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Haven

Recensione - HavenPS4 DigitalGame

Dopo tre anni di sviluppo ed il già ottimo Furi alle spalle, i francesi The Game Bakers tornano su console e lo fanno con Haven, un gioco che punta nuovamente su un gameplay atipico e fuori dai classici schemi. Sarà riuscito a convincerci? Scopriamolo insieme!
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Il Gioco

Dopo aver presentato l’ottimo Furi miscelando action e narrativa in modo tutto nuovo puntando su un sistema boss-centrico, Emeric Thoa, CEO e Creative Director di The Game Bakers, ci presenta il suo nuovo Haven, titolo che cerca di riportare in chiave extra-galattica un amore sconfinato come quello di Romeo e Giulietta. Sì, perché in Haven impersoniamo una coppia di ragazzi innamorati, Kay e Yu, scappati da un mondo che non li accetta e da famiglie che vorrebbero per loro una vita già stabilità dall’impero. Come per Furi, il tema centrale della narrativa è la libertà; dove nel titolo precedente veniva raccontata tramite la sintesi e lo sviluppo artistico del game design, in Haven invece la storia è raccontata attraverso una narrativa più diretta ma comunque nascosta e dosata in piccole porzioni.

Kay e Yu scappano dal loro pianeta d'origine per rifugiarsi su Fonte, un pianeta intergalattico la cui superficie è solcata da numerosi flussi d'energia. Atterrati con la loro navicella, Il Nido, i due protagonisti vivono la loro vita fatta di piccole cose tra affetto e sentimento, nonostante siano in pericolo senza saperlo. Durante una raccolta di pommiele, tipico frutto di Fonte, i due si imbattono in una strana salamandra malvagia che cerca di attaccarli, ma che una volta liberata mostra la sua tenera natura. Si scopre quindi che la salamandra era infetta dalla Ruggine, una strana energia negativa che sta corrompendo sia il mondo di Fonte che la sua fauna. I due protagonisti decidono quindi di esplorare Fonte per saperne di più sulla storia del pianeta, comprendere da dove arriva questa Ruggine e cercare di contrastarla. Nel corso della storia verranno a galla delle informazioni importanti e anche qualche colpo di scena, arrivando perfino a mettere in discussione la morale dei due protagonisti e quella del loro pianeta d’origine.

MP Video - Haven

Ciò che maggiormente colpisce della natura di Haven è il modo di raccontare una storia: da un lato abbiamo gli intrighi di potere con imperi intergalattici che cercano di dominare l’universo, con un background classico che si rifà anche a Romeo e Giulietta, ma in modo decisamente più ampio. Su Verità c’era il Sensale, ossia un programma di inserimento che prevede l’accoppiamento di due partner già dalla tenera età, come una predisposizione naturale sia per l’economia che per l’equilibrio dell’impero. Se questo non viene rispettato, il Sensale dovrà obbligatoriamente “ricalibrare” la mente ribelle per fargli accettare la sua natura, una sorta di formattazione della materia grigia che prevede la reinstallazione degli obblighi cittadini. Kay e Yu, due giovani innamorati che però il Sensale non avrebbe mai accoppiato, scappano su Fonte a milioni di anni lumec dal loro pianeta. Il rapporto tra i due è il vero asso nella manica della narrativa di Haven, e si mostra in tutto il suo splendore, con un sentimento nato nel quotidiano e che si mostra come tale: Kay e Yu sono giovani e condividono tutto, dai videogiochi alla cucina, dalla passione fisica a quella ormonale. I due infatti si trovano spesso, dove aver pranzato o dopo aver dormito, a farsi effusioni naturali o a sostenersi nel modo più tenero e dolce possibile. La loro vita di coppia viene proiettata su schermo con una naturalezza e una simpatia che vi farà sorridere più volte.

