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Outriders
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Recensione - OutridersPS5 PS4Game

In sviluppo da parecchi anni presso i talentuosi ragazzi di People Can Fly, Outriders è un particolare Looter Shooter in terza persona con forti elementi RPG prodotto da Square Enix. Prepariamoci a colonizzare lo splendido e misterioso pianeta Enoch nella nostra recensione.
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Il Gioco

La Terra è morta. Questo è il rassicurante incipit di Outriders, ed a distruggerla siamo stati proprio noi umani. Da questo drammatico evento parte l'affannosa ricerca di un nuovo pianeta da colonizzare, e la scelta cade sul rigoglioso Enoch, un mondo all'apparenza perfetto per ridare una casa al genere umano, ma che inevitabilmente nasconderà parecchi lati oscuri che ci porteranno ad una colonizzazione non certo scontata. Il gioco inizia con uno scarno editor che ci permette di creare il nostro personaggio; possiamo selezionare il sesso, uno tra i non molti - e nemmeno troppo piacevoli - volti, l'acconciatura e qualche dettaglio come trucco e cicatrici assortite, dopo di che siamo pronti a buttarci nella mischia. L'inizio di Outriders ha uno svolgimento piuttosto lento e, nella prima fase di gioco, si limita ad illustrarci le meccaniche di base, fatte di sparatorie in terza persona con la possibilità di sfruttare i ripari disseminati nel mondo di gioco, esattamente come fu nel lontano Gears of War Judgment, altro titolo dei polacchi People Can Fly.

MP Video - Outriders

Nel gioco facciamo parte degli Outriders, l'avanguardia di quel che rimane del genere umano. Il nostro compito è quello di sincerarci delle condizioni del pianeta alieno per poi dare il via alla colonizzazione vera e propria. Naturalmente le cose non saranno esattamente come da previsioni, e troviamo ad accoglierci una catastrofica tempesta magnetica capace di sterminare quasi tutti i membri della nostra spedizione. Ne veniamo inevitabilmente travolti anche noi stessi, ma sorprendentemente non ci ucciderà, lasciandoci in fin di vita ma con capacità decisamente inaspettate. Durante l'abbattersi della tempesta riusciamo a stento a raggiungere le capsule criogeniche nel disperato tentativo di guarire le nostre ferite, e veniamo quindi ibernati per risvegliarci solo trent'anni dopo, quando la situazione su Enoch è ormai precipitata nel peggiore dei modi, calandoci in un mondo in rovina, con la razza umana divisa, in guerra e dispersa su un pianeta diventato improvvisamente ostile e pericoloso. D'ora in poi non siamo più un normale umano ma bensì la Mutazione, e dovremo far luce sugli avvenimenti che hanno ridotto la razza umana allo stremo avvicinandola all'inevitabile estinzione.

La trama non è certamente il fiore all'occhiello di questa produzione, ma contribuisce a creare una discreta atmosfera grazie ai molti misteri che circondano il nostro arrivo e che andranno a dipanarsi nel corso della storia, ma anche svelati tramite i molti collezionabili che ci raccontano nel dettaglio tutto quello che è accaduto nei trent'anni del nostro sonno criogenico.

Conclusa questa fase iniziale, il gioco entra nel vivo facendoci scegliere una tra le quattro classi a nostra disposizione, aspetto che andrà ad influenzare profondamente il gameplay di Outriders. Possiamo scegliere se calarci nei panni del Tecnomante, perfetto per gli scontri a lunga distanza grazie ai suoi gadget tecnologici che ci aiuteranno durante gli scontri, mentre il Piromante fa largo uso dell'evocazione e del potere del fuoco per farsi largo negli scontri a media distanza; il Mistificatore è perfetto per attacchi a corta distanza mordi e fuggi grazie ai suoi poteri che gli permettono di manipolare lo spazio ed il tempo, ed infine il Distruttore rappresenta la classe "tank" del gioco, con una grandissima resistenza e capace di sfondare le linee nemiche grazie alla sua enorme potenza di fuoco. Ognuna di queste classi porta in dote poteri speciali che ben presto diventano uno degli aspetti più importanti del gioco. Questi attacchi vengono associati ai tasti dorsali del controller - sinistro, destro ed entrambi - e ne sblocchiamo di nuovi man mano che saliremo di livello, decidendo di volta in volta quali utilizzare.

