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Wolfenstein II: The New Colossus
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Wolfenstein II: The New Colossus - provato alla Gamescom

In occasione della Gamescom abbiamo finalmente potuto provare Wolfenstein II: The New Colossus, seguito di una delle maggiori sorprese FPS degli ultimi anni che ci riporta nei panni di B. J. Blazkowicz contro un regime tedesco più agguerrito che mai. Eccovi le nostre impressioni dopo una lunga sessione di gioco.
Wolfenstein II: The New Colossus è il sequel diretto ed immediato del Wolfenstein: The New Order che nel 2004 è riuscito a far rinascere la mitica serie di id Software adattandola ai gusti dei giocatori moderni, ed avrà luogo immediatamente dopo la battaglia finale del precedente titolo. E' proprio da qui che gli sviluppatori di Bethesda mi hanno invitato a giocare durante la sessione demo (su PC) allestita alla Gamescom, facendomi svolgere la prima missione del gioco per poi saltare ad una missione più avanzata nel corso della storia.

Se avete seguito le notizie ed i video del gioco, avrete probabilmente già visto la prima missione nella seguente dimostrazione di gameplay:

MP Video - Wolfenstein II: The New Colossus

La missione inizia con B. J. Blazkowicz in un letto dell'infermeria del sottomarino rubato ai nazisti nel titolo precedente, ancora malconcio e pesantemente ferito dopo la battaglia finale del gioco. Il nostro eroe non fa in tempo a svegliarsi ed a rendersi conto del suo stato che sente degli spari provenire dai corridoi del sottomarino, e vede un compagno finire crivellato di colpi sulla porta della stanza; i tedeschi sono riusciti ad entrare e lo stanno probabilmente cercando. Visto che sembra essere paralizzato alle gambe, B. J. sale su una sedia a rotelle, prende le armi del soldato morto ed è pronto all'azione. Vi eviterò una descrizione dettagliata della missione visto che è visibile per intero nel filmato soprastante, ma vi basterà sapere che questa prima missione si svolge tutta sulla sedia a rotelle, mentre percorriamo i vari corridoi eliminando i soldati ed usando alcuni nastri trasportatori ed enormi ruote meccaniche per raggiungere i locali più alti del vascello. E' una missione estremamente lineare, durante la quale incontriamo un dottore che informa B. J. che sta davvero messo male: gli organi interni stanno collassando ed avrà presto problemi ad espletare anche le più semplici funzioni corporali, quindi sembra che gli sia rimasto davvero poco tempo. Il soldato non ne vuole però sapere ed è determinato a raggiungere Anya, la sua amante anch'essa sul sottomarino. Dopo diverse sparatorie (molte delle quali evitabili utilizzando un approccio stealth e facendo fuori le guardie avvicinandoci da dietro quando non ci vedono) e qualche sezione che ci vede cercare strade alternative per disattivare dei portali elettrici che riducono in poltiglia chiunque li attraversi, raggiungiamo Anya e con lei arriviamo sul ponte del sottomarino, solo per assistere alla scena di una comandante tedesca che prende in ostaggio la leader della resistenza, Caroline, mentre indossa un'avveniristica e potentissima armatura-esoscheletro. La nazista usa un megafono per dire a Blazkowicz di uscire allo scoperto ovunque si trovi, se non vuole vedere Caroline fare una brutta fine: B. J. decide quindi di presentarsi ai tedeschi, che lo deridono vedendo un uomo malandato ed in carrozzina invece del possente guerriero ormai temuto da tutto il Reich. Dopo una divertente sequenza che coinvolge la figlia cicciottella e piena di scrupoli della comandante, le sorti della situazione si invertono e B. J. riesce ad uscirne non solo tutto intero ma anche in grado di muoversi nuovamente sulle sue gambe: non vi rivelerò ovviamente come, visto che questa parte è omessa anche dal filmato soprastante, ma è ovviamente un colpo di scena che darà poi il via a tutto il resto della storia.

Terminata questa prima parte, la demo mi ha poi catapultato in una missione più avanzata nella storia: qui ho trovato B. J. su un velivolo della resistenza mentre era in riunione con altri personaggi, i quali spiegavano che i tedeschi stanno lavorando ad armi basate su tecnologia aliena, derivata da un UFO caduto poco prima. E dove possono essere condotti simili studi? Ma a Roswell, ovviamente! La scopo di B. J., in questo frangente, era di infiltrarsi nella base superprotetta portando con sé una bomba da far detonare all'interno; viene quindi lasciato appena fuori dalla cittadina del New Mexico, camuffato da vigile del fuoco e con un enorme idrante in mano, che in realtà nasconde la bomba.

