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Nioh 2
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Recensione - Nioh 2PS4Game

Sono passati 3 anni dall’uscita di Nioh, titolo di Team Ninja che ha dato un nuovo significato alla parola “imprecare”. Siamo tornati nel Giappone feudale con Nioh 2 per testare la nostra abilità (e pazienza) contro gli Yokai, e tra un fendente di katana e un calendario volante ecco la nostra recensione.

Il Gioco

Con il passare degli anni e il conseguente aumento degli impegni tra lavoro, convivenza, casa, gatti etc. ammetto che non riesco più a stare dietro ai videogiochi come un tempo, per cui quelle poche ore che riesco a ritagliarmi preferisco passarle nella maniera più rilassata possibile, e non mi vergogno a dire che spesso quando un gioco lo permette imposto la difficoltà al minimo (o normale) per godermi principalmente la storia senza stressarmi troppo. I souls-like sono sempre stata un’eccezione. Ho un rapporto di amore/odio con questa tipologia di giochi, poiché da una parte so che non dovrei arrabbiarmi o vedere del prezioso tempo completamente vanificato alla ventesima morte di fila contro un boss, ma dall’altra la scarica di adrenalina e soddisfazione quando finalmente quel bastardo muore rilasciando un succulento bottino è qualcosa a cui non riesco a rinunciare. Nella mia carriera ho giocato e completato praticamente tutti gli esponenti del genere, per cui non mi sento di dire di essere una schiappa o non conoscere le meccaniche dietro questi titoli, e mi sono approcciato a Nioh 2 con la consapevolezza di avere comunque un ottimo bagaglio di esperienza che mi avrebbe aiutato a non trovarmi troppo in difficoltà… povero illuso.

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Ma procediamo con ordine: nonostante il titolo Nioh 2 è un prequel ambientato 50 anni prima degli eventi del primo capitolo, per cui può essere un ottimo punto di partenza anche per chi non ha giocato l’originale. Questa volta tuttavia non impersoneremo un eroe predefinito come William, ma potremo creare il nostro personaggio attraverso un vastissimo editor che permette di personalizzare davvero ogni minimo aspetto del nostro alter-ego. Fin dai primi minuti viene rivelato che il nostro personaggio è un mezzosangue nato da padre umano e madre Yokai, e grazie al suo sangue misto può passare più o meno liberamente tra il mondo degli umani e quello demoniaco degli Yokai. Il muto eroe (o eroina visto che si può scegliere anche il sesso) viene ben presto coinvolta nella guerra tra signori feudali che ha caratterizzato l’era Sengoku giapponese, e naturalmente saremo l’ago della bilancia che sposterà le sorti del conflitto.

MP Video - Nioh 2

Esattamente come nel primo Nioh, la trama prende unicamente ispirazione dalla vera storia di quel periodo e la infarcisce di mitologia e folklore per regalarci uno scenario che giustifichi la presenza di spiriti e creature mostruose pronte a farci la pelle. La trama principale vi terrà occupati per buone 40/50 ore, ma il tempo varia molto a seconda della vostra abilità nel non morire e ripetere intere sezioni e può essere aumentare enormemente grazie alle numerose missioni secondarie e, per i più masochisti, le missioni Crepuscolo dove riaffrontare tutto il gioco con difficoltà aumentata. Sempre come il predecessore non siamo tuttavia di fronte ad una mappa unica come ad esempio Dark Souls, ma ogni missione può essere selezionata da una mappa della regione ed ha una propria area delimitata più o meno estesa.

La struttura generale del gioco riprende molti elementi dal primo capitolo… forse anche troppo, come vedremo più avanti. Il feeling del gameplay è quindi quello a cui siamo già abituati, anche se non mancano alcune migliorie e novità. Oltre a tutte le armi già note infatti sono state aggiunte le doppie accette e un falcione che cambia forma e dimensione a seconda dello stile utilizzato. Una delle caratteristiche principali di Nioh infatti erano i tre tipi di impugnatura dell’arma (alta, media, bassa) che determinavano la velocità, la potenza dei colpi e il costo di stamina per gli attacchi. Imparare a padroneggiare ogni stile e decidere quale utilizzare contro determinati nemici è fondamentale anche in Nioh 2, così come utilizzare il correttamente il Ritmo Ki, ovvero tornare in posizione di guardia appena finita una combo premendo un apposito tasto.

