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Last Day of June
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Last Day of June - anteprima hands-on

A fine maggio avevamo potuto sbirciare i primi dieci minuti della nuova fiaba interattiva degli italiani Ovosonico Last Day of June, dove i temi dell’amore, della vita e del dolore vengono sintetizzati nella domanda “Cosa saremmo disposti a fare per salvare la persona che amiamo?”. Ora abbiamo finalmente potuto provare con mano il gioco presso gli uffici milanesi di 505 Games: eccovi le nostre sensazioni dopo averne giocato i primi due capitoli.
Se avete letto la nostra precedente anteprima di Last Day of June, già saprete che il prologo ed i titoli di testa del gioco ci introducono alle atmosfere e alla storia dei due protagonisti. June & Carl sono due anime gemelle che vediamo passare momenti felici in riva ad un lago ed a casa loro. E’ proprio durante una gita al lago che vengono colti da un temporale che li costringe a tornare velocemente in macchina ma sulla via di casa, al momento in cui la macchina entra in una galleria, i colori sgargianti diventano lividi e un rumore di frenata seguito da un frastuono ci annunciano che è successo qualcosa di brutto. Una dissolvenza ci riporta nella loro casa, con la poltrona di June vuota e Carl che si risveglia da un incubo. L’incubo è realtà, perché June è morta e Carl per muoversi deve far uso di una carrozzella.

Questi primi dieci minuti sono un misto di sequenze cinematografiche e nostre interazioni con alcuni oggetti, giusto per far conoscenza con le meccaniche del gioco che, peraltro, sono molto semplici: solo le due levette analogiche e pochi bottoni bastano per muoverci ed interagire con mondo e personaggi. Non essendoci dialoghi, il gameplay è l'unico strumento narrativo scelto da Ovosonico. Anche le informazioni sono minime, ma subito facciamo conoscenza con i pochi personaggi che danno vita a Last Day of June. Infatti, nel piccolo villaggio dove si svolge la nostra storia, oltre a June e Carl troviamo un bambino che gioca a palla, un cacciatore che sparacchia in aria, un bulldog che abbaia in continuazione, un vecchio arrabbiato con il mondo e una signorina dall’aria molto triste. La storia personale dei protagonisti è inizialmente nascosta: di June conosciamo solo la sua passione per la pittura, che è poi la chiave narrativa del gioco.

Salgo sulla carrozzella e comincio a girare per la casa: tutto ciò che osservo ricorda a Carl di June, e allora entro nel suo studio e mi avvicino ad un suo autoritratto. Lo tocco ed il quadro sembra prender vita. In realtà è un sogno o un flashback, perché la scena ritratta è la causa dell’incidente. Mentre stiamo tornando dal lago sotto la pioggia, improvvisamente appare una palla in mezzo alla strada: un bambino si lancia per raccoglierla, Carl frena, l’auto sbanda e finisce fuori strada. Il sogno è così reale che tutta la casa sembra prender vita. La porta che conduce verso l’esterno si apre, esco e vedo per la prima volta parte del villaggio in cui è ambientato il gioco. Ma appare in parte sfuocato, e distribuite un po’ dappertutto ci sono piccole scene di vita luccicanti composte prevalentemente da ricordi di Carl con June. Le posso toccare ma, a parte attivare una maggior luminescenza, rimangono statiche. Le osservo meglio ed in realtà queste figure sembrano rappresentazioni del passato dei due innamorati, ma anche di un futuro non ancora vissuto, un futuro in cui c’è ancora June.

