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Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue
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Recensione - Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue

Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue è finalmente arrivato nei negozi con il compito di chiudere il cerchio delle Collection dedicate ai numerosi capitoli dell’epopea di Sora, così da prepararci al tanto atteso Kingdom Hearts III. Oltre alle consuete remastered per la prima volta abbiamo anche del materiale completamente inedito, vediamo quindi cosa ci offre questo corposo pacchetto.

Il Gioco

Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue è forse uno dei titoli più lunghi nella storia dei videogiochi, ma lascia intendere quanto sia complessa, articolata e soprattutto frammentata questa saga iniziata ormai nel lontano 2002. Da allora infatti la trama è stata spezzata in diversi giochi usciti su diverse piattaforme, rendendo veramente ostico seguire la trama già complicata di suo. Le recenti Collection 1.5 e 2.5 hanno permesso ai fan di rivivere l’intera saga su un’unica piattaforma (PlayStation 3) e con grafica rinnovata, inoltre tra poche settimane arriveranno anche su PlayStation 4 in attesa del gran finale. Eppure mancavano ancora due importanti tasselli, ovvero Kingdom Hearts: Dream Drop Distance uscito nel 2012 su Nintendo 3DS e Kingdom Hearts X Back Cover, controverso titolo nato come browser game e poi trasferito su mobile. Il piatto forte sicuramente è Dream Drop Distance, ma Square Enix ha voluto concederci anche un assaggio di quello che sarà Kingdom Hearts III grazie a Birth By Sleep 0.2 - A Fragmentary Passage, l’unico elemento che rappresenta una vera novità nonché un passaggio narrativo fondamentale. Analizziamoli quindi con ordine.

Iniziamo con Dream Drop Distance, capitolo che non deve essere assolutamente sottovalutato: il fatto che sia nato su una console portatile non deve trarre in inganno, perché si tratta di un capitolo con una qualità e longevità pari agli “episodi principali”. Certo, lo scotto da pagare è stato un comparto tecnico ridimensionato, ma le remastered servono proprio a questo, giusto? Ecco quindi che Dream Drop Distance sembra rinascere letteralmente, rendendolo quasi irriconoscibile rispetto all’originale. Square Enix ha lavorato duramente per non far sfigurare il gioco rispetto ai suoi compagni, oltre ad aver adattato alla perfezione il sistema dei comandi, in particolare quelli che erano relegati al touch screen del 3DS. Il rinnovato comparto tecnico e il frame rate granitico rendono le battaglie di Sora e Riku sempre spettacolari e coinvolgenti, così come i colori accesi dei nuovi mondi e dei Divorasogni. Queste creature sostituiscono i normali Heartless a cui eravamo abituati, e il motivo è presto spiegato. Dream Drop Distance si svolge dopo gli eventi di Kingdom Hearts II, e lo stregone Yen Sid invia Sora e Riku in una particolare missione che funge anche da esame per essere promossi a Maestri del Keyblade. I due ragazzi infatti nonostante abbiano dimostrato il loro valore sono dei semplici autodidatti, per cui necessitano di un vero addestramento ed esame prima di affrontare nuove minacce. L’avventura si svolge nei mondi dormienti intrappolati nell’oscurità in un sogno eterno, motivo per cui alcuni mondi già visitati nei precedenti capitolo sono differenti da quelli che conoscevamo. Nella Città di Mezzo ad esempio non troveremo più gli iconici eroi di Final Fantasy, ma personaggi tratti da The World Ends With You, titolo sempre di Square Enix uscito nel 2007 su Nintendo DS.

MP Video - Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue

Probabilmente gli sviluppatori hanno optato per questo cambio sia per motivi di trama sia per far risaltare la natura di titolo portatile all’uscita originale su 3DS di Dream Drop Distance, ed ecco quindi che Squall, Cloud e compagnia lasciano il posto a Neku, Shiki, Beat e Rhyme. Il “Fattore Nintendo” si riflette anche nei nuovi nemici Divorasogni con i loro colori sgargianti e forme fin troppo carine e coccolose, tanto che spesso ci si rimane male a doverli eliminare. I Divorasogni si dividono in due tipi, ovvero gli Incubi e gli Spiriti: come potete immaginare i primi sono malvagi mentre i secondi buoni, nonché i nostri più preziosi alleati. Al nostro fianco infatti non ci sono più Paperino e Pippo, ma due Spiriti che potremo creare, potenziare, allevare e collezionare. Ogni Spirito ha caratteristiche e abilità diverse, e una volta creato usando i materiali richiesti dalle Ricette (o tentando mescolando a caso gli oggetti) potremo portarne due in battaglia come supporto. Accumulando esperienza gli Spiriti salgono di livello permettendo di sbloccare bonus passivi o nuove mosse per Sora e Riku, rendendo quindi necessario utilizzare più Spiriti per sbloccare tutte le abilità. Anche in questo caso si sente molto lo zampino di Nintendo, infatti da una parte si trova lo spirito “collezionistico” di Pokémon nell’averli tutti, dall’altro un mix tra NintenDogs e il recente Pokérelax: in qualsiasi momento si può accedere ad una stanza dove accudire i nostri Spiriti coccolandoli letteralmente sfruttando il touchpad del Dualshock 4, oppure giocare con loro con una serie di minigiochi e dargli da mangiare. Tutte queste attività aumentano l’Affinità con lo Spirito e garantiscono un buon numero di punti esperienza per le nuove abilità, per cui tra un mondo salvato e l’altro è buona regola fermarsi ad accudire i nostri compagni.