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In questo modo recupereremo una parte della preziosa stamina, permettendo così di attaccare più a lungo o ancora più importante schivare degli attacchi che ci possono uccidere in letteralmente uno o due colpi. La principale novità tuttavia è data dall’Anima: sfruttando il sangue misto del nostro personaggio infatti ci si può trasformare brevemente in Yokai per utilizzare sia tecniche e attacchi dei nemici (ma bisogna prima trovare il relativo nucleo ed equipaggiarlo) sia utilizzare il Contrattacco Esplosivo: quando vediamo un nemico avvolto da un’aura rossa normalmente significa che sta per arrivare un attacco devastante, ma con il giusto tempismo è possibile respingerlo ed infliggere al tempo stesso ingenti danni. La finestra in cui il Contrattacco Esplosivo può andare a segno cambia a seconda del nostro Spirito Guardiano, il quale determina anche la nostra forma Yokai completa in cui è possibile trasformarsi per alcuni secondi e da utilizzare con grande parsimonia.

A questo si aggiunge un rinnovato sistema di progressione che ricorda la classica sferografia dei Final Fantasy, ma i punti abilità da spendere si possono ottenere unicamente utilizzando il più possibile un’arma o una abilità. Ad esempio utilizzando per molto tempo la katana otterrete punti per sbloccare nuove mosse o abilità passive, ma gli stessi punti non potranno essere spesi per le abilità delle accette costringendovi quindi ad utilizzarle se volete potenziarle. Un sistema che rende il “farming” piuttosto lungo, tanto che personalmente sono arrivato alla fine del gioco utilizzando praticamente solo la katana come arma principale e alternando altre armi secondarie, ma nonostante tutto non sono riuscito a completarne del tutto i potenziamenti.

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Le novità di rilievo di Nioh 2 si fermano qui, ed è chiaro come Team Ninja avvia adottato un approccio molto conservativo che non punta ad innovare quanto a limare e perfezionare il gameplay già visto nel primo capitolo.
Anche dal punto di vista tecnico il miglioramento è abbastanza minimo, ma considerata l’ottima base di partenza non è proprio un problema. Il colpo d’occhio è comunque gratificante e si nota una maggiore cura nella varietà delle ambientazioni, passando da verdi foreste ad anguste miniere e centri urbani anche all’interno della stessa missione. Ottimo anche il frame rate, anche se consiglio di giocare con l’impostazione che favorisca proprio la fluidità. È possibile scegliere anche una modalità che aumenta ulteriormente il dettaglio grafico ma a discapito dei frame, ma una aspetto più bello non vale la raffica di imprecazioni per una parata mancata dovuta a qualche piccolo rallentamento.

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Torna infine la componente multiplayer con la possibilità di giocare in compagnia di altri giocatori, anche si in questo caso ad ogni morte si perde una parte di un apposito indicatore e una volta esaurito si è costretti a ripetere la missione dall’inizio. In alternativa si può “evocare” il personaggio di altri utenti presso delle tombe blu e lasciarlo controllare dall’IA, o se invece ci si vuole complicare la vita tramite le tombe rosse si evoca un personaggio ostile.

Amore

Un amore masochista

- Nioh 2 è brutale. Ma brutale nel senso che ti fa venire voglia di lanciare il pad dalla finestra e comprare immediatamente Animal Crossing per rilassarti e controbilanciare lo stress. Eppure è innegabile come la soddisfazione e la gioia quando finalmente si riesce a superare un ostacolo apparentemente impossibile ti fanno dimenticare istantaneamente tutta la sofferenza provata e l’unica cosa che si riesce a pensare è “ne voglio ancora”. Un circolo vizioso quasi malato che tuttavia funziona (è praticamente alla base di questa tipologia di giochi) e Nioh 2 sa come sfruttare al massimo questa “debolezza psicologia”.

