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The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition
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Recensione - The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition

Dopo edizioni remaster di tutti i tipi, arriva finalmente una di quelle più attese dagli appassionati di RPG: The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition porta con sé non solo una grafica adeguata alle nuove console ma anche il pieno supporto alle mod, per permetterci di personalizzare ed estendere l'esperienza di gioco. Scopriamo assieme le migliorie apportate al gioco, cercando di capire se queste valgano il prezzo di un nuovo viaggio nelle selvagge terre di Skyrim.

Il Gioco

A cinque anni dalla sua uscita originale, è tornato il momento di calcare nuovamente il suolo gelato della regione più settentrionale di Tamriel, la terra dei fieri Nord nota come Skyrim, così come è nuovamente ora di impugnare spade e mazze ferrate ormai incrostate di ruggine, di rispolverare le tuniche e le staffe da mago e di affilare i nostri fidi pugnali. The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition ci vede ancora una chiamati a fronteggiare nei panni dell’eroico Sangue di Drago la minaccia che, dopo la crisi dell’Oblivion vissuta nel quarto capitolo, si allunga minacciosa come un’ombra su questa terra priva di pace: quella del ritorno dei potentissimi draghi. Questo era l’incipit narrativo che dava il via al nuovo The Elder Scrolls, un vastissimo GDR che immergeva il giocatore in un mondo dettagliatissimo e zeppo di missioni da intraprendere, di storie da vivere, di insidie da affrontare; e come 5 anni fa, il gioco ci propone nuovamente il suo mix fatto di esplorazione open world, combattimenti, magie, numerosissimi luoghi da visitare, tanti personaggi con i quali interagire ed una storia appassionante ricca di mistero. Il titolo è stato ampiamente trattato a suo tempo nella nostra recensione, quindi in questa sede approfondiremo le caratteristiche di questa edizione remaster che ci permette di rivivere, o vivere per la prima volta, qualora ve lo foste lasciati sfuggire, il capolavoro di Bethesda.


MP Video - The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition

Come per ogni ri-edizione di questo tipo, The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition arriva con notevoli miglioramenti nel comparto visivo che, seppur non riescano ovviamente a mascherarne la natura old-gen, sono in grado di farlo brillare di una luce nuova, grazie ad una risoluzione a 1080p, un frame-rate inchiodato a 30fps e migliorie negli effetti di luce, particellari e nel dettaglio generale delle texture. Oltre a questo non trascurabile aspetto, il pacchetto remaster include tutte e tre le grandi espansioni uscite dopo il lancio del gioco: Dawnguard, Hearthfire e Drangonborn, ognuna delle quali aggiunge nuove storie e features alla già ampissima storia originale.


Ma The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition ci offre anche qualcosa di completamente nuovo, almeno su console, per i giocatori del titolo originale: il supporto alle Mod, i nuovi contenuti e modifiche a meccaniche e motore realizzate dalla comunità dei fan, che ci permettono di personalizzare ed espandere l’universo di gioco in tantissimi nuovi modi diversi. L'utilizzo delle Mod avviene in maniera analoga a quanto visto in Fallout 4, con un apposito menu che ci permette di scorrere tutte quelle esistenti ed installarle per verificare in che modo possano cambiare il gioco. Un vero mare di nuove missioni, magie, armi ed armature ma anche vere e proprie nuove dinamiche di gameplay. Insomma, se già Skyrim ci permetteva di perdere centinaia d'ore, con le tre espansioni e tutte le Mod della community promette di non stancare mai i fan della saga del Dovahkiin.

Amore

Una nuova pelle

- Seppur - all'infuori delle Mod - The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition non introduca nuove meccaniche di gameplay né alcun tipo di modifica all'interfaccia, è comunque sorprendentemente piacevole trovarsi a girovagare ancora una volta per l’insidiosa e gelida Skyrim, con le sue distese ghiacciate, le rigogliose foreste, gli impetuosi corsi d’acqua ed i mille pericoli. Come in passato, l’alternanza di giorno e notte assieme alla mutevolezza delle condizioni metereologiche regalano paesaggi da cartolina, con intense albe rosso fuoco e profondissimi cieli stellati, fitte e sferzanti tormente di neve ed aurore mozzafiato. Intendiamoci, il gioco tradisce un look old-gen piuttosto marcato e certamente l’impatto visivo non può essere paragonato a quello di prodotti più recenti, soprattutto se l’attenzione va a concentrarsi su specifici dettagli come alcune texture non propriamente definite o animazioni a volte legnose, ma rimane indubbio che l’aggiunta di nuovi effetti luce volumetrici, una revisione agli effetti particellari per la nebbia che risulta ora ancora più convincente, shader per acqua e neve migliorati ed una maggiore profondità di campo visivo, unitamente ad una risoluzione nativa a 1080p ed a 30 fps costanti, abbiano concorso a far vivere una splendida seconda giovinezza ad un titolo con ormai qualche anno sulle spalle.

