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Demon's Souls
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Recensione - Demon's SoulsPS5Game

A più di 10 anni di distanza dalla sua prima apparizione, il capostipite dei souls-like approda su PS5 grazie a un remake curato dai veterani di Bluepoint Games in collaborazione con SCE Japan Studio. Sarà Demon's Souls in grado di reggere il confronto con l'originale e di onorare il ruolo di titolo di lancio per le console di ultima generazione? Scopriamolo nella nostra recensione.
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Il Gioco

Demon's Souls è il remake dell'omonimo titolo sviluppato da From Software e pubblicato su PS3 tra il 2009 e il 2010, dal quale riprende in modo pressoché invariato sia la trama sia il gameplay, due elementi che negli anni hanno reso il gioco originale un cult ponendo le basi per la nascita di Dark Souls e di tutto il sottogenere souls-like. La sceneggiatura, proprio come nel capitolo originale, ruota intorno alla maledizione che tiene soggiogato il regno di Boletaria e che minaccia la sorte di tutta l'umanità. Secondo la leggenda, Re Allant avrebbe sfruttato il potere delle anime per garantire ricchezza e prosperità al proprio regno, finendo però per risvegliare il Male rimasto latente per millenni sotto la superficie. Tutto ebbe inizio con una misteriosa nebbia, che dal nulla invase Boletaria isolandola dal mondo esterno. In molti provarono ad oltrepassare la fitta coltre, ma solo uno fece ritorno. Vallarfax delle Nobili Anime Gemelle riuscì infatti a sopravvivere e ad uscire dalla nebbia attraverso una fenditura. Egli raccontò che Re Allant aveva destato l'Antico, un demone millenario, e che il suo gesto aveva liberato nel regno ogni sorta di creature assetate di anime umane. Chi perdeva l'anima finiva per impazzire e questo aveva dato il via a una spirale di follia tale da condannare il regno alla rovina. Vallarfax riferì poi che i demoni, nutrendosi del caos, incrementavano il potere delle proprie anime e questo spinse molti valorosi guerrieri ad attraversare a loro volta la nebbia per andare alla ricerca di gloria e ricchezze, accelerando inesorabilmente il diffondersi del Male. L'unica speranza di salvezza per l'umanità risiede in un avventuriero solitario, che secondo la Profezia oltrepasserà le fenditura per affrontare l'Antico e, forse, liberare il mondo dalla sua malvagità.

Sono queste le premesse narrative dalle quali prende il via Demon's Souls e che si sviluppano in una trama molto articolata, raccontata sia attraverso dialoghi e scene di intermezzo interamente localizzati in italiano sia in modo meno diretto, ossia attraverso le descrizioni degli oggetti o l'ambientazione. Il Remake curato da Bluepoint Studios, proprio come l'originale, si avvale infatti di una narrazione criptica aperta a diverse interpretazioni, ma nel complesso comunque molto più chiara e comprensibile di quella presente nella saga di Dark Souls. Anche per quanto riguarda il gameplay, la nuova edizione non si discosta più di tanto dalla versione originale, proponendosi di fatto come un classico RPG d'azione in terza persona che vede il giocatore interpretare proprio il ruolo dell'avventuriero solitario in un mondo invaso dalla nebbia. Dopo aver creato il proprio alter-ego attraverso un editor completamente rinnovato, che permette di scegliere una classe tra le 10 disponibili, di selezionare il dono con il quale iniziare l'avventura e di modificare esteticamente il protagonista fin nel più piccolo dettaglio, il giocatore può finalmente varcare la fenditura e iniziare il suo viaggio nel mondo di gioco. Un viaggio basato principalmente sull'esplorazione e il combattimento, altri due elementi peculiari che sono stati riproposti in modo pressoché identico nel remake.

