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Road 96

Recensione - Road 96PS5 PS4 DigitalGame

Dopo essere uscito lo scorso anno su PC, arriva anche sulle nostre console l'interessante Road 96, un titolo che ci propone di calarci nei panni di un adolescente mentre cerca di fuggire dalla sua nazione alla ricerca di un futuro migliore. Sarà davvero un viaggio ricco di emozioni, come ci ha promesso il team di sviluppo? Scopriamolo assieme.

Il Gioco

C'è qualcosa di speciale nell'esperienza del viaggio. Non parlo di tratte aeree da una città all'altra, ma mi riferisco all'esperienza di attraversare centinaia di chilometri a bordo di un'auto o un furgone, condividendo il proprio spazio personale con altre persone. Personalmente mi è capitato in un paio d'occasioni, di viaggiare per mezza Europa, assieme ad altre persone. Molte delle quali erano perfetti sconosciuti. In quel momento, non si ha altra scelta se non di condividere pensieri, esperienze e pezzi di vita con queste persone. Veniamo così, involontariamente catapultati nelle vite degli altri, sconosciuti, mentre fuori dal finestrino il paesaggio muta costantemente. Il tutto mentre si ascolta della buona musica grazie a una playlist perfettamente preparata. Il viaggio a quel punto diventa il protagonista, molto più della meta stessa. Ed è sorprendente come abbia riscoperto queste sensazioni grazie a Road 96.

MP Video - Road 96

Siamo negli anni 90, nell'estate del 1996 per l'esattezza. La fittizia Nazione di Petria, che non è altro che una rivisitazione dell'America di Trump, vive un momento fondamentale. Il 9 settembre sono previste le elezioni per eleggere il nuovo presidente, dove l'attuale carica è ricoperta dall'uscente Presidente Tyrak. Un uomo che, con il suo pugno di ferro, ha trasformato la nazione di Petria in un Paese senza futuro. La popolazione è divisa, spezzata, alla ricerca di un modo per poter far sentire la propria voce. Mentre una fazione di estremisti chiamata Brigate Nere, cerca di sovvertire il Regime con la violenza, una coraggiosa deputa sfida Tyrak alle prossime elezioni. Ma il presidente controlla i Media, i giornali, arricchisce la sua nazione con la vendita del petrolio e sa come comprarsi il favore dei suoi cittadini. Per molti giovani ragazzi e ragazze, spesso poco più che bambini, questa situazione ha superato il limite. Privati della loro libertà e dei loro sogni, vittime di un'oppressione sociale, inizia per loro una migrazione verso il confine a Nord, percorrendo la Road 96.

Il gioco, strutturato come un'avventura in soggettiva, ci invita a impersonare non uno, ma molti di questi ragazzi in fuga dalla loro vita. Pellegrini di cui non conosciamo né il volto né la loro storia, ma a cui saremo chiamati a plasmare il futuro loro e di tutta la Nazione. Perché ogni viaggio compone un mosaico più grande, un affresco di vite spezzate alla ricerca di uno scopo. Queste vite non sono altro che sette personaggi non giocanti unici che incontreremo lungo il nostro vagabondare. Il rapporto che costruiremo con questi personaggi, durante i nostri viaggi, potrebbe decidere il destino dell'intero Paese. L'opera realizzata dal team francese di DigixArt è una biografia cristallina e autentica dell'essenza del viaggio, che pesca sapientemente da altre opere, miscelando sensazioni ed emozioni. C'è un po' de “I Gonnies”, “I Ragazzi Perduti” e perfino un pizzico di “Life is Strange”. Tutto perfettamente miscelato e modellato dal team di sviluppo, fondato e guidato da Yoan Fanise e Anne-Laure, autori dell'eccezionale Valiant Heart, pubblicato da Ubisoft.