Sora e Riku percorrono due storie parallele che si intrecciano diverse volte, per cui per avere un quadro completo bisogna sempre giocare entrambi i punti di vista. Spesso eventi che sembrano non avere senso o con buchi di sceneggiatura diventano chiari in un secondo momento, e spesso saremo letteralmente obbligati a cambiare personaggio. Sora e Riku infatti hanno un timer definito dalla Barra Caduta che, una volta riempita, fa cadere il nostro eroe in un sonno profondo e ci mette automaticamente nei panni del suo compagno. Fortunatamente il sistema è molto più permissivo rispetto alla versione originale dove rendeva le sessioni più brevi adattandole al contesto portatile, inoltre si trovano diversi oggetti in grado di rallentare o interrompere momentaneamente il processo.

Il gameplay è quello a cui siamo abituati, con l’alternanza di attacchi e magie, anche se il sistema riprende molto quello di Birth By Sleep delegando al tasto Triangolo tutte le varie Magie e mosse speciali selezionabili con le freccette direzionali e che necessitano di un tempo di ricarica prima di essere eseguite nuovamente. Il frame rate fissato a 60 fps rende le battaglie frenetiche e fluide anche in situazioni concitate o quando si attiva il Fluimoto. Questa è una novità introdotta proprio in Dream Drop Distance e permette a Sora e Riku di spostarsi rapidamente saltando su muri, pali e sfruttando l’ambiente circostante, inoltre può essere usato anche in combattimento per eseguire attacchi speciali. Ci vuole qualche minuto per capire bene come muoversi, ma una volta imparato si possono coprire grandi distanze in pochissimi secondi e raggiungere luoghi apparentemente inaccessibili.

Parliamo ora di Kingdom Hearts 0.2 - A Fragmentary Passage, ovvero l’episodio inedito esclusivo di questa Collection. Gli eventi si svolgono subito dopo il finale segreto di Birth By Sleep, con Acqua che rimane intrappolata nel Regno dell’Oscurità. La storia ci mostra cosa è successo ad Acqua nei 10 anni successivi, ricollegandosi magistralmente al momento finale del primo Kingdom Hearts, mentre il filmato dopo i titoli di coda fornisce la base per quello che sarà l’inizio di Kingdom Hearts III. Si tratta quindi di un capitolo importante, ma non aspettatevi chissà quale complessità di eventi: il tutto purtroppo si conclude in appena 3 ore, lasciando quindi l’amaro in bocca considerando quanto siano di qualità. I motore Unreal Engine 4 rende il gioco spettacolare dal punto di vista visivo, specialmente durante i combattimenti. Lo stile di Acqua è estremamente veloce, aggraziato e basato molto sulle combo aeree, e il tutto viene gestito con la massimo fluidità e ricchezza di dettagli ed effetti speciali. Il combat system è stato leggermente modificato, e oltre ai classici attacchi normali con Triangolo si attivano i Comandi Situazionali, che come suggerisce il nome cambiano in base a determinate situazioni. Ad esempio eseguendo la Magia Blizzard può comparire il comando per farla seguire da Blizzaga, oppure attivare uno stile di combattimento completamente diverso che permette di utilizzare combo alternative. Inoltre per la prima volta si può personalizzare l’aspetto di Acqua con una serie di gadget e ornamenti estetici sbloccabili superando alcune sfide, e anche se non aggiungono nulla a livello di gameplay faranno felici i fan più completisti.

Per quanto riguarda infine Kingdom Hearts X Back Cover infine non c’è molto da dire poiché non c’è nulla da giocare. Si tratta infatti di una raccolta di filmati tratti dal gioco mobile, ma ricreati con l’Unreal Engine 4 come un unico film di poco più di un’ora di durata. A differenza del gioco originale tuttavia la storia viene narrata dal punto di vista dei Veggenti, ovvero cinque Maestri del keyblade allievi dell’enigmatico Maestro dei Maestri. La storia è ambientata migliaia di anni prima degli eventi di Birth By Sleep, quando ancora non si era verificata la Grande Guerra del Keyblade, e tutta la storia ruota proprio attorno ad una profezia che predice quella battaglia, e di come i Veggenti cerchino una risposta alla domanda se è possibile o meno cambiare il futuro. La storia è interessante ma non aggiunge molto a livello narrativo alle vicende di Sora (almeno per ora), e la breve durata finisce comunque rendere Back Cover uno sfizioso extra ma nulla di più.

