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Final Fantasy XIV: A Realm Reborn
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Recensione - Final Fantasy XIV: A Realm Reborn

Dopo un Final Fantasy XIV che su PC non era riuscito a convincere per nulla critica e pubblico, Square Enix ci riprova con la versione 2.0: Final Fantasy XIV: A Realm Reborn, che approda stavolta anche su PlayStation 3. Scopriamo se il gioco è veramente rinato come suggerisce il titolo.

Il Gioco

Sono passati 5 anni da quando le fiamme di Bahamut hanno raso al suolo gran parte di Eorzea: in quella grande battaglia un gruppo di avventurieri si sacrificò nel conflitto finale, ma nonostante ogni singolo abitante abbia impresso nella mente quell'evento, quando provano a ricordare le loro facce l'unica cosa che vedono è la loro sagoma controluce, motivo per cui sono stati ribattezzati come “Guerrieri della Luce”. Ora Eorzea sta risorgendo, con le varie gilde più attive che mai grazie alla nuova ondata di avventurieri in cerca di gloria, ma nell'ombra intrighi politici e nuove calamità minacciano l'appena ritrovata pace. E' arrivato quindi il momento di entrare in scena, ma prima dobbiamo creare il nostro alter-ego da immettere nel vasto mondo di questo nuovo MMORPG: Final Fantasy XIV: A Realm Reborn offre un editor di tutto rispetto e, dopo aver selezionato la classe di appartenenza (Hyur, Elezen, Lalafell, Miqo'te, Roegadyn), ci si può sbizzarrire modificando praticamente ogni dettaglio del personaggio, dalla statura e colore dei capelli fino ad arrivare alla lunghezza del naso e degli zigomi. Ogni razza inoltre è divisa in due clan, ma le differenze, oltre all'estetica e al background storico, sono minime.

Si passa così alla scelta della classe, e per iniziare abbiamo a disposizione “solo” 8 opzioni: Gladiator e Marauder (classici tank che possono resistere a grandi danni e fungono da “esca” nel party), Lancer, Pugilist, Arcanist, Thaumaturge e Archer (classi nate per fare più danno possibile) e un curatore puro, ovvero il Conjuer. Avanzando nel gioco sarà possibile tuttavia cambiare in qualsiasi momento la classe di appartenenza semplicemente entrando nella relativa gilda ed equipaggiando lo strumento tipico della classe. Siete stanchi di massacrare mostri con l'ascia del Marauder e volete provare a dare fuoco a tutto con le magie del Thaumaturge? Basterà entrare nel menu del personaggio, equipaggiare la bacchetta e il gioco è fatto, ma naturalmente ogni classe ha il livello di esperienza separato. Alle classi base si uniscono anche altre 9 specializzazioni, ovvero Warrior, Paladin, Monk, Bard, Scholar, Summoner, Dragoon, Black Mage e White Mage. Queste specializzazioni sono sbloccabili con delle specifiche combinazioni di classi, di cui una deve essere di livello 30 e l'altra almeno di livello 15.

Proseguendo nell'avventura inoltre ci si potrà unire anche a tipi di gilde diverse da quelle del combattimento e della magia, ovvero le classi dei Discepoli della Terra (Fisher, Miner, Botanist) e della Mano (Carpenter, Armorer, Goldsmith, Tanner, Weaver, Culinar e Alchemist). Queste classi richiedono lo stesso identico ammontare di punti XP delle altre per avanzare di livello, ma per ottenerli non dovremo eliminare mostri su mostri, bensì dedicarci all'arte del crafting e creare oggetti sempre più complessi, estrarre minerali rari, pescare pesce pregiato o cucinare piatti elaborati. Per rendere il crafting più interessante non basterà possedere i materiali richiesti per creare automaticamente l'oggetto, ma dovremo forgiarlo esattamente come se fossimo in un combattimento, alternando poteri speciali e abilità varie per ottenere il massimo della qualità prima che l'oggetto si rompa.