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Ogni viaggio su Road 96 è unico e speciale. Un Decameron personale redatto per rimanere impresso nei nostri ricordi. Ogni scelta, anche piccola, influenzerà il nostro pellegrinaggio e la vita di questi sette personaggi che incontreremo. Perchè i viaggi che il gioco ci invita a intraprendere non sono la nostra storia, ma sono la storia di queste sette persone e della nazione di Petria. Le scelte sono importanti, dicevamo, ma anche il saper ascoltare le altre persone ha il suo peso. Decidere di condividere il nostro tempo con questi sconosciuti e magari osare e spingersi oltre, invece di tirare dritto fino alla nostra meta, non solo cambierà il nostro percorso, ma soprattutto le loro vite. Esistenze colme di rimorsi, rabbia e tristezza. Non sarà facile, ma avremo modo di mettere insieme i pezzi delle loro vite, scoprendo verità che non ci saremmo mai aspettati. In tutto questo, le elezioni di Petria sono solo uno sfondo, un pretesto, per raccontare le storie di queste persone spezzate che cercano un modo di andare avanti. Abbiamo Alex, un ragazzino intelligente e appassionato di computer, che cerca la verità sul suo passato; Zoe, una adolescente in fuga che nasconde un segreto; Fanny, una poliziotta divisa tra il suo dovere e la sua coscienza; John, un camionista membro delle Brigate Nere, il cui obiettivo è scatenare una rivoluzione a Petria; Stan e Mitch, due rapinatori motociclisti decisamente fuori di testa, sulle tracce di un pericoloso assassino; Sonya, una giornalista totalmente al servizio del Regime di Tyrak, che cerca di dimenticare un trauma del suo passato; Jarod, un tassista che viaggia per la nazione in cerca di vendetta. Questi personaggi sono i veri protagonisti della vicenda, individui che incontreremo in modo procedurale lungo i nostri viaggi. La cosa affascinante è che tutte le conoscenze acquisite in un viaggio, ci saranno utili poi in tutti quelli successivi. Impersoniamo adolescenti diversi, eppure uniti da un'unica anima, la nostra. Sembra quasi che i personaggi non giocanti possano accorgersi di questo, chiedendoci se ci fossimo già incontrati. Ed era vero, ma in un altra vita, in un altro viaggio.

Ma come funziona la struttura dei viaggi? Per spiegarvi meglio questo concetto, dovete immaginare il motore che muove Road 96 come un insieme di momenti narrativi che coinvolgono i vari personaggi, che vengono pescati in modo procedurale ogni volta che si inizia un viaggio. Questi momenti saranno la storia che vivremo, attraverso i tanti protagonisti che saremo chiamati a impersonare. La storia del gioco può quindi dividersi in due parti distinte. Abbiamo una trama orizzontale, che inizia il 1 giugno 1996 per arrivare qualche mese dopo al giorno delle Elezioni, il 9 settembre. Abbiamo poi le trame verticali che sono i singoli viaggi che intraprenderemo con i vari ragazzini pellegrini. Ogni viaggio avrà quindi luogo dopo che il precedente è terminato, che sia stato un successo o meno. Il tutto incorniciato come se stessimo guardando una vecchia serie televisiva, dove la Stagione è il tempo che ci avvicina alle Elezioni, mentre i viaggi sono i singoli episodi. Badate bene che una volta completato un viaggio/episodio, non si potrà in alcun modo ripetere, perché le scelte fatte hanno inevitabilmente plasmato gli episodi futuri.

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Questo ha permesso agli autori di gestire gli archi narrativi dei sette personaggi in completa libertà, complice il fatto che ogni viaggio è scollegato. In questo modo il sistema procedurale funziona, perché ogni personaggio che (re)incontriamo in un viaggio, è consapevole di non averci mai visto prima, mentre noi magari grazie all'esperienza (e soprattutto confidenza) acquisita in uno dei viaggi precedenti, ne conosciamo il segreto o il passato. Questo ci permette di agire con il personaggio in questione in modi differenti, spingendolo a fare cose che nel viaggio passato non ci saremo mai impegnati a fare. Il tutto apre così a nuove possibilità, nuovi esiti, oppure ci sommerge di nuovi quesiti. In alcuni casi, interagendo con personaggi poco raccomandabili, sapremo che argomenti evitare per non farli esplodere in una rabbia scellerata nei nostri confronti.