MP Video - Demon's Souls

Il regno di Boletaria, anche in questa edizione, si compone infatti di 5 differenti regioni, che possono essere raggiunte sfruttando il potere delle Arcipietre custodite nel Nexus, una sorta di tempio/hub nel quale risiedono alcuni mercanti e alcuni NPC fondamentali. In ogni regione ci sono più Arcipietre, la versione primordiale dei famosi falò di Dark Souls, ma inizialmente solo la prima è accessibile ed utilizzabile come punto di destinazione di viaggio rapido dal Nexus. Per sbloccare le altre, il giocatore deve esplorare le varie ambientazioni, sconfiggere i nemici e abbattere il Boss dell'area, così da raccoglierne l'anima e liberare la relativa Arcipietra. Questo permette al protagonista di avanzare e, soprattutto, di non dover ripetere all'infinito le stesse sezioni in caso di morte. La nebbia infatti tiene prigioniere le anime dopo la dipartita, costringendole a rimanere sospese in eterno in una sorta di limbo. Dopo ogni sconfitta, il giocatore lascia sul terreno le anime raccolte fino a quel momento e viene riportato all'ultima Arcipietra visitata. L'unica chance di non perderle definitivamente è quella di tornare nel punto della propria morte e recuperarle, ma si tratta di una cosa più semplice a dirsi che a farsi. Così come il protagonista, anche tutti i nemici comuni presenti nel gioco sono infatti imprigionati in un ciclo infinito di morte e rinascita, il che si traduce in un respawn costante degli avversari dopo ogni sconfitta, oltre che dopo ogni utilizzo delle Arcipietre.

A questo si somma poi la meccanica della "doppia-morte", introdotta da From Software nella sua versione più conosciuta proprio in questa occasione. Il giocatore ha si l'opportunità di recuperare le anime lasciate sul terreno dopo la morte, ma solo se riesce a raggiungerle senza essere sconfitto di nuovo. In caso contrario, la perdita diventa definitiva, con tutto ciò che ne consegue. Questo sistema viene inoltre influenzato dalla "tendenza" del mondo di gioco, che come nella versione originale riflette la condotta e l'allineamento del nostro personaggio. Una condotta "chiara", ottenibile uccidendo solo i nemici e aiutando gli NPC, semplifica il livello di sfida, offrendo di contro un loot meno remunerativo. Di contro, una condotta più "oscura" renderà gli scontri più complessi ma allo stesso tempo più interessanti per quanto riguarda le ricompense ottenute. Raggiungendo uno dei due estremi si ottiene inoltre l'accesso ad alcune aree extra, si sbloccano alcune side-quest opzionali e si incontrano NPC o nemici inediti.

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Anche sotto il profilo del combat-system Demon's Souls è fondamentalmente lo stesso gioco del 2009. Il sistema di controllo si basa su una mappatura dei tasti tanto comune oggi quanto rivoluzionaria all'epoca. Il titolo originale fu infatti il primo a proporre uno schema basato sull'utilizzo dei tasti dorsali e la nuova edizione non modifica praticamente nulla sotto questo punto di vista. Del tutto immutata anche la gestione degli scontri, sempre estremamente impegnativi e che richiedono al giocatore attenzione, capacità di osservazione e ottimi riflessi nell'eseguire schivate, parate e contrattacchi. Ogni avversario presente nel gioco, da quelli comuni ai demoni più minacciosi, dispone infatti di un proprio set di attacchi, di punti di forza e di debolezze che devono necessariamente essere interiorizzati dal giocatore per arrivare al successo. Un processo non sempre immediato e che, date le caratteristiche del gioco, potrebbe tradursi nella necessità di dover ripetere numerose volte la stessa sezione o la stessa boss-fight prima di poter avanzare verso l'area successiva. Pochissime le differenze anche per quanto riguarda la gestione dell'inventario e la progressione. Il giocatore può equipaggiare un vasto ventaglio di armi, di armature e di oggetti incantati, ognuno dei quali dispone di caratteristiche peculiari che, nella stragrande maggioranza dei casi, vengono influenzate dagli attributi che caratterizzano il protagonista.

La progressione di questi parametri, così come la possibilità di acquistare o riparare oggetti dai mercanti, si basa invece sull'utilizzo delle anime, che rivestono il ruolo di risorsa "unica" alla quale attingere per entrambe le attività. Nel corso dell'avventura è inoltre possibile raccogliere alcuni materiali particolari che permettono di potenziare l'equipaggiamento interagendo con uno dei fabbri presenti nel gioco. Le uniche vere differenze di gameplay rispetto alla versione originale riguardano la gestione dell'inventario, resa più agile grazie all'introduzione di alcuni slot extra accessibili premendo il touch-pad del controller e di un sistema che invia automaticamente gli oggetti in eccesso al deposito, e i limiti inseriti per gli oggetti curativi. Demon's Souls, a differenza dei souls-like più recenti, non prevede infatti la presenza di fiaschette ricaricabili come le Estus ma basa tutto sul consumo di erbe, che nella versione originale potevano essere accumulate quasi all'infinito e per le quali nel remake è stato invece introdotto un limite massimo.

