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Conflict: Denied Ops
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Recensione - Conflict: Denied OpsPS3Game

Il mondo degli FPS è estremamente popolato, ma non sono molte le serie che riescono a trovare un successo sufficiente da permettersi più seguiti nel corso degli anni: una di queste è la serie Conflict, appena giunta al suo quinto capitolo Conflict: Denied Ops, oggetto di questa recensione. La serie di Pivotal Games ha sempre vantato una grande atmosfera, un marcato realismo e una giocabilità immediata. Vediamo in che modo le meccaniche di gioco della serie siano state riprese, potenziate, affinate per adattarsi alle esigenze della next generation: saranno riusciti gli sviluppatori a ottenere un titolo in grado di camminare a testa alta nella folta schiera degli FPS bellici?


La storia di Conflict: Denied Ops ha luogo ai giorni nostri, tra intrighi politici e segreti di stato, spaziando geograficamente dall’America del Sud all’Africa alla Russia. La trama gravita attorno a due agenti speciali della CIA, Graves e Lang, inviati dal governo degli Stati Uniti in varie parti del mondo per ritrovare alcune armi nucleari, rubate dalla solita schiera di terroristi, e risolvere complicate crisi geopolitiche. I due protagonisti si distinguono tra loro per comportamento, carattere emotivo e approccio tattico. Graves, più pacato, paziente, metodico e conformista, predilige tattiche più furtive, utilizzando come armi preferite un fucile da cecchino e una pistola. Lang è invece un uomo rude, impaziente e amante del pericolo: è il classico guerrafondaio che si fa strada a suon di mitra, pugnali, fucili d’assalto e lanciarazzi.

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La campagna è strutturata in una serie di missioni e sfide selezionabili indipendentemente dal giocatore, ma che vanno alla fine affrontate e completate tutte. Il tempo di gioco complessivo si attesta sulle diciotto ore se si vuole pianificare al meglio ogni strategia e si vogliono scovare i cunicoli più nascosti giocando di “copertura” per arrivare illesi alla fine di ogni livello, ossia impersonando Graves, mentre il tempo scende intorno alle dieci ore se si gioca in modo più immediato, a mitra spianato e senza farsi troppi problemi, cioè nei pani di Lang. Durante il gioco potremo infatti prendere alternativamente il controllo di uno dei due personaggi, affidando l’altro al controllo della IA di gioco.

Co-op mon amour
Non basta: c’è un motivo particolare per cui la serie, in cui abbiamo sempre diretto squadre di quattro-cinque soldati, è ora limitata a soli due protagonisti. Il gioco in cooperativa. Possiamo infatti giocare con un amico sia in split-screen sulla stessa console, che online tramite Xbox Live, con la possibilità di giocare un livello specifico oppure condurre insieme tutta la campagna dall’inizio alla fine. Nel primo caso, a fine missione la partita si considererà conclusa e il gioco conterà il numero di uccisioni e morti di ogni giocatore, mentre nel secondo caso i giocatori potranno entrambi salvare la partita per essere poi ripresa in seguito, sempre insieme.

Il gioco in compagnia non ci costringe a stare costantemente uniti al nostro compagno, ma tutti i livelli potranno essere affrontati dai due soldati virtuali in maniera del tutto libera e indipendente. Ognuno dei due potrà decidere come affrontare la situazione, anche in base alle caratteristiche del proprio personaggio, decidendo magari di arrivare da solo alla fine seguendo uno dei tanti percorsi possibili, oppure, opzione più divertente, si potranno elaborare strategie di coppia stile “io copro e tu attacchi”. Inoltre se uno dei due sarà ferito in azione, l’altro potrà cercare di guarirlo: un timer ci avviserà dell’accaduto e a quel punto, gambe in spalla prima dello scadere del tempo, dovremo cercare il nostro commilitone per tutta la mappa per salvargli la vita apportandogli le dovute cure, pena il fallimento della missione.

Durante il proseguimento dell’avventura avremo inoltre la possibilità di prendere il controllo di vari veicoli, pilotandoli oppure mettendoci alla torretta mitragliatrice. Detto questo, potremmo facilmente concludere la recensione affermando che i vari ingredienti per un piatto prelibato ci sono tutti, ma purtroppo non è così. Il motivo? Gli ingredienti gusti ci sono, ma è il modo in cui il tutto è stato cucinato che non convince.


Occasione sprecata
Gli sviluppatori hanno cercato di fare qualcosa di diverso con il sistema di controllo cooperativo e con la molteplicità di percorsi presenti nei livelli di gioco, ma il titolo si rivela purtroppo essere frustrante e noioso. Lo sforzo degli autori nel rendere varie le diverse missioni è evidente, ma non riesce negli intenti sperati: ben presto infatti una leggera frustrazione inizia a fluire dal joypad, quasi a scoraggiarci nel portare a termine il gioco.

