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Call of Duty: Modern Warfare
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Recensione - Call of Duty: Modern Warfare

A 12 anni dallo storico CoD 4: Modern Warfare, che proiettò serie negli scenari bellici dei giorni nostri ed oltre, Infinity Ward torna a quelle atmosfere con Call of Duty: Modern Warfare, presentandolo come un reboot della saga che ci vede tornare a vestire i panni del capitano Price e vivere una nuova versione del comparto multiplayer. Scopriamo insieme se l'operazione è riuscita.

Il Gioco

Dopo un lungo percorso d'evoluzione e revisione della serie, Infinity Ward guarda al 2007, data d'uscita del primissimo e rivoluzionario Modern Warfare, per questo Call of Duty: Modern Warfare che, partendo da eventi antecedenti a quelli del titolo originale, vuole rappresentare una sorta di "soft reboot" per una saga che aveva ormai letteralmente raggiunto le stelle con l'episodio Infinite Warfare, così da ripartire dall'inizio della storia. Lo studio californiano fa quindi finalmente ciò che una fetta consistente del pubblico chiedeva a gran voce, riproponendoci peraltro anche la componente Campagna in singolo che avevamo perso con il Black Ops 4 dell'anno scorso ad opera di Treyarch. Si torna quindi alla suddivisione ormai standard delle tre "modalità pilastro" dei Call of Duty: la Campagna single player, una corposa componente multiplayer (vero fulcro del gioco per milioni di appassionati) e una componente cooperativa basata su orde di nemici IA, stavolta basata sul ritorno delle missioni Operazioni Speciali dopo 5 anni di soli zombi. Prima di buttarci sull'analisi di queste modalità accenniamo ad un'altra novità: dopo anni e anni di riciclo (con i dovuti miglioramenti, s'intende) del motore originale della serie, lo studio introduce stavolta un engine grafico completamente nuovo, pensato per gli hardware di prossima generazione che che anche sulle nostre console si difende più che bene con modelli estremamente curati, animazioni fluidissime ed effetti speciali hollywoodiani che rendono tantissime parti della campagna realistiche quasi quanto un film di guerra.

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Iniziamo quindi con la campagna, nella quale l'approccio è chiaro: far vivere ai giocatori la sensazione di trovarsi la guerra sulla porta di casa, dovendosi sbarazzare dei nemici con meno perdite e danni possibile e con tutta la tensione data dai pericoli che possono arrivare da ogni direzione. Solo parte della campagna è ambientata infatti nei classici "deserti di guerra", in questo caso nella fittizia regione dell'Urzikstan dove seguiamo un'invasione armata delle forze russe, con un gruppo di ribelli locali che viene supportata in maniera ufficiosa dalle forze americane. Ci spostiamo poi ad occidente, nei paesi della NATO coinvolti quando un tentativo delle forze USA di requisire dei pericolosi gas viene intercettato da dei terroristi, che da lì a poco sferrano un letale attacco tra le strade di Londra, un vero massacro. In questo scenario seguiamo le vicende del capitano Price (che qui troviamo più giovane rispetto alla trilogia originale) e di un team nuovo di zecca, che in missioni sotto copertura in giro per il mondo cercheranno di sbrogliare un'intricatissima situazione con l'aiuto dei ribelli locali.

MP Video - Call of Duty: Modern Warfare

Una trama piuttosto lineare, ma non si tratta comunque di una campagna realmente paragonabile a quanto visto negli altri episodi della saga. Scordatevi (se non in occasioni sporadiche e verso la fine del gioco) campi di battaglia enormi con centinaia di nemici, missioni di guerra costante con esplosioni e scene da film d'azione continui. Call of Duty: Modern Warfare punta a un approccio decisamente più intimo, più teso, dove si vivono tante situazioni di guerriglia urbana. Raid notturni dove mettere er altro in campo le nuove opzioni di mobilità del giocatore come lo sbirciare da dietro le coperture o l'apertura lenta delle porte con il mirino puntato; ,missioni stealth dove liberare ostaggi senza far scattare allarmi; sequenze su veicoli o altre dove bisogna usare il fucile da cecchino dalla lunga distanza. Ma le fasi in cui il nuovo titolo di Infinity Ward eccelle sono quelle dove l'azione senza sosta viene sostituita da una tensione palpabile, dove qualunque scintilla potrebbe far scattare il finimondo e dove ogni mossa è da ponderare al meglio. Senza entrare troppo in territorio spoiler, posso citare una missione eccezionale a metà gioco circa dove bisogna estrarre un personaggio scomodo dall'ambasciata dell'Urzikstan, con i terroristi che assediano il posto da una parte, una protesta poco civile a creare problemi dall'altra, e la mole di diplomatici all'interno dell'edificio che devono essere tenuti al sicuro in mezzo a questo caos. Ho scelto di menzionare questa missione perché è una delle più rappresentative di quanto Modern Warfare punti questa volta a circondare il giocatore anche di bersagli civili, per fargli considerare quali perdite vale la pena affrontare per il bene maggiore e quando sia possibile fidarsi di quelli che sembrano civili ma che potrebbero benissimo non esserlo. Pochi inseguimenti in macchina, aerei che cadono o altra azione "esagerata": questa volta la guerra è più umana, più vera, più cruda.