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Uno degli aspetti principali di questi poteri, specialmente nelle prime fasi della nostra avventura, è che rappresentano l'unico modo per poter ripristinare i nostri punti vita, mettendoci quindi nella posizione di doverli utilizzare il più possibile, non appena sarà trascorso il canonico tempo di cool-down. Diventa quindi importante saperli sfruttare nel modo migliore, riuscendo al contempo ad eliminare i nostri nemici, ma anche a rigenerare la nostra salute ed i nostri scudi. Inutile dire che oltre alla loro indubbia utilità, gli attacchi speciali sono anche una vera e propria goduria da utilizzare. Nella mia partita ho selezionato il Mistificatore come personaggio principale, stuzzicato dalle sue capacità di manipolare lo spazio-tempo, e non me ne son pentito nemmeno per un istante. Utilizzare la speciale tecnica che vi permette di teletrasportarci direttamente alle spalle di un ignaro nemico, per poi paralizzarlo grazie ad una sfera capace di rallentare il tempo e finirlo con una terribile lama temporale, dà delle grandissime soddisfazioni, il tutto in un tripudio di effetti speciali con proiettili rallentati, nemici disgregati sino a vederne lo scheletro e così via: una vera gioia per gli occhi.

Questo contribuisce ad attenuare significativamente l'importanza della meccanica di copertura presente nel gioco: affidarsi unicamente alle coperture in Outriders porta solo ad un risultato: la morte prematura. Non solo perché le coperture possono essere distrutte, lasciandoci completamente allo scoperto, ma anche per via delle routine comportamentali dei nostri nemici: che siano umani ribelli, creature indigene di Enoch o altre fazioni di cui non voglio svelarvi nulla, ogni gruppo di nemici che affronteremo sarà sempre composto da avversari di vario genere. Oltre ai classici fucilieri o agli infallibili cecchini piazzati in lontananza, ci sono sempre gruppi di nemici che ci correranno incontro forti della loro agilità e dei loro colpi corpo a corpo, oppure i corazzati che si fanno scudo delle loro armature per non fermarsi di fronte a nulla. Tutti questi aspetti ci mettono nella condizione di sfruttare le coperture quando necessario, ma ci spingono nella direzione di combattimenti più dinamici, ricchi d'azione e che ben presto diverranno letteralmente frenetici.