MP Video - Last Day of June

Mi sposto e mi accorgo che in alcuni luoghi ci sono dei cavalletti con dei quadri. Solo uno di questi è raggiungibile: è quello che raffigura il bambino con la palla. Mi avvicino e lo tocco. C’è un cambio totale di scena, ora sono all’interno della casa e di fronte a me ci sono dei cavalletti con dei quadri che rappresentano i personaggi del gioco in bianco e nero, ma l’unico con cui posso interagire è quello che raffigura il bambino. Lo tocco e un’altra dissolvenza mi porta all’esterno della casa ma non sono più Carl: ora sto impersonando il bambino nel villaggio, che stavolta è reale. Un piccolo borgo con una grafica acquerello in cui scorgo muoversi i restanti protagonisti: il cacciatore, il nonno, la signorina ed il cane. A video non compare nessun aiuto né alcuna indicazione sul potenziale obiettivo, ma un gioco di inquadrature mi suggerisce alcuni oggetti con cui dovrei interagire. Raggiungo la palla e comincio a giocare con il cane. Alcuni colpi con la palla mi portano sino al punto in cui il cane la lancia in mezzo alla strada. Io la inseguo ed arriva la macchina con Carl e June, che per evitarmi si schianta. A questo punto posso decidere se terminare la mia giornata e così facendo salvo i progressi della partita ritrovandomi di nuovo nella stanza con i cavalletti. Ma così non ho raggiunto nessun risultato, e quindi non mi resta che toccare l’unico quadro ”attivo” per riavvolgere la storia ritrasformandomi di nuovo nel bambino. Provo così ad interagire con altri elementi dello scenario che non vi rivelo, riuscendo infine a modificare gli eventi della storia.

Concludo il mio giorno da bambino e il quadro nella stanza si colora comunicandomi di aver terminato il primo capitolo. Ora posso toccare un secondo quadro che rappresenta la signorina. Nel momento in cui lo faccio parte la scena con la macchina che corre sotto la pioggia supera indenne il punto dell’incidente, dietro una curva c’è un furgoncino guidato della signorina che ha perso i bagagli in mezzo alla strada. Carl per evitarli esce di strada ed eccoci a rivivere nuovamente la tragedia iniziale. Terminata la sequenza sono di nuovo nei panni di Carl e mi ritrovo a vagare ancora nella versione onirica del villaggio, che per noi rappresenta l’hub del gioco. Questa volta riesco ad accedere al quadro che rappresenta la signorina triste, lo tocco ed inizia il mio percorso nei panni del nuovo personaggio. Mi trovo in una casa e la sequenza con cui si apre questo capitolo rivela nuovi aspetti della storia che danno a Last Day of June una profondità inaspettata. La signorina ha dei problemi che arricchiscono la trama, e per questo motivo sta terminando un trasloco. Ho ancora un pacco da sistemare sul furgone, e risolvendo degli enigmi che non posso rivelarvi riesco nel mio obiettivo, riuscendo anche stavolta a cambiare il corso della storia.

In questa fase capisco che non si tratta più di semplici enigmi come inizialmente pensavo: tutte le vite dei personaggi sono collegate tra loro da un legame narrativo che dovrà essere dipanato affinché tutto combaci e porti a risolvere i vari problemi di vita che si intrecciano in questo piccolo mondo. E anche le strane bolle trasparenti che ogni tanto possiamo raccogliere nel villaggio senza sapere a cosa servano si riveleranno utili per decifrare alcune informazioni che potremo trovare nell’hub.

Riesco a terminare anche il secondo capitolo ma, ovviamente, Carl e June troveranno altri ostacoli nella loro strada ed io, che ormai sono affascinato da questi intrecci, muoio dalla voglia di toccare i prossimi quadri. Last Day of June rientra in quella categoria di giochi che ci fanno bene. Qualunque sia la vostra tipologia di gioco preferita, si ha di tanto in tanto la necessità di staccare e lasciarsi trasportare da emozioni che nel 99% dei giochi non si trovano. Una fiaba interattiva unica ed avvincente dove Ovosonico affronta e descrive i temi della vita e dell’amore senza dialoghi ma con una sapiente regia che utilizza quadri color pastello per narrare la storia e una colonna sonora che ci prende per mano per tutto il gioco. Insomma, sembra un titolo imperdibile per gli amanti dei titoli emozionanti e dalla forte componente narrativa; potremo averlo a partire dal 31 agosto 2017.

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L'autore

Amante degli animali, tecnologo, videogiocatore da sempre, passa dai Laboratori di Ricerca in Biologia Molecolare alle Multinazionali IT Americane nei gloriosi anni ‘90. La giornata perfetta: un paio di Martini molto secchi, Frank Zappa nelle orecchie, 3-4 ore divise tra Doom e Half-Life e al fianco la sua "ferocissima" bassottina a pelo duro.

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