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ELEX II

Recensione - ELEX IIPS5 PS4 DigitalGame

Dopo più di quattro anni dal capitolo originale, Piranha Bytes torna con ELEX II riportandoci sul pianeta Magalan nei panni del guerriero Jax, impegnato nella lotta contro un nuovo nemico venuto dal cielo. Scopriamo insieme cosa ci aspetta in questa nuova opera del team tedesco.
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Il Gioco

Più di un secolo fa, il pianeta Magalan venne colpito da una cometa giunta dalle profondità dello spazio. L’impatto fu devastante, ma la razza umana riuscì a sopravvivere. La cometa portò con se un misterioso minerale alieno chiamata Elex. L’umanità, che aveva di nuovo ripreso dominio della superficie, si ritrovò divisa in fazioni e in guerra tra di loro. Uno scontro continuo mosso da pregiudizi e sopravvivenza, il tutto per accumulare risorse e per mantenere il dominio della propria identità. La cosa che però ogni fazione brama di più, è mettere le mani su tutto l’Elex possibile, da utilizzare per i propri scopi. Grazie all’utilizzo della misteriosa roccia aliena, la tecnologia, l’alchimia e perfino la Magia progredirono notevolmente. Dopo gli eventi del primo capitolo, con l’umanità intenta a riprendersi dall’ultima grande guerra contro l’Ibrido, una creatura metà uomo e metà macchina mossa da fanatiche ideologie di controllo e machiavellici scopi evolutivi, una nuova minaccia si abbatte sul mondo di Magalan. Un boato rompe il cielo e delle navi spaziali aliene arrivano sul pianeta, con l’apparente scopo di distruggerlo. Spetterà ancora una volta al Comandante Jax, l’eroe che sconfisse l’Ibrido anni prima e che ora si gode la tranquillità in una capanna ai confini del mondo, di combattere per la salvezza della razza umana. Ma in un mondo diviso e in guerra, dove ogni fazione pensa solo alla propria sopravvivenza, riuscirà Jax a riunire sotto un unico stendardo l’intera razza umana, per combattere gli invasori venuti dalle stelle?

MP Video - ELEX II

Questa è la premessa narrativa su cui posa le basi ELEX II, action-GdR Open World sviluppato dal team tedesco Piranha Bytes, già autori del capitolo originale e delle famose saghe videoludiche di Gothic e Risen. Il gioco non si discosta poi molto dai loro stilemi: abbiamo il classico eroe solitario rozzo e mascolino, una minaccia globale imminente e diverse fazioni che popolano il mondo di gioco. Un’equazione introdotta con successo anni fa nel fantasy GdR Gothic, e portata avanti nel tempo in tutti i loro titoli. Il mondo di ELEX II è un interessante mix di stili e generi. Il pianeta Magalan è un mondo ispirato alla nostra terra, dove un tempo c’erano città, fabbriche, strade e automobili, tutto perfettamente riconoscibile. Quello che rimane ora del vecchio mondo, dopo l’impatto della cometa, sono solo rovine ed echi di un passato vecchio di secoli. Piranha Byte ha creato e plasmato un mondo variegato, che mescola elementi post-apocalittici, fantasy medievale e tecnologia hi-tech. Esplorando la mappa di gioco, capiterà di visitare un castello medievale in rovina, per poi ritrovarsi ad esplorare una piccola cittadina devastata in pieno stile Fallout, oppure di raggiungere un avamposto tra le montagne innevate colmo di tecnologia e armi futuristiche.