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Outriders ci cala nei suoi particolari meccanismi di gioco un po' alla volta e, dopo aver assaggiato le varie classi ed i relativi poteri, entra in gioco un'altra delle sue peculiarità: la personalizzazione delle armi e le relative meccaniche di Looter Shooter. Come ogni gioco appartenente a questo genere, i nemici “droppano” ricompense che potranno essere armi o parti di equipaggiamento. Come da tradizione sono suddivise in categorie da quelle comuni passando per le rare, arrivando infine a quelle di classe Elite e Leggendario. Se nelle prime fasi di gioco abbiamo a che fare solo con armi arrugginite o comuni nel migliore dei casi, proseguendo nella storia e salendo di livello cominceremo a raccogliere armi rare, ed in questo frangente entra in scena un'altra caratteristica peculiare di Outriders: le Mod. Partendo come già detto dalle armi rare - quelle blu per intenderci – notiamo una Mod che va a modificare il comportamento dei nostri attacchi speciali, portando bonus di vario genere capaci ad esempio di infliggere più danni, effetti di stato o migliorare le capacità curative di quel determinato attacco. Ogni arma ha quindi una o due Mod predefinite, e ci basterà rottamarla per poi ritrovarci quelle stesse Mod nel nostro inventario, pronte per essere riutilizzate su altre armi o armature. Potremo quindi equipaggiare un set di Mod perfetto per potenziare il nostro stile di gioco, favorendo alcuni aspetti ad altri a seconda delle nostre intenzioni e dando una profondità davvero invidiabile a tutto ciò che concerne il nostro equipaggiamento. Anche le Mod sono suddivise per livelli, tre relativi alle Mod per le armi ed altri tre dedicati alle Mod per l'equipaggiamento. Nel primo caso le Mod di primo livello ci permetteranno di applicare svariati bonus ai nostri attacchi speciali, mentre salendo di livello andremo a modificare il comportamento stesso delle nostre armi tramite una serie di bonus che vanno dal classico aumento dei parametri di danno, a reazioni più elaborate come esplosioni che dilanieranno i corpi dei nostri nemici andando anche a ferire chiunque si trovi nei paraggi del malcapitato. Lo stesso succede con le Mod dedicate alla nostra armatura ed anche in questo caso potremo agire su un grande numero di effetti bonus tra cui scegliere. Come vi ho già detto sarà sufficiente smantellare gli oggetti per ottenere le relative Mod nel nostro inventario e se per le Mod di primo livello basterà smontare un'arma Rara, per ottenere le Mod di secondo livello dovremo smantellare oggetti Elite, mentre per le potenti Mod di terzo livello saremo costretti a smontare equipaggiamento Leggendario, cosa non certo semplice vista la loro rarità e la loro efficacia.

Potete quindi intuire che, grazie all'adozione di questo sistema di Mod, accoppiato alla solita sconfinata quantità di armi ed equipaggiamento di un Looter Shooter che si rispetti, il titolo di People Can Fly è in grado di offrire una profondità sorprendente. Ma questo non è tutto. Oltre alla possibilità di equipaggiare Mod di ogni genere, possiamo anche modificare le armi andando ad agire sulla loro variante, ossia il rateo di fuoco, sul miglioramento delle loro tre caratteristiche uniche ma anche nel farne salire la rarità sbloccando uno slot extra per le preziose Mod o più semplicemente il livello con tutti i vantaggi da esso ricavati.

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La struttura di gioco di Outriders si discosta dalla tipica formula offerta dai tanto detestati GaaS, sebbene mantenga un forte legame coi server come vedremo in seguito. Il gioco infatti si lascia affrontare tranquillamente in Single Player dall'inizio alla fine, rendendolo effettivamente un gioco fatto e finito, aperto comunque ad eventuali e future aggiunte tramite espansioni di vario genere, con inoltre la possibilità di affrontarlo in cooperativa fino a tre giocatori. La storia è lineare e ci permette di esplorare Enoch, suddividendolo nei più classici degli stage, ognuno in zone diverse del pianeta contraddistinte da diversi biomi, passando dai resti di città in rovina, attraverso foreste e paludi, fino alle lande deserte delle fasi finali della campagna. Il gioco è quindi suddiviso tra le missioni principali, accompagnato da un discreto numero di missioni secondarie e da attività di vario genere come la caccia alle bestie più feroci del pianeta alieno, od alle taglie poste sulla testa di alcuni criminali, arrivando infine alla ricerca di antichi cimeli che ci ricordano come era la nostra vita sulla Terra ormai distrutta.

