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Scarlet Nexus
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Recensione - Scarlet NexusPS5 PS4Game

Con Scarlet Nexus Bandai Namco ci offre un interessante action-JRPG in stile anime e dall'ambientazione “psico-punk”, con una storia matura scritta dagli autori di Tales of Vesperia: gli ingredienti per un titolo vincente ci sono tutti, scopriamo quindi qual è stato il risultato finale!
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Il Gioco

La scoperta di un ormone psionico nel cervello ha cambiato radicalmente l’umanità del futuro. Nella nuova società quasi la totalità della popolazione ha un potere speciale unico, ma quella che doveva essere una grande evoluzione genetica si è trasformata anche nel motivo della sua rovina. L’ormone ha infatti attirato gli Estranei, dei mostri mutanti che si nutrono di cervelli e che sembrano immuni a qualsiasi danno delle armi convenzionali. Per fronteggiare questa minaccia, gli umani con un alto livello di poteri vengono reclutati fin da piccoli nell’FSE (Forza di Soppressione Estranei) e addestrati nell’uso dei loro poteri psionici: Scarlet Nexus è la storia di due di loro, Yumito Sumeragi e Kasane Randall.

Yumito è un discendente del fondatore dello stato di New Himuka, e la sua famiglia ricopre importanti ruoli politici. Un soldato FSE gli salva la vita dall’attacco di un Estraneo, e per questo Yumito sceglie volontariamente di unirsi all’esercito nonostante non sia stato selezionato. Il suo spirito gioviale e grande altruismo sono in contrasto con quelli di Kasane, che al contrario risulta sempre fredda e distaccata, e l’unica persona con cui sembra aprirsi e diventare protettiva è la sorella Naomi. Sia Yumito che Kasane hanno il potere della Psicocinesi (la capacità di spostare oggetti con il pensiero), e nel corso della storia si scontreranno con diversi segreti per portare a galla una serie di complotti, scoprire l’origine degli Estranei e salvare il mondo.

MP Video - Scarlet Nexus

Questo è solo l’incipit narrativo di una trama lunga, profonda e articolata, di cui tra l’altro è in arrivo anche un anime a luglio realizzato da Sunrise e Funimation. Nonostante condividano lo stesso potere psionico, il carattere non è l’unica differenza tra Yumito e Kasane. A livello di gameplay Yumito è più incentrato sugli attacchi ravvicinati con la katana, mentre Kasane eccelle nel combattimento dalla distanza facendo fluttuare i suoi pugnali con la mente. La vera differenza tuttavia è a livello di storia, infatti a seconda del personaggio scelto vedremo gli eventi da due punti di vista differenti. I due si incontrano più volte nel corso dell’avventura, ma non sono rari i momenti in cui il gruppo si divide, lasciando quindi dei “buchi di trama” che rendono la prima run leggermente confusa e difficile da seguire, ma comunque comprensibile. Per avere il quadro completo della situazione bisogna però completare entrambe le storie, un espediente narrativo visto anche in titoli come NieR: Automata per fare un esempio.

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Oltre allo stile di combattimento dei due protagonisti, anche i compagni di squadra cambiano nelle due campagne, rendendo quindi le esperienze ben diversificate e uniche. Come in ogni JRPG che si rispetti, infatti, i comprimari hanno un ruolo fondamentale sia a livello narrativo che di gioco: ognuno infatti è bene caratterizzato con personalità uniche, e il loro supporto in battaglia è fondamentale. Il party è composto da massimo 4 persone, e anche se avremo sempre il controllo unicamente di Yumito o Kasane potremo “prendere in prestito” i poteri dei compagni attraverso il SAS (Sistema Allaccio Sinaptico). Una volta selezionato l’alleato avremo le sue abilità per qualche secondo, ad esempio Hanabi con la sua Pirocinesi infonderà le armi di fuoco, Luka permetterà di usare il teletrasporto, Tsugumi la Chiaroveggenza per scoprire nemici nascosti o punti deboli, Kagero l’invisibilità e altri ancora. Aumentando l’affinità con i compagni portandogli regali adatto e completando i loro Eventi Legame si possono sbloccare ulteriori effetti come un minor cooldown prima di poter utilizzare di nuovo il SAS, nuovi effetti degli attacchi e perfino una chance di prendere dei colpi al posto nostro e rianimarci in caso di sconfitta.

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Il gameplay di Scarlet Nexus sulla carta è abbastanza semplice, ma una volta imparate le basi e ottenuti i primi potenziamenti si apre un mondo di possibilità. Non sono presenti combo chissà quanto complesse alla Devil May Cry, ma tutto si basa sull’alternanza di attacchi normali, pesanti e poteri psionici. Gli attacchi pesanti infatti sono l’unico modo per ricaricare velocemente la barra PSI necessaria per usare la Psicocinesi di Yumito e Kasane, grazie alla quale afferrare oggetti sparsi per l’area di gioco come barili, colonne o automobili e scagliarle violentemente contro gli Estranei. Ogni combattimento quindi diventa una danza in cui si inizia con combo normali, lanciare oggetti, attacchi pesanti, lancio di oggetti e così via, in un crescendo di devastazione che nelle fasi avanzate può portare a sequenze quasi infinite considerato che si possono aggiungere i vari poteri degli alleati.