Veniamo quindi al sistema di combattimento, che pur non rappresentando un'innovazione per il genere si dimostra solido e appagante. Ogni azione è assegnata ad una griglia con slot corrispondenti ai vari tasti del joystick, e si possono creare fino ad 8 griglie diverse che si possono cambiare istantaneamente tenendo premuto L1 e selezionando quella più adatta alla situazione. La mappatura si è rivelata semplice e funzionale, tanto da non far rimpiangere minimamente tastiera e mouse. Una volta iniziato un combattimento (la maggior parte dei mostri ci attacca solo se siamo noi ad iniziare, altrimenti ci ignora) un sistema di lock-on ci permette di avere sempre ben inquadrato il nemico, e oltre a scegliere accuratamente le azioni da eseguire calcolando i tempi di cooldown (ovvero il “raffreddamento” dell'abilità, più potente è l'effetto e più tempo ci vorrà prima di poter utilizzarlo nuovamente) dovremo anche stare attenti agli attacchi nemici, la cui area di azione verrà segnalata in rosso, costringendoci a muoverci frequentemente e rendendo gli scontri più frenetici e dinamici. Oltre al raffreddamento, ogni abilità richiederà un costo in punti TP o MP a seconda che siano fisici o magici, ma entrambi si ricaricano piuttosto velocemente e solo in rare situazioni si rimane completamente a secco durante le battaglie normali, mentre il discorso è diverso contro i boss o in scontri particolarmente prolungati.

La vera tatticità dei combattimenti di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn si vede tuttavia nei Raid, ovvero missioni e dungeon da affrontare necessariamente con un party: avere un tank pronto a subire tutti i danni, degli attaccanti degni di questo nome e soprattutto un curatore che provvede a mantenere tutti in vita saranno solo la base per il successo, ma per ottenere risultati migliori bisogna saper cooperare e trovare la migliore combinazione per massimizzare gli effetti senza rimanere a secco di TP e MP, coordinando gli attacchi per non avere momenti “morti” in attesa del cooldown delle abilità. Oltre ai Raid ci si può in qualsiasi momento “prenotare” tramite il Duty Finder per delle missioni particolari suddivise per livello di difficoltà da giocare sempre con un party, e il sistema ricercherà automaticamente altri giocatori in attesa formando un party composto da un tank, due attaccanti e un curatore. Una volta trovati i membri necessari un messaggio ci informerà che la missione è pronta, e accettando verremo teletrasportati sul campo di battaglia. Una volta finita la quest verremo riportati esattamente nel punto in cui abbiamo ricevuto il messaggio, pronti a continuare la nostra avventura.

Esplorando l'ambiente ci si può imbattere inoltre in dei FATE, ovvero eventi casuali che di solito si riducono all'uccisione di mostri con qualche variante ogni tanto: basta entrare nell'area delimitata per prenderne parte automaticamente, e una volta completato l'incarico si riceve un quantitativo di esperienza e denaro in base al nostro contributo. I premi di solito sono abbastanza ricchi, per cui ogni volta che ci imbatteremo in un FATE nelle vicinanze saremo certi di vedere diverse decine di giocatori tutti riuniti nello stesso posto che collaborano per portare a termine l'obiettivo. I FATE si rivelano quindi ottimi per avanzare velocemente di livello, ma non sono i soli “aiuti”: una volta arrivati al livello 10 sbloccheremo le Levequest, ovvero delle missioni specifiche per ogni classe da affrontare per quante volte vogliamo, e ognuna garantisce un sostanzioso numero di punti esperienza e monete. Di solito si tratta di quest semplici come recarsi in una certa area ed eliminare tot nemici, ma ci sono anche piccole variazioni sul tema, come ad esempio scortare un altro personaggio o catturare vive delle prede.

La componente cooperativa non è tuttavia l'unica presente in Final Fantasy XIV: A Realm Reborn; infatti, come ogni MMO che si rispetti, vi è anche la componente PvP, anche se purtroppo al momento è estremamente limitata e verrà implementata completamente solo tramite un aggiornamento futuro. Decisamente interessante inoltre la modalità Frontlines, ovvero un evento PvP (sempre ancora da implementare) in cui affronteremo battaglie su grande scala tra le città principali.

Amore

Benvenuti a Eorzea

- il mondo di gioco è uno degli aspetti che mi ha colpito di più in Final Fantasy XIV: A Realm Reborn. Le varie aree di gioco sono estremamente varie e ben caratterizzate, come la città portuale di Limsa Lominsa con i suoi cantieri navali e l'ambientazione piratesca, la verdeggiante Gridania con fitte foreste e i terreni più aspri e aridi di Ul'dah. Ogni regione ha luoghi caratteristici con scorci a volte veramente suggestivi, il tutto arricchito da un ciclo giorno/notte e meteorologico dinamico. Il nuovo motore di gioco inoltre garantisce un comparto tecnico notevole, con 60 FPS che vacillano solo in alcune situazioni particolarmente concitate, ma senza cali troppo drastici.

