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Recensione - MediEvil

Sony ha una gloriosa storia di titoli di successo alle spalle, e non le è quindi difficile trovare soggetti adatti a qualche "operazione nostaglia". E' il caso di MediEvil, uscito ben 21 anni fa ad opera di SCE Cambridge Studio ed ora "restaurato" per PS4 da Other Ocean Interactive: scopriamone insieme le qualità!

Il Gioco

Siamo nel Medioevo e la città di Gallowmere vive in serenità sotto la giustizia del Re Pellegrino, benevolo e generoso, il quale però non si rende conto che Zarok, suo mago di corte, stia progettando di conquistare le bellissime terre del regno. Il perfido stregone intende conquistare ogni angolo di queste lande servendosi di un esercito di non morti, mentre le truppe del Re Pellegrino, guidate dal prode Sir Daniel Fortesque, tentano di opporsi all'assalto di Zarok. Purtroppo, però, Sir Daniel cade in battaglia dopo pochi secondi anche se l’esercito di eroi riesce comunque a portare a casa la vittoria, donando al nostro protagonista la nomea di eroe delle terre di Gallowmere, seppur ingiustamente guadagnata. Ben cento anni dopo Zarok torna con il suo esercito di morti per riprovarci, ma questa volta col suo incantesimo resuscita anche Sir Daniel, il quale ha l’occasione di poter redimere il suo onore e sconfiggere per sempre il nemico del regno. MediEvil parte esattamente dalla cripta del nostro protagonista resuscitato, lanciandolo nella mischia tra zombi, zucche selvagge e demonietti astuti. Tutto questo non sarà però una novità se avevate una PlayStation una ventina d'anni fa: MediEvil è infatti un remake fedele dell'omonimo gioco uscito nel 1998, quindi in questa sede cercheremo di focalizzarci sulla qualità dell'operazione di remake ed anche su quanto il titolo riesca a reggere alla prova del tempo.

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Per prima cosa chiariamo che ci troviamo in presenza di un remake fedele in tutto e per tutto, grafica a parte, all'originale: gli sviluppatori di Other Ocean hanno ridisegnato completamente scenari, personaggi, texture, luci e tutto ciò che ne deriva, mentre tutto il resto è rimasto invariato al netto di piccoli aspetti di gameplay o nuove aggiunte. Le atmosfere del gioco sono rimaste intatte, godibilissime grazie anche ad un lavoro artistico originale eccellente, che ci permette di visitare svariati luoghi tutti differenziati tra loro, passando per cimiteri e sotterranei fino a manicomi, labirinti e fattorie inquietanti. Inoltre la colonna sonora, davvero ben fatta, accompagna tutto il cammino dell’eroe differenziando perfettamente gli stili a seconda dei livelli proposti. Stessa cosa possiamo dire a proposito dei nemici, tutti differenti tra loro e mai ripescati da altri livelli, tranne che quando è necessario per motivi narrativi. Insomma, non troviamo zombi nelle fattorie, così come non ci sono mummie nei manicomi o nei labirinti. Un’altra qualità già presente nell’originale ma che ad oggi si dimostra perfettamente in linea con i tempi moderni è la scalabilità della difficoltà e delle varie armi che si possono trovare recuperando i calici nei livelli. Man mano che progrediamo i nemici diventano sempre più letali, tanto da risultare anche particolarmente difficili in certi frangenti, ma recuperando armi migliori e sfruttando al meglio gli scudi si riesce a riequilibrare le cose. Per tenere sotto controllo la difficoltà di gioco siamo costretti quindi a completare i livelli al 100%, così da non perderci armi più potenti o bottigliette di vita che ci daranno maggiori possibilità di sopravvivenza. Ogni volta che recuperiamo il calice in un livello siamo automaticamente teletrasportati nella Sala degli Eroi, dove alcuni nostri vecchi amici ci doneranno armi, tesori e bottigliette della vita.

MP Video - MediEvil

La durata del gioco è basata tutta sul modo di approcciarsi ai livelli proposti e da quanto si esplora per recuperare tutto il recuperabile di ogni livello, ma orientativamente ci si assesta sulle otto/dieci ore per la campagna principale, fatta di 20 livelli più alcuni extra come i calici e le armi. Una novità di tutto rispetto inserita con quest’opera di rifacimento sono le anime smarrite, che ci chiedono di ricompletare il gioco dall’inizio rispondendo a vari indovinelli proposti. Trovare tutte le anime, oltre a sbloccare l’ambito trofeo PlayStation 4, sblocca anche la possibilità di giocare al titolo originale, in italiano, nel menu principale. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, MediEvil sfrutta i 4K su PS4 Pro mentre va in FullHD su PS4 standard, con un frame-rate sbloccato che oscilla tra i 60 e i 40 fps in alcune situazioni molto critiche. Non è perfettamente stabile, ma non rende l’esperienza ingiocabile.

Amore

Atmosfere

- Dopo i primi video mostrati, avevo non pochi dubbi sul lavoro tecnico svolto sul gioco. Sembrava molto scadente e che non richiamava le atmosfere del passato, ma gli ultimi video e poi il gioco completo mi hanno fatto ricredere. La qualità visiva non è paragonabile ad alcuni giochi usciti in questa generazione, ma MediEvil ha, ancora oggi, stile da vendere. Other Ocean è stata inoltre capace di fare piccolissimi cambiamenti migliorando ulteriormente il titolo originale. I colori utilizzati, così come lo stile, rappresentano sicuramente la parte più essenziale di questo titolo.

