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Batman: The Telltale Series
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Batman: The Telltale Series - Episode 2: Children of Arkham

A distanza di un mese e mezzo dal rilascio del primo capitolo della serie, i ragazzi di Telltale Games tornano con il secondo episidio di Batman: The Telltale Series, in cerca del giusto riscatto per via di un inizio di saga tutt’altro che indimenticabile. Saranno riusciti nell’intento? Scopritelo nella nostra recensione di Batman: The Telltale Series Episode 2: Children of Arkham.
SPOILER WARNING: Batman: The Telltale Series è una serie episodica, quindi questo articolo parla di eventi accaduti sia in questo che nel precedente episodio. Ne consigliamo quindi la lettura solo qualora non vogliate rovinarvi la sorpresa o abbiate già giocato il capitolo in questione.

Povero Bruce Wayne, non riesce proprio a trovare pace nella sua vita. Oltre ad essere un miliardario costantemente sotto assedio da parte dei media e in procinto di finanziare una delle campagne elettorali più grandi di sempre, è anche impegnato dalla sua doppia vita notturna di Cavaliere Oscuro, intento a sgominare la criminalità a Gotham. A tutto ciò si aggiunge la sua nota crisi depressiva per aver perso tragicamente i genitori in tenera età, ma negli ultimi tempi a peggiorare tragicamente il suo stato d’animo è stata la scoperta dalle parole di uno dei mafiosi più pericolosi di Gotham che la sua famiglia non era composta da quegli stinchi di santo che lui e l’intera città hanno sempre venerato.

Episode 2: Children of Arkham apre le danze proprio da questo elemento chiave appreso nel precedente capitolo: la famiglia Wayne, da sempre considerata l’emblema della salvezza di Gotham City, è in realtà composta da corrotti che per prosperare hanno allacciato profondi legami con la politica e la criminalità organizzata. Questo pensiero brucia nella testa di Bruce come un marchio a fuoco, e non riesce a trovare conforto neppure nelle rassicuranti parole del buon Alfred, che gli confida di essere da sempre a conoscenza della cosa ma di aver custodito gelosamente il segreto proprio per proteggere Bruce. Da investigatore per eccellenza, il povero Bruce deve confutare la verità e questo può avvenire solo per bocca di Carmine Falcone, piantonato in ospedale da mezzo distretto di Gotham dopo il suo spiacevole incontro con Batman. Grazie agli agganci in polizia e in politica, Bruce riesce a guadagnarsi un’udienza privata per parlare con il mafioso e chiedergli le dovute spiegazioni in merito ai suoi legami con i defunti Wayne. Ma la trama ahimè è destinata ad infittirsi, complice una nuova ombra che si sta lentamente stagliando su Gotham, una minaccia criminale che agisce con metodi imprevedibili, servendosi del lavoro sporco di malcapitate vittime rese temporaneamente dei burattini e dei sicari da una potente tossina iniettabile.

MP Video - Batman: The Telltale Series

Dopo i dovuti accertamenti, Bruce non è sorpreso nel leggere il nome del suo amico d’infanzia Cobblepot tra i possibili indagati di questi misfatti, soprattutto dopo l’ultima chiacchierata nei bassifondi avvenuta con quest’ultimo, dove gli aveva confidato che Gotham sarebbe stata prossima ad una rivoluzione. A sorprendere il protagonista è invece la scoperta che Cobblepot è senza dubbio il cliente anonimo che ha assoldato Selina Kyle, per cui inutile dire che il nome della ragazza è già sulla lista di morte di Pinguino. A questo punto l’unica strada percorribile è cooperare con Catwoman per tentare di sgominare la banda di Cobblepot e risalire all’identità burattinaio che si cela nell’ombra, soprattutto in vista di un evento mediatico senza precedenti che tra non molto terrà l’intera città con gli occhi puntati: il dibattito televisivo tra Harvey Dent e Hamilton Hill per la corsa alle elezioni amministrative.

Proprio come il primo capitolo, Episode 2: Children of Arkham effettua una partenza in salita, ma per fortuna mantiene un discreto ritmo tra azione e dialoghi per tutte le 2 ore scarse di durata dell’episodio, limando di parecchio i fastidiosi tempi morti. Un po’ più breve del predecessore e piuttosto spoglio delle meccaniche investigative viste in Realm of Shadows, il titolo propone un maggiore quantitativo di azione e scazzottate dove i quick-time events la fanno da padroni, sia per Baman che per Bruce Wayne. Al proposito spicca una divertente e acrobatica rissa in un bar malfamato assieme alla sensuale Selina Kyle. Anche in questo capitolo i colpi di scena non mancano, così come gli omicidi efferati ad opera della nuova gang criminale di Gotham, capitanata da un misterioso individuo mascherato. Il titolo decolla letteralmente durante le fasi finali in cui, nei panni di Batman, dovremo vedercela proprio con schiere di nemici asserragliati in municipio, dove dovremo dare fondo alle abilità offensive del Cavaliere Oscuro per salvare gli ostaggi e dove scopriremo nuovi agghiaccianti misteri sulla famiglia Wayne e i loro legami con la criminalità organizzata che hanno portato alla costruzione di Arkham Asylum. Anche le scelte morali, per quanto presenti in maniera minore rispetto al primo capitolo, si prendono la classica libbra di carne, chiedendoci di fare una scelta cruciale proprio arrivati al termine dell’episodio, dove le nostre decisioni darranno vita ad un nuovo nemico giurato di Batman.

Episode 2: Children of Arkham risulta essere quindi un capitolo più godibile e fresco rispetto alla falsa partenza del primo episodio, appesantito forse da troppe chiacchiere, tempi morti e un ritmo narrativo generale piuttosto altalenante. Nonostante i miglioramenti di ritmo e di narrazione, di contro permangono purtroppo i problemi tecnici dovuti probabilmente agli evidenti limiti del motore grafico scelto da Telltale, che genera cali di frame-rate, qualche glitch grafico di troppo e sporadici fuori-sync tra il parlato e il labiale dei modelli poligonali, ma soprattutto torna a deludere la performance artistica sottotono dei doppiatori, una tra tutte proprio quella del talentuoso Troy Baker che presta la voce al protagonista.

Al netto dei pro e dei contro del titolo, in generale s’intravede della piacevole luce in fondo alla Bat Caverna, per cui il giudizio su questo secondo capitolo è positivo e aggiunge qualche punticino in più rispetto al voto del capitolo precedente, seppure con qualche riserva sulle sue défaillance tecniche. Bisogna solo sperare che anche i futuri epsodi mantengano questa parabola ascendente in quanto a ritmo e colpi di scena, e che il team di sviluppo riesca ad asciugare le sbavature in eccesso.

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L'autore

Classe '79, sound designer di professione. La sua incrollabile passione per i videogiochi nasce solo all'inizio degli anni '90 e viene presto affiancata da quella per il doppiaggio. Col passare del tempo la sua carriera di videogiocatore onnivoro si focalizza sulla scena PC, ma poi assume sembianze più mature con l'avvento di PlayStation e di tutte le successive console che prenderanno lentamente possesso di casa sua.

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