Tutto questo, oltre che permetterci di scoprire sempre più dettagli e rivelazioni, ci porta a completare una percentuale di affinità con ognuno dei sette personaggi non giocanti principali. Questi poi, se svolgeremo certe azioni in modo soddisfacente ai loro occhi, ci ricompenseranno con abilità uniche. Stan e Mitch per esempio ci faranno dono di un grimaldello speciale, che ci consentirà di aprire qualunque porta chiusa. Oppure potremo rubare all'agente di polizia Fanny un tesserino governativo, che ci sbloccherà nuove possibilità di dialogo, per uscire da certe situazioni complicate. Senza questi oggetti e abilità uniche, la nostra odissea verso il confine sarà decisamente più complicata. Ma come tutta la struttura di Road 96, anche il momento in cui potrete ottenere questi Perk sarà completamente procedurale, disfacendosi così di molti limiti e aumentando il desiderio di effettuare una seconda run. Inoltre questa abilità una volta sbloccate, rimangono disponibili per tutti gli episodi successivi, semplificandoci il pellegrinaggio attraverso le lande di Petria.

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Parlando invece della struttura dei viaggi, le esperienze in Road 96 sono piuttosto semplici. Un viaggio può durare dai 60 ai 90 minuti, intervallando momenti a bordo di veicoli, come il camion di John oppure l'autobus che attraversa la nazione, a sezioni più esplorative nelle aree di sosta. Queste zone sono di piccole dimensioni, non portandoci via più di 15-20 minuti per completarle. Possono essere delle semplici stazioni di servizio o Motel, oppure location decisamente più particolari, come un Rave Party nel deserto o delle misteriose gallerie abbandonate. Una volta completato il plot orchestrato dagli sviluppatori in quella particolare area di sosta, potremo decidere come ripartire, scegliendo di fare l'autostop, chiamare un taxi, aspettare l'autobus oppure avviarci a piedi. È anche possibile rubare un'auto, ma bisognerà prima reperire le chiavi del mezzo nascoste nell'area. La scelta spetta a noi, influenzando lo stage successivo dell'episodio. Fare l'autostop potrebbe farci incontrare un determinato personaggio principale, mentre magari in quello stesso momento un altro di loro si trova in viaggio in autobus, il cui unico modo per incontrarlo era aspettare pazientemente che il mezzo pubblico passasse. Sono presenti anche diversi attività secondarie e mini-giochi, per diversificare l'azione e dare più ritmo alla nostra avventura. Vi ritroverete così a sfidare un personaggio a Pong, mitragliare con una spara-chiodi dal retro di un camion dei minacciosi inseguitori, oppure usare uno strano Metal Detector per trovare un oggetto importante nascosto sottoterra. Le attività in totale non sono molte, ma riescono comunque nell'intento di mettere un po' di pepe al momento giusto. Purtroppo alcune di queste attività non sono particolarmente riuscite, ma trattandosi solo di pochi minuti in un singolo viaggio, ciò non rovina affatto l'esperienza complessiva.

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Una cosa da tenere bene a mente è che il nostro viaggiatore non sarà immortale. Anche se impersoniamo dei ragazzini, potremo fare davvero una brutta fine, a volte anche in modi abbastanza discutibili. Per evitare che questo accada, è cosa molto saggia tenere sempre sott'occhio la barra della Resistenza. Questo indicatore scenderà man mano che viaggiamo, portandoci a un triste epilogo nel caso non facciamo qualcosa al riguardo al più presto. Per ripristinare la resistenza dovremo sostanzialmente mangiare, bere e riposarci. Il punto però è che tutto a Petria ha un prezzo, dal cibo alle camere nei Motel. Se dovessimo ritrovarci al verde, dovremo racimolare abbastanza denaro per sostenerci. Il modo più semplice per farlo è semplicemente rubarlo. Non fatevi bloccare dalla vostra etica, parliamo di rubare qualche decina di dollari per sopravvivere, non di rapinare una banca. Se l'idea di rubare proprio non vi aggrada, potrete sempre dormire tra gli scatoloni all'aperto e mangiare cibo marcio trovato nei cassonetti, con il rischio di arrivare alla frontiera parecchio esausti. Parlando appunto della frontiera, vi assicuro che attraversarla non sarà per nulla facile. Ci saranno vari modi per farlo ed eviterò di guastarvi la sorpresa, ma vi consiglio di arrivare con più resistenza possibile e con del denaro con voi. Tenete bene a mente che al Presidente Tyrak non piace chi cerca di emigrare dalla sua gloriosa nazione. Girano delle brutte voci su dove vengano spediti i ragazzini sorpresi ad attraversare la frontiera illegalmente.