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Attraverso 14 missioni ambientate in giro per il mondo, il gioco ci vede affrontare numerosi tipi di situazioni. Degne di nota sono quelle legate a flashback in cui seguiamo il passato tortuoso della leader dei ribelli dell'Urzikstan, Farah Karim, andando indietro fino alla sua infanzia segnata da un forte trauma. Il modo in cui il gioco riesce anche in questi casi a rappresentare i drammi e il lato umano della guerra è davvero ammirevole, così come stupisce la cura per i dettagli che contraddistingue queste fasi. Notevole infatti come l'età più bassa della ragazza in queste fasi determini anche il suo controllo dell'arma, con rinculo, tempi di ricarica e precisione decisamente abbassati. Potremmo dire che la Campagna del gioco si caratterizza dall'esecuzione magistrale di una trama semplice, offrendoci una rappresentazione cruda, dolorosa e ad alta tensione della guerra moderna. A tale scopo il gioco rimuove quasi del tutto anche segreti ed easter egg, tornando inoltre a percorsi più lineari rispetto agli ultimi capitoli della saga. Per il tipo di narrativa e tensione su cui hanno puntato i ragazzi di Infinity Ward, il gioco non darebbe infatti il meglio se il giocatore se la prendesse con calma ad esplorare angoli sperduti. E' una scelta che limita la rigiocabilità di una trama già non lunghissima (parliamo delle classiche 5-6 ore), ma che crea un'esperienza molto più focalizzata e bilanciata.

Il passo successivo alla Campagna in singolo è quello della modalità cooperativa Operazioni Speciali, che in locale (fino a 2 giocatori) e online (fino a 4) ci permette di affrontare missioni top secret ad alto tasso di adrenalina contro orde di soldati IA sempre più equipaggiati e letali. A differenza della storia, però, questa modalità sembra realizzata in fretta e furia, con poca cura per i dettagli ed asset che sembrano quasi nati per altri utilizzi; troviamo infatti una gigantesca mappa con strade, edifici e punti di interesse basati su mappe storiche della saga, divisa in aree accessibili a seconda delle missioni, che sembra palesemente creata per una qualche modalità Battle Royale non ancora rilasciata (ma si rumoreggia che arriverà ad inizio 2020 in modalità F2P). Qui le missioni presentano obiettivi piuttosto semplici come l'uccisione di determinati nemici o la conquista di alcune aree, il tutto mentre affrontiamo orde di soldati IA sempre più forti, che vanno dai soldati semplici fino ai temibili Juggernaut o altri che utilizzano carri armati ed elicotteri, fino a completare gli obiettivi per poi essere estratti da un elicottero per terminare la missione. Se non che, ad oggi, raggiungere questo obiettivo è praticamente impossibile: i nemici respawnano di continuo anche a pochi metri dai giocatori o addirittura alle loro spalle, e grazie al time-to-kill bassissimo che accompagna ogni modalità del gioco, restare in piedi è un'impresa disperata vista anche la scarsità delle coperture in giro per la mappa. L'unica strategia che funziona al momento, ma solo in alcune aree, pare quella di nascondere un giocatore in un punto irraggiungibile all'IA, perché se qualcuno resta in vita anche i compagni morti possono rientrare dopo circa un minuto di attesa. Insomma, una modalità decisamente sorprendente ma in negativo, che al momento offre pochi motivi per essere giocata e che necessiterà di diversi aggiornamenti per diventare degna di attenzione.