Operazione nostalgia

- Rivedere uno dei miei giochi preferiti dell’epoca PS1 mi ha fatto tornare bambino, e nonostante alcuni difetti o altre imperfezioni, questo tipo di remake mi ha veramente emozionato. È stato pressoché fondamentale giocare per me questo titolo, così come lo sarà per molti altri. Sony è stata molto intelligente a riproporre un titolo che oggi come in passato, non voleva essere così ambizioso, eppure riesce a catturare il giocatore grazie alle sue atmosfere uniche, un personaggio incredibilmente iconico e una struttura molto ben bilanciata. Inoltre il prezzo è giusto, non sparato al rialzo rispetto ad altre operazioni simili.

Tanti contenuti ed extra

- Nonostante non sia una novità dell’opera di rifacimento, MediEvil ancora oggi ha tanto da offrire: ci sono ben 20 livelli da portare a termine, un bestiario di circa 70 pagine da leggere, calici da trovare, circa 20 armi da possedere, qualche missione secondaria segreta, una storia apprezzabile e le nuove anime smarrite da cercare, oltre al gioco originale perfettamente giocabile. Insomma, ce n’è per tutti.

Odio

Gli anni passano, i difetti no

- Quando uscì nel 1998, MediEvil era uno dei primi titoli a sfruttare la terza dimensione e, se ai tempi la novità faceva chiudere gli occhi su tutta una serie di problematiche, oggi è diverso. Other Ocean Interactive ripropone inalterate le medesime meccaniche, che però ormai fanno sentire odore di stantio. Si tratta di una scelta abbastanza controversa, anche se comprensibile: è evidente il voler portare principalmente una modernizzazione visiva, ma si poteva lavorare anche su ulteriori fronti. Ad oggi MediEvil è un titolo che non offre fisica per gli impatti, una telecamera un bel po’ problematica e un tipo di puntamento troppo vecchio e mal calibrato. È inoltre difficile interagire con lo scenario proprio a causa della camera e dell’assenza della fisica. Altro lato negativo è l’obbligo per il giocatore a dover completare tutti i livelli al 100% per acquisire nuove armi e bottigliette della vita. Il motivo è semplice: senza upgrade delle armi, sconfiggere nemici dei livelli avanzati risulta davvero complicato.

Doppiaggio

- Anche se io sono uno che certe cose, soprattutto in questi ambiti, preferisce che rimangono così come sono, in MediEvil il doppiaggio è rimasto - purtroppo - lo stesso di vent’anni fa ad eccezione della narratrice (nell’originale era un uomo) che doppia anche la lettura dei libri che troviamo nel gioco. Sentire i personaggi parlare in napoletano, siciliano e romano fa uno strano effetto, così come vedere l’assenza di una qualsivoglia emozione in certi frangenti fa capire i grandi passi avanti che siamo riusciti a fare in questo aspetto. Certo, mi ha strappato una risata nostalgica, ma è ovvio che in termini di produzione l’assenza di un nuovo doppiaggio più consono sia una grave mancanza.

Tecnicamente vecchio

- Anche se il salto grafico è evidente rispetto all’originale, MediEvil non rappresenta comunque un’opera degna di questa generazione. Il lavoro fatto sembra essere basato su una PlayStation 3 a metà del suo ciclo di vita. Attenzione, non è di certo inguardabile anche grazie allo stile cartoonesco che il gioco presenta, ma già rispetto ai vari Spyro e Crash Bandicoot si vede una notevole arretratezza, per non parlare di quel capolavoro visivo che è stato Shadow of the Colossus nella sua opera di remake.

Dov’è il secondo capitolo?

- Di solito questi remake portano con sé tutti i capitoli usciti. Per Crash Bandicoot, Spyro ed anche per i remaster di Bioshock, Dead Rising e tanti altri è stato sempre così, ma non per MediEvil. Nonostante sia noto che MediEvil II è inferiore al primo, poteva tranquillamente essere inserito nella collection e portare il prezzo anche più su. All’epoca era molto carino giocare al secondo capitolo, magari oggi sarebbe stato meno interessante ma visto che l’opera di remake è basata principalmente sull’affetto dei fan che nutrono verso il franchise, sarebbe stato bello inserire anche il secondo capitolo e, perché no, anche quello uscito su PSP, come fu anche per la collection di Metal Gear Solid uscita nella scorsa generazione.

Tiriamo le somme

Non è facile dare un voto a questo tipo di gioco: da un lato ci sono le emozioni e la nostalgia che questo titolo rievoca, dall’altro ci sono delle controversie evidenti che fanno storcere un po’ troppo il naso. MediEvil è un titolo capace di divertire e tenere incollato il giocatore davanti allo schermo, soprattutto se si tratta di un fan dell’originale. Le emozioni scaturite sono veramente forti, soprattutto per chi come me è nato inizio anni ’90 e con questo gioco ci è cresciuto. D’altro canto, le stesse problematiche ad oggi presenti sono quasi ingiustificabili, come la telecamera che rende l’esperienza a volte tediosa. Per tutti i fan di MediEvil non posso che consigliarne l’acquisto, anche grazie al prezzo contenuto, mentre per tutti gli altri consiglio comunque di dare un’opportunità a questo classico del passato perché, nonostante i tanti difetti e le poche innovazioni apportate, ancora oggi rappresenta una pietra miliare del mondo videoludico.
7.0

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L'autore

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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