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Cabela's Alaskan Adventures
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Recensione - Cabela's Alaskan AdventuresXbox 360Game

Da tempi immemori l'uomo è sopravvissuto grazie alla caccia e alla pesca. Gli individui si organizzavano in tribù per procacciarsi il cibo di cui avevano disperatamente bisogno, allontanandosi molto spesso da casa per lungo tempo. Oggi invece la situazione è completamente diversa: basta entrare in un supermercato e trovare ogni genere di cibaria senza la minima fatica. La caccia si è evoluta al livello di sport, ma per essere considerata veramente sportiva si dovrebbe necessariamente consegnare fucili e coltelli anche a coniglietti, lepri e volpi, per un scontro decisamente più equilibrato. Detto francamente oggi l'uomo non necessita della caccia per il proprio sostentamento e sparare per qualche stupido trofeo impagliato è oltremodo di cattivo gusto. Lasciando da parte le mie inclinazioni animaliste, iniziamo a parlare di Cabela's Alaskan Adventures, titolo che, come le faine più astute fra di voi avranno intuito, è un videogame sulla nobile arte della caccia e della pesca.



Kimba re della foresta...
Come il titolo del gioco ci suggerisce ci ritroveremo in Alaska, terra di grandi cercatori d'oro, di condizioni climatiche avverse ma dalla sconfinata bellezza. Vi starete domandando chi sarà così matto da affrontare temperature estreme per portarsi a casa il proprio trofeo: la risposta è semplice, il vostro cacciatore di fiducia! Si potrà selezionare il proprio alter ego digitale da un numero esiguo di partecipanti compreso anche un personaggio di sesso femminile.Il gioco propone due diverse modalità, la Adventure è quella principale mentre la Open Season vi permetterà di scendere subito in campo senza l'acquisto di materiale o scelte complicate di sorta. Ci soffermiamo sulla modalità principale, l'Adventure, che ci permetterà di entrare nei panni di un cacciatore in viaggio per tutta l'Alaska. Dopo aver selezionato il nostro beniamino, ognuno con caratteristiche fisiche diverse, ci apparirà un tutorial nel quale far pratica con i comandi. Devo dire che quest'ultimi non sono proprio il massimo in quanto a comodità ma possono essere modificati nel menù opzioni.

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Incominciamo a sottolineare che lo schema di controllo è quello classico degli sparatutto in soggettiva, visto che questa è la visuale che utilizzeremo in gran parte del gioco, quindi avremo i soliti triti e ritriti pulsanti per sparare, accucciarsi, ricaricare e saltare, stranamente solo da fermo. Sullo schermo noteremo subito due barre colorate, una blu e l'altra verde: la secondà è la classica barra della salute, mentre la prima è la stamina, o energia, che scenderà ogni volta che correremo ricaricandosi quando si sta immobili, ed una volta esaurita non si riesce più a correre e la mira diventa imprecisa. Altro particolare indispensabile è il radar che aiuta molto il giocatore a trovare le prede segnalando la direzione in linea d'aria. Questo aiuto però non è disponibile al livello più difficile così come altri piccoli aiuti, quindi si sconsiglia vivamente di giocare subito a tale livello perché si corre il rischio di girare a vuoto molto tempo per la mappa senza trovare nulla. Nel radar è presente anche una graziosa scia verde che indica lo spirare del vento: stare sottovento per non essere fiutati dalle prede è la scelta migliore ma non sempre applicabile. Con l'andare del tempo durante le battute di caccia potranno apparire alcuni simboli come quello del bicchiere oppure della forchetta, inutile dire che è necessario mangiare o bere qualcosa per evitare cali di energia. Vi è poi la presenza di un terzo indicatore circolare che rappresenta il "senso del cacciatore" che permette di colpire più facilmente il bersaglio rallentando il tempo. Questo aiuto è disponibile solo al livello di difficoltà più facile.