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Passiamo quindi al multiplayer, che quest'anno ha subito più di una rivoluzione soprattutto per quel che riguarda le modalità di gioco, che fanno l'occhiolino sia a giochi di guerra su grande scala come Battlefield che a titoli che prediligono le lotte due contro due. Ovviamente troviamo anche il multiplayer "classico", dove due squadre di 5 o 6 giocatori si affrontano in mappe medio-piccole nelle classiche modalità che ormai ci aspettiamo tutti dalla saga come il Deathmatch a Squadre, Cerca e Distruggi ma anche lo spassoso Attacco Hacker che ricalca le regole del CeD tranne che per il fatto che i compagni possono essere rianimati, creando così dinamiche di ingaggio molto più variegate con un 1v4 che può tranquillamente diventare 4v2 se il giocatore rimasto è bravo ad aggirare i nemici. Ed il gameplay è volutamente molto più simile al primo Modern Warfare dell'ormai lontano 2007 rispetto a capitoli più recenti della serie; in primis notiamo mappe con una struttura molto più organica e disorganizzata che meglio rappresenta le strutture del mondo reale piuttosto di puntare all'ormai quasi stancante formula a 3 corsie che Treyarch continua ad utilizzare. Si nota soprattutto la presenza di più edifici a più piani, pieni di porte apribili e chiudibili a piacimento e finestre che offrono visuali piuttosto ampie sul campo di battaglia. Poche sono infatti le coperture nelle zone aperte, con tanti punti di interesse che offrono visibilità su una fetta consistente del livello invece di limitare la visuale ad aree ristrette. Sicuramente è un tipo di design che ha pro e contro: da una parte c'è una varietà strutturale più ampia, dall'altra questa filosofia crea tante possibilità aggiuntive per i camper e aumenta a dismisura il rischio di morire senza via di scampo per chi si espone regolarmente con uno stile di gioco aggressivo. Può però aver senso andare verso uno stile di gioco più ragionato e stealth, seguendo lo stile della campagna del titolo.

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Ma sono le modifiche alle meccaniche che stravolgono il modo di giocare in Call of Duty: Modern Warfare. Velocità di movimento ridotta, tempi di mira allungati, la già citata possibilità di agganciarsi alle coperture per sbirciare più al sicuro e ottenere una mira più precisa a discapito della mobilità, mappe con tanta verticalità e dove lo scavalcamento degli ostacoli risulta molto più immediato rispetto a prima. Da tutto questo e da livelli di salute molto più bassi rispetto ai classici CoD ne deriva uno stile di gioco più fluido ma anche più lento e ragionato, amplificato dall'impressionante volume sonoro dei passi che rivelano rapidamente la nostra posizione ai nemici circostanti e dal ritorno delle letali claymore, mine antiuomo pressoché inevitabili che esplodono immediatamente quando qualcuno ci si avvicina troppo. Di contro questo sta portando, almeno per ora, ad un influsso impressionante di camper, anche perché sono tornate le ricompense uccisione invece di quelle per i punti, con diverse ricompense ottenibili con sole 4-5 uccisioni in serie che ci regalano spesso altrettante uccisioni "gratis" se ben indirizzate. I rimedi contro queste ricompense non sono così tanti quest'anno, portando quindi ancor di più i giocatori a nascondersi dentro gli edifici contro gli attacchi dall'alto.

Naturalmente troviamo anche la possibilità di personalizzare le proprie classi. Via il sistema Pick 10, si torna al sistema inventato nel 2007 da Infinity Ward stessa nel primo Modern Warfare, dove ogni slot ha un utilizzo specifico e vanno occupato per forza partendo dall'arma principale fino ad arrivare alle granate e ai perk. Tra questi si sottolinea la presenza di ritorni eccellenti come Fantasma, che ci nasconde ai radar degli aerei spia, o un perk inedito che ricarica automaticamente ogni 30 secondi granate, claymore, flashbang o qualunque altro equipaggiamento in possesso del giocatore. La chicca però è l'Armeria, dove è possibile creare migliaia di combinazioni letali per personalizzare al meglio qualunque arma, cambiandone anche drasticamente l'utilizzo. E' ad esempio possibile prendere un fucile d'assalto qualunque ed aggiungerci caricatori pesanti e piedini da LMG, di fatto cambiandone lo scopo, o trasformare un fucile da cecchino a lunga distanza in una specie di DMR con cadenza di fuoco elevata ma difficilmente utilizzabile oltre qualche decina di metri. Non manca anche una corposa personalizzazione cosmetica con skin, adesivi e ciondoli applicabili alle armi, a cui si aggiunge anche la possibilità in separata sede di sbloccare e sfoggiare skin e orologi, tutti però con uno stile molto moderno e realistico, senza farsi prendere dalla mania delle skin colorate e fantascientifiche degli ultimi episodi.