Ognuna di queste attività ovviamente ci elargisce ricompense sotto forma di esperienza, armi di livello superiore e così via, il tutto dettato dal livello di difficoltà impostato, che può regolarsi autonomamente grazie al Livello del Mondo. Man mano che ci facciamo largo tra le numerosissime fila nemiche, infatti, il livello del Mondo sale attraverso i 15 livelli disponibili. L'aumento di livello del Mondo comporta la possibilità di ottenere ed equipaggiare armi di livello superiore al nostro, ma contemporaneamente anche il livello dei nemici subisce lo stesso incremento, mantenendo il tasso di sfida sempre piuttosto alto ed impegnativo. Come dicevo, il Livello del Mondo si adatta alle nostre prestazioni sul campo di battaglia: se riusciremo a farci largo senza mai morire il livello salirà a ritmi sostenuti, mettendoci sempre alla prova; se invece incontreremo difficoltà o continue morti premature, il Livello del Mondo si abbasserà cercando di aiutarci a superare le difficoltà incontrate. Abbiamo comunque la possibilità di disattivare la crescita automatica del tasso di difficoltà o anche di modificarlo a nostro piacimento, alzandolo o abbassandolo senza limitazioni a seconda delle difficoltà che troveremo affrontando un particolare punto di gioco o quel dannato Boss che proprio non riusciamo a sconfiggere. Mi è capitato nel corso del gioco di trovare alcuni punti che, personalmente, rappresentavano dei veri e propri picchi di difficoltà, per via di un nemico davvero coriaceo, o in zone in cui non era la forza degli avversari il problema principale ma il loro numero esagerato. Poter regolare la difficoltà è una cosa utile, ma ricordatevi sempre che abbassando il Livello del Mondo abbasserete inevitabilmente anche la qualità del Loot, penalizzando quindi l'esperienza complessiva.

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Uno dei punti che avvicina Outriders al concetto dei Game as a Service è indubbiamente rappresentato dalle attività riservate al cosiddetto Endgame. Dopo aver concluso la campagna - e per farlo ci vorranno circa 40 ore comprendendo anche le missioni secondarie – abbiamo la possibilità di affrontare le Spedizioni: queste sono collegate al finale del gioco, quindi cercherò di non svelare alcun dettaglio che vada a toccare parti della trama. Vi basti sapere che le Spedizioni altro non sono che particolari missioni di recupero di alcuni Pod orbitali con al loro interno un notevole numero di ricompense di altissimo livello. Ovviamente per recuperarle dovremo affrontare enormi orde di nemici in missioni che ci metteranno seriamente in difficoltà. Essendo missioni di alto livello e relative alla fase Endgame del gioco, è caldamente consigliato di affrontarle in compagnia di altri giocatori ormai giunti al Level Cap - in questo caso il Livello 30 – visto anche che le ricompense migliori le guadagneremo solo completando queste particolari missioni entro un tempo limite. Anche le Spedizioni offrono un livello di difficoltà crescente e, esattamente come il Livello del Mondo, abbiamo 15 livelli di difficoltà che ci metteranno seriamente alla prova. Ovviamente, anche in questo caso, a maggiori difficoltà corrispondono ricompense migliori, permettendoci di portare il nostro personaggio ed il suo equipaggiamento a livelli altissimi.

Amore

Combattimenti iper-frenetici

- I combattimenti in cui ci cala Outriders sono spesso qualcosa di indimenticabile. Grazie all'introduzione del Livello del Mondo, il tasso di sfida si mantiene alto per l'intero corso del gioco, rendendo i combattimenti qualcosa di furioso e frenetico nella stragrande maggioranza dei casi. A questo va aggiunto il particolare gameplay del gioco che, sebbene ci offra ripari da cui sparare stando per qualche istante al sicuro, ci mette nelle condizioni di prediligere scontri più dinamici e ricchi di azione. Mi è capitato davvero molte volte di affrontare questi combattimenti quasi in apnea, concentratissimo a devastare ogni minaccia che mi si parava dinnanzi, sfruttando le armi, le loro utilissime Mod ed i coreografici ed utilissimi attacchi speciali. Il tutto in un tripudio di esplosioni temporali, proiettili ed effetti speciali a profusione. Da questo punto di vista Outriders saprà regalarvi più di una soddisfazione.

