. Infine se si completano degli incarichi secondari si possono sbloccare degli alleati che ci possono aiutare in combattimento se ci troviamo vicino alla loro zona, ad esempio in una missione si deve aiutare un cuoco a trovare un nuovo coltello da cucina, e una volta completata se ci troviamo in una rissa vicino al suo ristorante utilizzando l'apposita Heat Action il cuoco ci passerà al volo proprio quel coltello fornendoci un vantaggio in battaglia.

Yakuza Kiwami 2 ha quindi ereditato diversi elementi da Yakuza 6 che ovviamente erano assenti nella versione originale, e tra questi troviamo anche il Clan Creator, una sorta di tower defense / RTS con visuale isometrica dove dobbiamo controllare diverse truppe (in questo caso i membri della Majima Construction) ognuna con le proprie abilità, inoltre tornano anche i gestionali di Hostess Club prelevati da Yakuza 0. La novità più importante, tuttavia, sono i capitoli speciali dedicati a Goro Majima, di cui vi parlerò nel dettaglio di seguito.

Amore

Majima Saga

- Nonostante alcune scene aggiuntive e dialoghi rivisitati, la storia di Yakuza Kiwami 2 segue fedelmente quella del gioco originale, ma proseguendo nella trama si sbloccano gli episodi della Majima Saga, una vera e propria storia a parte dedicata ad una delle figure più amate e controverse della serie, ovvero Goro Majima. In questi episodi invece di Kiryu impersoniamo quindi il “Cane Matto di Shimano”, soprannome non casuale vista la follia - sia mentale che nello stile di combattimento - del personaggio. Goro infatti é molto più violento e imprevedibile di Kiryu, e il suo stile ricorda quasi una breakdance mista a capoeria. Nei panni di Goro non si possono tuttavia raccogliere armi, ma avremo sempre a disposizione il suo fidato coltello. La storia inoltre mostra alcuni retroscena degli eventi accaduti nei 12 mesi che separano il primo Yakuza da Yakuza 2, risultando quindi interessanti e inediti anche per chi ha giocato i titoli originali.

Un look tutto nuovo

- Yakuza Kiwami 2 dovrebbe essere preso come esempio quando si parla di remaster/remake. L'utilizzo del Dragon Engine ha fatto letteralmente rinascere il gioco, donandogli un comparto tecnico veramente al passo con i tempi a livello di texture e illuminazione (peccato unicamente per il frame-rate bloccato a 30 fps, anche se in un titolo del genere bastano e avanzano). Durante i numerosi filmati completamente ricreati con il nuovo motore si ha la sensazione di essere davanti ad un vero e proprio film hard boiled, e anche il sonoro e il doppiaggio sono stati registrati nuovamente per l'occasione rendendo il tutto il più moderno possibile.

Un gameplay tutto nuovo

- Anche il gameplay di Yakuza Kiwami 2 ha subito una “svecchiata” notevole, soprattutto per quanto riguarda i combattimenti. All’inizio confesso di essere stato deluso dall'eliminazione dei diversi stili di combattimento in favore dello stile unico, ma dopo qualche ora ho dovuto ammettere che questa semplificazione rende le battaglie molto più fluide e coinvolgenti, con Kiryu che sembra quasi danzare mentre si destreggia tra pugni e calci volanti. L'unica pecca potrebbe essere che il sistema di combattimento inizia a diventare abbastanza profondo e valido solo contro i boss e dopo diverse ore di gioco, quando finalmente si possono sbloccare le tecniche avanzate, mentre all'inizio risulta abbastanza piatto e banale.

Passione retrò

- Yakuza Kiwami 2 é letteralmente pieno di cose da fare. Passeggiando per le strade si possono incontrare infinite missioni facoltative praticamente ad ogni angolo, così come attività secondarie di vario genere. Tra queste ad esempio troviamo karaoke, golf, baseball, majhong, set fotografici a donne piuttosto disinibite (e con filmati realizzati registrando delle vere modelle) e i già citati Clan Creator e gestionale di Hostess Club. La trama del gioco é piuttosto longeva di suo, ma si possono passare anche decine di ore semplicemente svolgendo tutte queste attività secondarie, anche se ammetto che il locale dove ho passato gran parte del tempo (forse anche troppo) é il Club SEGA. Si tratta di una classica sala giochi arcade dove si possono trovare dei cabinati con le versioni originali e complete di alcuni classici giochi SEGA come Virtual-On (una sorta di simulatore di combattimento tra robot) e Virtua Fighter 2, storico picchiaduro di Yu Suzuki del 1994. Se siete giocatori di vecchia data o semplicemente appassionati di retrogame probabilmente passerete anche voi buona parte del tempo tra questi cabinati, soprattutto se siete in compagnia visto che si possono sfidare anche gli amici in multiplayer locale.

Odio

Una fisica ancora da migliorare

- Il Dragon Engine ha sicuramente portato diversi lati positivi in Yakuza Kiwami 2, tuttavia ha portato anche ad alcune problematiche legate in particolare alla fisica. Non sono rari infatti i momenti in cui i corpi dei nemici o dello stesso Kiryu soffrono di un eccessivo effetto “ragdoll”, creando risultati abbastanza comici con cadute in posizioni improbabili e arti che si piegano come se fossero rametti al vento. Oltre all'effetto visivo abbastanza ridicolo, tuttavia, in alcuni casi si creano problemi legati proprio al riconoscimento dei colpi, andando quindi ad intaccare l'esperienza di gioco.

Ancora niente localizzazione

- Chi segue la serie di Yakuza purtroppo sa bene come i giochi della serie purtroppo non siano mai stati localizzati in italiano, ma dispongano unicamente di audio in giapponese (scelta stilistica essendo comunque il gioco ambientato in Giappone) e sottotitoli in inglese. É un peccato che SEGA abbia deciso di non investire mai nella nostra lingua: é vero che gli Yakuza, essendo titoli fortemente nipponici, sono sempre stati abbastanza di nicchia nel nostro mercato, ma considerato che queste opere di remake oltre che per i fan di vecchia data servono anche per aumentare il bacino di utenza e far riscoprire i giochi ad un nuovo pubblico, la scelta di non tradurre i sottotitoli é piuttosto discutibile. Tra l'altro stiamo parlando di un titolo con una mole di filmati e testi decisamente corposa, per cui si tratta di una barriera praticamente insormontabile se non avete un buon livello di inglese.

Tiriamo le somme

Yakuza Kiwami 2 é un eccellente remake sotto ogni punto di vista. Grazie al Dragon Engine il gioco sfoggia un comparto tecnico completamente rinnovato e al passo con i tempi, e anche il gameplay ha subìto diverse correzioni e migliore che lo rendono un titolo attuale e godibile sia da chi ha giocato la versione originale sia ai neofiti della serie, anche se questi ultimi potrebbero trovare delle difficoltà a collegare tutti gli eventi della storia. Degni di nota anche gli episodi inediti dedicati a Goro Majima, che rivelano interessanti dettagli sulla storia avvenuta tra i primi due capitoli. Peccato unicamente per alcuni problemi legati alla fisica e soprattutto alla mancata localizzazione, ma se non avete problemi con l'inglese non posso che consigliarne l'acquisto.
8.8

c Commenti

copertina

L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

c

Commenti

i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
Importante: leggere il regolamento dei commenti prima di partecipare alle discussioni. Aggiungere un commento equivale ad un'implicita accettazione del regolamento.
commenti by Disqus