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Il multiplayer classico si va ad arricchire anche di diverse variazioni sul tema che portano elementi mai visti nella saga. Una su tutte la presenza di mappe grandi che prevedono squadre 10 contro 10 nelle modalità come Deathmatch e Dominio, con la presenza di piccoli veicoli per spostarsi più rapidamente e ampi edifici da conquistare. Personalmente non mi sembra che questa formula funzioni particolarmente perché il tipo di bilanciamento di Modern Warfare (bassa vita, focus sullo stealth e così via) non si sposa particolarmente con mappe dove si può camminare anche per un minuto prima di incontrare nemici; non è un caso che Infinity Ward sia stata costretta a spostare queste mappe grandi in playlist separate, mentre nei primi 2-3 giorni di vita del titolo facevano parte della rotazione standard. Altre modalità che sono state tolte dalla rotazione e sono è al momento assenti sono quelle in notturna, dove i giocatori devono quasi forzatamente usare il visore notturno e i mirini laser, che però vanno a rivelare la posizione di chi mira. Anche questa modalità ha trovato più critiche negative che positive, motivo per cui dopo pochissimo è stata letteralmente eliminata dalle opzioni di gioco, con gli sviluppatori che la reinseriranno in un secondo momento, probabilmente con qualche miglioramento.

Ci sono poi due modalità drasticamente differenti che stravolgono davvero il modo di vedere Call of Duty. Una di queste è Scontro, dove vengono accantonate tante caratteristiche classiche della saga per favorire un'esperienza di gioco bilanciata, frenetica, brutale e competitiva al massimo. Due squadre di due soldati ciascuna si sfidano in una serie di round in mappe piccolissime, dove tutti hanno le stesse armi che vengono cambiate a rotazione ogni due turni. Mappe minuscole senza grosse possibilità di nascondersi, niente ricompense uccisione, niente trucchetti: sono battaglie con un alto tasso di adrenalina dove vince il grilletto più veloce, con ben pochi fronzoli o scuse da accampare in caso di sconfitta. Qualora un round si prolungasse un po' troppo, viene generata una bandiera che consegna la vittoria a chi riesce ad appropriarsene. Un buon modo per forzare la mano ai giocatori in caso di stallo. In generale nelle numerose partite fatte in questa modalità, l'ho trovata una variante godibile ma non abbastanza variegata e tattica per risultare divertente sul lungo periodo.

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La seconda grande novità è la modalità Guerra Terrestre con le sue due (per ora) mappe: è praticamente la modalità Conquista di Battlefield ma con le meccaniche di Call of Duty. 5 obiettivi da conquistare (con una bomba atomica che chiude la partita se una squadra li occupa contemporaneamente tutti per 45 secondi) con respawn che possono avvenire anche sulle basi possedute o sui compagni di squadra, veicoli di ogni genere e così via - manca solo la distruttibilità ed è davvero Battle of Duty. O Call of Field. Qualcosa del genere, insomma. Bizzarra però la scelta di non alterare minimamente le regole della formula di gioco, con un TTK bassissimo, la presenza delle ricompense uccisione, l'impossibilità di eliminare coperture nemiche e così via che creano un mix molto strano. Una modalità che vuole che i giocatori si spingano verso obiettivi nemici con molta intensità ma che li rende estremamente vulnerabili grazie al livello di salute bassissimo e allo spam inevitabile di ben 32 avversari che chiamano elicotteri d'assalto, missili predator e UAV perenni. Un'idea intrigante, ma anche qui urge qualche miglioramento per risultare un must per gli amanti della saga.

Insomma, i contenuti non mancano di certo e vedremo come se la caverà poi Infinity Ward con il supporto post-lancio. Al momento non ci sono neanche microtransazioni (con gli sviluppatori che promettono di rilasciare tutte le mappe gratuitamente e di non introdurre meccaniche loot-box), mentre diverse novità come il cross-play tra tutti i sistemi e il supporto mouse e tastiera sono già delle novità più che benvenute. Presente ovviamente anche la localizzazione completa in italiano del titolo, seppur non esente da qualche piccolo errore come ad esempio una parte dove i personaggi avrebbero dovuto parlare in arabo con sottotitoli in italiano ma anche le loro voci erano nella nostra lingua, o il filmato di apertura della modalità Operazioni Speciali che ha sottotitoli mantenuti in inglese. Nulla di grave comunque, si tratta come sempre di una traduzione più che egregia.