Il protagonista del gioco è Jax, già eroe degli eventi del primo capitolo, che dopo aver posto fine alla Guerra, ha deciso di esiliarsi dal mondo e vivere in pace, ma costantemente vigile, consapevole che una nuova minaccia sarebbe giunta prima o poi per spezzare il precario equilibrio di Magalan. L’arrivo delle navi aliene, appartenenti alla misteriosa razza degli Skyand, va oltre ogni sua più pessima immaginazione. Consapevole del caos e della distruzione che gli invasori porteranno nel mondo, Jax si mette alla ricerca di suo figlio Dex (la fantasia nei nomi non è dote di famiglia), ma l’incontro con un misterioso individuo chiamato Adam metterà sulle spalle del protagonista un’impresa tutt’altro che semplice: creare una nuova Fazione oltre le Cinque esistenti, chiamata Sesto Potere, con lo scopo di riunire tutta l’umanità sotto un unico stendardo, per fronteggiare l’imminente avanzata degli Skyand. Inizia così un lungo viaggio per Jax, che lo porterà nelle città di ogni Fazione di Magalan, con l’arduo obiettivo di riunire tutti i popoli, incontrando anche vecchi alleati e nemici durante il cammino. Da quel momento ogni scelta e decisione che prenderemo avrà importanti conseguenze sulla Storia Principale, portando a finali differenti per l’avventura.

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Il gioco si presenta come un classico action-GdR in terza persona, con il nostro personaggio già esteticamente predefinito e dal background preimpostato, da plasmare e far crescere di livello, Missione dopo Missione, spendendo i punti ottenuti nelle cinque categorie presenti: Forza, Destrezza, Costituzione, Intelligenza e Astuzia. Ogni categoria accrescere le varie capacità di Jax, dai danni che possiamo infliggere, la possibilità di utilizzare magie, aumentare la nostra salute oppure migliorare l’abilità nel dialogo. Ogni livello raggiunto ci elargisce 10 punti attributo da spendere nelle suddette categorie, con l’aggiunta di 1 punto abilità da investire nell’apprendimento dei vari tree skill, che spaziano dal combattimento, alla chimica, al crafting, ecc. Imparare nuove abilità non sarà semplice, perché saremo chiamati a esplorare Magalan alla ricerca di Maestri sparsi nel mondo di gioco, disposti a trasmetterci la loro conoscenza in materia, purché dotati dei giusti requisiti (per esempio un determinato livello di Forza o Intelligenza) e propensi a spendere i nostri sudati frammenti di Elex, la valuta nel mondo di gioco. Inoltre avere determinati livelli nei vari attributi, permetterà a Jax di impugnare armi più forti e devastanti.

Il mondo di Elex è spietato e pericoloso. Chi ha già avuto modo di giocare ad titoli di Piranha Bytes, sa esattamente a cosa va incontro, così come il team di sviluppo sa esattamente cosa cercano i loro fan. Un gioco punitivo, soprattutto nelle prime ore, dove all’inizio dell’avventura armati di tubo di piombo ci facciamo strada abbattendo le prime creature, con difficoltà e apprensione, consapevoli che un passo falso può costarci la vita. Dentro le lussureggianti foreste si nascondono pericoli in ogni angolo, che ci porteranno ad una prematura dipartita se non presteremo la dovuta attenzione. Oltre alla minaccia aliena, il nostro eroe dovrà vedersela con banditi spietati nascosti nelle rovine e con una fauna selvatica contaminata e mutata dall’Elex. È veramente un attimo ritrovarsi, soprattutto durante le prime ore, sopraffatti da un branco di Raptor o peggio. La mappa che fa da sfondo alla nostra avventura non è particolarmente ampia, ma presenta una buona varietà di ambientazioni. Oltre alle rovine del vecchio mondo come città, strade asfaltate e fabbriche, troveremo foreste, deserti radioattivi e picchi innevati nei pressi di un vulcano. Il team di sviluppo però, oltre qualche location inedita, ha deciso di riciclare buona parte della mappa del primo capitolo, aggiornandola per mostrare le conseguenze di ciò che è avvenuto nel gioco originale. Per esempio se nel primo gioco una città era in mano ad una fazione, ora lo gestirà un’altra, con tutte le conseguenze sul lato estetico e architettonico.

