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Hades
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Recensione - HadesPS5 PS4Game

Dopo l’enorme successo di Bastion e dopo aver vinto una moltitudine di premi proprio con Hades, Supergiant Games torna su Xbox con quest’ultimo piccolo capolavoro che ha convinto tutti. Sarà riuscito a convincere anche noi?
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Il Gioco

Dopo la terribile scoperta riguardo la vera madre, il figlio di Ade noto come Zegreus, giovane principe degli inferi, scappa dall'inferno per giungere nell'Olimpo alla ricerca della sua vera madre. Inizia così la nostra avventura con Hades, titolo dotato di una forte componente narrativa fuori dagli schemi a cui tutti siamo abituati. La storia è perfettamente in linea con lo stile di gioco adottato: dialoghi spesso sopra le righe e scanzonati, ma non per questo banali. Faremo la conoscenza di molte divinità e anche altri personaggi noti che fanno parte dei miti dell’antica Grecia. Tra questi troviamo Thanatos, Orfeo, Euridice, Megera e le sue sorelle, il Minotauro e altri, oltre ovviamente ai vari Zeus, Poseidone, Atena, Dioniso. Inizialmente la narrativa si svolge tra gli inferi, nella sala comune dei morti dove Ade è occupato a dare sistemazione a tutte le anime arrivate in quel luogo. Nella sala troviamo anche Nyx, la madre adottiva; dopo varie peripezie, sarà proprio lei a farci capire che la nostra vera madre risiede nell'Olimpo.
Ogni dialogo è fondamentale per quanto concerne la narrativa, e pian piano si scopriranno sempre più informazioni e segreti utili a conoscerne ogni dettaglio. Supergiant Games ha lavorato ad un quantitativo enorme di dialoghi, tutti sempre nuovi e interessanti e che si incrociano tra ironia e leggerezza. Tra l'altro, Zegreus è un personaggio non troppo approfondito nella narrativa greca, quindi gli sviluppatori si sono presi diverse libertà a livello narrativo.

MP Video - Hades

Passando al gameplay, Hades porta una formula già conosciuta e che non rappresenta nessuna reale novità ma che, comunque, si dimostra essere il suo punto di forza. Hades è un roguelike, ossia che ogni tentativo di fuga è praticamente identico al precedente, tranne per la proceduralità delle mappe, dei nemici e dei bonus che ritroveremo sempre in modo diverso ad ogni partita. Arrivati al Tartaro, il nostro obiettivo è raggiungere il Monte Olimpo, ma la strada è lunga e piena di insidie. Passeremo per i prati di Asfodelo, per i Campi Elisi, per lo Stige e per altri luoghi. Ogni zona è contornata da una serie di stanze in cui dovremmo entrare, eliminare tutti i nemici presenti per passare alla successiva, fino ad arrivare al boss del Tartaro (che è praticamente sempre lo stesso, tranne per qualche variante narrativa). Superato il boss, possiamo passare alla nuova zona, i prati di Asfodelo, in cui dovremmo ripetere praticamente la stessa procedura fino ad arrivare ai Campi Elisi e così via. Ogni stanza prevede un certo quantitativo di nemici e quando tutti sono stati sconfitti, riceveremo la nostra ricompensa che può esserci utile per quando moriremo e dovremo potenziarci o comprare altre armi. Le risorse presenti in Hades sono davvero tante: abbiamo le chiavi che ci permettono di sbloccare nuove armi o ulteriori punti di potenziamento; ci sono le gemme colorate utili a rinvigorire e migliorare esteticamente la sala comune o la nostra personale stanza da letto, ci sono le lacrime delle anime che ci permettono di potenziarci e tante altre risorse utili. Molto spesso possiamo anche incontrare Caronte per comprare sia risorse utili per la battaglia che potenziamenti olimpici. Ogni divinità ci donerà un suo potere, scalabile su diversi tipi di rarità e potenza: dovremmo, in pratica, scegliere quale potere prendere su un massimo di tre. La nostra build si costruisce ad ogni tentativo di fuga e man mano che si ricomincia il livello, ci potenziamo sempre di più.