Amore

Un nuovo e incredibile motore grafico

- Per tanti anni gli episodi di Call of Duty hanno presentato un importante compromesso: l'utilizzo di un motore grafico vecchiotto, che non produceva una grafica al passo dei tempi ma che però faceva girare il tutto a 60 frame al secondo stabili, anche nei momenti di maggior caos. Ora Call of Duty: Modern Warfare si presenta con un motore grafico nuovo di zecca, e i compromessi non si notano più: alcune parti della Campagna sono davvero vicine al fotorealismo (soprattutto le fasi notturne, dove si può risparmiare su tanti dettagli nascosti dall'oscurità), rimanendo però fedeli ai 60 frame al secondo. Assieme ad animazioni più curate che mai ed un comparto audio eccezionale che sfrutta al meglio anche gli impianti Atmos, per la prima volta da tanto tempo fatico a trovare un lato tecnico dove Call of Duty pecchi visibilmente rispetto ai rivali.

Crossplay! Mouse e tastiera!

- Da quando giochi come Minecraft, Rocket League e Fortnite hanno aperto le porte al crossplay tra piattaforme permettendo a giocatori Xbox, PlayStation e PC di giocare tra loro, ci si chiedeva quale sarebbe stato il primo gioco tripla-A "classico" a cedere alle richieste del pubblico. E questo onore è toccato a Call of Duty: Modern Warfare, che permette ai giocatori di raggrupparsi, socializzare e giocare insieme indipendentemente dall'hardware utilizzato. Similmente a quanto avviene su Fortnite, il matchmaking avviene raggruppando gli utenti in base al tipo di comandi, separando così in teoria chi gioca con mouse e tastiera dagli utenti controller (anche se questa separazione non sembra funzionare del tutto al momento). E per la prima volta nella storia della saga è anche possibile usare mouse e tastiera su console, aprendo così le porte a un sistema di gioco forse meno comodo per chi si stravacca sul divano per giocare, ma sicuramente molto più reattivo e preciso.

La tensione della guerriglia urbana

- Una cosa che la Campagna di quest'anno riesce a fare davvero bene è regalare momenti di tensione pura. Ci sono ancora occasionali sequenze esplosive ed adrenaliniche da film di Michael Bay, ma a farla da padrone stavolta sono le missioni stealth al buio, dove eseguiamo raid all'interno di piccole abitazioni, corridoi stretti e campi sorvegliati da nemici. Con il TTK basso che si fa sentire anche nella campagna bisogna sfruttare al meglio silenziatore, visore notturno e la possibilità di agganciarsi alle coperture per mirare mentre siamo al riparo, trasformando l'esperienza di gioco a qualcosa di più simile a un mix di Splinter Cell, SWAT e Gears Of War che al solito corri e spara a cui ci ha abituato Call of Duty, salvo un paio di missioni verso la fine del titolo che sono obiettivamente una gran "caciara". Nulla di più elettrizzante che camminare con estrema cautela dentro case piene di terroristi ignari, aprendo piano piano le porte e sparando ai nemici prima che prendano coscienza di cosa sta succedendo, facendo attenzione a non ferire nella fretta eventuali innocenti. A mio avviso ci troviamo di fronte ad una delle campagne più riuscite dell'intera saga, con un tipo d'approccio che vedrei volentieri anche in altri giochi della serie.

Fin dove vi spingerete?

- E sempre a proposito di Campagna, Call of Duty: Modern Warfare riesce a dar vita a situazioni molto delicate, che fanno riflettere. In più momenti dobbiamo infatti scegliere fin dove spingerci per il bene superiore. E' giusto mettere in pericolo pochi civili per il bene di molti? E' lecito ricorrere alla tortura psicologica per evitare catastrofi? Quali conseguenze avrà un proiettile sparato senza cautela in un luogo abitato? Troviamo diverse scene di grande impatto, e per la prima volta da diversi anni Call of Duty non sembra solamente una sparatoria continua offrendo anche situazioni in cui bisogna pensare se sia moralmente accettabile sparare o meno. L'esecuzione del tutto rimane abbastanza leggera e Hollywoodiana, ma apprezzo che Infinity Ward abbia voluto far riflettere un attimo sulle conseguenze di avere il grilletto facile.