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Per spostarsi nella mappa non sono presenti cavalcature, ma per velocizzare il tutto troviamo due elementi fondamentali: il teletrasporto e il Jetpack. Il primo si può utilizzare in qualunque momento, attivando prima i vari terminali di destinazione sparsi per tutto il mondo, alcuni facili da individuare altri invece decisamente più nascosti. Una volta scoperto un terminale di destinazione, lo si potrà raggiugere in qualunque momento. Il Jetpack invece permette di volare liberamente permettendoci di superare ostacoli verticali, raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili e dare vita a violente battaglie aeree. Il Jetpack dovrà essere potenziato presso uno specifico tavolo da lavoro, con la possibilità di migliorarne la manovrabilità, la possibilità di combattere in aria o aumentare il serbatoio del carburante per allungare notevolmente il tempo in volo. Ci si innamora presto di questo mezzo e della libertà che esso ci offre. In caso avessimo bisogno di orientarci, abbiamo a disposizione una mappa completa, con la possibilità di aggiungere marcatori di vario tipo: presenza di grotte, loot, boss e altro.

Per quanto riguarda il sistema di combattimento, ELEX II è strutturato come un classico action GdR. Oltre la barra della salute che tiene sotto controllo i nostri punti vita, sono presenti anche quella della Mana, utilizzata come sempre per le magie, quella della stamina che si consuma combattendo o scattando e infine quella del serbatoio del Jetpack. I nostri avversari sono muniti con le barre della salute e della stamina, ben visibili sopra le loro teste, e starà al giocatore capire quando è il momento giusto per attaccare o difendersi. Riducendo la barra della stamina degli avversari, quest’ultimi rimarranno inermi per qualche secondo, permettendoci di sferrare potenti colpi critici. Attenzione però, perché infondere attacchi pesanti farà consumare buona parte della nostra di stamina, facendoci rimanere più deboli nel caso ci fossero altri nemici nei paraggi. Il combattimento sprona il giocatore a ragionare sulle proprie mosse, schivando attacchi all’ultimo momento e imparando i pattern di attacco dei vari avversari. Una parata mancata può costarci la vita.

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Le armi e le armature dislocate nel mondo di gioco non sono in gran numero, ma risultano comunque ben diversificate e curate. Sul versante dell’armamentario abbiamo spade, asce, martelli, falci, oppure balestre, archi, fucili a pallettoni o al plasma, lancia granate o lancia missili. Più l’arma è potente, più saranno alti i requisiti per impugnarla. Per quanto riguarda le armature, non esistono categorie come leggera, media o pesante, ma sarà solamente importante tenere d’occhio i punti difesa dei vari pezzi. Inoltre non servono particolari requisiti per indossarle, come per l’impugnare le armi, ma occorre solamente ottenerle o trovarle esplorando il mondo di gioco. Attenzione però che per mettere le mani su l’equipaggiamento più raro e potente, bisognerà unirsi ad una Fazione, per poi scalarne i ranghi. Verrete così premiati con l’accesso ad armi e armature davvero devastanti. Tenete bene a mente che unendovi a una fazione, non solo non avrete più accesso all’equipaggiamento delle altre, ma cambierete anche il corso della trama e il rapporto con gli altri NPC sparsi per la mappa. Inoltre per la prima volta in un gioco Piranha Bytes, non sarà obbligatorio unirvi ad una Fazione per completare la quest principale. Rinunciando però a questa possibilità, non si avranno accesso alle armi, armature e abilità più avanzate, rendendo l’avventura decisamente più ostica e difficile.

Parlando di Fazioni, il mondo di ELEX II ne propone cinque, ognuna con le proprie Quest, equipaggiamento e personaggi unici. La prima fazione che si incontra sono i Berserkers, un popolo che dopo il cataclisma della cometa ha rinunciato a qualsiasi forma di tecnologia, sperimentando grazie all’Elex lo sviluppo della Magia. Essi rappresentano la parte Medievale-Fantasy del gioco, affidandosi a vecchie armature, spade ed archi. Opposti a loro ci sono le Albe, che hanno scelto di utilizzare l’Elex per progredire nella tecnologia e nell’evoluzione della razza umana. Essi non si considerano più umani, avendo rinnegato buona parte dell’emozioni umane a causa del consumo di Elex nel loro organismo. La loro base, le armature e le armi delle Albe sono tecnologicamente high-tech, ricordando di molto l’equipaggiamento del protagonista del gioco Crysis, per intenderci. Inoltre grazie alle dosi di Elex che assumono possono accedere ad abilità sovrumane simili alla magia dei Berserkers. I Morkon invece sono una fazione che si nasconde nei sotterranei della vecchia città, vivendo in tunnel e grotte. Armai di doppiette e spade spuntate, indossano armature fatte di metallo e ossa dei loro nemici. I Morkon sono una fazione di fanatici, che venerano un dio crudele e utilizzano macabri rituali per rendersi più forti.