Tantissimi contenuti

- La campagna, nel mio caso affrontata in giocatore singolo, ha una durata più che buona viste le oltre 40 ore di gioco necessarie per completarla nella sue interezza includendo anche le molte missioni secondarie e le attività sussidiarie disponibili. Potremo inoltre ripetere ogni singola missione e addirittura potremo decidere in autonomia in che punto della storia cominciare ogni partita, magari sfruttando un Livello del Mondo superiore nel tentativo di ottenere Loot di alto livello. Oltre a questo dobbiamo contare anche le particolari Spedizioni, anch'esse suddivise in livelli di difficoltà crescenti, che ci garantiranno ricompense sempre migliori. Outriders sfrutta magistralmente le sue meccaniche di Looter Shooter collegandole al livello di difficoltà, mettendoci sempre alla prova e sfruttando questo diabolico meccanismo le ore di gioco che ci offre saranno davvero moltissime. Oltre a questo i completisti potranno puntare al compimento dei molti Encomi che il gioco ci offre che altro non sono che sfide extra che ci chiedono di compiere, ad esempio, un certo numero di uccisioni con un determinato potere ottenendo ricompense extra che spaziano dalle modifiche per il blindato che ci accompagna attraverso Enoch, alle classiche Emote, fino a stendardi e disegni vari per personalizzare ulteriormente il nostro Outrider.

Personalizzazione delle armi

- Il sistema delle Mod introdotto da People Can Fly è qualcosa di assuefacente, crea dipendenza e, soprattutto, regala enormi soddisfazioni. Ci vorrà davvero poco per portarvi al punto di considerare maggiormente la Mod di un arma appena raccolta, piuttosto che la qualità dell’arma vera e propria. Questo perché un uso sapiente delle Mod può letteralmente trasformare ogni vostra arma o parte di equipaggiamento. In principio mi dedicavo al potenziamento degli attacchi speciali che prediligevo, per poi sbloccare Mod di livello superiore creando degli effetti davvero devastanti. Sfruttando per bene il mio Mistificatore sono riuscito ad ottenere un fucile d'assalto Leggendario con una Mod capace di ricaricarlo automaticamente semplicemente uccidendo un nemico con pochi colpi disponibili nel caricatore. Questo quindi mi garantiva un arma potenzialmente dai colpi infiniti e mi è bastato collegarlo al mio attacco speciale “Proiettili Distorti” per ottenere un colpo speciale praticamente infinito. Questo è solo un esempio della moltitudine di build che Outriders ci permette di creare e, vista l'enorme quantità di Mod disponibili, posso tranquillamente dire che le possibilità di personalizzazione sono davvero moltissime.

Odio

Enormi problemi di connessione

- Durante il primo week-end la situazione a livello server è stata qualcosa di disarmante. L'afflusso di giocatori è stato enorme, probabilmente sorpassando le più rosee aspettative da parte di Square Enix, ma questo non può certamente essere una scusa valida per quello che è successo nei primi giorni di disponibilità di Outriders. Durante le prime tre serate i server sono stati letteralmente spenti per parecchie ore impedendo l'accesso al gioco anche in modalità Giocatore Singolo. Aspetto che fa a pugni con i reiterati proclami che non volevano che si associasse la temuta sigla GaaS ad Outriders. Fortunatamente questi problemi sono stati risolti, ma restano evidenti lacune collegate al gioco in cooperativa. Nelle mie partite ho incontrato qualche disconnessione giocando in coppia, nulla di particolarmente grave vista la sporadicità di questi eventi, ma giocando in tre, o meglio provando a farlo, la situazione è tornata insostenibile. Continui crash, disconnessioni varie prima di un giocatore, poi dell'altro ed infine del terzo. Eventi talmente frequenti da farmi passare la voglia di giocarci, aspetto davvero critico per un gioco come questo che punta molto sulla componente cooperativa PVE. Proprio mentre pubblichiamo questa recensione è appena uscita una patch che sembrerebbe aver risolto queste problematiche, ma andrà testata a fondo nelle prossime sere per vedere se sia davvero così.

