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Minoria

Recensione - MinoriaPS4 DigitalGame

Sequel spirituale della saga di Momodora, Minoria è un nuovo metroidvania bidimensionale che immerge i giocatori in una secolare lotta tra streghe. Vediamo insieme con quali risultati.

Il Gioco

Minoria si accontenta di una struttura narrativa classica per i videogame: la giovane protagonista, la suora Semilla che è anche una strega, si ritrova a dover affrontare l'ennesima battaglia in una guerra tra streghe che si protrae da generazioni, risparmiando così al giocatore la necessità di capirne al meglio le motivazioni e le dinamiche. Alla fine, anche noi deve interessare una sola cosa: ci sono demoni e streghe da abbattere a colpi di spada e magia.

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Alla base, Minoria è un metroidvania non particolarmente originale ed anche abbastanza basilare, ma non per questo non divertente. La struttura a scorrimento laterale prevede tendenzialmente zone dal design semplice, con percorsi dritti intervallati da occasionali sali-scendi verticali e qualche lieve sezione platform, nulla comunque a che vedere con i tostissimi segmenti di Ori o del recente Touhou Luna Nights. Si incontrano fin da subito cancelli chiusi che bloccano diversi percorsi nella labirintica mappa, con ogni serie di stanze che si completa trovando la chiave per aprire un'area aggiuntiva, spesso dopo aver battuto un boss.

MP Video - Minoria

Non corriamo troppo però con la struttura del gioco, perché ancora non abbiamo parlato dell'aspetto fondamentale del gioco: l'azione, i combattimenti. Pur affidandosi solo ad un paio di tasti per attaccare e schivare, le lotte contro i demoni e le streghe risultano divertenti e stilisticamente accattivanti grazie a mosse veloci ed acrobatiche, con ampi salti e spadate che disintegrano i nemici in un'esplosione di effetti speciali. Visivamente si tratta di una via di mezzo tra i combattimenti fuori dagli schemi di Bayonetta e la semplicità cromatica e stilistica di Prince of Persia, mixato però con un look da anime giapponese.

Il sistema di combattimento è abbastanza semplice, ma non si può dire lo stesso del livello di difficoltà. I nemici, che come di norma per i metroidvania si rigenerano ogni volta che si passa in un'area, sono solitamente meno letali da vicino, ma da lontano spesso lanciano bombe, fulmini e altri attacchi che possono atterrare la protagonista con 2-3 colpi al massimo, costringendo il giocatore a sbrigarsi con l'eliminazione dei nemici - o in alternativa, il loro aggiramento tramite la pratica schivata a un tasto.

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Man mano si sbloccano alcuni poteri aggiuntivi per aumentare la varietà delle battaglie, ma la limitata selezione degli scenari e dei nemici fa fatica a giustificare questi aggiornamenti. Per fortuna ogni sequenza si chiude con un boss o un miniboss dove serve mettere in pratica seriamente quanto appreso, perché la nostra salute è poca (anche se ci sono gli elisir per recuperarla), e questi cattivoni hanno numerosi assi nella loro manica.

Dopo 5-6 ore si arriva già ai titoli di coda, evitando che il titolo diventi troppo noioso e ripetitivo prima dei crediti finali. Può poi servire un'altra oretta o due per recuperare quanto mancato, non di più. In giro per il gioco ci sono una quarantina di monete, spendibili in appositi negozi per i potenziamenti che rendono il gioco più facile tramite boost alla salute massima o al mana, per esempio. Sono pochi altri i segreti a disposizione, anche se alcune chicche si sbloccano dopo aver completato la trama facilitando così l'esplorazione libera, come ad esempio il viaggio rapido tra un checkpoint e l'altro, che inspiegabilmente non è disponibile prima. Sottolino infine con piacere la presenza della lingua italiana che traduce egregiamente ogni testo del gioco.