Mentre per accedere in queste tre Fazioni non è richiesto alcun requisito, se non ottenere la fiducia di un loro rappresentante, questione diversa è per le restanti due. Per entrare nei Fuorilegge, un gruppo di anarchici che sembrano usciti da un film di Mad Max, bisognerà prima aver scalato la gerarchia dei Morkon ed essere almeno di livello 20 con il proprio personaggio. Stesso discorso per i Chierici, una fazione a metà strada tra le Albe e i Berserkers. Le loro armature ricordano quelle dei cavalieri medievali, ma tecnologicamente avanzate, così come le loro armi. Il loro utilizzo dell’Elex si limita ad alimentare robot, Mech d’assalto e tutta la tecnologia del Castello. Per entrare nei Chierici bisognerà scalare le gerarchie degli Alba e aver raggiunto anche in questo caso il livello 20.

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Oltre alle Fazioni dobbiamo anche instaurare relazioni con alcuni NPC. Questi personaggi ci potranno affiancare durante le nostre scorribande, proponendoci alcune Missioni legate alla loro storia personale. Completando le loro missioni e gestendo con occhio i dialoghi a scelta multipla che si avranno con loro, si potrà saldare il rapporto fino ad una profonda amicizia, oppure in alcuni casi diventare perfino amanti. Questi personaggi reagiranno alle vostre scelte anche oltre le loro Missioni, potendo essere d’accordo o in disaccordo con voi durante tutta l’avventura. È possibile che l’amicizia si guasti, fino a diventare nemici ed essere traditi.

Il gioco presenta anche un sistema di Crafting, che consente di potenziare le armi, creare pozioni e munizioni. Per potenziare le armi più potenti bisognerà avere delle abilità specifiche, oltre che determinati materiali, che si possono raccogliere esplorando la mappa o estrarli dalle rocce, con l’utilizzo di appositi strumenti . Alcune armi più esclusive permettono inoltre di incastonare un determinato numero di Gemme, utili per aggiunge malus o altre caratteristiche, aumentandone così l’efficacia. Le lande di Magalan sono colme di rovine, rifugi di fortuna e insediamenti abbandonati dove cercare loot utile, sia per il crafting che per essere rivenduto presso i mercanti nelle città, cucinare cibo cacciato (molto comodo per rigenerare la Salute durante i viaggi senza sprecare pozioni), oppure riposarsi nei letti per far avanzare il tempo e rigenerare completamente la barra della salute e del Mana/Elex.

Arriviamo ora a parlare del versante tecnico di ELEX II, che purtroppo presenta diversi alti e bassi. La resa grafica generale può sembrare buona, ma ci sono alcune lacune che mostrano il fianco per un comparto grafico non adeguato agli standard attuali. La distanza visiva, per quando presente, mostra un basso livello di dettaglio nel panorama generale. I volti dei personaggi appaiono finti e plastici, sia nella resa visiva che nelle animazioni. Il titolo soffre di invadenti problemi di pop-up, in maniera terribilmente marcata su Xbox One. Per farvi un esempio, in una delle prime missioni dovevo attaccare un piccolo accampamento nemico. Munito di arco, mi arrampico su delle rovine accanto al campo nemico per poterli colpire da una postazione avvantaggiata. Scopro con mio stupore che, nonostante l’accampamento fosse distante nemmeno una decina di metri, i nemici non erano visibili. Ho dovuto avvicinarmi per vederli apparire davanti ai miei occhi. Questo problema l’ho riscontrato anche in alcune Cut-scene e non riguarda solo i personaggi, ma anche alcuni elementi strutturali dello scenario. Le location principali sono curate, a differenza delle lande esterne alle città, decisamente più anonime nella qualità e nel design. Il colpo d’occhio complessivo è comunque molto gradevole, soprattutto sulle macchine di attuale generazione. Sul lato animazioni il gioco inciampa più volte. Non sono perfette, anzi sono parecchio legnose e con diversi glitch presenti e altre imperfezioni. Non mancano all’appello inoltre numerosi problemi di compenetrazione, sia in-game che nei filmati, con armi e/o mani che compenetrano rozzamente su vestiti ed uniformi. Il frame-rate, impostato sui 30 fps su Xbox One e sui 60 fps su Xbox Series X, non è sempre stabile, avendo registrato casi di scarsa fluidità in alcune situazioni, come nelle battaglia più concitate.

