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Phantom Doctrine

Recensione - Phantom Doctrine

CreativeForge Games prova a reinterpretare la formula di XCOM portandoci ai tempi della guerra fredda e sostituendo la lotta tra umani ed alieni con quella che, negli anni 80, veniva combattuta segretamente dalle maggiori agenzie di intelligence mondiali. Eccovi le nostre impressioni su Phantom Doctrine.

Il Gioco

Sono gli anni '80, ed un'agenzia segreta chiamata Cabala - diretta dalla CIA o dal KGB, la scelta è nostra ad inizio gioco - è impegnata nel combattere una cospirazione internazionale e corporativa scoperta dopo una casuale missione di ispezione ad un presunto impianto per la sperimentazione di armi atomiche in Libano. Il nostro scopo è guidare, nei panni di un agente che creeremo ad inizio gioco, l'agenzia in questa lotta gestendone tutte le operazioni, facendo crescere la nostra rete di agenti e guidandoli sul campo di missione in missione.

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A tale scopo Phantom Doctrine si divide basilarmente in due parti intrecciate e costantemente alternate tra loro: una più gestionale, durante la quale dovremo prenderci cura della nostra base operativa espandendola, studiando la produzione di nuove armi, curando e facendo crescere i nostri agenti e tenendo d'occhio tutte le attività internazionali dalla nostra sala di controllo, e una di "azione sul campo", dove muoviamo i nostri agenti con visuale isometrica e gestione a turni. Se quanto appena descritto vi ricorda qualcosa, avete ragione: l'intelaiatura di gioco che alterna momenti gestionali ad azione a turni è infatti identica a quella dei titoli della serie XCOM, ai quali i polacchi CreativeForge si sono evidentemente ispirati. Analizzando più a fondo il gioco, però, ci si accorge che non siamo in presenza di un semplice clone in salsa spy-story del titolo di Firaxis, ma di qualcosa dal sapore piuttosto diverso.

Iniziamo dalla parte gestionale. Quando non siamo in missione possiamo spostarci tra le schermate di gestione dei diversi reparti della nostra base operativa: la caserma, per reclutare e addestrare gli agenti, l'infermeria, per curare quelli feriti in missione, la zecca, per falsificare denaro così da aumentare le finanze della base, e l'officina, per produrre nuova attrezzatura della quale abbiamo ottenuto i progetti (es. granate, giubbotti antiproiettile, silenziatori, ecc). Tutte queste attività richiedono l'allocazione sia di denaro che di agenti, i quali rimarranno così indisponibili per le missioni finché non avranno completato il compito assegnato. Ma le aree di gran lunga più importanti sono due: l'area Analisi e la mappa operativa.

MP Video - Phantom Doctrine

La prima è dove dovremo analizzare tutti i documenti recuperati nel corso delle missioni oppure ottenuti dai nostri informatori: questi sono divisi in singoli dossier che contengono una serie di foto, ritagli di giornale, comunicazioni intercettate e così via. Tutti questi elementi vanno messi sul classico "muro delle indagini" che abbiamo visto in tanti film di detective, e dovremo individuare le parole chiave presenti nei vari documenti così che appaiano come etichette degli stessi. Dobbiamo poi collegare con il classico filo di lana tutti i documenti che hanno le stesse etichette, finché la rete di collegamenti non ci porta al risultato finale della nostra analisi; questo non è sempre possibile al primo tentativo, perché spesso mancano documenti che andranno aggiunti facendo missioni. Alla fine però avremo sufficiente documentazione per scoprire l'oggetto delle nostre indagini.

Nella mappa operativa/tattica ci viene presentata invece una vista dell'intero globo con la possibilità di far avanzare o bloccare il tempo: man mano che il tempo avanza, nelle varie città di tutto il mondo vengono segnalate delle attività sospette alle quali dovremo allocare degli agenti per investigare, attività anche questa che avverrà automaticamente col passare del tempo (gli agenti richiederanno tot ore per spostarsi dalla loro location corrente alla nuova, più il tempo necessario per l'indagine), dopo di che potremmo effettivamente individuare una minaccia di qualche tipo. Ad esempio un agente nemico che sta cercando di individuare la nostra base, oppure un'operazione nemica di qualche tipo o anche un evento legato alla storia principale del gioco. Una volta individuate queste minacce, è ora di entrare in azione: in alcuni casi possiamo inviare degli agenti in avanscoperta per cercare di bloccare la minaccia sul nascere, cosa che si svolgerà in automatico purché abbiamo degli agenti pronti ad arrivare sul posto prima che la finestra temporale di "primo intervento" svanisca. Se questo non è possibile, allora si passa alla fase di ricognizione sul campo, che richiederà anch'essa l'invio di agenti e si svolgerà in automatico, ed infine allo svolgimento della missione vera e propria, dove dovremo selezionare gli agenti da inviare ed equipaggiarli (in una schermata che, anche in questo caso, ricorda molto quella pre-missione di XCOM). Altro fattore importante e da tener sempre presente sulla mappa tattica è l'indicatore di "Pericolo": questo indica quanto gli agenti nemici si stanno avvicinando a scoprire la nostra base, e si riempie più o meno velocemente a seconda di quanto siamo riusciti a frenare le loro operazioni. Quando l'indicatore è vicino al riempimento, dobbiamo spostare la base operativa in un'altra città così da far perdere le nostre tracce, cosa che richiederà un forte esborso monetario; è bene quindi non essere troppo spendaccioni e tenere sempre un buon gruzzolo di diverse migliaia di dollari disponibile per questa evenienza. Avere buone scorte monetarie serve anche per non farci scappare i nostri agenti migliori: capita infatti a volte che ricevano offerte di lavoro da agenzie di mercenari, e se non riusciremo a superare l'offerta li perderemo per sempre, dopo che magari li abbiamo fatti crescere con molta cura.

