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Fairy Tail
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Recensione - Fairy TailPS4Game

Nonostante sia ormai concluso da diverso tempo, Fairy Tail non ha mai avuto un adattamento videoludico al contrario di altri anime. Koei Tecmo e Gust hanno finalmente riempito questo vuoto, e per la prima volta Natsu e compagni arrivano su PlayStation 4. Vediamo quindi cosa ci aspetta in questa prima avventura!

Il Gioco

Fairy Tail è un manga che ha avuto un notevole successo negli anni, ed era solo questione di tempo prima che arrivasse anche un videogioco ufficiale. Normalmente siamo abituati a vedere adattamenti di anime realizzati dagli studi legati a Bandai Namco, ma questa volta invece a prendere in mano il progetto sono stati Koei Tecmo (che già si era occupata della pubblicazione di Attack on Titan) e Gust, team noto per la saga di Atelier. L’esperienza di Gust nel campo dei giochi di ruolo giapponese di riflette anche in Fairy Tail: non ci troviamo di fronte all’ennesimo action, picchiaduro o musou, ma un vero e proprio JRPG a turni “vecchio stile” e con meccaniche anche abbastanza interessanti.

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Prima di analizzare il gameplay tuttavia è necessario introdurre Fairy Tail anche a chi non conosce il manga, cosa che purtroppo invece viene data per scontata nel gioco. L’avventura inizia infatti con il combattimento contro Hades e l’attacco di Acnologia all’Isola di Tenoru, un evento che avviene all’incirca verso il volume 30 del manga o episodio 120 dell’anime. Viene quindi completamente saltata una grande fetta dell’opera che introduceva i vari personaggi e raccontava eventi piuttosto importanti, per cui se vi avvicinate per la prima volta vi troverete abbastanza spaesati.

MP Video - Fairy Tail

La scelta di far iniziare il gioco con quell’evento ha tuttavia senso a livello “videoludico”, infatti come si vede nel prologo la magia utilizzata per salvare i membri della gilda presenti sull’isola li tiene sospesi nel tempo per ben 7 anni: quando Natsu, Lucy, Gray, Erza e tutti gli altri compagni riappaiono si ritrovano in un mondo profondamente cambiato, con Fairy Tail decaduta e ormai all’ultimo posto tra le gilde. Il gioco sfrutta questo evento proprio per lo scopo principale della storia, ovvero far tornare Fairy Tail ai fasti di un tempo. Per riuscire in questa impresa seguiremo l’arco narrativo dei Grandi Giochi della Magia e la minaccia della Gilda Oscura Tartaros, due delle saghe più avvincenti e importanti dell’intera opera.

I Grandi Giochi della Magia è un torneo a cui partecipano tutte le gilde di Fiore, il mondo in cui ambientato Fairy Tail, e che decreta la migliore dopo una serie di sfide. Se nel manga bastava questo per far tornare la gilda in cima alla popolarità ovviamente nel videogioco non basta, e saremo quindi chiamati ad affrontare varie missioni per scalare la classifica. Le missioni si dividono in in gradi da B ad S, e progredendo nella storia sbloccheremo incarichi via via sempre più difficili ma con ricompense migliori. Completare più missioni possibili è fondamentale sia per andare avanti nella trama (a volte è richiesto raggiungere un determinato rank prima di poter proseguire) sia per potenziare adeguatamente il nostro party sia con l’esperienza sia con dei Punti Gilda necessari per sbloccare potenziamenti passivi e abilità uniche.

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Inizialmente il party sarà composto unicamente da 3 membri, mentre nelle fasi avanzate potremo avere 5 personaggi contemporaneamente in campo. Il roster vanta più di 15 personaggi giocabili, anche se molti andranno sbloccati completando le relative missioni personali, e oltre ai membri storici di Fairy Tail potremo unire le forze anche con membri di altre gilde come Sting, Rogue, Kagura, Ichiya, Sherry e altri ancora. Oltre a salire di ranking raccogliendo specifici materiali è possibile rinnovare anche l’estetica della gilda ampliando e migliorando la struttura, ottenendo in cambio anche alcuni bonus come maggiore esperienza o oro guadagnato, un bar dove bere drink che potenziano le statistiche per alcuni minuti e così via. Non manca infine il crafting con cui creare le Lacrima, dei cristalli magici che fungono da “equipaggiamento” per potenziare ulteriormente i nostri eroi.

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Per quanto riguarda il gameplay come accennato Fairy Tail è un classico JRPG a turni, ma con l’aggiunta di una piccola componente “strategica” per quanto riguarda la posizione dei nemici. Una volta entrati in combattimento infatti gli avversari saranno disposti su una sorta di “scacchiera invisibile” formata da 9 quadrati, e ogni attacco ha un diverso range di azione. Il Pugno del Drago di Natsu ad esempio colpisce un singolo quadrato, mentre il Ruggito del Drago ha un costo maggiore di Punti Magia ma può colpire due quadrati insieme, mentre altri attacchi possono colpire anche con danno pieno in una zona e danno ridotto in quelle vicine. Ci sono inoltre mosse che cambiano la posizione dei nemici spingendoli in varie direzioni, per cui diventa fondamentale anche riuscire a posizionarli dove vogliamo e magari finirli con una potente magia ad area colpendo tutti in un unico attacco. A questo si uniscono altre meccaniche come le Mosse Concatenate, che come suggerisce il nome sono delle combo eseguite da due o più personaggi, e i Risvegli che possono potenziare o anche modificare completamente gli attacchi, come ad esempio Natsu quando entra in modalità Drago del Fulmine Infuocato.

