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Sword Art Online: Alicization Lycoris
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Recensione - Sword Art Online: Alicization LycorisPS4Game

Con l’arrivo della seconda parte dell’anime di Sword Art Online: Alicization ecco arrivare anche il (quasi) omonimo titolo di Bandai Namco Sword Art Online: Alicization Lycoris. Siamo quindi tornati nell’Underworld per seguire le vicende di Kirito, Eugeo e compagni: ecco la nostra recensione!

Il Gioco

Il successo di Sword Art Online non accenna minimamente a finire: la serie, nata dalle light novel di Reki Kawahara, continua a avere un enorme successo grazie anche alla serie animata e ai videogiochi realizzati da Bandai Namco. Proprio in questi giorni l’anime Sword Art Online: Alicization ha ripreso la regolare pubblicazione, e in contemporanea è arrivato puntualissimo anche l’adattamento videoludico. Sword Art Online: Alicization Lycoris arriva quindi sul mercato cavalcando l’hype per il ritorno dell’anime, fungendo tra l’altro da ottimo mezzo per un “ripasso” prima di continuare con la nuova saga War of Underworld: il gioco infatti copre il primo arco narrativo Alicization seguendo in maniera abbastanza fedele gli eventi, ma non si limita solo a questo.

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Non potendo attingere al materiale che sta andando in onda in questo periodo il finale, è stato infatti modificato così da poter proseguire la storia con una trama originale creata appositamente per il gioco. Nei panni di Kirito ci svegliamo quindi nell’Underworld, nuovo mondo virtuale di stampo medievale in cui anche i semplici NPC hanno una tecnologia talmente avanzata che gli permette di avere emozioni e reazioni quasi indistinguibili da un normale umano. Kirito inizialmente non ha ricordi di come sia finito nel gioco e non riesce ad uscirne, e decide quindi di adattarsi agli usi e costumi locali finché non riuscirà a trovare un modo per contattare il mondo esterno. Il nostro eroe incontra così Eugeo, un NPC tormentato dopo che la sua amica di infanzia Alice è stata portata via dai Cavalieri dell’Integrità per aver involontariamente infranto l’Indice dei Tabù. Kirito decide quindi di aiutare Eugeo nella ricerca della ragazza senza dimenticare comunque il suo scopo originale, innescando una serie di eventi che sconvolgeranno la natura stessa dell’Underworld man mano che si scoprono i suoi segreti.

MP Video - Sword Art Online: Alicization Lycoris

La storia “canonica” copre circa le prime 15 ore di gioco, ma è solo quando subentra la storia originale che il gioco esplode e mostra tutte le tue caratteristiche quasi trasformandosi in qualcosa di molto più grande e complesso.
La prima parte infatti è fin troppo lineare e concentrata sulla trama, tanto che spesso ci ritroveremo semplicemente a seguire una sequenza continua di filmati interrotti da qualche battaglia, e anche tutte le principali feature vengono a malapena accennate ma mai approfondite. La parte ispirata all’anime è abbastanza fedele, ma anche qui gli sviluppatori si sono presi qualche libertà non tanto con le modifiche quanto con l’aggiunta di materiale extra, come ad esempio Medina Ortinathos, personaggio creato appositamente per il gioco che viene “incastrato” nella storia canonica e che assume un ruolo centrale nella storia originale della seconda parte.

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Per quanto riguarda il gameplay Sword Art Online: Alicization Lycoris abbandona la struttura che imitava gli MMORPG per trasformarsi in un classico JRPG action, ma mantenendo comunque una buona impronta strategica. Menare fendenti a caso non sempre è la soluzione migliore, ma per riuscire a superare le battaglie più ardue bisogna imparare a padroneggiare le varie Arti di Spada e Arti Sacre, così come il tempismo per concatenarle al meglio e sfruttare anche i comandi degli altri membri del party. Prolungando al massimo le combo e sfruttando le varie debolezze è possibile far cadere i nemici nello stato di Pericolo per renderli momentaneamente inerti, ed è il momento migliore per dare sfogo alle Arti Finali o Attacchi di Coppia per infliggere ingenti danni. Le magie si dividono in 8 categorie e sono particolarmente utili per attaccare dalla distanza o applicare potenziamenti, e si rivelano una parte fondamentale nelle strategie più avanzate specialmente negli scontri con i boss più impegnativi.

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In qualsiasi momento è possibile impartire ordini agli altri membri del party oppure prenderne direttamente il controllo, e nel corso dell’avventura non saremo quindi legati unicamente a Kirito. Anzi, nella seconda parte come accennato il gioco quasi si trasforma completamente offrendoci anche la possibilità di cambiare aspetto e sesso di Kirito rendendolo di fatto un avatar completamente personalizzabile, e grazie ad un espediente narrativo vedremo anche diversi volti noti della serie arrivare in Underworld aumentando di molto il numero di personaggi con cui interagire o impersonare in battaglia. Sebbene non tutti i personaggi siano sempre disponibili il cast supera le decine di unità, e sempre nella seconda parte si possono anche iniziare delle relazioni amorose con ogni personaggio una volta guadagnata abbastanza affinità sia utilizzandoli in battaglia sia completando le relative missioni secondarie o dialoghi facoltativi.
La componente ruolistica viene espansa anche con la possibilità di craftare armi ed equipaggiamenti utilizzando i materiali raccolti esplorando il mondo di gioco, inoltre spendendo i Punti Azione si possono sbloccare diverse abilità attive e passive. Ogni personaggio può essere quindi sviluppato con uno specifico ruolo come attaccante, supporto o tank, ma nulla vieta di creare anche dei mix per variare ed avere più opzioni in battaglia.

