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MultiVersus

MultiVersus - anteprima hands-on

di P 19 mag 2022
Warner Bros. ha deciso di sfruttare le sue tantissime proprietà, che vanno dai Looney Toones ai supereroi DC passando per Tom & Jerry ed Il Trono di Spade, nel nuovo arena brawler free-to-play MultiVersus: in attesa dell'Open Beta di luglio, gli sviluppatori ci hanno permesso di provarlo per qualche giorno e siamo ora pronti ad offrirvi la nostra opinione sul gioco!
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MultiVersus ha due chiari obiettivi principali: il primo è quello di offrire un'esperienza simil-Smash Bros. più chiara da leggere e più facile da capire anche per i neofiti, ed il secondo è quello di creare un monumentale gioco crossover tra tutte le proprietà intellettuali di Warner Bros., includendo personaggi che vengono dai mondi di Scooby-Doo, Steven Universe, Tom & Jerry, supereroi DC, Looney Tunes, Jake & Finn ed altri cartoni Nickelodeon, Il Gigante di Ferro fino ad arrivare perfino a quelli de Il Trono di Spade, e questo considerando solo quelli annunciati finora, visto che non è difficile immaginare l'arrivo futuro di personaggi di altre famosissime proprietà WB come Mortal Kombat, Ben 10, Il Signore degli Anelli, King Kong e Ralph Spaccatutto. Tutti ovviamente pronti per epocali scazzottate in arene cartoonesche.

MP Video - MultiVersus

Naturale chiedersi come possa funzionare un crossover tra mondi visivamente distanti come quelli de Il Trono di Spade e Tom & Jerry, ma la risposta è semplice: basta ricorrere per tutti ad una grafica cartoonesca, seppur comunque 3D, simile a quella di Fortnite (altro titolo che non lesina in crossover). Modelli poligonali dettagliati ma con colori e finiture semplificate, vanno a creare un look omogeneo e poco impegnativo per gli occhi, che risulta anche molto leggibile nelle scene di combattimento più concitate. Forse ci vuole un pochino di immaginazione per vedere per Arya Stark de Il Trono di Spade in questa veste, mentre i personaggi tradizionalmente già "disegnati" come quelli di Steven Universe o Scooby-Doo sono praticamente perfetti.

Le basi del gameplay sono molto simili alla longeva saga Nintendo a cui MultiVersus si ispira naturalmente, con qualche differenza negli input legati alla gestione dei colpi normali e speciali. Ci sono un po' meno mosse speciali per la maggior parte dei personaggi, ma soprattutto ai meno esperti di Smash farà sapere che l'intero sistema di movimenti è decisamente più accessibile. La regola standard rimane quella di buttar fuori i nemici dal campo, cosa che diventa man mano più facile in base ai danni che hanno subito, ma c'è una nuova barra di stamina che regola quando salti, schivate aeree e mosse speciali sono ancora accessibili così da recuperare in aria ed evitare di cadere fuori. Il risultato è che, a meno di aver sprecato stamina per qualche colpo particolarmente potente o aver appena recuperato da un volo epocale, si fa sicuramente molta meno fatica a ritornare in battaglia.

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L'accessibilità sembra comunque uno degli elementi alla base di MultiVersus, vista anche la presenza di approfonditi tutorial giocabili prima di buttarsi nella mischia. Da sottolineare anche l'ottima leggibilità del campo di gioco: forse lo spostamento delle barre di salute dal fondo dello schermo a sotto i personaggi farà storcere il naso ai puristi, ma ne guadagna la visibilità del campo che non viene mai coperta da scritte giganti. Non solo: sono attivati di default colori per ciascun giocatore, contorni intorno ai membri delle squadre, ma anche l'indicatore stesso della salute che è contrassegnato in maniera inequivocabile. Tutto questo funziona benissimo sia che si giochi contro i bot che contro avversari reali online.