Amore

Nodi che vengono al pettine

- Credo di non essere il solo ad aver voluto mettere le mani su questa collection principalmente per Birth By Sleep 0.2 - A Fragmentary Passage. Sapevamo già che questo capitolo sarebbe stato breve e quasi una “tech demo” di quello che sarà Kingdom Hearts III, ma quel poco che si è visto basta per far emozionare i fan e anche il gameplay fa sperare in un prodotto di altissima qualità per il sequel. La storia di Aqua è toccante e soprattutto si ricollega alla perfezione con il resto della saga, e finalmente iniziamo a vedere un filo conduttore tra tutti gli episodi così frammentati e spesso incongruenti tra loro.

Un punto di vista inedito

- Back Cover è senza dubbio l’elemento più debole di questa collection, ma anche per chi ha giocato all’originale vale la pena vedere il “film”, poiché narra le vicende non dal punto di vista del giocatore ma da quello dei Veggenti. I filmati inoltre sono realizzati da zero con Unreal Engine 4, permettendo quindi di vedere gli eventi con una qualità di gran lunga superiore rispetto all’originale.

Dal 3DS con furore…

- Dream Drop Distance HD rappresenta un’occasione perfetta per recuperare uno dei capitoli più importanti della saga essendo l’unico che narra eventi successivi a Kingdom Hearts II, ma a causa della console su cui è uscito e i conseguenti limiti tecnici ne hanno ridotto la diffusione. Inoltre il gioco non era nemmeno localizzato in italiano, ulteriore motivo per cui molti fan hanno preferito lasciar perdere e perdersi questa avventura, mentre finalmente il gioco è stato tradotto anche nella nostra lingua. Ora non avete più scuse per rimediare a questa mancanza, e Dream Drop Distance sicuramente non vi farà rimpiangere altri capitoli della saga.

Odio

...ma con alcuni compromessi

- Per quanto possa rasentare il miracolo, la conversione di Dream Drop Distance HD è riuscita solo in parte, infatti da una parte vediamo dei modelli dei personaggi dettagliati, ma dall’altra gli scenari appaiono più spogli e piatti che mai. L’azione si svolge in ambienti praticamente immobili e privi di vita, e specialmente nelle zone “realistiche” come la Parigi de Il Gobbo di Notre Dame l’effetto negativo si nota ancora di più. Nonostante questa collection sia la prima su PlayStation 4 purtroppo la resa visiva generale di Dream Drop Distance a malapena regge il confronto con le vecchie collection su PlayStation 3.

Portatile VS console fissa

- Rimanendo in tema di Dream Drop Distance alcuni elementi creati appositamente per sfruttare le caratteristiche di Nintendo 3DS purtroppo stonano completamente riportati su console fissa. La Barra Caduta che scandisce le sessioni di gioco e l’allevamento degli Spiriti sono tutte feature che su portatile funzionano, ma qui rischiano solo di annoiare. Ci può stare che magari sull’autobus mi metto 10 minuti a coccolare e fare i minigiochi con gli Spiriti piuttosto che andare avanti con la storia, mentre qui spezza solo il ritmo diventando ben presto più un fastidio che altro… e accarezzare i nostri amici con le levette o sfregando il pad è anche abbastanza scomodo.

La fine sul più bello

- Birth By Sleep 0.2 - A Fragmentary Passage è semplicemente bellissimo, motivo per il quale le circa 3 ore necessarie per completarlo volano via lasciando un vuoto non indifferente. E’ come avere una torta nel piatto ma il cameriere te la porta via dopo che ne hai preso solo un assaggio.

Tiriamo le somme

Valutando oggettivamente l’offerta proposta, al momento Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue è la più povera delle tre collection. Birth By Sleep 0.2 - A Fragmentary Passage potrebbe valere da solo l’acquisto, ma la sua durata irrisoria rende l’attesa di Kingdom Hearts III ancora più sofferta, mentre Dream Drop Distance è un’ottima occasione per recuperarlo o rigiocarlo finalmente in italiano, anche se alcune feature mal si sposano in un contesto da console casalinga. Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue è tuttavia un acquisto obbligato per i fan della serie, poiché offre comunque dei tasselli fondamentali per la trama che non possono essere ignorati, ma non aspettatevi la stessa ricchezza di contenuti delle prime due collection.
7.8

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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