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Amore

Anima di anime

- Pur tradendo indubbiamente un budget relativamente minuscolo nella varietà scenica e nella qualità di alcune animazioni, lo stile visivo di Minoria è davvero piacevole, con le giovani protagoniste suore/streghe che sono rappresentate in uno stile che fa l'occhiolino alle animazioni giapponesi ma con un look volutamente più stilizzato, con una palette di colori più limitata ma più accesa. I mondi di gioco tendono ad essere meno memorabili, anche se qualche area offre viste accattivanti. Look molto piacevole, tutto considerato.

Azione!

- Non è solo lo stile artistico che prende in prestito un paio di elementi dal Giappone, anche il gameplay a spesso sembra una versione a scorrimento laterale di giochi d'azione stilosi e adrenalinici come Devil May Cry. Pur non puntando a quel livello di complessità di comandi o di difficoltà di combattimento, le mosse acrobatiche della protagonista sono godibili e gli effetti speciali donano ancor più mordente ai colpi messi a segno, rendendo anche dei combattimenti da 1-2 tasti molto più affascinanti di quanto ci si potrebbe immaginare.

Odio

Componente metroidvania poco curata

- Gli esponenti migliori del genere metroidvania si distinguono per un'esplorazione organica in ambienti che si aprono sempre più, con il backtracking affrontato in maniera intelligente ed un'esperienza di gioco in costante evoluzione. Non è purtroppo il caso di Minoria, che sembra davvero il primo tentativo dello sviluppatore di affrontare questo affascinante genere. Un esito sorprendente, visto che la fortunata serie Momodora è stata realizzata dagli stessi autori ed è anch'essa un metroidvania decisamente più riuscito. Il viaggio rapido viene sbloccato tardissimo, le aree inizialmente inaccessibili non lo sono per via di qualche area momentaneamente impossibile da attraversare o di un puzzle impossibile da risolvere e non diventano accessibili ottenendo nuovi poteri, ma sempre a causa di generici cancelli visivamente indistinguibili per i quali dobbiamo trovare la relativa chiave, portandoci anche a dover ricontrollare più volte aree già viste e riviste per verificare cosa apra la chiave appena trovata.

Game design troppo semplice

- Minoria purtroppo pecca anche nella varietà del gameplay, con aree che fin troppo spesso si rivelano essere corridoi dritti bidimensionali con solo una manciata di nemici dall'IA banalissima da abbattere in sequenza. Man mano sblocchiamo poteri nuovi, ma nessuno di questi stravolge il gameplay come le opzioni di mobilità aggiuntive di Ori o le trasformazioni di Shantae. Anche esplorare nuovamente zone già visitate con questi poteri aggiuntivi spesso porta solo a monete extra da spendere nel negozio, non a segreti particolari. Insomma, è un metroidvania che può essere finito al 100% agevolmente in meno di 10 ore, ma il grosso del gameplay lo si è visto già nella prima ora di gioco.

Difficoltà mal bilanciata

- Minoria non è un titolo particolarmente difficile, ed a parte un paio di boss e aree dove spuntano dal nulla numerosi nemici da ogni direzione, non posso dire di aver mai faticato eccessivamente. Detto questo, il bilanciamento del livello di sfida lascia abbastanza perplessi. Sin dalle primissime aree troviamo nemici in abbondanza che possono ucciderci con soli due colpi: un attimo di distrazione e si viene spediti all'ultimo punto di salvataggio, che in molti casi si trova piuttosto lontano.

Tiriamo le somme

Minoria è un metroidvania stilisticamente piacevole che fa l'occhiolino a tanti classici del genere senza però arrivare alle stesse vette qualitative, di bilanciamento o di cura per i dettagli. Mondi scialbi, level design spesso confusionario, un bilanciamento incostante e poca inventiva nel gameplay rendono il titolo meritevole di attenzione forse solo per i fan più sfegatati di questo genere, che però proprio per questo avranno già visto dozzine di titoli migliori di questa idea di gioco.
6.5

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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Commenti

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