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Per quanto concerne il gameplay crudo e puro, Hades è un titolo action che fa della velocità e della semplicità il suo punto di forza. Tuttavia, dopo poco vi accorgerete che nonostante la semplicità, il combat system è più profondo di quanto si pensi. Il gioco prevede ben sei armi differenti, tra cui lo spadone, la lancia, l’arco e anche uno scudo gigante: ognuna di loro ha un proprio stile di attacco, per esempio la lancia può essere caricata per un attacco rotante o lanciata a distanza sui nemici, mentre lo scudo può essere caricato con un attacco frontale diretto. Ogni arma ha il suo attacco leggero e il suo attacco pesante (o speciale), dove ovviamente i tempi si allungano di pochi istanti ma l’impatto è più devastante. Oltre ai due attacchi abbiamo la possibilità di fare uno o più scatti veloci e un lancio di una speciale anima bruciante che entra nel nemico e lo indebolisce.
La strategia di combattimento sarà via via da approfondire e costruire strategicamente in base anche al proprio stile di gioco: ogni potenziamento vi porterà una serie di bonus su alcuni particolari parametri, quindi se sfruttate molto l’attacco speciale sarà più utile potenziare quello. Inoltre, con alcune diverse divinità, sarà possibile modificare anche completamente i propri attacchi, rientrando in linea con quelli della divinità stessa. Un esempio può essere il fulmine di Zeus, che si aggiunge allo scatto per folgorare i nemici, oppure lo stato di sbornia dell’attacco speciale di Dioniso e così via. Questo darà una varietà enorme che solo dopo tante ore può incorrere in una leggera ripetitività delle azioni.

Ma oltre al bellissimo gameplay e alla particolare narrativa, Hades non è da meno anche sulla componente tecnica ed estetica. Ogni zona, per quanto effettivamente si ripete volta per volta, è incredibilmente bella da vedere: i disegni sono formidabili e Jenn Zee, la designer di Supergiant Games, si è veramente superata questa volta, con dei dettagli superlativi in ogni frangente. La sala comune dei morti, per esempio, vede Ade seduto ad una scrivania enorme e possente, mentre al suo fianco riposa il bellissimo Cerbero con le sue tre teste. Abbiamo poi molte anime che fanno comunella tra loro e la mensa in cui ci si ritrova a mangiare qualcosa nell’attesa.
La nostra stanza invece è disordinata ma molto accogliente, oppure il Tartaro col suo verde accecante che vuole impensierirci anche solo da lontano. Ogni stanza è disegnata con trappole e insidie che possiamo sfruttare a nostro vantaggio contro i nemici o caderci noi stessi dentro e perdere punti vita, e più avanti andremo più le camere diventano pericolose. Ad un certo punto si inizierà a creare tanto caos da non capire più la dinamica di ciò che sta succedendo, perché tra nemici a schermo, trappole che attivano e noi che attacchiamo come non mai, il gioco inizia a diventare molto caotico.
Ma non solo la componente estetica rappresenta un valore aggiunto, ma anche il sonoro è capace di sorprenderci con delle colonne sonore d’impatto e perfettamente in linea con l’estetica e le azioni di gioco. Più avanzerete nella storia, più tentativi di fuga farete e più vi innamorerete dei personaggi e delle loro personalità, ma anche di alcune linee vocali che procurano una sensazione di rilassamento, spesso sedativa.