Storyline

- in un MMO di solito la trama principale è solo un contorno tra le miliardi di quest da fare, ma in Final Fantasy XIV: A Realm Reborn si è data grande importanza anche alla storia, che risulta interessante e ben narrata, con un climax ascendente che incuriosisce e invoglia a proseguire per scoprire i vari misteri.

Meglio soli che male accompagnati

- Nonostante il fulcro dell'esperienza di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn risieda nella sua componente multiplayer, il gioco è godibilissimo anche da soli, e l'appena citata storyline è un segno della natura quasi più da gioco di ruolo classico offline che da MMO online.

Provali tutti!

- Come scritto poco sopra Final Fantasy XIV: A Realm Reborn sprona il giocatore a provare tutti i vari tipi di classe disponibili, rendendo il gameplay sempre vario e mai noioso. Inoltre anche lo stesso mondo di gioco è strutturato in modo tale da avere sempre l'occasione di provare nuove classi, infatti ogni regione è divisa in varie aree ognuna con mostri di vario livello, in genere divisi in fasce di 5 livelli. All'esterno delle città avremo sempre a che fare con avversari deboli per permetterci di prendere dimestichezza con le nuove abilità, mentre più ci avventuriamo lontano dai centri abitati e più i nemici si fanno forti e pericolosi. Inoltre la presenza degli eventi FATE e delle Levequest, seppur non particolarmente originali, si rivelano una manna dal cielo per velocizzare l'avanzamento del livello di ogni classe, evitando (o quantomeno limitando) il grinding estremo.

Odio

Do you speak english?

- Un difetto non da poco è la mancanza di una localizzazione in italiano: Final Fantasy XIV: A Realm Reborn è completamente in inglese sia nell'audio che nei sottotitoli, e come se non bastasse alcuni personaggi parlano in dialetto o con abbreviazioni che rendono la comprensione ostica perfino a chi l'inglese lo mastica abbastanza. Un vero peccato considerato che la trama è uno dei punti forti del gioco e la quantità di dialoghi non è certo indifferente.

Ma quanto mi costi?

- Gli MMO con un abbonamento mensile sono sempre più rari (giusto WoW ancora resiste) e la maggior parte ha adottato la formula del F2P, ma Final Fantasy XIV: A Realm Reborn non rientra tra questi, per cui se volete continuare la vostra avventura su Eorzea preparatevi a sborsare 10,99 euro al mese.

Riuscirà il nostro eroe a loggarsi?

- Nel momento in cui questa recensione verrà pubblicata il problema che sto per descrivere sarà stato risolto in buona parte, ma non si può dimenticare come il lancio del gioco sia stato gestito in maniera pessima. I server sono letteralmente crollati non riuscendo a sopportare il numero di giocatori connessi, per cui la maggior parte degli utenti si è ritrovata nella prima settimana con l'impossibilità di connettersi. Io stesso ho passato diverse giornate con il PC affianco guardandomi qualche serie TV per passare il tempo mentre con il joypad in mano continuavo a premere ripetutamente il tasto X nel tentativo di loggarmi senza successo. Square è stata costretta a sospendere le vendite della versione digitale e rimborsare chi l'aveva acquistata, ed ha prolungato il mese gratuito di prova di un'ulteriore settimana per scusarsi dell'inconveniente, e per fortuna sembra che il problema sia stato risolto, infatti nelle ultime due settimane i log-in falliti sono stati pochissimi con una situazione decisamente migliorata rispetto all'inferno dei primi giorni.

Tiriamo le somme

Square Enix ha sicuramente imparato degli errori del Final Fantasy XIV originale, e questo nuovo Final Fantasy XIV: A Realm Reborn si presenta come un MMO vasto, immersivo e coinvolgente. Il sistema di combattimento si adatta alla perfezione con il pad di PS3 e il gioco stesso invoglia a provare tutte le numerose classi disponibili, variando di volta in volta lo stile di combattimento. Peccato solo per la mancata localizzazione in italiano e per la spesa extra del canone mensile, ma per il resto Final Fantasy XIV: A Realm Reborn è un titolo estremamente consigliato a tutti gli amanti degli MMO online e della saga di Square Enix.
8.5

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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