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Matchpoint - Tennis Championships
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Recensione - Matchpoint - Tennis ChampionshipsPS5 PS4Game

di P 15 lug 2022
Estate è sinonimo dei grandi tornei di tennis, Wimbledon in primis; quale miglior modo per festeggiare la stagione che avere tra le mani un nuovo gioco di tennis? Ecco quindi arrivare Matchpoint - Tennis Championships di Torus Games, che abbiamo messo alla prova per scoprire se sia in grado di soddisfare i fan troppo a lungo orfani di serie tennistiche di qualità come Top Spin e Virtua Tennis. Eccovi il nostro parere sul gioco.
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Il Gioco

Negli ultimi 10 anni è stato difficile riuscire a mettere le mani su un titolo tennistico che potesse richiamare i livelli qualitativi dell’ultimo vero capolavoro del genere, Top Spin, ma anche del più arcade e divertentissimo Virtua Tennis; gli ultimi AO Tennis 2 e Tennis World Tour 2 sono risultati essere dei giochi onesti ma sicuramente non brillanti, quindi le speranze dei fan si sono spostate ora sul nuovo Matchpoint - Tennis Championships di Torus Games. Sin dalle prime battute, è evidente come ci si trovi davanti ad un titolo che fa dell’immediatezza la sua caratteristica principale con un’offerta, in termini di contenuti, decisamente basilare.

MP Video - Matchpoint - Tennis Championships

Appena lanciato il gioco abbiamo la possibilità di cimentarci in un match rapido (solo in singolo), una modalità Carriera, un tutorial, dei minigiochi per allenare i nostri colpi e, soprattutto, i nostri riflessi e, infine, la modalità multiplayer locale e online, con pieno supporto al crossplay tra piattaforme. Se decodoa,decidiamo di iniziare con il match di esibizione, possiamo selezionare due tra i tennisti professionisti presenti nel gioco come Carlos Alcaraz, Daniil Medvedev, Garbiñe Muguruza, Andrey Rublev, Casper Ruud, Hubert Hurkaczs, Nick Kyrgios, Benoît Paire, Heather Watson, Hugo Gaston, Kei Nishikori, Madison Keys, Victoria Azarenka, Amanda Anisimova, Taylor Fritz e Pablo Carreño Busta. Se abbiamo invece acquistato la Legends Edition, avremo a disposizione anche Tim Menman e Tommy Haas, anche se qui ci sarebbe da discutere in merito all’appellativo di “leggende”.

La modalità Carriera rappresenta il vero fulcro del gioco, mentre le altre fanno sostanzialmente da contorno; peccato per la mancanza del gioco in doppio, che si spera possa essere implementato con futuri aggiornamenti. Il multiplayer funziona più che dignitosamente e, in modalità online, i match scorrono in maniera abbastanza fluida con lag davvero contenuto. Proviamo ora a scendere sul campo di gioco per cercare di dare un giudizio su un titolo che, diciamolo subito, prova a spingere soprattutto sul versante simulativo. Saranno riusciti in questa non facile impresa gli audaci sviluppatori australiani ?

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Partiamo dai comandi di gioco, decisamente in linea con quanto visto in altri giochi passati: i quattro tasti frontali sono deputati alla gestione dei 4 colpi fondamentali (top spin, tiro piatto, slice e lob), mentre i due tasti dorsali ci aiutano nel giocare i colpi di volo e le smorzate. Appena iniziamo a giocare ci rendiamo conto di come in Matchpoint - Tennis Championships sia fondamentale il posizionamento del tennista, in quanto il suo movimento è fin troppo gestito dalla CPU indipendentemente dal livello di difficoltà che abbiamo scelto. Si tratta, indubbiamente, di una scelta di programmazione poco condivisibile considerato che, ad esempio, si riesce ad andare facilmente a rete solo quando siamo costretti, ad esempio, da una palla corta dell’avversario.