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Passando al gameplay, dove forse le dinamiche non sono perfettamente coerenti con lo stile di gioco, impersoniamo entrambi i protagonisti sfruttando alcune tecnologie utili per combattere la Ruggine che sta corrompendo il pianeta. Al nostro servizio abbiamo degli stivali antigravitazionali che, percorrendo i flussi d'energia che solcano il pianeta, ci permettono di sfrecciare in velocità attraverso tutti gli ambienti, oltre a dei guanti ipersonici che ci permettono di sparare delle onde di energia che possono essere usatie sia in attacco che per difesa. Le meccaniche di gioco riprendono in uno stile più semplice e permissivo di combattimenti a turni, mettendo i due protagonisti dinanzi al nemico con dei menu utili per la strategia d’attacco. A nostra disposizione abbiamo “Impatto”, un attacco corpo a corpo, “Bomba”, un attacco con sfera d’energia dalla distanza, “Scudo” per difendersi e “Placa”, ossia eliminare la corruzione della Ruggine una volta che il nemico è stordito. A ciò si aggiungono anche il menu “Carica” che però arriverà in un secondo momento, che ci permette di utilizzare delle particolari capsule per la salute, e l’attacco Duo, che prevede che entrambi i protagonisti carichino lo stesso tipo di attacco (Impatto o Bomba) nello stesso momento, per fare maggiori danni. Si tratta di un sistema di combattimento che è l’esatto opposto di quello visto in Furi e forse per questo, ad alcuni, farà storcere il naso. Questo perché questo tipo di meccanica sfrutta entrambe le levette analogiche, una per personaggio, e inizialmente mostra il fianco ad una difficile padronanza degli schemi con una bassa velocità d'esecuzione. Nel tempo, con le varie aggiunte, oltre a migliorare il ritmo dei combattimenti si inizia a provare una certa soddisfazione quando ci saranno nemici vulnerabili a determinati attacchi, oltre ad usare le strategie di difesa con gli scudi: questi saranno importantissimi più avanti, perché l’utilizzo di uno scudo da parte di Kay o Yu difenderà non solo la propria incolumità, ma anche quella del partner.

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Per quanto concerne l’esplorazione, Fonte è un mondo ricco di luoghi e dall'antica storia. Esplorandono scopriamo tante interessanti sfumature dell’impero intergalattico, e le domande che ci faremo avranno risposta dopo un dato momento della storia principale. Il pianeta è ricco di fauna e vegetazione, possiamo incontrare creature davvero interessanti e simpatiche, purtroppo alcune corrotte dalla Ruggine. La vegetazione, altresì ricca, ci è utile per cucinare le diverse pietanze che aumenteranno sia la barra di rapporto/potenza dei due amanti che la loro salute. Kay è un abile cuoco e sfrutterà le diverse risorse per cucinare molti piatti differenti, alcuni più utili di altri. L’esplorazione quindi risulta essere essenziale, ma non solo per la raccolta di risorse e di liberazione dei nostri amici a quattro zampe, ma anche per alcune missioni secondarie che arricchiranno la narrativa, soprattutto quella personale tra i protagonisti. Sarà possibile recuperare oggetti vari come una Cochitarra (una chitarra conchiglia), un libro del Kamasutra, dei giochi di ruolo in scatola, dei giocattoli che ricordano l’infanzia, ma anche una serie di oggetti per abbellire e migliorare il Nido, la navicella in cui i due protagonisti vivono. Qui è possibile dormire, cucinare, mangiare e potenziarsi, oltre che vivere praticamente una vita di coppia, dove dei brevi ci mostrano le linee di dialogo tra i due in stile visual novel ed è possibile anche interagire riuscendo a potenziare la “determinazione” caratteriale, parametro che non possiamo controllare in nessun modo ma che risulterà fondamentale nel finale per determinare alcuni dialoghi. Tornare al Nido dopo un’intensa giornata è utile per ricaricare le energie e sfruttare il rapporto di coppia per potenziare i due protagonisti. Ad ogni brindisi di Siero di Pommiele, i due aumenteranno le proprie statistiche di abilità, che riguardano la potenza dei propri attacchi singoli e Duo, degli scudi e della salute massima.

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In termini grafici, Haven si dimostra essere un titolo dal forte impatto artistico; già dal filmato iniziale si può ammirare la direzione artistica che si rifà quasi ad un anime giapponese. Tra le ispirazioni artistiche del gioco troviamo il celebre JRPG Persona ma anche capolavori come Journey e Flower dai quali il titolo trae ispirazione per il mondo di gioco e alcune meccaniche di gameplay. Il gioco prevede un’ottimizzazione per le console next-gen con due modalità grafiche: la prima è quella Risoluzione, che prevede l’utilizzo di una risoluzione in 4K a 60fps e diversi miglioramenti grafici come le ombre e il FOV, ma anche un migliore ambient occlusion. L’altra è la modalità Performance, che abbassa la risoluzione e alcuni settaggi grafici e potenzia il frame-rate andando ad un solido 60 fps senza colli di bottiglia. La colonna sonora, ancora una volta nelle mani dell’incredibile Danger, artista e compositore di musica elettronica, presenta tracce splendidamente ritmate e perfettamente sincronizzate con il gameplay o il mondo di gioco. Altra nota di merito va ai doppiatori dei due protagonisti: Kay e Yu hanno una profonda qualità di doppiaggio (in inglese) che mostra una perfetta coerenza con ciò che avviene a schermo. Presenti anche i sottotitoli in italiano, che vano però selezionati dal menu opzioni perché al primo avvio il gioco si presenta completamente in inglese.