Per aumentare la ramificazione offerta dal gioco, ci pensa anche il questionario iniziale. Rispondere alle varie domande ci proietterà in uno dei prologhi più adatti al nostro stile, rendendo ancora più personale il vostro viaggio. Completato il gioco, che vi impegnerà per circa una decina d'ore, sbloccherà il New Game Plus. La modalità farà ripartire il gioco dal 1 giugno 1996, mantenendo però tutte le statistiche e i perk sbloccati. Utile per completare le attività in sospeso, come le affinità con alcuni dei personaggi e la raccolta di collezionabili, camuffati da vecchie cassette musicali in perfetto stile anni ‘90.

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Tecnicamente il gioco si muove tra alti e bassi. Appoggiandosi al motore Unity, il team artistico di DigixArt ha saputo pennellare sapientemente degli scorci molto suggestivi. Trattandosi però di un team con risorse limitate, non sarà raro imbattersi in alcuni problemi tecnici, come alcuni dettagli poco rifiniti, texture in bassa qualità, pop-up e animazioni dei personaggi secondari in alcuni casi un po' innaturali. Di ottima fattura il comparto sonoro, con un doppiaggio inglese azzeccato una colonna sonora magnifica, perfetta per ogni occasione. Il gioco è disponibile in italiano per quanto riguarda i testi e i sottotitoli.

Amore

Non è un paese per giovani

- Uno delle cose che ho apprezzato di più di Road 96 è la quantità e qualità di tematiche messe in scena dagli sviluppatori. Le vicende di Petria pescano a grandi mani dalla nostra storia e società, calandoci in un contesto familiare e mai banale. Durante i nostri viaggi vivremo momenti divertenti, altre volte tristi oppure pericolosi. Per quanto il team di sviluppo abbia preferito comunque confezionare l'epopea con uno strato di leggerezza, usando uno stile grafico cartoonesco e miscelando il tutto con uno stile anni ‘90 attraverso i colori e la musica, il gioco a volte ci renderà partecipi di situazioni difficili e drammatiche. Certi momenti vi rimarranno impressi nella memoria ben oltre i titoli di coda. Certo, in alcune tematiche il gioco non scava abbastanza, scalfendo solo la superficie, ma la coralità della storia non ne risente affatto.

Le vite degli altri

- Road 96 racconta molte cose. È la storia del nostro viaggio, della vita di sette individui i cui percorsi sono destinato a intrecciarsi. È la storia di una generazione in fuga, nelle cui mani pesa la libertà di cambiare il destino di un paese. Ho apprezzato molto gli intrecci scritti dagli autori e della libertà che ci viene concessa nel modellarne il percorso. Durante il vostro viaggio potrete essere testimoni passivi di una rivoluzione imminente, oppure sarete liberi di denunciare i membri delle Brigate Nere, spezzando i percorsi di alcuni personaggi in modo sorprendente. La narrazione ci fa sognare, ci fa piombare nella malinconia. Lascia nelle nostre mani la libertà di modellare il destino di una rivoluzione politica e sociale, di una società prossima al collasso.

La melodia giusta nel posto giusto

- Di assoluta qualità è il lavoro svolto sulla colonna sonora. Tra le note di ogni brano, uscito prepotentemente dal millennio scorso, ci si lascia travolgere e ammaliare. Sia che fuoriesca dalla radio di un automobile, oppure che ci accompagna lungo le nostre camminate sotto le stelle, ogni pezzo musicale è posizionato al posto giusto. La musica ci accompagna per mano lungo il nostro viaggio, tra le bellezze di questo mondo, per poi abbandonarci all'improvviso. Quando poi ci siamo ormai abituati al silenzio, ecco che le note ritornano, tra le confessioni di una donna dall'anima distrutta, nascosta sotto falsi sorrisi, oppure tra i deliri di un padre che ha trasformato la sua tristezza in un odio viscerale. Per poi, alla fine di tutto, ritrovarci soli, dopo tanti momenti intimi, tra le rovine del mondo. Così terribilmente simile al nostro.