Sistema di movimento migliorato

- Archiviati forse una volta per tutte i movimenti che da Advanced Warfare hanno a più riprese modificato drasticamente la giocabilità della saga, Infinity Ward ha ben pensato di rivoluzionare comunque il sistema di movimenti della serie. Una novità fondamentale è la possibilità di agganciarsi a pressoché qualunque copertura verticale o orizzontale per sparare con meno rinculo da fermi, sacrificando ovviamente la mobilità ma guadagnandone in precisione, riducendo peraltro la percentuale del corpo che viene esposta al fuoco nemico rispetto al classico accovacciamento dietro all'ostacolo. Questo permette anche di sbirciare con arma girata di 45 gradi (come in Rainbow Six: Siege) dietro gli angoli, elemento che cambia radicalmente le strategie di gioco. Degna di nota anche la possibilità di ricaricare l'arma con il mirino ancora puntato, il doppio sprint che permette una corsa ancora più veloce schiacciando per due volte lo stick sinistro, ma anche la possibilità di scavalcare più rapidamente gli ostacoli o di usare la pistola sulla scala a pioli. Call of Duty: Modern Warfare ha movimenti estremamente piacevoli da usare, ed è apprezzabile quanto gli sviluppatori siano riusciti a migliorare la formula pur senza ricorrere a doppi salti, corse sul muro o altri elementi poco realistici.

Fluidità totale (o quasi)

- I movimenti aggiornati del titolo funzionano egregiamente anche da un punto di vista visivo, perché tutto ciò che facciamo risulta estremamente fluido. Le animazioni sono più curate e realistiche che mai, con il rinculo delle armi, la loro ricarica o il loro cambio che avviene in maniera più convincente rispetto ai capitoli passati. Naturalmente non può mancare anche la stabilità generale del titolo, che in pressoché qualunque fase di gioco mantiene 60 frame al secondo stabilissimi nonostante la grafica notevole. Solo durante la campagna ho incontrato qualche rallentamento sporadico, ma la fluidità storica del multiplayer per fortuna non è rimasta invariata nemmeno quest'anno, confermando per un altro anno Call of Duty come uno degli sparatutto più soddisfacenti dal punto di vista di meccaniche e fluidità.

La guerra è cosa seria

- Personalmente ho apprezzato molto la svolta futuristica e fantascientifica della saga di Activision, ma anche così era difficile non ammettere che gli ultimi Call of Duty si sono allontanati parecchio dall'aspetto che dovrebbe avere una guerra. Mappe coloratissime, skin di omini di marzapane e di zombi, armi laser, nemici che esplodono in coriandoli, armi che cambiano colore durante l'uso... sembrava ormai essere diventato uno spettacolo pirotecnico più che una guerra. Call of Duty: Modern Warfare ritorna alla serietà della guerra, con skin che si limitano ai look urbani, tecnologici e ai camuffamenti che effettivamente usano i soldati. Anche le armi possono essere colorate e personalizzate, ma almeno per il momento senza presentare colorazioni o design esagerati che hanno poco a che fare con il fatto che sono strumenti che seminano morte e distruzione. Anche le mappe sembrano uscire da dei veri e propri campi di battaglia, anche se per contro si trovano tantissime aree un po' simili tra loro con edifici distrutti e macerie a decorare sterili zone deserte.

Odio

Storia semplice e lineare

- Ho lodato diversi elementi della campagna di Call of Duty: Modern Warfare, dalla realizzazione tecnica alla straordinaria suspense di certe scene. Ci sono però aree in cui questa modalità rende meno, una su tutte la trama che, pur affrontando tematiche importanti, riesce a cadere nei soliti cliché dei film e videogiochi di guerra: Stati Uniti che aiutano i ribelli giusti, i russi e i terroristi che sono i cattivoni indiscutibili, con uno svolgimento che offre davvero pochi colpi di scena. Anche la struttura "intima" delle missioni, che sicuramente è un elemento positivo, porta in realtà con sé missioni molto lineari, confinate a corridoi strettissimi senza strade alternative o particolari motivi per esplorare oltre al percorso battuto. Una campagna molto ben fatta, ma la struttura limitante ne diminuisce sicuramente la rigiocabilità.

Operazioni Speciali deludente

- L'anno scorso Black Ops 4 si presentò senza Campagna, ma in compenso c'era la curatissima modalità battle royale Blackout. Infinity Ward quest'anno non propone una modalità zombi come terza modalità oltre a Campagna e multiplayer, ma ritorna all'apprezzatissima modalità Operazioni Speciali dei primi tre Modern Warfare usciti nella scorsa generazione. La realizzazione è però al limite del ridicolo, risultando in una delle modalità meno curate e più sbilanciate della storia della saga. Le aree di gioco sono spoglie e poco dettagliate, i nemici spawnano a pochi metri dai giocatori e non offrono nessuna particolare sfida se non per via del numero elevato e il livello di salute basso, la varietà è inesistente e la difficoltà è folle, con le missioni completabili praticamente solo perché l'IA ridicola permette a un giocatore di nascondersi in qualche punto irraggiungibile, fungendo così da punto di respawn infinito ai compagni. E' una modalità banale, sbilanciata, palesemente riciclata e francamente per niente divertente. A questo punto sarebbe stato meglio avere qualche mappa multiplayer in più invece di questa bizzarra modalità che del mitico Operazioni Speciali ha praticamente solo il nome.

