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Greak: Memories of Azur

Recensione - Greak: Memories of AzurPS4 DigitalGame

Metroid e Castlevania non sono più saghe prolifiche come un tempo, ma negli ultimi anni gli indie hanno saputo elevare il genere anche ben oltre ai vecchi standard. Ci provano questa volta i messicani Navegante Entertainment con Greak: Memories of Azur - vediamo assieme con quali risultati.
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Il Gioco

Un tempo noti principalmente come studio che ha realizzato l'iconica saga di Worms, Team 17 ha negli ultimi anni esteso le sue ambizioni, fungendo anche come distributore per tanti sviluppatori che, come loro, partivano da umili origini indipendenti. Questo li ha portati a pubblicare indie memorabili come The Escapists, Yooka-Laylee e Overcooked, e proprio in questi giorni l'action game italiano Foreclosed e il metroidvania messicano Greak: Memories of Azur.

Il gioco inizia con un filmato di apertura che ricorda molto la sigla di un anime, seppur con personaggi fumettistici molto più stilizzati. La storia inizia con un po' di background; ci viene infatti spiegato che una lunga guerra tra la razza magica umanoide Courine (simili a dei piccoli elfi azzurri) e i demoniaci Urlag sta imperversando da innumerevoli anni, con il giovane protagonista Courine che è l'unico ad esser riuscito a scappare all'ultima offensiva dei "cattivi" di turno.

MP Video - Greak: Memories of Azur

Non c'è solo il desiderio di riconquistare le terre perdute, poiché Greak ha anche una sorellina e un fratello maggiore. La speranza è chiara: trovarli ancora vivi dopo l'assalto. La presenza di entrambi è la chiave di svolta dell'intero gioco. I fratelli infatti viaggiano assieme per la maggior parte dell'avventura, con il giocatore che, a rotazione, dovrà controllarli. Standogli vicino, si può anche controllarli in contemporanea entrambi, facendoli saltare o compiendo operazioni specifiche all'unisono.

La presenza di personaggi multipli è fondamentale per progredire nel gioco, che è strutturato come i più classici metroidvania a scorrimento laterale: mondi semi-aperti con tanti percorsi disponibili fin da subito, molti dei quali non immediatamente raggiungibili coi personaggi e poteri a disposizione al momento. I puzzle da risolvere si alternano a segmenti platform che richiedono una certa precisione, nonché combattimenti. Ogni personaggio è dotato di armi e acrobazie specifiche che, infatti, gli permettono di essere più efficaci contro certi nemici o addirittura essere gli unici a poter superare certi ostacoli. Per esempio la sorellina Adara ha attacchi a distanza e una efficace planata, con il fratello maggiore Raydel che per esempio può aggrapparsi a certi punti con una corda, arrivando così a piattaforme altrimenti irraggiungibili.

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E' presente anche una "base" in un accampamento non lontano dal villaggio perduto, dove interagire con altre persone, comprare oggetti e così via, offrendo quindi un punto di ritorno sempre familiare dopo un pezzo di avventura. Non c'è però un vero e proprio sistema di salvataggio, sono presenti dei checkpoint da cui poter ripartire in caso di morte o di ripresa della partita. Similmente al filmato di apertura, ci sono diversi filmati disegnati a mano che narrano alcuni incontri ed eventi meglio di quanto un platform bidimensionale di questo genere potrebbe fare. Queste fasi, come il resto del gioco, sono rese decisamente epiche da una colonna sonora con tanto di orchestra sinfonica.

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Greak: Memories of Azur si accontenta di questo: non offre molto sviluppo dei personaggi in-game, stravolgimenti di gameplay e così via, ma l'avventura finisce prima che la relativa semplicità possano iniziare a venire a noia, con una durata sicuramente inferiore a colossi del genere come i vari Ori e Guacamelee!. Assente purtroppo anche una modalità a 2-3 giocatori, anche solo locale, che avrebbe sicuramente fatto comodo per una gestione migliore dei personaggi multipli. E' presente invece una localizzazione italiana per quel che riguarda i testi di gioco, con i dialoghi audio che si limitano invece alla sola lingua inglese. Notiamo con piacere anche che il titolo è stato ottimizzato per Xbox Series X|S, dove supporta anche 4K e 120 frame al secondo su televisori e monitor compatibili.

Amore

A ognuno il suo

- A differenza di molti metroidvania, il protagonista in Greak: Memories of Azur non è uno solo, ma ben 3. Ognuno è dotato di tipi di attacchi, acrobazie e movimenti differenti, che li rende più o meno adeguati per certi tipi di puzzle o combattimenti. Sta dunque al giocatore combinare le loro capacità al meglio per superare mille peripezie, o alternandone il controllo o addirittura assegnandogli indicazioni basilari in movimento. Non è una meccanica esente da difetti, ma è una bella trovata.

Disegni splendidi

- Innegabile la somiglianza con un altro colosso dei metroidvania come Hollow Knight, e forse il titolo di Navegante Entertainment non raggiunge quelle vette di eccellenza di atmosfera e design. Detto ciò, il connubio di pittoreschi paesaggi e personaggi fumettistici ben animati, intervallati da bei filmati animati a mano che ricordano molto gli anime giapponesi, sono capaci di creare un mondo davvero atmosferico e piacevole.

Sinfonia

- Tanta epicità al titolo è data dalla sua meravigliosa colonna sonora, creata da un'intera orchestra sinfonica. Il talentuoso gruppo dà quindi molta più suspance e sostanza sia ai filmati animati del titolo che alle fasi di gioco come l'esplorazione e il combattimento. Non ho trovato melodie troppo memorabili, si tratta di un background sonoro eccellente.

Odio

Fratelli poco furbi

- La grossa pecca di Greak: Memories of Azur giace nella gestione dei personaggi multipli, giacché sta al giocatore selezionare il personaggio giusto e fare le azioni indicate o dirigere i propri fratelli con indicazioni specifiche. Ebbene, questo porta a molta frustrazione, perché se non li controlliamo noi, i nostri alleati "IA" di fatto sono dei manichini. Non schivano da soli e non saltano bene gli ostacoli, portando dunque a game over alquanto frustranti, specie data la scarsità dei checkpoint. Tutto il resto del gioco è piuttosto curato e preciso, stupisce dunque che uno degli elementi principali del titolo sia così approssimativo.

Poca originalità

- Per quanto sia stilisticamente molto accattivante il titolo, è altresì vero che di idee davvero originali non se ne vedono molte. La premessa dei tre personaggi distinti è abbastanza unica, ma ognuno di loro usa abilità già viste e riviste in una marea di altri titoli a scorrimento laterale. Similmente, anche la premessa e il look generale, per quanto siano piacevoli, ricordano molto da vicino titoli ben più acclamati. E' un gioco dunque piacevole, ma che difficilmente vi rimarrà impresso in testa negli anni.

Tiriamo le somme

Greak: Memories of Azur è un curato e simpatico metroidvania, che pare una versione miniaturizzata di un connubio di elementi da classici recenti del genere come i due capitoli di Ori e Hollow Knight. La poca originalità e la gestione problematica dei personaggi multipli sono parzialmente compensati dall'eccellente lato audiovisivo del titolo, rendendo così l'esperienza abbastanza piacevole per i fan del genere, nonostante qualche frustrazione di troppo qua e là.
7.4

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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