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Una volta avviata una missione sul campo, ci si accorge del fatto che questo sia un titolo molto diverso da quello di Firaxis; sì, perché gli agenti segreti in genere non gradiscono molto gli scontri aperti ma preferiscono il travestimento ed il sotterfugio, e Phantom Doctrine cerca di riflettere proprio questo aspetto. Ogni location teatro delle missioni include sia aree "pubbliche", dove ognuno si può muovere liberamente, che aree "private" nelle quali saremo degli intrusi e quindi ci basterà essere visti per far scattare l'allarme. Inoltre oltre ai nemici non è infrequente la presenza di civili intenti nelle loro attività. Prendiamo l'esempio di un ospedale nel quale gli agenti segreti stanno cercando di salvare una loro importante risorsa in condizioni critiche: potremo muovere i nostri agenti, di turno in turno e con visuale isometrica, in tutte le aree pubbliche dell'ospedale senza destare sospetti, ma se entreremo nelle sale operatorie e negli altri locali medici dove i civili non possono entrare, basterà che un infermiere ci noti per far scattare l'allarme. Lo svolgimento delle missioni richiede quindi di muoversi con accortezza per non essere scoperti, facendo fuori i nemici silenziosamente utilizzando l'assalto diretto in corpo a corpo (fattibile però solo se il nostro agente ha più salute dell'avversario) o magari armi silenziate (che però potranno essere usate solo da agenti con un'apposita specializzazione e solo se disponiamo di silenziatori, reperibili sul campo o costruibili se troviamo il progetto), senza farci scoprire da nessuno. Inoltre in alcune missioni è possibile camuffare (ad esempio da chirurgo, nell'ospedale) uno dei nostri agenti prima dell'avvio della missione in modo che possa circolare senza destare sospetti anche nelle aree private.

Phantom Doctrine ci offre quindi una variante stealth del gameplay a turni di XCOM, dove dobbiamo stare sempre molto attenti a come ci muoviamo ed a chi possa vederci; questo non significa però che non ci siano sparatorie, anche perché talvolta è un'opzione inevitabile. In questo caso il gameplay diventa molto più "classico", ma con molte opzioni: oltre alle normali possibilità di copertura, sparo, lancio di granate e overwatch (per coprire un'area sparando a chiunque si muova), troviamo anche opzioni interessanti come il colpo singolo alla testa, che ha minori probabilità di colpire ma, se riesce, uccide all'istante il nemico, oppure anche il lancio di fumogeni che ci rende praticamente invisibili ai nemici mentre possiamo continuare a sparargli (attenzione però a non tirarli sui nemici, altrimenti saranno loro a scomparire alla nostra vista). Molto bella anche la possibilità di fare irruzione in una stanza facendo fuori istantaneamente tutti quelli all'interno, anche se sono in modalità overwatch: basta sistemare i nostri agenti, non visti, fuori alle porte dell'area e poi attivare appunto la modalità irruzione, marcando il nemico che andrà ucciso da ogni singolo agente. Avviando l'azione tutti gli agenti irromperanno nell'area sparando ai loro obiettivi. Questo è però fattibile solo quando sappiamo chiaramente quanti nemici ci sono nell'area, magari grazie a delle finestre dalle quali sbirciare all'interno; se una stanza è completamente chiusa e senza finestre, non sapremo chi c'è dentro finché non avremo aperto la porta, azione che potrebbe rivelare la nostra presenza.

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Ogni missione può durare dalla mezz'ora ad oltre un'ora, a seconda anche della complessità dello scenario o anche di quanto vi incaponiate nel farla in maniera "perfetta" senza far scattare allarmi o evitando danni ai vostri agenti e ricaricando i salvataggi in caso di errori, e nel corso della storia ce ne sono diverse decine, portandoci così tranquillamente ad una quarantina d'ore di gioco. E' presente inoltre una modalità multiplayer per sfidare un altro giocatore in match singoli all'interno di uno scenario, ma dovrete necessariamente procurarvi un amico interessato perché il matchmaking online appare deserto. A chi ha poca dimestichezza con l'inglese, infine, farà piacere sapere che tutti i testi sono tradotti in italiano.