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La nuova edizione ripropone infine lo stesso peculiare sistema di gestione della componente multigiocatore, ma con un incremento del numero massimo di giocatori che passa dai 4 della versione originale ai 6 di questo remake, che di fatto si allinea a quanto visto negli ultimi episodi della saga di Dark Souls. Le funzionalità online permettono ai giocatori sia di collaborare, evocando altri avventurieri o facendosi evocare nelle partite altrui con l'inedita possibilità di limitare questa possibilità ai soli amici attraverso l'uso di una password, o di "invadere" un altro avventuriero per sfidarlo in un classico PvP. Tra le modalità presenti in Demon's Souls troviamo anche la consueta opzione "Nuovo Gioco +", che consente di rigiocare più volte l'avventura incrementando di volta in volta la difficoltà e le ricompense ottenute, mantenendo ovviamente i progressi ottenuti nella partita precedente. Le uniche aggiunte operate da Bluepoint Studio sotto questo aspetto riguardano l'introduzione della "Modalità Frattura", che consente di rigiocare l'intera avventura in un mondo "specchiato", e la presenza di una nuova area segreta sbloccabile solo ottenendo specifici oggetti in questa particolare modalità. L'insieme di tutti questi fattori rende difficile dare indicazioni sulla longevità di un titolo che, in modo analogo a quanto accaduto nel 2009, può tenere il giocatore impegnato per un numero di ore molto variabile che va dalle circa 20h necessarie per completare una run non particolarmente approfondita a un numero imprecisato di nottate insonni nel caso si volesse esplorare fino in fondo la lore, raggiungere i due finali disponibili e scoprire al 100% tutti i segreti presenti nel gioco.

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Se sotto il profilo della sceneggiatura e del gameplay Demon's Souls non si discosta molto dalla versione originale, lo stesso non si può certo dire del comparto tecnico. Bluepoint Studio infatti ha preso il codice e il level design originali e li ha trasferiti di peso nel suo engine proprietario, potenziato per l'occasione in modo da sfruttare le nuove capacità di PS5, impreziosendo il tutto con nuovi modelli poligonali, nuove textures in alta definizione, nuovi effetti particellari e un sistema di illuminazione di ultima generazione. La nuova versione del motore grafico permette ai giocatori di selezionare due modalità di visualizzazione, entrambe con pieno supporto alla tecnologia HDR: la prima, quella Cinematografica, garantisce una risoluzione 4K nativa abbinata alla massima qualità possibile delle textures ma con frame-rate bloccato a 30fps mentre la seconda, denominata Perfomance e indicata anche dagli sviluppatori come quella "ideale", raddoppia il frame-rate portandolo a 60fps rinunciando però alla risoluzione UHD nativa in favore di una gestione dinamica della stessa. Le opzioni di personalizzazione presenti consentono inoltre di attivare alcuni particolari filtri cromatici, così da modificare le tonalità generali dell'ambientazione, e di immortalare ogni sequenza attraverso una modalità fotografica attivabile in qualunque momento premendo i due stick analogici. Demon's Souls è anche uno dei primi titoli a sfruttare la tecnologia audio proprietaria "Tempest", che permette di godere di un effetto audio 3D davvero immersivo utilizzando cuffie che supportano la gestione spaziale del suono, e il feedback aptico del DualSense, seppur in modo abbastanza marginale.

Amore

L'origine di un mito

- Giocare Demon's Souls significa rivivere un momento epocale dell'evoluzione dei videogiochi perché ormai capita sempre più di rado di imbattersi in titoli capaci di dare vita a un nuovo genere (o sotto-genere) con tanto di nome dedicato. Titoli che spesso sfidano le convezioni e che, altrettanto spesso, non ricevono il giusto tributo quando raggiungono il mercato, ma aprono la strada a quello che verrà dopo. Oggi tutti conosciamo Dark Souls, quasi tutti lo abbiamo provato almeno una volta e in molti, per non dire moltissimi, si sono appassionati ai souls-like, non solo quelli sviluppati da From Software. Immergersi nell'impenetrabile nebbia che avvolge Boletaria in Demon's Souls vuol dire tornare dove tutto è cominciato e assaporare ancora una volta il piacere della scoperta, della sfida e della soddisfazione. Un piacere "imperfetto" e affascinante, reso ancora più irresistibile da una presentazione completamente rinnovata che dona il giusto lustro a un opera miliare senza intaccarne minimamente la struttura di gioco originale.