Odio

Qualche piccola imperfezione

- Purtroppo la qualità narrativa e sonora non si sposa sempre con quella visiva. Il gioco offre sì scenari evocativi, ma purtroppo alcune piccole imperfezioni intaccano la qualità complessiva. Alcune texture sono di bassa qualità, con alcuni dettagli parecchio fastidiosi. Per esempio, mentre vagavo per il deserto, ho trovato un pattern di texture completamente fuori contesto in una piccola porzione, che nemmeno copriva tutta la sua zona correttamente. Inoltre le animazioni di alcuni personaggi sono totalmente sbagliate, con mani che si muovono in modo decisamente innaturale. Il gioco poi soffre di un bizzarro problema di Pop-up in una particolare scena, camuffato in uno strano modo, per dare quasi la sensazione che sia voluto. Cosa che francamente ne dubito, rendendo tutto davvero troppo evidente e mal amalgamato. Segnalo infine che il gioco presenta dei rari filmati in-engine, che mostrano eventi paralleli al nostro viaggio. Questi filmati sembrano essere stati renderizzati in modo particolarmente compresso, con un bitrate video talmente basso, che non faticherete a vedere i pixel che compongono l'immagine. Parliamo ovviamente di piccole imperfezioni, ma che speravo venissero sistemate nel tempo intercorso dalla release PC.

Procedurale sì, procedurale no

- Per quanto trovi il sistema che muove il mondo di Road 96 efficiente, non posso non segnalare che alcune transizioni tra i vari stage di un episodio non sono perfetti. Per fare un esempio, in un viaggio mi sono fatto dare un passaggio da dei personaggi secondari a bordo della loro auto. Ad un certo punto potevo scegliere se scendere o proseguire con loro ancora un po'. Ho scelto di lasciare la vettura, per farmi una tratta a piedi. Quindi l'auto si ferma lungo la strada, per lasciarmi proseguire con le mie gambe. Dopo il caricamento per lo stage successivo, c'è nuovamente la scena con l'auto che si ferma per lasciarci a piedi, però la location è completamente differente. In quel caso il sistema procedurale ha caricato uno scenario che cozzava completamente con quello della scena precedente. Questi momenti guastando inevitabilmente l'atmosfera.

Tiriamo le somme

Road 96 è la letteratura del viaggio, nella sua essenza principale. L'opera di DigixArt oltre che essere un'ottima avventura in soggettiva, con elementi da rogue-like perfettamente amalgamati, è un'esperienza travolgente. Con i suoi momenti intimi, pone saggiamente da parte l'idea di mettere in scena un grande racconto epico. Entrare nel mondo di Road 96 vuol dire aprire un'antologia degli anni ‘90, con la sua musica e il suo stile, mentre viviamo attraverso gli occhi di questi ragazzi il passare di un'estate magnifica, sotto i raggi del sole e la bellezza delle stelle. Il motore del gioco assemblato da DigixArt funziona, grazie a un sistema che rende ogni viaggio un'esperienza unica, premiando il giocatore con il desiderio di rigiocabilità, complice la libertà di scelta che il gioco offre. Certo, alcune tematiche non sono approfondite abbastanza, ci sono imperfezioni grafiche e il sistema di transizione tra i vari stage a volte si intoppa, ma poco importa. Perché mentre vi trovate sul ciglio della strada, a fantasticare un futuro migliore, con attorno a voi il destino di Petria che prende forma, bramerete che quel viaggio non finisca mai. Vorrete rigiocarlo, completare al 100% ogni possibilità, conoscere ogni sfumatura di questo mondo. Ed è questo forse uno dei più grandi pregi di Road 96: mettere la vostra meta al secondo posto, e rendere invece il viaggio l'esperienza protagonista. Quindi, indossate lo zaino in spalla e mettetevi in marcia. Riposate quando potete, mangiate appena ne avrete la possibilità, non perdete mai di vista il vostro obiettivo, ma soprattutto… pensateci bene prima di chiamare un taxi. Non si ha mai la certezza di chi so potrebbe incontrare. Io vi ho avvertito.
8.0

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L'autore

Nato 500 anni dopo la sua epoca ideale, è un appassionato di videogiochi e cinema fin da quando era bambino. Megalomane, egocentrico e inspiegabilmente affascinante, crede di sapere tutto sul mondo videoludico e cinematografico, non accettando obiezioni. Nessuno è pari alla sua magnificenza.