Amore

Stealth in salsa XCOM

- Il pregio maggiore di Phantom Doctrine è quello di essere riuscito ad applicare delle logiche maggiormente stealth ad un modello di gameplay che è stato in genere usato sempre per combattimenti più aperti, che comunque sono presenti anche qui. Muovere con precisione le proprie pedine, abbattere i nemici silenziosamente e portare a compimento una missione senza far scattare allarmi dà molte soddisfazioni agli amanti del gioco più ragionato e tattico.

Ambientazioni suggestive

- Ottima la realizzazione degli ambienti di gioco, che seppur nella scala ridotta data dalla visuale isometrica si presentano ricche di dettagli e di elementi suggestivi. Phantom Doctrine è un gioco non solo coinvolgente da giocare, ma anche bello da vedere.

Gestione della base

- Molto ben strutturata anche la gestione della base e di tutte le risorse all suo interno, con la possibilità di ottenere (ma anche perdere, se non siamo accorti) nuovi agenti, addestrarli, potenziare la base e produrre nuovi accessori da usare sul campo, così come risulta interessante (anche se talvolta fin troppo meccanico) collegare tutti gli indizi nella schermata di Analisi. Ma il risultato migliore lo si è ottenuto sulla mappa operativa, dove dovremo fare del nostro meglio per distribuire gli agenti tra tutte le location della mappa in modo che siano pronti ad intervenire nelle città vicine senza richiedere viaggi di molte ore, rischiando quindi di perdere l'opportunità, e dove dovremo cercare di gestire al meglio tutte le minacce che si presenteranno. Ci si sente davvero come il capo di un'agenzia segreta, che oltre ad occuparsi dei suo agenti deve anche tenere costantemente sotto controllo l'intero scenario internazionale.

Controlli funzionali e immediati

- In giochi di questo tipo la funzionalità dei controlli è sempre una preoccupazione, visto che spesso sono pensati principalmente per mouse e tastiera. Fortunatamente qui va tutto liscio anche con il controller: è possibile spostare gli agenti e selezionarne le azioni con poche pressioni dei pulsanti e tutto è molto chiaro. L'unica cosa in più che mi sarebbe piaciuto avere è uno "zoom out" dell'area di gioco per potervi dare uno sguardo d'insieme invece che doverla scorrere tutta alla ricerca della posizione degli obiettivi di missione.

Odio

Storia poco coinvolgente

- La storia di Phantom Doctrine potrebbe essere anche interessante, con i vari intrighi e sorprese che presenta, ma il problema è il modo in cui è narrata, ossia principalmente tramite i documenti che analizziamo e le note descrittive delle varie missioni, oltre che a qualche sporadica comunicazione radio con altri agenti. Non risulta molto coinvolgente, e si va avanti solo per il gusto di fare nuove missioni piuttosto che per sapere davvero cosa stia succedendo. Non che in XCOM fosse diverso, visto che la storia si limitava generalmente a "siamo invasi, dobbiamo difenderci", ma qui il setting della Guerra Fredda poteva permettere un maggior focus sulla narrazione.

Agenti con superpoteri

- Gli agenti nemici sembrano talvolta essere fin troppo sensibili alla nostra presenza: ci vedono a decine di metri di distanza, spesso anche quando siamo dietro porte o muri, tanto che più di una volta mi è capitato di chiedermi come fosse scattato l'allarme quando pensavo di avere tutti gli agenti ben nascosti. E, quando ci vedono, sono in grado di colpirci anche dietro i muri, indipendentemente dalla loro arma, anche se magari ci fanno poco danno. Questo è sicuramente un aspetto che gli sviluppatori dovrebbero cercare rifinire con future patch.

Attività nemica

- Il turno del nemico, durante il quale tutti gli agenti avversari fanno le loro mosse, risulta spesso fin troppo lungo, lasciandoci lì ad osservare una progress bar che si muove lentamente. Mi rifiuto di credere che la simulazione delle mosse nemiche richieda tutto questo tempo, probabilmente quindi il gioco non fa altro che riprodurre in real-time le loro azioni e spostamenti anche se non li possiamo vedere. Un pulsante di velocizzazione di questa fase sarebbe stato preziosissimo.

Qualche traduzione approssimativa

- I testi di Phantom Doctrine sono generalmente ben tradotti in italiano, ma di tanto in tanto se ne trovano alcuni che sembrano tradotti con Google Translator. Si poteva fare più attenzione da questo punto di vista.

Tiriamo le somme

Phantom Doctrine è un ottimo "XCOM-like" che aggiunge alle meccaniche gestionali e d'azione rese note dalla serie di Firaxis un'affascinante ambientazione spionistica ed un gameplay loop maggiormente basato sullo stealth, che rende il tutto ancor più ragionato e tattico. Non manca qualche problema, soprattutto nel bilanciamento delle capacità nemiche, ma se amate questo genere di giochi è sicuramente un titolo che vale la pena provare e che vi terrà impegnati per diverse decine d'ore.
7.8

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, inizia nel 2002 un'avventura da insider nel mondo dei videogiochi partendo con la concorrenza ma maturando sempre più interesse per il mondo Playstation. Nel 2013 decide finalmente di aprire MondoPlay, con l'obiettivo di farlo diventare il sito di riferimento per tutti gli amanti italiani della console Sony.

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