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Oltre alla barra della salute i nemici hanno anche una barra della resistenza neurale, e se viene svuotata colpendo i punti deboli si può attivare una spettacolare “Fatality” che uccide indipendentemente dalla vita rimasta. Accumulando punti esperienza e salendo di livello, infine, si ottengono Punti Neurali da spendere nel relativo albero delle abilità, e oltre a potenziare i poteri e le combo con effetti attivi e passivi si possono perfino utilizzare due o più poteri dei compagni contemporaneamente, andando a creare quindi ancora più combinazioni da sperimentare e rendendo il gameplay ancora più profondo e vario. Alcuni poteri inoltre sono utili anche nelle fasi esplorative, anche se per la maggior parte Scarlet Nexus offre un’esperienza molto più guidata concentrandosi principalmente su storia e combattimenti con aree piuttosto lineari.

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Dal punto di vista tecnico Scarlet Nexus si difende piuttosto bene, in particolare sulle nuove console, dove il gioco raggiunge i 4K e 60 fps. Il cel-shading tipico di queste produzioni in stile anime offre modelli ben definiti e puliti, e tutti i personaggi e nemici sono ricchi di dettagli, anche se lo stesso non si può dire di alcuni ambienti o npc che popolano le città. Il doppiaggio è disponibile in giapponese e inglese, mentre i sottotitoli sono localizzati in italiano.

Amore

Gameplay solido

- Pur non essendo particolarmente complesso nelle combinazioni, il gameplay di Scarlet Nexus è decisamente solido e divertente. In particolare ho apprezzato l’interazione con l’ambiente, infatti le varie combo cambiano a seconda degli oggetti che Yumito e Kasane possono scagliare contro i nemici. In alcune occasioni inoltre si possono sfruttare oggetti particolarmente grandi come ad esempio vagoni dei treni o gru, e tramite dei brevi Quick Time Event scatenare attacchi devastanti e spettacolari da vedere. L’azione su schermo è sempre frenetica e non mancano effetti particellari che esaltano ancora di più i movimenti fulminei, specialmente su PS5 e Series X grazie ai 60 fps granitici.

Direzione artistica

- Nonostante si noti come Scarlet Nexus abbia preso ispirazione da titoli come God Eater e Code Vein, lo stile “psico-punk” rende il gioco veramente unico e piacevole da vedere. Alcuni scorci sono piuttosto suggestivi come ambienti urbani che si sviluppano verticalmente e su sé stessi in una maniera che ricorda molto il film Inception, ma ciò che davvero rimane impresso è il design degli Estranei. Inquietanti, macabri e grotteschi, ma al tempo stesso talmente folli in una maniera così esagerata da risultare quasi comici. Veramente notevoli.

Una storia matura

- Già al tempo dell’annuncio quando venne rivelato che la storia di Scarlet Nexus era stata scritta dagli autori di Tales of Vesperia le mie aspettative si erano alzate parecchio. Vesperia lo ricordo come uno dei Tales Of con la trama più matura e adulta della serie, e fortunatamente anche Scarlet Nexus non è da meno. Non mancano momenti leggeri e divertenti tipici delle produzioni giapponesi, ma in generale la trama del gioco tocca tematiche profonde e situazioni ben diverse dai classici JRPG spensierati e fiabeschi. Non mancano inoltre diversi colpi di scena che fanno vedere gli eventi sotto una nuova luce, e anche dopo aver finito la prima volta il gioco solo completandolo una seconda volta si può avere il quadro completo e svelare importanti retroscena.

Odio

Una struttura superata

- Purtroppo la natura cross-gen di Scarlet Nexus si nota molto, ed in particolare se giocate sulle nuove console la sensazione di essere davanti ad un titolo “vecchio” è presente fin dalle prime ore. Non tanto per il lato tecnico, quanto proprio per la struttura del gioco: non è presente un ambientazione omogenea, ma tante piccole aree divise senza nessun apparente collegamento tra di loro, e tutte fortemente lineari e piene di odiosi muri invisibili. Non che ci sia qualcosa di male in fondo, ma di sicuro si è visto di meglio.

Backtracking

- Le ambientazioni, salvo la direzione artistica degli sfondi, non sono quindi uno dei punti forti di Scarlet Nexus, e come se non bastasse il gioco ci costringe a rivisitare più volte alcune aree sia per missioni principali che secondarie. Se a questo si aggiunge il fatto che molte zone sono presenti in entrambe le campagne ecco che il senso di ripetizione inizia a diventare pesante.

Tiriamo le somme

La ricetta di Scarlet Nexus è decisamente riuscita. Non si tratta di un piatto stellato o una rivoluzione (anzi), ma riesce ad esaltare i propri punti di forza con un gameplay dinamico e divertente, un cast di protagonisti e comprimari ben caratterizzati in una storia profonda e matura, il tutto condito da uno stile artistico unico, in particolare per quanto riguarda il design degli Estranei. Si nota tuttavia la natura cross-gen del gioco, ma in ogni caso se siete appassionati di Action-JRPG Scarlet Nexus è sicuramente un titolo da provare. O se avete ancora qualche dubbio l’anime in arrivo a breve potrebbe stimolare il vostro interesse.
8.5

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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