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MultiVersus non si limita però solo a reinterpretare e migliorare una formula esistente: troviamo infatti alcune novità che stravolgono discretamente la formula di Smash Bros., come ad esempio la componente cooperativa visto che la modalità primaria del titolo è il 2 contro 2. I personaggi sono divisi in numerose tipologie di classi, tra cui il supporto che ha quasi unicamente abilità mirate ad aiutare il proprio compagno o entrambi i membri della squadra. A seconda della classe scelta, potremo così usare cure mobili, scudi, invulnerabilità totale o parziale o - per l'inedito personaggio inventato per MultiVersus, il gigantesco cane colorato Reindog - la possibilità di attirare a sé in un istante il proprio compagno, permettendogli così di giocare aggressivamente ma con il compagno che può sempre salvarlo in caso di pericolo. Naturalmente, questi personaggi pagano poi in forza d'attacco, ma ognuno dei combattenti ha pregi e difetti. Interessante anche la distinzione tra classi verticali, orizzontali ed ibride, che definisce in quale direzione è generalmente più efficace un personaggio. Personalmente mi sono trovato al meglio col personaggio verticale di Harley Quinn, che può posizionare trappole ai suoi piedi e dispone di una letale mazza da baseball in grado di sparare gli avversari verso l'alto creando kill abbastanza inaspettate.

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La componente online presenta numerose altre chicche, tra cui anche i duelli uno contro uno, le sfide a coppie contro l'IA ma anche modalità tutti contro tutti. Qui troviamo un'altra bella meccanica abbastanza innovativa per il genere, con l'arena di gioco che si riduce sempre più nel corso della battaglia, rendendo più facile fare kill negli ultimi secondi e poter così ribaltare risultati che paiono già scritti. Niente più melina finale: si gioca duro fino al gong. Aspetto fondamentale è anche il fatto che anche le sfide online contro i bot sono valide per le numerose sfide di gioco, utili a potenziare i propri personaggi e sbloccare contenuti estetici.

La versione d'anteprima del gioco fornitaci da Warner Bros. non includeva purtroppo un aspetto che ci sarebbe piaciuto valutare, ossia quello della monetizzazione, ovviamente necessaria per rendere il titolo free-to-play remunerativo per gli sviluppatori. Il gioco al lancio avrà uno store con crediti, skin e molto altro, ma gli sviluppatori sottolineano che ogni personaggio futuro sarà sbloccabile anche giocando senza necessariamente spendere, ma ovviamente tutto dipenderà da quanto "grinding" sarà necessario per riuscire ad acquistare personaggi particolarmente invitanti come Batman o Steven Universe. Immancabili i Battle Pass gratuiti e premium, ma già adesso la personalizzazione dei combattenti è notevole, con skin esilaranti, emote in linea con lo stile delle varie proprietà intellettuali e con la possibilità di personalizzare persino l'esplosione dei KO. Vedere Porky Pig che dichiara "That's All Folks" al termine di una kill resta qualcosa di esilarante per chi è cresciuto su tali cartoni.

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C'è poi un ulteriore elemento da verificare: i potenziamenti per i vari personaggi. Ogni personaggio sale di livello man mano che viene usato, permettendoci di sbloccare perk vari che possono regalare un terzo salto in aria, danni aggiuntivi, invulnerabilità più lunga al rientro e così via. Sono piccole aggiunte e modifiche, ma in un gioco competitivo possono fare tutta la differenza, quindi bisognerà capire se sarà possibile accelerare questi sblocchi pagando, il che rischierebbe di introdurre un elemento pay-to-win nel MultiVersus, dove chi spende di più avrebbe un vantaggio tecnico enorme. Ma per ora non ci sono ancora elementi che ci facciano preoccupare in tal senso.

Da quanto visto e provato finora, comunque, MultiVersus fa benissimo ciò che deve fare, ossia offrire una formula "simil-Smash" curata, leggibile e più godibile anche per i neofiti, con una cura maniacale nella realizzazione del crossover tra universi anche molto lontani tra loro, il tutto in un formato free-to-play molto promettente. Le novità sono azzeccate, le partite quasi tutte al cardiopalma, e la profondità già adesso non manca. Personalmente non vedo l'ora di poter giocare la versione completa del titolo, perché forse finalmente Smash Bros. ha trovato il suo antagonista. La strada, però, è indubbiamente lunga.

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L'autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, le esclusive console lo avvicinano verso nuove mete. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.