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La storia viene portata avanti, eccetto per il filmato introduttivo realizzato in CGI, con cut-scene realizzate in tempo reale con il motore di gioco. La cura della regia e della messa in scena non è particolarmente brillante, ed escludendo qualche momento importante, il tutto è abbastanza anonimo. Sul versante sonoro troviamo delle orecchiabili musiche ambientali che accompagnano le nostre gesta, ma ben lontane dall’essere memorabili. Il gioco è completamente doppiato in lingua inglese, con una traduzione completa in italiano per quanto riguarda i sottotitoli e i testi.

Amore

Un mondo coinvolgente

- Una delle cose che ho apprezzato maggiormente in ELEX II è il suo mondo di gioco. Le terre di Magalan che compongono la mappa sono affascinanti, incentivando una esplorazione spesso appagante. Ogni rovina o castello diroccato potrebbe rappresentare una sfida che il gioco, nella sua struttura, ti invoglia ad affrontare. Si percepisce anche molto la diffidenza e l’ostilità tra le Fazioni, con le loro paure e aspirazioni che vengono a galla man mano che scavi nella lore, frutto di un ottimo lavoro di scrittura da parte del team di sviluppo.

Incarichi intrecciati per un mondo spezzato

- Non si può che apprezzare il lavoro svolto da Piranha Bytes per diversificare le cinque Fazioni che popolano la mappa. Ognuna ben diversificata nello stile, nelle ambizioni, con personaggi unici con cui interagire. È poi molto affascinante svolgere missioni che ci coinvolgono nelle sotto trame politiche delle Fazioni, scoprendo i legami e segreti che celano. Missioni che a volte si intrecciano tra di loro, coinvolgendo più personaggi e Fazioni, con la possibilità di vederle fallire miseramente.

Progressione libera

- Un altro elemento che mi sento di premiare è la progressione che si costruisce attorno al nostro personaggio. L’idea di dover scovare i Maestri per apprendere le abilità, per quanto non sia una novità assoluta nel panorama videoludico, rende lo sviluppo del proprio personaggio molto più interessante, spingendo il giocatore a valutare con attenzione dove investire i propri punti. Senza contare la soddisfazione di vedere i risultati ottenuti sviluppando il proprio personaggio, falciando senza problemi nemici che un tempo ci avrebbero schiacciato con un solo colpo.

Quando Iron Man incontra Lancillotto

- Chi l’avrebbe mai detto che le sorti del protagonista avrebbero pesato su un oggetto così piccolo? Protagonista indiscusso del gioco lo zaino Jetpack. Inizialmente limitato e poco utile, ma nella seconda metà del gioco questo strumento diventa indispensabile per esplorare e combattere. Il senso di libertà che crea non è da sottovalutare, soprattutto una volta che si è potenziato completamente, permette di coprire enormi distanze in volo e combattere in aria. Senza dimenticare che il suo accesso è slegato dalla Fazione che si sceglie di seguire, quindi se il vostro sogno è quello di essere un cavaliere, con indosso una cotta di maglia e armato di spada e scudo, che può combatte e librarsi in aria con un jetpack, ELEX II vi permetterà di farlo.