Durante gli scambi, per modificare la potenza del colpo basta premere il pulsante frontale in modo tale da riempire l'indicatore presente sullo schermo, azione che causerà la comparsa di un "mirino" sul campo avversario per impostare la direzione del colpo. Quello che non torna, però, è che spesso si riesce a colpire la palla anche se sbagliamo tempismo nell’esecuzione del colpo; questo non significa che è impossibile sbagliare, anzi, alle difficoltà più elevate gli errori non mancano, ma si ha l'impressione che il gioco sia meno punitivo di quanto dovrebbe.

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Mi è piaciuta invece la sensazione di velocità degli scambi, anche se avrei preferito una migliore distinzione tra le diverse superfici di gioco visto che non sono riuscito ad afferrare la differenza tra uno scambio sull’erba e uno sulla terra battuta. Funziona bene, come nella realtà, l’approccio a rete mediante rovesci in slice che rallentano la velocità della pallina e ci danno il tempo di avvicinarci mettendo in difficoltà l’avversario: una resa, per questa azione, sicuramente più verosimile rispetto a quanto visto in altri titoli tennistici più recenti. La faccia opposta della medaglia sta invece nella gestione degli smash che non si riesce mai a giocare ad un’altezza simile a quanto avviene nella realtà ma, piuttosto, sembra di giocare una volèe leggermente più alta con la quale è più difficile riuscire a colpire il famoso cursore presente nella metà campo avversaria.

Buona la gestione del servizio, che ci consente di mettere a segno stupendi ace sin dalle prime battute di gioco (soprattutto utilizzando il colpo tagliato ad elevata velocità) e di simulare anche la battuta dal basso di Kyrgios. Quello che non va assolutamente, invece, è la possibilità della CPU di giocare colpi ai limiti dell’irrazionale accompagnati, di sovente, a recuperi da supereroe Marvel. Interessante però il fatto che il gioco, in alcuni frangenti, ci suggerisca i punti di debolezza dell’avversario, un supporto davvero prezioso soprattutto in alcuni delicati frangenti del match. Rimane invece intatto uno dei difetti storici dei giochi di tennis, che neanche i migliori esponenti del genere sono riusciti ad eliminare del tutto: la difficoltà nel gioco di volo. Giocare con il naso attaccato alla rete senza un'adeguata preparazione del punto è praticamente impossibile, come d'altronde nel tennis reale, ma anche in presenza di attacchi profondi e ben piazzati risulta difficile leggere la profondità dei passanti avversari e quindi reagire con il giusto tempismo.

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I ragazzi di Torus Games hanno, inoltre, cercato di personalizzare i nostri avversari cercando di alternare i cosiddetti “pallettari” da fondocampo ai maniaci del gioco d’attacco; la cosa funziona fino ad un certo punto, perché i cambi di strategia non sono sempre così coerenti. E' abbastanza semplice vincere i primi tornei, quelli della categoria 250, ma noterete le prime difficoltà con quelli della 500 per poi dovervi impegnare davvero a fondo nei tornei della categoria 1000, i cosiddetti Masters.

Il gioco è completamente localizzato in italiano nei testi e meni di gioco, mentre il parlato (comunque di scarsa rilevanza) rimane in inglese.

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Amore

Tennisti in carriera

- Indubbiamente il cuore dell’esperienza di gioco è la modalità Carriera che, seppur implementata in maniera più semplicistica rispetto ad altre produzioni, risulta essere assolutamente funzionale ed appetibile anche per chi non ama perdersi tra eccessive personalizzazioni e cervellotici settaggi. La creazione dell’alter ego digitale è la premessa fondamentale, per poi passare alla scelta dell’allenatore e dell’equipaggiamento di gioco. Ottima, a mio avviso, la possibilità di migliorare il proprio giocatore attraverso una serie di minigiochi che vanno a comporre le singole sessioni d’allenamento. Peccato per l’impossibilità di affrontare una Carriera in doppio o di arricchire il tutto con sponsorizzazioni ed attività di tipo “social”. Uno dei punti di forza di Matchpoint - Tennis Championships risiede, inoltre, nell’impegno che richiede per riuscire a raggiungere la vetta della classifica mondiale in quanto, vi assicuro, non sarà facile riuscire a centrare l’obiettivo.