Tecnicamente ineccepibile

- Sotto il profilo squisitamente tecnico, il remake confezionato da Bluepoint Studio lascia davvero poco spazio alle critiche. L'impatto grafico generale è ottimo in entrambe le modalità di visualizzazione messe a disposizione degli sviluppatori, contribuendo a rendere ancora più vivo e opprimente il regno di Boletaria. Il lavoro svolto su modelli, textures, animazioni e illuminazione permette al gioco di entrare di diritto nella next-gen e di offrire un primo assaggio delle potenzialità della nuova console Sony. A rendere l'intera produzione ancora più attuale ci pensa poi la tecnologia audio Tempest, che con le giuste cuffie può trasformare radicalmente l'esperienza di gioco aumentando in modo esponenziale il coinvolgimento.

Gameplay inimitabile

- Questo in realtà è più un merito del gioco originale che non del remake, ma va dato atto agli sviluppatori di aver fatto la scelta migliore nel limitare al minimo indispensabile gli interventi e le modifiche alla struttura di gioco confezionata da From Software. Il giocatore può infatti decidere liberamente come affrontare l'avventura, quale stile di combattimento adottare e come far progredire il personaggio all'interno di un sistema di gioco all'apparenza ripetitivo, per non dire frustrante, ma che riesce sempre a trasmettere la sensazione di progresso, anche dopo l'ennesima sconfitta per mano dello stesso avversario. L'originale Demon's Souls viene infatti ricordato come uno dei titoli più impegnativi e questa nuova edizione non si discosta quasi per niente dalla versione del 2009, mantenendo intatti anche tutti i capisaldi che hanno permesso al genere di diventare un vero e proprio fenomeno di massa, come il combat-system vario ed appagante e la possibilità di sperimentare con le build in perfetto stile GDR.

Editor superlativo

- Se avete giocato un souls-like sviluppato da From Software, sicuramente vi sarete trovati a inveire contro la parte del team che si occupa degli editor, da sempre poco approfonditi e tradizionalmente incapaci di generare personaggi accettabili. Per fortuna, tra le caratteristiche che Bluepoint Studio ha deciso di rivedere radicalmente nel remake è stato incluso proprio il tool dedicato alla creazione del proprio alter-ego. In Demon's Souls il giocatore può finalmente personalizzare in modo approfondito il personaggio attraverso un'interfaccia che sfrutta l'hardware a disposizione per generare un modello di altissima qualità e che offre tantissime opzioni con cui personalizzare il proprio avventuriero prima di attraversare la fenditura e affrontare l'Antico.

Odio

Level design "antiquato"

- Nonostante l'ottima realizzazione tecnica, Demon's Souls non riesce a nascondere completamente le sue origini, specie quando si confrontano le ambientazioni e l'intreccio di percorsi del remake con quello dei titoli From Software più recenti. Le 5 regioni di Boletaria, per quanto ben caratterizzate e graficamente all'avanguardia, impallidiscono di fronte a quanto messo in campo con i titoli successivi sia in termini di estensione sia in termini di complessità e intreccio dei percorsi a disposizione. Ovviamente non si poteva pretendere modifiche più sostanziose da un remake sviluppato con l'intento di omaggiare un grande classico senza intaccarne la struttura portante, ma si tratta comunque di un aspetto che potrebbe far storcere il naso a una fetta del pubblico.

Dual-Sense poco sfruttato

- Personalmente sono rimasto particolarmente deluso quando ho scoperto che Demon's Souls sfruttava in modo estremamente marginale le potenzialità del DualSense. L'unica implementazione degna di nota riguarda il feedback aptico, che risulta comunque molto marginale e non riesce in alcun modo a lasciare il segno. Da questo punto di vista si sarebbe sicuramente potuto fare molto di più, specie se si considerano i risultati ottenuti con gli altri titoli di lancio.

Tiriamo le somme

Demon's Souls è un remake davvero pregevole, che mescola il gameplay e la trama originali con un comparto tecnico di ultima generazione capace di lasciare a bocca aperta dalla sequenza di apertura ai titoli di coda. Tutte le caratteristiche che hanno permesso alla versione originale di entrare nella leggenda e di "piantare" il seme dal quale sarebbe poi germogliato il genere dei souls-like non solo sono rimaste intatte, ma beneficiano in modo davvero inaspettato delle incredibili novità introdotte dal nuovo engine grafico. Qualche retaggio del passato purtroppo resta e sicuramente si poteva fare di più per sfruttare il DualSense, vero punto di forza della nuova console, ma anche così Demon's Souls rimane un gioco davvero incredibile, capace di regalare ancora tantissime emozioni e di catturare l'attenzione dei giocatori molto a lungo. Un titolo che tutti gli appassionati del genere, navigati e non, dovrebbero aggiungere al più presto alla loro collezione.
8.8

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L'autore

Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS ed ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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