Camper Tommy

- Il problema dei "camper" (i giocatori che invece di seguire gli obiettivi e muoversi da un punto all'altro preferiscono nascondersi in un punto difficilmente visibile agli altri per attacchi dalla distanza) non è una novità in Call of Duty, ma gli episodi passati avevano praticamente eliminato il problema. Movimenti avanzati e veloci, TTK alto, design di mappe che prevedevano pochi nascondigli, Fantasma che non funzionava quando si era fermi, l'eliminazione graduale delle trappole come le claymore o le mine antiuomo nonché la presenza di numerosi strumenti per disattivare eventuali trappole e rivelare chi si nascondeva dietro l'angolo. Dite addio a tutto questo: Call of Duty: Modern Warfare è probabilmente l'episodio della serie, almeno nell'ultimo decennio, dove viene maggiormente ricompensato il gioco passivo, sterile, passato a nascondersi in angoli bui. I passi fanno un rumore esagerato (annullabile dal perk Silenzio di tomba, che però è attivabile solo per pochi secondi) facendo scoprire chi cerca di avvicinarsi ad un camper, le trappole sono piazzabili quasi senza limiti, TTK bassissimo, dozzine di aree in cui nascondersi, la modalità mirino che ci mette più tempo ad attivarsi e velocità di movimento diminuite. Tutto questo crea un bilanciamento che sembra voler premiare i giocatori che stanno immobili a guardare uno-due passaggi col mirino in fuori, sparando appena c'è movimento. Non viene infatti data chance a chi invece vorrebbe giocare aggressivamente, perché vince quasi per forza il "camper" per via di una serie di scelte di design scellerate. E gli effetti si vedono subito sulle partite: la stramaggioranza delle partite deathmatch a squadre finisce al limite di tempo invece che a punti, perché la quantità di uccisioni al minuto si è ridotta drasticamente.

12 anni di evoluzione spazzati via

- Forse vi farà sentire vecchi realizzare che il primo Modern Warfare uscì ormai 12 anni fa. Tanti episodi da allora sono stati controversi, con le deviazioni futuristiche, la presenza degli zombi o le campagne psichedeliche come quella di Black Ops 3 che non sono state apprezzate da tutti. In compenso ci sono tante migliorie apportate da Treyarch, Sledgehammer ed Infinity Ward stessa che hanno migliorato la formula, soprattutto per quel che riguarda il multiplayer: mappe bilanciate, ricompense punti invece di uccisioni per favorire anche il gioco per obiettivi, sistemi anti-camper come Fantasma che funziona solo se si è in movimento o trappole che stanano chi si nasconde, la modalità Cinema, ricompense uccisione/punti più bilanciate, spawn che si invertono per evitare trappole, TTK più alto per permettere di reagire al fuoco nemico e non morire subito, il sistema Pick 10 che permetteva la creazione di classi molto creative e così via. Tutto questo è stato eliminato: Call of Duty: Modern Warfare ignora oltre un decennio di accorgimenti e miglioramenti alla formula di Call of Duty, offrendo un'esperienza piena zeppa di elementi sbilanciati superati da tempo. Incomprensibile considerando che Infinity Ward stessa ha risolto tanti di questi problemi tra Modern Warfare 3, Ghosts e Infinite Warfare. Il ritorno alle origini è cosa gradita, capisco chi ha ignorato le battaglie irrealistiche degli episodi fantascientifici della saga, ma la volontà di tornare a ciò che ha reso storici i primi Modern Warfare ha fatto in modo che problemi risolti da un decennio siano tornati di prepotenza a far parte della quotidianità di Call of Duty.