Qui è iniziata una fase esplorativa molto ben fatta dove non era possibile sparare o combattere: ho semplicemente potuto iniziare ad esplorare le strade di Roswell nella giornata che festeggiava il Victory Day, quando i tedeschi hanno sconfitto gli americani; la città era addobbata a festa e la folla si accalcava ad ammirare una parata di nazisti per le strade. La città è risultata essere dettagliatissima, con numerose cose da guardare compresa una divertente scenetta che coinvolgeva due guardie naziste e dei membri un po' scemi del KKK. Dopo aver gironzolato un po' mi sono recato in un bar dove dovevo incontrare un contatto della resistenza, ma è entrato improvvisamente un comandante tedesco molto loquace che, dopo una breve chiacchierata, mi ha riconosciuto su un poster segnaletico ed ha provato ad arrestarmi, ma non ha fatto in tempo ad afferrare la pistola che il barista gli ha fatto saltare le cervella: era il mio contatto. Il barista mi ha poi portato in un locale nascosto del bar in cui mi ha spiegato che i nazisti hanno creato una rete sotterranea di ferrovie per unire tutte le loro basi, e proprio lì sotto passava quella che conduceva al complesso sperimentale di Roswell. Mi sono così recato nella vicina stazione sotterranea dei nazisti con lo scopo di salire su un treno e dirigerlo verso il complesso di ricerca; qui le cose hanno iniziato a farsi molto più complesse rispetto alla missione precedente. La stazione era super-sorvegliata e, dopo essere perito più volte per aver cercato un approccio a mitra spianati, ho tentato la via dello stealth riuscendo a farmi strada senza essere scoperto uccidendo tutti i soldati, fino ad una cabina di comando sopraelevata dalla quale dovevo attivare un meccanismo che avrebbe aperto la ferrovia verso la mia destinazione. Premuto il pulsante che attivava questo meccanismo, però, due soldati robotici hanno fatto irruzione dal vetro della cabina ed è scoppiato l'inferno: ovviamente non potevo più procedere in maniera silenziosa. Sono quindi fuggito velocemente per le scale da cui ero arrivato facendo fuori tutti i soldati che incontravo, e cercando di non farmi accoppare sono riuscito ad arrivare sul tetto di un treno calandomi poi all'interno da un oblò.

Una volta sul treno lo scopo era raggiungere la motrice ed avviarla, ma ovviamente i vagoni erano pieni di guardie tedesche, quindi tornando ad usare un approccio stealth ho percorso tutte le carrozze fino ad arrivare ad attivare la motrice: il treno è partito e mi ha condotto fino all'impianto di Roswell. Qui sono arrivato al centro di comando della base, dove dovevo piazzare la mia bomba (che al bar avevo posto convenientemente in uno zaino): ovviamente anche questo era super-sorvegliato e l'approccio stealth stavolta non è servito. Il centro di comando era molto vasto e con molteplici vie di fuga, quindi qui il gameplay è diventato incredibilmente frenetico, con me che cercavo di far fuori più soldati possibile mentre raccoglievo armatura e medkit per non soccombere (ma questo è comunque accaduto più di una volta); i nemici erano sia soldati normali che guardie robotiche che enormi tank umani con delle armi spara-laser. Dopo aver fatto fuori decine di nemici sono infine riuscito a piazzare la bomba, cosa che ha causato l'apertura di un portellone dal quale è uscito un enorme boss meccanico spara-missili, che ricorderete forse da questo video:

MP Video - Wolfenstein II: The New Colossus

Utilizzando le armi recuperate dai cadaveri dei nemici morti, soprattutto quelle spara-laser, sono quindi riuscito a far fuori anche il boss fuggendo poi dalla base. La missione si è conclusa con B. J. che, allontanandosi in moto, vedeva la base saltare in aria.

Questa sessione di gioco, che mi ha impegnato per circa un'ora e mezza, mi ha convinto dell'estrema bontà del titolo di Machinhead Games: dal punto di vista del gameplay ritroviamo molte delle meccaniche del primo gioco, compresa anche quella dei luogotenenti indicati sul radar e da far fuori per prima per non fargli chiamare rinforzi, ma sono presenti anche novità come l'utilizzo di asce e accette da lancio o da usare nei combattimenti ravvicinati per uccisioni brutali. I livelli hanno mostrato un mix di sezioni "a corridoio" molto lineari ed altre più aperte e con strade multiple per raggiungere l'obiettivo, mentre l'azione si è dimostrata sempre molto adrenalinica. Anche graficamente (ma ho giocato su PC) è risultato essere estremamente valido, con livelli molto dettagliati ed un'ottima pulizia dell'immagine.

Ma la cosa che mi ha convinto maggiormente è stato il maggior focus messo dagli sviluppatori nel comparto narrativo: le cut-scene sono lunghe, presentano personaggi molto ben caratterizzati e non manca qualche nota umoristica, rendendo il tutto molto più interessante da seguire. Se tanto mi dà tanto, Wolfenstein II: The New Colossus promette di essere migliore in tutti i sensi rispetto al predecessore, proponendosi come un must-buy per tutti quelli che avevano apprezzato The New Order. Per scoprire se sarà davvero così, dovremo attendere l'uscita prevista per il 27 ottobre.

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L'autore

Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, inizia nel 2002 un'avventura da insider nel mondo dei videogiochi partendo con la concorrenza ma maturando sempre più interesse per il mondo Playstation. Nel 2013 decide finalmente di aprire MondoPlay, con l'obiettivo di farlo diventare il sito di riferimento per tutti gli amanti italiani della console Sony.

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