Amore

Capolavoro indie:

- Che Hades abbia vinto numerosi premi e battuto giochi più blasonati mi sembrava molto strano. Mi son sempre chiesto cos’avesse di speciale, ma ora l’ho finalmente capito e dal 10 agosto anche tutti gli abbonati di Xbox Game Pass potranno capirlo: Hades è un piccolo capolavoro, non tanto per le idee in sé, perché di roguelike ce ne sono a bizzeffe, ma è nel suo complesso che veramente non stanca mai, anzi, coinvolge il giocatore in tentativi di fuga uno dietro l’altro. Mi sono trovato ad andare a dormire almeno due ore dopo aver detto che era l’ultimo tentativo. Tutta l’estetica, il combattimento, i dialoghi e i personaggi, il coinvolgimento, la semplicità e la soddisfazione di superare certi ostacoli sono veramente l’apice tra gli indie degli ultimi anni. Hades è un capolavoro! Senza mezzi termini.

Estetica e sonoro:

- Come ho già ribadito, il lavoro di design fatto da Jenn Zee è qualcosa di sorprendente fin dal menu di gioco. Ogni personaggio che incontriamo, ogni singolo disegno che vediamo rende Hades un gioco bellissimo da vedere.
Per quanto riguarda il sonoro, la sountrack spazia tra rock e metal ma non solo, ci sono anche altre influenze musicali importanti. Inoltre ciò che maggiormente spicca è la localizzazione del gioco, inglese nei doppiaggi e italiano nei sottotitoli, con voci veramente azzeccate ad ogni personaggio.

Gameplay:

- La struttura ludica di Hades è veloce, frenetica, soddisfacente e bella. Le diverse armi la fanno da padrone e ognuna di loro ha uno stile completamente diverso di approccio al gameplay: più ravvicinato o più a distanza o un ibrido tra i due. Questo comporta anche una serie di differenze per quanto riguarda i bonus presi dalle varie divinità che ci serviranno per sfruttare al meglio le peculiarità dell’arma.

Ricompense:

- Una delle cose più interessanti del sistema roguelike di Hades è il fattore ricompense di cui sopra: ogni volta che terminiamo una stanza, prima di passare alla successiva, avremo dinanzi a noi una o più porte e lì ci saranno dei cristalli con all’interno la ricompensa della prossima stanza che influenzerà la nostra scelta, e i nostri rischi. Il fattore ricompense influenza il giocatore e gli da maggior coinvolgimento.

Odio

Leggera ripetitività?

- Sarò sincero: dopo diverse ore di gioco non ho mai sentito il problema della ripetitività, anche dopo diversi tentativi uno dietro l’altro, ma non è da escludere che qualche giocatore potrebbe risentirne. Alla morte si ritorna negli inferi e bisogna superare nuovamente tutte le zone dall’inizio. Ovviamente più avanti si va e maggiore sarà il tempo impiegato, quindi potrebbe iniziare a diventare uno scoglio quando si inizierà a padroneggiare il gioco e si arriverà spesso nelle fasi finali di fuga. La varietà di certo non manca, ma si tratta pur sempre di un roguelike.

Tiriamo le somme

Hades arriva su Xbox Game Pass Ultimate per tutti gli abbonati, quindi chiunque sia in possesso di questo abbonamento dovrebbe provarlo. E’ un gioco sorprendente sotto tantissimi punti di vista e diverte come pochi altri. L’estetica, il sonoro, il combattimento e l’incredibile varietà dei dialoghi, oltre per una sua narrativa interessante lo rendono un capolavoro nel suo genere. La semplicità e la profondità vanno di pari passo e coinvolgono il giocatore in maniera superaltiva. Non posso che consigliare a tutti quanti i giocatori di dare una chance a questo capolavoro di Supergiant Games e cercare di rendere giustizia al giovane Zegreus.
9.0

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L'autore

Personaggio particolare, simpatico e con la curiosità di un gatto. Cresciuto a pane e videogiochi, che ha scoperto nei primi anni di età, si è poi appassionato alla scrittura, alla filosofia e al cinema. Fedele al movimento multipiattaforma, che prima o poi metterà la parola fine alla console war.

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