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DOOM Eternal
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DOOM Eternal - The Ancient Gods - Parte 2

Con Ancient Gods - Parte 2 la saga di Doomslayer si chiude, almeno per il momento. L'ultima espansione rilasciata da Bethesda è il gran finale del conflitto tra bene e male, portando battaglie epocali sulle nostre console. Varrà la pena rituffarsi nel demoniaco mondo di id Software per affrontare quest'ennesima sfida?
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Se state leggendo questo articolo è probabile che abbiate già giocato con il precedente DLC di DOOM Eternal, ma cercherò comunque di evitare il più possibile gli spoiler anche se qualche riferimento ad Ancient Gods - Parte 1 sarà inevitabile. Alla fine di quel capitolo abbiamo intravisto un nuovo misterioso guerriero, legato in qualche modo al protagonista, lasciandoci intendere che questa seconda espansione ci avrebbe visti intenti proprio con questa nuova minaccia. Un crescendo di livelli di potenza e pericoli che neanche Dragon Ball Z, e come succede nei manga shounen, anche il protagonista riceve degli upgrade giusto giusto sufficienti per vedersela con i nuovi nemici. Iniziamo dunque da questi.

MP Video - DOOM Eternal

In primis, notiamo delle modifiche al bilanciamento generale e alla giocabilità, che rendono DOOM Eternal leggermente più facile, ma soprattutto più leggibile e generalmente più maneggevole, positivo anche per chi, come me, non ha più toccato il gioco da un paio di mesi da quando è uscita la precedente espansione a pagamento. Ora abbiamo infatti la possibilità di stordire i nemici con alcuni attacchi, compreso il tanto odiato Marauder, ma riceviamo anche alcune informazioni aggiuntive a schermo che rendono ancor più facile capire le cariche del pugno di sangue ed altre meccaniche un po' meno visibili in precedenza.

Ben presto veniamo anche in possesso di un potente martello, che va ad aggiungersi al già ampio arsenale del Doomslayer. Come per la spada nel gioco base, anche quest'arma va ricaricata con i power-up (per fortuna generosi) reperiti nell'area di gioco, e ci permette di colpire per terra danneggiando pesantemente con un'onda d'urto tutti i nemici nelle vicinanze. Diventa inoltre il metodo numero uno per stordire determinati nemici, che rimangono in stato confusionale (con tanto di cartoonesche icone sopra la testa ad indicarlo) per qualche secondo, permettendoci così qualche colpo facile nella loro direzione.

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I livelli di Ancient Gods - Parte 2 aggiungono invece un elemento platform ricorrente, che aumenta così ulteriormente la dinamicità delle battaglie. Si tratta di vere e proprie sfere volanti a cui è possibile agganciarsi usando la catena della doppietta, potendoci così lanciare ad alta velocità da un punto all'altro dell'arena in maniera abbastanza simile a quanto avviene su Apex Legends con le corde di Pathfinder. Una via di fuga importante quindi, anche quando non svolazza in giro un cacodemone volante a cui appoggiarsi.

A livello di ambientazioni e nemici, invece, finalmente vediamo un passo avanti importante rispetto alla Parte 1 di questa espansione, che sembrava principalmente riciclare asset e idee dal gioco base. Troviamo un ottimo mix di architettura terrestre in zone del pianeta ormai distrutte e ripopolate da piante e paesaggi infernali, ma anche alcune aree fuori dalla Terra, e queste nuove aree portano anche nemici totalmente inediti. Quello maggiormente degno di nota è uno spirito maligno, capace di impossessarsi di qualunque demone potenziandolo e rendendolo più veloce e più resistente ai danni. Bisogna quindi prima eliminare il demone di cui lo spirito ha preso il controllo, dopo di che abbiamo un intervallo di pochi secondi durante i quali possiamo danneggiarlo unicamente con il plasma. Similmente al precedente DLC, comunque, la maggior parte dei nuovi nemici sono di fatto delle varianti di concept esistenti, che però questa volta offrono diverse meccaniche di gioco innovative, come un imp capace letteralmente di maledirci, rimuovendoci parte delle abilità e causandoci una costante perdita di salute finché non se ne elimina la fonte.

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Trattandosi del gran finale della saga del Doomslayer, l'epicità dei livelli sale vistosamente, partendo dai pochi demoni sparsi iniziali e finendo in un paio di livelli finali a dir poco folli, dove si scontrano due forze enormi con centinaia di soldati e demoni in campo. Sembra di vedere il conflitto finale di Avengers: Endgame, per l'ampiezza della battaglia. Questo crescendo si fa sentire anche sul gameplay e sulla difficoltà generale: laddove Ancient Gods - Parte 1 partiva subito con una difficoltà da fine gioco, qui si passano un paio di livelli a "reimparare" tutto e a capire le nuove meccaniche, per poi finire con alcuni scontri davvero folli, ancor più tosti che quelli visti finora. Unica nota stonata sono alcune battaglie verso la fine del DLC che, più che mettere alla prova le nostre abilità di mira e di movimento, diventano degli esercizi di perseveranza, con una quantità surreale di ondate di nemici corazzati o altre situazioni che obiettivamente richiedono tanto tempo per essere sbrogliate.

Il comparto grafico è naturalmente straordinario, con i nuovi scenari che come sempre sanno dare risalto alla potentissima nuova versione del motore grafico di id Software. Manca ancora l'aggiornamento next-gen, che dovrebbe portare i 120 fps ed il ray-tracing, ma per ora ci gustiamo già un comparto grafico eccezionale. E non è da meno la colonna sonora: come per il primo DLC, il leggendario Mick Gordon ha lasciato spazio al duo di compositori Andrew Hulshult e David Levy, che ricreano egregiamente le atmosfere metal industrial del gioco base, ma che sanno aggiungere un crescendo di cori orchestrali e parti elettroniche sci-fi che creano ulteriore epicità nelle devastanti battaglie del titolo.

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Come da tradizione, questa espansione alla campagna della durata di circa 5-6 ore si conclude con una battaglia boss decisamente estrema, che grazie all'enorme varietà di mosse e meccaniche del nemico crea probabilmente la sfida più intensa di tutta la saga moderna di DOOM, seguita da un finale decisamente conclusivo ma che, naturalmente, lascia spazio a qualche seguito. La storia di DOOM Eternal finisce dunque con un DLC intenso, divertente e creativo, che a volte esagera nella durata e nella ripetizione di alcune battaglie, ma che nei momenti migliori sa eclissare la già elevata qualità del titolo originale. Chi ha odiato le parti platform e le battaglie estreme del gioco base troverà un surplus proprio di questi elementi per sua sfortuna, ma chi vuole continuare il crescendo di pazzia iniziato da Doom 2016, troverà ulteriori ore di adrenalinico divertimento demoniaco.

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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