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Se la parte legata all’anime dura circa 15 ore servono comunque decine di ore prima di arrivare ai titoli di coda, merito anche al multiplayer cooperativo che permette di entrare nel mondo di un amico per affrontare insieme le missioni.
Il comparto tecnico purtroppo non è tra i punti forti di Sword Art Online: Alicization Lycoris, anche se lo stile anime in cel shading e il character design dei personaggi riescono a mascherare in parte il gran numero di problemi presenti di cui parlerò nel dettaglio più avanti. Va tuttavia specificato che Bandai stessa ha già confermato di essere al lavoro su una patch per migliorare la situazione visto che i lavori di rifinitura sono stati rallentati a causa dell’emergenza Covid, ma non sapendo quando sarà disponibile e quanto saranno incisivi i miglioramenti non posso che basarmi su quanto visto per la mia valutazione. Ottimo invece il doppiaggio in giapponese (ovviamente con sottotitoli in italiano) e soprattutto la colonna sonora, che riesce ad enfatizzare bene i vari momenti come le fasi più rilassati e i combattimenti importanti.

Amore

SAO è sempre SAO

- Inutile girarci intorno, l’unico vero motivo per cui acquistare Sword Art Online: Alicization Lycoris è per i personaggi e la storia che conosciamo grazie all’anime. Girovagare per Underworld, incontrare e interagire con i protagonisti che amiamo è un’esperienza che ogni fan della saga dovrebbe provare. Il gioco è inoltre infarcito di fanservice e easter egg che gli appassionati più incalliti non faticheranno a cogliere.

Oltre la storia

- Sword Art Online: Alicization Lycoris riesce in un colpo solo ad accontentare sia chi vuole seguire le vicende dell’anime sia chi ha voglia di un’avventura alternativa. Se la prima parte ricalca in maniera abbastanza fedele gli eventi nella seconda la storia inventata dagli sviluppatori riesce comunque ad essere interessante e coinvolgente, e soprattutto la maggiore libertà ha permesso di mettere in scena il maggior numero di fanservice e situazioni che non sarebbero state possibili rimanendo nei binari della trama canonica.

Odio

Due anime troppo distinte

- Nel corso della recensione ho spesso utilizzato i termini “prima e seconda parte del gioco”, non a caso: si nota infatti una netta divisione dell’esperienza non solo per la trama, ma proprio per il gameplay in generale. Tutte le feature principali vengono infatti introdotte solo nella seconda parte, di fatto creando due esperienze completamente diverse e soprattutto troppo distanti tra loro. Per accedere al “vero” gioco dovrete infatti superare le 15 se non le 20 ore, un quantitativo notevole che potrebbe anche annoiare chi conosce già gli eventi e magari vorrebbe concentrarsi più sul gameplay. Personalmente poi ha avuto la costante sensazione di aver giocato a due giochi differenti, uno incentrato esclusivamente sulla trama con un ritmo incalzante che quasi non lasciava respiro e uno invece dove il gameplay si apre ma rallentando bruscamente la narrazione.

Comparto tecnico

- Sword Art Online: Alicization Lycoris non è di certo una gioia per gli occhi. Il gioco sembra uscito da una se non due generazioni fa, con texture slavate e in bassa risoluzione, pop-up continui, input lag dei comandi, muri invisibili nelle mappe, animazioni legnose e frame rate instabile rendono veramente difficile passare sopra a tutti questi difetti messi insieme. L’unica cosa che si salva è il design dei personaggi ma solo perché riprende quello dell’anime per cui era impossibile sbagliare… ma volendo fare i pignoli per qualche motivo le ambientazioni sono state create con uno stile quasi “realistico” che cozza terribilmente con lo stile in cel shading dei personaggi. Come già detto la situazione potrebbe migliorare nei prossimi giorni con l’arrivo delle varie patch, ma non è una giustificazione per il fatto che il gioco sia comunque arrivato nei negozi in queste condizioni.

Né carne, né pesce

- Se nella prima parte Sword Art Online: Alicization Lycoris sembra fin troppo lineare e guidato nella seconda il gioco esplode cercando di fare mille cose diverse aggiungendo in continuazione feature e meccaniche, ma senza eccellere in nulla. Il gioco sembra voler essere allo stesso tempo un JRPG classico ma anche un MMO, un action, un dating simulator e una visual novel, buttando tutto nel calderone ma senza una vera identità. Le idee di base sono anche buone e apprezzabili, ma la realizzazione è da rivedere.

Tiriamo le somme

Sword Art Online: Alicization Lycoris è un titolo che forse ha fatto il passo più lungo della gamba. Di base si tratta di un’esperienza JRPG anche abbastanza godibile e senza troppe pretese, ma che cade nella voglia di sperimentare troppe meccaniche diverse senza tuttavia renderle interessanti, il tutto poi afflitto da problemi tecnici fin troppo evidenti. La base tuttavia è buona, e la speranza è che con la nuova generazione di console si parta da questa per arrivare ad un titolo che possa rendere giustizia alla serie. I fan di SAO dovrebbero comunque dargli una possibilità, il fascino dell’universo narrativo e la gran quantità di fanservice possono comunque tenervi incollati davanti allo schermo facendovi chiudere un occhio su tutti i problemi.
6.5

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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