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Il problema principale è la pessima strutturazione dei livelli. Giusto per fare un esempio: ci è capitato di dover trascorrere mezzo pomeriggio per superare un punto del gioco; bisognava trovare la porta di uscita di un gruppo di bunker, ma era letteralmente un labirinto, nessun aiuto nell'orientamento, nessuna mappa anche solo a suggerire la direzione. Il nulla, la desolazione più completa, un inutile errare nella più completa frustrazione quando poi improvvisamente, dopo quattro ore ecco la tanto sospirata porta per la libertà. Il gioco è pieno di livelli così incongruenti, mal disegnati e stressanti.

Non riesce a colpire pienamente il bersaglio neppure l’intelligenza artificiale, che si dimostra semplicemente incostante. Se giochiamo insieme con un amico il problema non si pone, ma se decidiamo di affrontare la campagna da soli affidando il controllo del secondo personaggio IA del gioco, allora saranno poche gioie e tanti dolori. Il nostro compagno ci sarà a volte d’aiuto assumendo una buona posizione di copertura, riuscendo a uccidere i nemici e permettendoci di proseguire con successo la missione, mentre altre volte, nonostante il nostro preciso ordine di perlustrare una determinata area della mappa, lo ritroveremo in una locazione differente da quella indicatagli o addirittura si posizionerà davanti al nostro raggio di tiro nel mezzo di uno scontro a fuoco impedendoci quindi di sparare.

L’IA dei nemici non è da meno: sarà raro vederli pianificare strategie per accerchiarci e avere la meglio, mentre la maggior parte delle volte staranno immobili sotto i nostri colpi, oppure decideranno di correrci incontro, come a dire “adesso ti faccio secco”, per poi ignorarci completamente.

Il gioco ha anche altri problemi: ad esempio in una occasione ci è capitato di trovarci mitra in mano di fronte ad un nemico, con una sola raffica di una diecina di colpi in canna: dopo aver mirato alla testa abbiamo premuto il grilletto assaporando la vittoria, ma inspiegabilmente i colpi non sono andati a segno, lasciando il nemico in piedi pronto a massacrarci.


Tecnica della distruzione
I ragazzi di Pivotal Games hanno progettato il titolo con l’obiettivo di avere ambientazioni interattive e completamente distruggibili sotto i nostri colpi, ma sembrano essere stati trascurati altri aspetti tecnici altrettanto importanti. Tecnicamente le ambientazioni sono ampie, solide e con un sistema d’illuminazione soddisfacente, ma le visuali vengono rovinate da un frequentissimo aliasing e di un frame-rate particolarmente instabile; capita a volte di vedere il gioco rallentare inspiegabilmente quando su schermo sono presenti solo il nostro compagno e un paio di nemici.

Non convincono neanche le animazioni dei personaggi: spesso i componenti delle truppe nemiche si muovono all’unisono compiendo gli stessi movimenti generando una coreografia ridicola e molto poco realistica.
Altri problemi riscontrati sono il basso dettaglio dei personaggi, anche dei due protagonisti, privi di espressioni facciali che posano essere minimamente comunicative, e occasionali fenomeni di bad-clipping, con i corpi dei soldati che vanno a fondersi con gli elementi del paesaggio. Insomma, il titolo si difende piuttosto male graficamente e tecnicamente, senza stupirci o introdurre particolari elementi di pregio.

Passando al sonoro, il gioco è localizzato in italiano, ma la cosa non aiuta: il parlato è monotono, con frasi ripetute e spesso fuori luogo. La colonna sonora è semplice e orecchiabile, e si adatta bene alle diverse situazioni che si porranno davanti a noi. Le musiche si sposano alla perfezione con l’ambiente di gioco e con gli effetti sonori fortunatamente ben riprodotti.

Dopo aver ampiamente trattato la modalità cooperativa online, è d’obbligo accennare alle altre modalità multiplayer presenti: potremo cimentarci nelle più classiche partite deathmatch fino a sedici giocatori, vi sono classifiche mondiali e saranno presenti futuri download di contenuti dal Marketplace.

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In conclusione, Conflict: Denied Ops avrebbe potuto essere molto interessante per le varie idee inserite, ma purtroppo l’arrivo sulla nuova generazione non ha giovato a questa serie apprezzata negli anni passati. La strada imboccata, lo auguriamo tutti, potrebbe però portare a qualcosa di migliore per il prossimo capitolo. Gli sviluppatori hanno esperienza e sicuramente sapranno farsi perdonare aggiustando molti dei problemi di questo sfortunato episodio.
6.0

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L'autore

Appassionata da sempre di videogiochi e modellismo, nel 2007 inizia la sua avventura da insider scrivendo news e articoli in maniera sempre più entusiasta e finendo per partecipare alla creazione di MondoPlay. Divide questa passione con l'amore per la musica e per la sua famiglia, gattina inclusa.

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