Novità poco convincenti

- Ero speranzoso nei confronti delle modalità nuove di zecca del titolo, come le sfide 2 contro 2 o le guerre stile Battlefield con ben 64 giocatori in lotta in gigantesche mappe. Purtroppo però queste novità non funzionano granché. Le mappe notturne dove si deve usare costantemente il visore sono state rimosse perché la community non si stava divertendo affatto, quelle medio-grandi del team deathmatch dove si giocava 10v10 sono state spostate in una playlist a parte perché non piacevano granché, mentre Guerra Terrestre ha enormi problemi di bilanciamento che favoriscono, anche qui, il gioco passivo. Sparatoria infine si svolge in mappe a dir poco banali, tra cui una ambientata all'interno di docce che non sono altro che tre stranze rettangolari identiche collegate tra di loro con un paio di colonne in mezzo. In pratica Modern Warfare riesce a risultare abbastanza bilanciato e divertente (ma con i problemi già citati) solo nelle classiche modalità 5v5 o 6v6, soprattutto in quelle tattiche come Cerca e Distruggi e Attacco hacker, ma ci sono solo 4-5 mappe pensate per questo tipo di esperienza, abbassando così la varietà della rotazione di scenari di battaglia. Altro problema emblematico è il fatto che i personaggi fanno automaticamente degli annunci ad alta voce di quello che si trovano davanti, che siano nemici, obiettivi o altro. Questo esiste in altri sparatutto come Apex Legends, ma con una differenza: in Modern Warfare questi annunci vengono sentiti anche dai nemici, rivelando così la nostra posizione. Ci ritroviamo quindi in una guerra che vuole essere realistica, dove però se un soldato ha davanti 3 nemici girati di spalle non li uccide e basta, urla prima ad alta voce di aver trovato degli avversari, nella speranza che venga scoperto prima di sparare. Ancor peggio quando il personaggio urla a squarciagola "Sto ricaricando!", giusto per avvisare l'avversario che è il momento per colpire. Come diavolo è possibile che problemi così goffi ed evidenti siano arrivati al prodotto finito da uno sviluppatore così esperto ed abile con i titoli multiplayer?

Qualche bug di troppo

- Come già accadde con il lancio un po' difficile di Black Ops 4 l'anno scorso, anche il nuovo Modern Warfare soffre di qualche problema di funzionamento e bug al lancio. Errori di caricamento, qualche calo di framerate o freeze nella campagna ed altri problemi. Ho ricevuto errori per quattro volte consecutive quando cercavo di avviare una partita Operazioni Speciali, ho visto alcuni filmati andare a un frame-rate stranamente basso che faceva anche perdere il sincronismo tra immagini e suoni, ma il problema più fastidioso per me è stato quello che riguarda la gestione del supporto mouse e tastiera. A parte l'impossibilità di modificare il campo visivo come su PC, questo sistema di controllo non è stato affatto pensato per funzionare al meglio su console, con scatti molto evidenti e fastidiosi quando si usa la visuale col mouse.

Dove sono finite le modalità multiplayer?

- Ricordo lo stupore quando qualche giocatore riuscì a leggere i nomi delle modalità di gioco nei file della versione PC, scoprendo così che Modern Warfare avrebbe avuto dozzine di modalità di gioco, con classici come Deathmatch a squadre e Dominio, varianti come Uccisione confermata e Gioco delle armi e così via. Purtroppo però al momento il gioco offre solo 5 di queste, e particolarmente sconcertante è l'assenza della modalità Uccisione confermata, visto che nella beta di qualche settimana fa c'era ed era perfettamente funzionante. Probabilmente Infinity Ward si sta tenendo queste modalità per rilasci post-lancio, ma al momento l'offerta non è ricchissima.

Tiriamo le somme

Call of Duty: Modern Warfare è un prodotto che alterna momenti incredibili ad altri quasi imbarazzanti per una saga così rinomata e longeva e uno sviluppatore così esperto. La Campagna, pur senza offrire una trama particolarmente originale, stupisce per i livelli di tensione alle stelle ed un grande realismo soprattutto nelle fasi di raid notturni e nei flashback. Anche il resto avrebbe potuto funzionare egregiamente, perché gli elementi c'erano tutti: una grafica nettamente migliorata, un sistema di movimento finalmente è al passo coi tempi, nuove modalità innovative e finalmente il ritorno alla guerra "seria". Ma la modalità Operazioni Speciali sembra solamente un prototipo deludente messo lì senza troppa convinzione e dedizione, mentre soprattutto il multiplayer manca di bilanciamento o logica alcuna, eliminando tante meccaniche positive che la saga aveva introdotto in 12 anni, favorendo inspiegabilmente e a dismisura i camper, proponendo alcune delle mappe peggio disegnate della storia della saga, offrendo nuovamente ricompense uccisione esageratamente forti e così via. Alla base è sempre Call of Duty, con tanti pregi di meccanica e giocabilità che tanti altri sparatutto non hanno, ma personalmente non ho dubbi: a livello di multiplayer e cooperativa, si tratta del capitolo della saga più deludente di questa generazione, e il disastro è evitato soltanto grazie a una campagna memorabile e diversi miglioramenti tecnici. Eppure le premesse per un Call of Duty sensazionale a 360 gradi c'erano tutte. Peccato.
7.3

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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