Buona gestione dei colpi

- Fatta eccezione per il servizio “da sotto” che in questi ultimi anni va tanto di moda, i colpi che abbiamo a disposizione per battere i nostri avversari, come già accennato, sono quelli usuali: piatti, slice, top-spin, pallonetti e palle corte. Come da tradizione la loro potenza dipende da quanto a lungo teniamo premuto il tasto corrispondente, ma stavolta a fare la differenza (ed è questo che distingue Matchpoint - Tennis Championships da altre produzioni) è il modo in cui possiamo posizionare ogni singolo colpo. Non appena premiamo uno dei suddetti pulsanti una sorta di mirino appare sul campo avversario, rimanendo visibile per 2/3 secondi in base a quanto in anticipo abbiamo iniziato il colpo. Questo è il tempo che abbiamo a disposizione per posizionarlo nella zona in cui vogliamo indirizzare il colpo. La precisione con cui questo atterrerà dipende dalla potenza impressa, ma anche dal posizionamento del nostro giocatore e dal suo equilibrio, un approccio davvero simulativo.

Animazioni fluide e funzionali

- Se, come leggerete più in basso, l’aspetto grafico del gioco sembra decisamente datato, quello che invece mi ha positivamente meravigliato è il dettaglio delle animazioni, assolutamente realistiche nella maggior parte dei casi. A volte sono carenti alcune transizioni tra due animazioni diverse, ma si tratta di una lacuna che non impatta in maniera così drammatica. Se si impara a gestire bene la potenza e la direzione dei colpi, le animazioni sono di grande impatto soprattutto dal punto di vista della simulazione.

Odio

Roster monco

- Se i tennisti presenti non sono pochi, non può passare inosservata l’assenza dei veri big mondiali come Nadal, Federer e Djokovic, così come dei tennisti di casa nostra tra i quali, ovviamente, il nostro numero 1 Matteo Berrettini. Si tratta di una grave mancanza che toglie molto fascino al gioco ed impedendo al giocatore di immedesimarsi nei giocatori di maggior talento a livello mondiale: decisamente una scelta discutibile che, presumo, è figlia di una produzione low budget.

Fisica da rivedere

- Pur nell'indubbia discreta velleità simulativa del gioco, alcune carenze vanno sottolineate anche allo scopo di spronare i programmatori a fare qualcosa di più in sede di aggiornamenti futuri. E’ il caso della fisica della pallina e della gestione dei rimbalzi che sembrano troppo simili tra le diverse superfici: ci si aspetterebbe un rimbalzo più regolare, ad esempio, sulla terra rossa e più “ribelle” sull’erba, ma questo non sempre avviene, a scapito della qualità simulativa.

Grafica migliorabile

- L’aspetto grafico appare decisamente datato con animazioni troppo statiche ed una scarsa caratterizzazione dei diversi giocatori, che appaiono tutti un po' troppo simili tra loro e hanno un’aria eccessivamente depressa.

Tiriamo le somme

Matchpoint - Tennis Championships è una simulazione tennistica che viaggia tra alti e bassi. Le premesse sono molto buone e le intenzioni ottime ma, sicuramente, non tutto è filato per il verso giusto. Indubbiamente l’aspetto grafico è assolutamente da rivedere così come sono perfezionabili alcuni aspetti legati alla fisica della palla (si veda, ad esempio, la gestione dei rimbalzi) ma, una volta padroneggiato il sistema di controllo, vi toglierete delle discrete soddisfazioni. Il vero problema del gioco è la carenza di contenuti perché, al di là della modalità Carriera, c’è poca carne al fuoco in termini di modalità. Il divertimento, però, c’è e questo vale soprattutto per chi va alla ricerca della simulazione. Per chi avesse intenzione di acquistarlo, comunque, consiglierei di attendere eventuali aggiornamenti.
6.5

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L'autore

Da sempre grande amante di tutti gli sport, ha trasferito questa passione nel mondo dei videogiochi non disdegnando però anche gli altri generi. Ama il nostro calcio quanto sport come il football e l'hockey, ma è sempre pronto a blastare qualche alieno quando ce n'è il bisogno!