Direzione artistica

- Come accennato Nioh 2 per quanto sia comunque bello graficamente non spinge molto sull’acceleratore per quanto riguarda la potenza bruta, mentre si nota una certa cura nella direzione artistica. Il design delle ambientazioni e degli Yokai (in particolare i boss e le trasformazioni del nostro personaggio) sono veramente degne di nota, e non nego che più di una volta mi sono ritrovato a pensare semplicemente “wow”.

Un sentiero tortuoso

- Oltre alla direzione artistica un altro elemento che mi ha piacevolmente sorpreso è il level design. Avere delle mappe “chiuse” ha permesso agli sviluppatori di curarle con maggiore attenzione riempiendole di strade secondarie, bivi, e numerose scorciatoie che rendono meno frustrante ritornare al punto delle sconfitta e riprovare. Nulla che non si sia già visto o di innovativo, ma di sicuro un passo in avanti rispetto alle mappe del primo Nioh.

Odio

Un inizio traumatico

- Le prime ore di Nioh 2 sono state un vero incubo. Il problema non è tanto la difficoltà in sé ma la sensazione che ci sia stato proprio un problema di bilanciamento iniziale: posso capire il fatto di dover prendere confidenza con le armi, capire i pattern di attacco dei nemici e le tempistiche per i contrattacchi, ma all’inizio dell’avventura ovviamente siamo con dell’equipaggiamento basico e senza gran parte delle abilità che rendono l’esperienza quantomeno gestibile, rendendo quindi il tutto ancora più complicato. Non che poi il gioco diventi improvvisamente semplice (anzi), ma il primo impatto è talmente spiazzante che se non avessi dovuto scrivere questa recensione ammetto che forse avrei abbandonato il gioco. Confrontandomi con altri colleghi e amici mi hanno tutti confermato che anche loro si sono trovati davanti ad una difficoltà iniziale più alta rispetto alla media del gioco, e la frustrazione nel ripetere alcuni scontri decine di volte può allontanare i giocatori meno pazienti. Mi sento di consigliere tuttavia di non demordere, e che se all’inizio il gioco vi sembra impossibile è “normale” e di continuare a provare, perché ne varrà la pena.

Nioh 1.5

- Più che un sequel Nioh 2 è una versione migliorata del primo capitolo, e fin qui potrebbe essere giustificato considerato che la formula di base funzionava bene anche se avrei preferito un maggiore coraggio di innovazione. Ciò che invece non mi ha convinto è il palese riciclaggio di alcuni asset come combo, nemici e perfino boss fight, e anche se da un punto di vista narrativo possono avere senso trattandosi di un prequel, vedersi riproposte alcune sezioni praticamente identiche al primo gioco fa storcere il naso. Sembra quasi che il team abbia voluto “allungare il brodo” nonostante non ce ne fosse minimamente bisogno considerata comunque la grande longevità del gioco.

Tiriamo le somme

Nioh 2 è un titolo solido che riprende gli elementi del predecessore migliorandoli e implementando poche ma buone novità, anche se è mancato forse il coraggio di osare qualcosa di più. La formula di base infatti è rimasta invariata, per cui se avete apprezzato il precedente Nioh sicuramente apprezzerete anche questo sequel, anche se il riciclo di asset potrebbe dare un forte senso di déjà-vu. Anche la curva di apprendimento piuttosto ripida potrebbero scoraggiare i giocatori meno pazienti, ma una volta superato l’ostacolo si viene rapiti da un gameplay tecnico e profondo con diverse sfaccettature che aprono a stili di gioco completamente diversi tra loro, il tutto condito da un'ambientazione e personaggi affascinanti.
8.5

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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i Le recensioni di MP esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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