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Dal punto di vista tecnico Fairy Tail sfoggia un classico cel shading che rende alla perfezione lo stile animato, anche se in linea generale il gioco non brilla per qualità grafica come vedremo più avanti. Ottimo il doppiaggio giapponese con le voci dell’anime, peccato non sia stata utilizzata anche la splendida colonna sonora ma solo musiche che tentano di imitarla riuscendo solo in parte. Segnalo però che il gioco ha sottotitoli unicamente in inglese: non è presente alcuna localizzazione italiana.

Amore

Meglio tardi che mai

- Il manga di Fairy Tail esiste dal 2006 e si è concluso nel 2017, e in tutti questi anni mi sono sempre chiesto come fosse possibile che nessuno avesse mai realizzato un gioco per console. Le uniche apparizioni di Fairy Tail nel mercato videoludico infatti sono stati due dimenticabilissimi titoli usciti sulle vecchie PSP e Nintendo DS, per cui non posso che essere felice che finalmente sia stato realizzata una trasposizione più fedele su PlayStation 4, e la speranza è che questa non sia l’ultima volta.

Gameplay inaspettato

- Quando ci fu l’annuncio del gioco durante il Tokyo Game Show dello scorso anno tutto mi sarei aspettato tranne che un gioco di ruolo. Fairy Tail è un prodotto che si sarebbe prestato alla perfezione per un musou o picchiaduro, ma ho apprezzato la scelta coraggiosa di renderlo non solo un JRPG ma senza neanche la componente action lasciando unicamente la strategia e i turni. Questo sistema inoltre ha permesso agli sviluppatori di ricreare alla perfezione le mosse più iconiche dei protagonisti, e sembra sempre di essere in una puntata dell’anime.

Fanservice estremo

- Il manga di Fairy Tail ha ottenuto successo grazie anche ad una evidente dose di fanservice piuttosto spinto, caratteristica che è stata riproposta anche nel videogioco. Durante le missioni secondarie spesso i personaggi hanno dialoghi o situazioni quasi da fanfiction… e sì, i bikini e costumi da bagno sono presenti per accontentare i fan di ogni genere.

Odio

Un pezzo mancante

- Essendo la prima volta che Fairy Tail viene adattato in un videogioco mi sarei aspettato un titolo che partisse dalle origini, e non da praticamente metà dell’opera. Questa scelta rischia di allontanare chi magari voleva provare il gioco per poi avvicinarsi al manga o anime, ma il modo in cui è impostata la trama non lascia davvero spazio ad un novizio per capire cosa stia succedendo. Il gioco cerca in qualche modo di fare dei brevissimi “riassunti” degli eventi passati durante i dialoghi di alcune missioni, ma possono andare bene unicamente per chi comunque ha seguito la serie dall’inizio. È un peccato perché sono state saltate tante saghe interessanti come l’Isola di Galuna, la Torre del Paradiso, Edolas e gli Oracion Sèis, tutto materiale da cui si poteva tranquillamente sviluppare un gioco intero. Avrebbe avuto molto più senso dedicarsi a quello e far uscire questo titolo come sequel.

Missioni secondarie

- La trama delle due saghe presenti nel gioco è riprodotta in maniera abbastanza fedele, il problema sono le numerose missioni secondarie. Queste infatti sono abbastanza banali e ripetitive, solo pochissime hanno una trama vagamente interessante mentre la maggior parte sono il classico “vai, uccidi tot mostri o raccogli i materiali e torna”. Alla fine nei JRPG questo tipo di missioni sono sempre state presenti, ma in Fairy Tail non solo abbondano ma spesso sono anche obbligatorie per proseguire nella storia.

Comparto tecnico

- Dal punto di vista visivo Fairy Tail purtroppo non si difende particolarmente bene. Ad eccezione dei modelli dei protagonisti che sembrano usciti dall’anime il resto del gioco appare fin troppo spoglio e povero di dettagli. Le ambientazioni sono ristrette e molto basilari, così come i (pochi) abitanti che popolano le città e perfino i mostri spesso sono sempre gli stessi modelli con texture o colori diversi. Anche gli effetti particellari delle esplosioni non rendono benissimo, e vanno ad intaccare alcune delle animazioni degli attacchi.

Tiriamo le somme

Fairy Tail si è rivelato una piacevole sorpresa, ma ha ancora ampi margini di miglioramento. A livello di gameplay il gioco è un JRPG a turni divertente, funzionale e anche abbastanza profondo, ma viene “frenato” da un comparto tecnico arretrato e dalla ripetitività della maggior parte delle missioni non legate alla trama principale. Sempre restando in tema di trama è un peccato che sia stata completamente salta tutta la prima metà dell’opera, per cui se siete fan della serie l’acquisto è consigliato, ma se volete avvicinarvi al gioco da neofiti forse dovreste prima recuperare il manga o l’anime se non volete essere completamente spaesati.
7.0

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L'autore

I videogame lo intrigano fin da piccolo nonostante il disappunto della nazi-mamma, che alla fine è costretta a cedere e sopporta anche la sua mania per i Comics, i Manga e il collezionismo di Limited Edition. Spera di farsi strada nel mondo del giornalismo videoludico muovendo i primi passi nel dicembre 2011, inoltre studia psicologia per cercare di capire il comportamento dei fanboy.

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