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Amore

Kay e Yu

- I due amanti sono il meglio dell’opera dei francesi The Game Bakers, nel modo più assoluto possibile. Si amano follemente e lo dimostrano con ogni linea di dialogo possibile, mostrando le debolezze di ognuno e il sostegno dell’altro. Potenziare inoltre le statistiche dei due comporterà una serie di miglioramenti negli attacchi Duo, contando quindi anche su una narrativa indiretta e relativa alle meccaniche di gioco.

Il Nido e l’esplorazione

- Durante il progresso nel gioco vi imbatterete in diverse sezioni del mondo che nascondono informazioni sul passato di Fonte: come mai il mondo è deserto? Perché le case sono vuote? Cos’è la Ruggine e perché si trova lì? Tutte domande che vi spingeranno ad esplorare maggiormente il pianeta e a scoprire nel dettaglio alcuni brevi ma interessanti fatti della storia intergalattica, fatta di intrighi e potere, oltre che ad imparare a conoscere meglio il passato dei due protagonisti, dei loro rispettivi partner, della loro infanzia e del rapporto con la scuola. A ciò si aggiunge la possibilità di ampliare e migliorare il Nido, con nuove tecnologie utili per i due. E' possibile impiantare un orticello da cui prendere le materie prime, sintetizzare ingiedienti per la creazione di cure e cucinare cibo per migliorare salute e rapporto.

Comparto artistico e OST

- Una delle cose che maggiormente ho apprezzato del gioco è il comparto tecnico e artistico del titolo. Haven sfoggia colori e orizzonti davvero mozzafiato e talvolta addirittura poetici. Rimarrete spesso fermi a godervi il panorama insieme alla vostra dolce metà, con un sottofondo musicale elettronico d’atmosfera che non stancherà mai ma che anzi vi martellerà nella testa e vi obbligherà a intonarne i motivetti. Ho giocato nella modalità risoluzione e vi consiglio, qualora siate felici possessori di una console next-gen, di usare proprio questa modalità: l’impatto visivo è egregio accompagnato da solo qualche lieve singhiozzo del frame-rate.

Durata

- Haven è un titolo molto interessante e pieno di segreti, con una narrativa atipica ma funzionale. La mia prova del gioco si è protratta per circa quindici ore arrivando a completare tutto il completabile. Si tratta di un gioco che quindi trova un equilibrio perfetto nella longevità, non essendo né troppo breve né troppo lungo, considerando che si pone nella fascia di prezzo intermedia e quindi con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Odio

Inizio molto lento

- Nonostante le ottime caratteristiche del titolo, una nota di demerito va al fatto che Haven parte lento, forse troppo e potrebbe stancare il giocatore prima che si appresti a comprendere la natura del gioco. Consiglio quindi a chi lo prova di resistere la prima oretta di gioco e provare a concepire al meglio la natura delle meccaniche, senza fermarsi alle prime fasi.

Sistema di combattimento poco coerente

- Fin dalle prime battute, Haven sembra un gioco veloce, dinamico e concentrato. Durante l’esplorazione sarete lì a sfrecciare avanti e indietro con una velocità incredibile, tra salti e acrobazie, per poi fermarvi improvvisamente durante il combattimento. L’utilizzo di una meccanica a turni ha quindi l'effetto di fermare il ritmo, soprattutto nella fase iniziale. Inoltre i fan di Furi, che a differenza di Haven aveva un’esplorazione limitatissima ma un sistema di combattimento estremamente frenetico, rimarranno delusi del non vedere un mix delle due cose. Non voglio criticarlo completamente per questo, anche perché più si prosegue e più diventa dinamico e funzionale, ma rimane comunque in una sfera confusa, sembrando poco coerente nel complesso.

Tiriamo le somme

L’esperienza con Haven è stata una gradita sorpresa, donandoci ulteriore fiducia nei confronti di The Game Bakers. Si tratta di un gioco ricco di potenziale e che getta le basi per un prodotto ancora migliore nel futuro dello studio. Haven è un gioco che pone l’amore e la libertà in prima fila, con una interessante contornistica di lore e una buona dose di gameplay. Ci sono ovviamente dei risvolti negativi, alcune debolezze nella produzione che derivano dalla natura indie dello studio, ma sono evidentissime anche le profonde ambizioni degli sviluppatori.
8.0

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L'autore

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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