La storia infinita

- No, nessun riferimento al film cult degli anni ’80, semplicemente un’indicazione temporale della longevità di The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition. Sì, perché se non bastassero la campagna principale e le tre espansioni ufficiali, già di per sé in grado di regalare ai giocatori un numero imprecisato di ore (comunque quantificabili nell’ordine delle diverse centinaia), l’asso nella manica del GDR Bethesda è costituito dal pieno supporto alle numerose mod create dalla sua florida community, in grado di arricchire e personalizzare l’esperienza di gioco con un numero impressionante di variabili. Un esempio è costituito da “Frostfall”, una Mod che muta in maniera radicale il nostro approccio col mondo di gioco introducendo un nuovo temibile nemico: il freddo. Installata questa Mod, Skyrim si trasforma infatti in un gioco survival, dove oltre a guardarci le spalle dai già noti pericoli dobbiamo fare i conti col rigido clima per evitare di incorrere nella morte per ipotermia gestendo al meglio il calore del corpo e l'esposizione al freddo. Ma questo è solo un esempio: il gioco ci permette di provare letteralmente centinaia di Mod, installabili anche contemporaneamente, che aggiungono nuove razze (compreso il Saiyan!), migliorano la grafica, introducono nuove magie, modificano il sistema di dialogo, cambiano la storia, migliorano il crafting e così via. Solo l'esperienza di visionare e provare tutte le mod più interessanti vi porterà via decine se non centinaia di ore aggiuntive.

Odio

Tabula rasa

- Questo era già stato preannunciato da Bethesda, quindi non arriva come una sorpresa ma è comunque fastidioso: non c'è modo per i giocatori che hanno già spolpato il titolo originale sulla vecchia console di importare i propri salvataggi nel nuovo gioco. Se pensavate quindi di tornare in Skyrim col vostro eroe ben livellato ed equipaggiato per godervi magari solo l’esperienza offerta dalle Mod, purtroppo non potrete farlo: il gioco vi costringe a ricominciare l’avventura da zero con un nuovo personaggio. Buttare decine o centinaia d'ore di gioco, per non parlare di un personaggio al quale ormai siamo affezionati, non è bello: eppure le possibilità tecniche per realizzare qualcosa del genere non mancavano. Peccato.

Le smagliature di un tempo

- In ambito ludico la parola “vastità” va quasi sempre a braccetto con bug, ed in tal senso Skyrim era famoso per essere afflitto da numerosi bachi, più o meno gravi, dovuti proprio alla sua imponenza. Questo remaster purtroppo non fa nulla per risolvere quei fastidiosi nei, e può capitare in alcuni frangenti di vedere un pesante mammut spiccare senza alcuna spiegazione né logica un salto di decine e decine di metri d’altezza per poi schiantarsi rovinosamente al suolo, o ancora vedere alcuni personaggi scomparire da un luogo per poi ricomparire qualche metro più avanti, oltre a fastidiosi fenomeni di compenetrazione poligonale. Problemi già noti da tempo ai quali sarebbe stato auspicabile porre rimedio.

Una nota stonata

- Un difetto non imputabile a Bethesda ma comunque meritevole di segnalazione è il fatto che la stragrande maggioranza delle mod siano sviluppate in lingua inglese, con tutto ciò che ne deriva: menu, dialoghi e descrizioni si presentano quindi in tale lingua, rendendone difficoltosa la fruizione per chi non avesse dimestichezza con questo idioma. Altro difetto non trascurabile per gli amanti degli obiettivi è costituito dal fatto che andando a caricare una mod, questi non possano venire sbloccati. Fortunatamente il gioco presenta salvataggi distinti per la versione “moddata” del gioco rispetto a quella “liscia”, permettendo in ogni momento di caricare una partita pre-mod.

Tiriamo le somme

Nonostante alcune piccole sbavature, l’operazione di remaster di The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition può dirsi pienamente riuscita: gli sviluppatori hanno donato nuova luce al loro capolavoro, impreziosendolo dal punto di vista grafico ed al contempo arricchendolo con i tantissimi contenuti non ufficiali offerti dalle mod. La scelta di offrirlo a prezzo pieno potrebbe scoraggiarne l’acquisto immediato per chi l'ha già spolpato all’epoca, ma sicuramente rimane un must per gli amanti di GDR che non l’avessero potuto apprezzare negli ultimi cinque anni.
8.2

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