Che brutta faccia

- Tecnicamente Outriders vive di alti e bassi molto marcati ed evidenti. Da una parte la realizzazione di Enoch è buona, certi paesaggi sono evocativi anche se, vista la loro natura a corridoi e zone grandi ma non vastissime, sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più. L'ottima profondità di campo, il frame-rate inchiodato a 60 fps sulle nuove console e la frenesia degli scontri con centinaia di proiettili, nemici a profusione ed effetti speciali praticamente ovunque lo rendono comunque piacevole da vedere. Peccato per la realizzazione dei volti, che sembra provenire da un gioco della scorsa generazione se non ancora prima. Questo lo si capisce sin dal principio osservando i volti disponibili nello striminzito editor iniziale e, se i visi disponibili per il protagonista principale sono di questo livello, è inevitabile che gli altri siano ancora peggio. E purtroppo è così. Oltre alla scarsa realizzazione, anche l'espressività diventa ben presto un problema, con smorfie davvero orribili, animazioni della bocca assurde a tal punto da farmi pensare che si trattasse di bug, quando purtroppo sono vittime di una realizzazione semplicemente insufficiente. Oltre a questi difetti molto evidenti, non è stato certamente piacevole vedere la realizzazione di alcuni NPC con le braccia poligonali ben visibili, quasi come se mancassero alcune textures e dando un effetto burattino di legno cesellato a mano di cui avrei fatto volentieri a meno.

Grezzo in alcuni aspetti

- Outriders è in sviluppo da molto tempo, circa 5 anni, ma nonostante ciò presenta evidenti problemi che solitamente notiamo in giochi usciti prematuramente. Certamente il budget disponibile non è paragonabile a quello di un titolo AAA ed altrettanto certamente la fase di rifinitura è stata influenzata dall'epidemia tuttora in corso, ma tutto si può dire tranne che non sia stato dato il tempo necessario ai ragazzi di People Can Fly per confezionare il loro prodotto come dovuto. Oltre ai grossolani difetti grafici di cui vi ho parlato, ho notato qualche problema di troppo con l'uso delle coperture, con personaggi che a volte faticano ad andare in copertura, altre volte faticano ad uscirne ed altre ancora scavalcano un ostacolo invece che nascondersi dietro. Problemi simili li ho riscontrati nei movimenti, portandomi in alcuni casi ad incastrarmi momentaneamente in parti dello scenario, rischiando di lascirami bloccato alla mercé dei nemici. Oltre a questo il gioco è farcito di cut-scenes inspiegabili come l'apertura di una banale porta, il passaggio tra una zona e l'altra, ma anche da altre scene confezionate davvero male, come l'esecuzione delle taglie dove l'inquadratura si perde ogni volta l'esecuzione stessa del criminale e da una regia che generalmente si attesta su livelli davvero bassi a causa di inquadrature completamente prive di logica. Fortunatamente sono generalmente dettagli secondari che non inficiano lo svolgimento del gioco, ma è innegabile quanto certi aspetti siano realizzati in maniera deludente, nella speranza che possano essere almeno mitigati tramite una patch.

Tiriamo le somme

Outriders è un gioco particolare: da una parte abbiamo un gameplay divertente e frenetico che ci offre combattimenti memorabili e terribilmente soddisfacenti, con ottime meccaniche da Looter Shooter, una buona gestione dell'equipaggiamento e la moltitudine di Mod che ci permettono di personalizzare il gameplay in maniera davvero profonda e sorprendente. Il tutto connesso ad un sistema di difficoltà dinamica davvero intelligente e strettamente collegato al Loot. Se fosse stata un'esperienza single player, il voto sarebbe stato certamente superiore di almeno un punto, ma essendo un gioco fortemente improntato verso la cooperativa non si possono non sottolineare gli importanti profondi problemi di connessione che il gioco ha avuto finora e che speriamo siano finalmente risolti col recentissimo rilascio della nuova patch. Dover passare buona parte del nostro tempo a cercare di entrare in partita sperando di non cadere per l'ennesima volta è semplicemente frustrante, e compromette il divertimento che un gioco come questo dovrebbe offrire in maniera più stabile ad un gruppo di amici. Senza questi problemi, ne rimarrebbe un sorprendente Looter Shooter cooperativo capace di intrattenere e divertire come pochi altri; speriamo quindi in una veloce risoluzione di tutti i bug.
7.0

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