Rivelazioni interessanti

- Nonostante la trama che compone le avventure di ELEX II non sia memorabile, soprattutto nella prima parte della Storia, ho trovato la motivazione dietro l’invasione degli Skyand affascinante, con la loro origine decisamente non scontata. La storia del gioco nella seconda parte dell’avventura decolla e ingrana, peccato che poi il finale in questo caso sia proprio dietro l’angolo. Anche le storie delle varie Fazioni, comprese quelle dei personaggi che la popolano, sono molto gradevoli, mostrando come Pirahna Bytes sia abile nel costruire mondi e popoli, un po’ meno nello scrivere dialoghi e storie memorabili.

Odio

Tecnicamente zoppicante

- Il gioco, per quanto non sia mediocre sul lato grafico, presenta alcuni problemi di natura tecnica. Tra glitch grafici, bug, pop-up invadente (soprattutto sulla scorsa gen) e cali di frame-rate, il gioco non risulta ottimizzato al meglio. Niente che una patch post-lancio non possa sistemare, ma è innegabile che che questi difetti rovinino un po’ l’esperienza, soprattutto negli hardware più vecchi. Segnalo inoltre due problemi alquanto fastidiosi avvenuti durante le mie sessioni: numerosi crash del gioco, nel momento in cui attivato il teletrasporto, e diversi episodi in cui il gioco era convinto che il mio pad si fosse sconnesso, quando invece non lo era.

A Magalan non sono molto furbi

- Parliamoci chiaro: non mi aspettavo di fronteggiare dei guerrieri astuti, ma l’IA nemica non funziona. I nemici, anche se in gruppo, partono alla carica del giocatore senza valutare mosse alternative, generando spesso risultati grotteschi. Come un nemico poco lontano che ha lanciato una granata verso di me, falciando metà dei suoi compagni. Oppure quando, mentre assaltavo un accampamento di banditi, quelli più distanti (e parliamo di una manciata di metri) non ingaggiavano il combattimento per unirsi ai propri compagni. Solo quando mi sono avvicinato di qualche metro alla fine mi hanno “visto”. Non nego che questa IA rotta possa essere utile negli scontri più ostici, ma lascia decisamente l’amaro in bocca.

Realizzazione imperfetta

- Il gioco presenta un pesante riciclo di asset, sia nei volti/acconciature dei personaggi, sia nell’arredamento degli interni e soprattutto nei pattern d’attacco dei nemici. Che siano Fuorilegge, Chierici o Alieni Skyand, se questi personaggi impugnano una spada, avranno lo stesso tipo di attacco. Sarebbe stato bello vedere una maggiore varietà in questo caso, dando ad ogni fazione uno stile di combattimento. O almeno non riciclare sempre le solite manciate di mosse. Concludo segnalando dei problemi con la telecamera durante con i combattimenti, che a volte impazzisce rendendo difficili gli scontri con nemici volanti oppure di enorme statura.

Tiriamo le somme

ELEX II è esattamente quello che ci si aspetterebbe da un titolo Piranha Bytes. Un gioco vasto, libero e coinvolgente, ma allo stesso tempo rozzo e imperfetto. Elementi sopraffini si scontrano con verità amare, dettate da un comparto tecnico zoppicante e una IA nemica ridotta all’osso, in un continuo ottovolante fatto di emozioni contrastanti. C’è la possibilità che il gioco vi coinvolga profondamente, tenendovi incollati per decine e decine di ore, rendendo difficile staccarsi. Eppure c’è anche la possibilità concreta di odiare il gioco, per la sua costante imperfezione e quella difficoltà punitiva, che specialmente nelle prime fasi, vi metterà alla prova. Quello che posso assicurarvi è che, sotto la sua natura contraddittoria, pulsa violentemente un gioco creato con il cuore.
7.5

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L'autore

Nato 500 anni dopo la sua epoca ideale, è un appassionato di videogiochi e cinema fin da quando era bambino. Megalomane, egocentrico e inspiegabilmente affascinante, crede di sapere tutto sul mondo videoludico e cinematografico, non accettando obiezioni. Nessuno è pari alla sua magnificenza.