Entriamo nel vivo dell'azione: per prima cosa bisogna entrare nell'Outpost (o "casino di caccia", secondo la pessima traduzione del libretto di istruzioni), nel quale compere e scegliere l'attrezzatura, i richiami per animali, i vestiti e altre amenità varie. Dopo la spesa sceglieremo la nostra missione e potremo finalmente uscire dalla capanna. Una volta diretti al campo di caccia entreremo e inizieremo la missione. Qui iniziano le note dolenti, le specie che ci troveremo a cacciare non superano le quattro o cinque per livello e cambiano a seconda della missione. Stesso luogo e specie diverse: molto strano ma su questo si può sorvolare. Bisogna ricordare almeno due regole quando si caccia, la prima è non sparare entro cinquanta yard da una casa (anche disabitata) e secondo colpire SOLO gli animali che sono nel menù. E' fastidioso ricevere una ammonizione perché in mezzo al bosco c'è una capanna diroccata che non avevamo notato, e sparare ad un coniglio quando la preda è una volpe costa un avvertimento: al terzo il gioco finisce facendo ripartire il giocatore dall'ultimo salvataggio. Penserete allora che è facile non scambiare un bisonte con una lince, giusto? Solo in parte, perché è vero che le specie si differenziano esteticamente ma spesso il sesso è un problema. Avete capito bene, il più delle volte il gioco ci chiede l'abbattimento di una coppia di prede maschio e femmina e se nei cervi o pochi altri mammiferi questo è fattibile solo osservando, nei canidi, nei felini e nei plantigradi questo è molto più complesso. E' necessario analizzare le tracce per capire il sesso della preda, un procedimento stancante. Visto che gli avvertimenti sono tre si preferisce andare a tentativi e sparare a tutto quello che si muove finendo spesso molto in fretta la battuta di caccia affidata. Unica eccezione per non ricevere un avvertimento per aver ucciso una preda non prevista: venire attaccati ed ucciderla per legittima difesa.

L'intelligenza artificiale delle prede è discreta ma a volte altalenante, capita che scappino appena hanno sentore dell'essere umano mentre altre volte corrono in bocca al giocatore che non deve far altro che sparare e aprire il proprio carniere. Di sola caccia non vive l'avventuriero, quindi fra una battuta e l'altra recarsi al vicino laghetto per una sana e rilassante sessione di pesca è la regola. Il problema è che queste sessioni sono elementari e le prede veramente esigue in quanto a varietà, nel primo livello sono soltanto due i tipi di pesce da catturare mentre nel secondo tre. Queste sessioni ittiche risultano estremamente noiose rispetto al resto del gioco e avvengono in tre fasi: il lancio o la disposizione dell'esca (nel caso in cui la pesca sia sul ghiaccio), la presa all'amo che consiste nel muovere la levetta nella direzione indicata da una freccia e la cattura con i grilletti dorsali, uno adibito al richiamo della lenza e l'altro al rilascio della stessa. Durante questa fase lo scopo è di evitare che l'indicatore di tensione del filo vada fuori scala dando lenza quando il pesce si dimena e richiamando quando è calmo. Dopo al massimo quattro sfuriate la preda sarà facilmente tolta dall'acqua, il tutto molto noioso. Al termine delle missioni di pesca e di quelle di caccia si può lasciare la zona cambiando livello e così via fino alla fine. Sono presenti anche dei minigiochi come la caccia all'anatra, la corsa con i cani slitta e altre discipline insulse sia per varietà che per realizzazione. Ultimo appunto per quanto riguarda l'armamento con cui commettere le varie stragi: fucili, pistole, fucili a pompa e l'arco per i novelli Robin Hood. Il Live è quasi totalmente assente se non per il download dei contenuti: Cabela's Alaskan Adventures è un gioco per il giocatore solitario.


Il cacciatore bianco in fuga metterà!
Il livello tecnico di questo titolo è veramente mediocre. Se a livello artistico può risultare accettabile, lo stesso non si può dire della realizzazione e dello sfruttamento del hardware della Xbox 360. Texture scialbe e nessun effetto next-gen rendono il titolo quasi indegno di una PS2. Pensate che i fucili di metallo e l'ottica del mirino non mostrano il minimo riflesso. Due cose si salvano, la riproduzione dell'acqua e le condizioni climatiche variabili durante la partita, niente di più e niente di meno. Gli animali sono gradevoli ma nulla che faccia gridare al miracolo. Per quanto riguarda il sonoro c'è solo un aggettivo: altalenante! Se da una parte gli effetti e i rumori degli animali sono discretamente eseguiti, alcuni rumori ambientali sfiorano il ridicolo, provate a camminare sulla neve, nei primi livelli sembra di camminare su di un piatto di patatine fritte.

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Per Kimba grande festa, la foresta farà!
Mi trovo a dover giudicare un titolo un po' controverso: la grafica di Cabela's Alaskan Adventures e più in generale l'aspetto tecnico è mediocre ma ci troviamo davanti un gioco tutto sommato divertente. Utilizzare un videogioco come simulatore di caccia è sempre meglio che uscire di casa e sparare al gatto della vicina (anche se probabilmente non darà le stesse soddisfazioni). Sinceramente non sento di consigliarvelo a prezzo pieno, ma se riuscite a procurarvelo di seconda o meglio terza mano potrà regalarvi alcuni bei momenti: badate bene, niente di trascendentale, ma un semplice passatempo e nulla più.
5.8

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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